Archivio del Fendente

2007-2011

Archivio per la categoria “attualit”

CAPITALI IN USCITA: EMORRAGIA IMPONENTE

Gli immigrati: 4,4 miliardi spediti a casa

Cifra raddoppiata in 2 anni: Italia terza nella Ue In testa i trasferimenti verso Romania e Cina

Elisabetta lavora da cinque anni come badante a Roma. Viene dall’Equador. E negli ultimi tempi è sempre più soddisfatta per il suo lavoro. Come lei anche Luisa del Perù o Lisetta che invece arriva dalle Filippine. Il motivo? L’apprezzamento del dollaro sull’euro  (NDR. DEL FENDENTE: E’ L’INVERSO) che ha fatto lievitare il valore dei soldi che ogni mese riesce a mandare a casa, visto che in America Latina, come in Asia, la moneta di riferimento resta il biglietto verde. Ne beneficia la sua famiglia, ma anche l’economia del suo Paese che come molti altri trova nel denaro inviato dagli emigranti il principale sostegno allo sviluppo. Basti pensare che le rimesse dei lavoratori all’estero rappresentano molto spesso per i Paesi in via di sviluppo una voce più significativa degli aiuti ufficiali e della cancellazione del debito. In quest’ottica si può dire che l’Italia sia ai primi posti tra i «benefattori ». Il calcolo lo ha fatto due anni fa — ed è il più recente su vasta scala — il Fondo monetario internazionale rilevando che sulla base dei dati del 2004 gli Usa sono al primo posto tra i Paesi da cui partono le rimesse mentre l’Italia è al nono. In Europa invece, e i dati diffusi da Eurostat sono relativi al 2006, l’Italia è al terzo posto dopo Spagna e Gran Bretagna con un volume di quasi 4,4 miliardi di rimesse inviate all’estero su un totale di 27 miliardi di euro (nel mondo il totale è di 226 miliardi di dollari).

Le cifre e la graduatoria sono però nel frattempo cambiate. Perché dopo aver quasi esaurito a fine anni ’80 il flusso inverso delle rimesse incassate, l’Italia presenta un trend costante di aumento delle somme inviate all’estero dai lavoratori stranieri. Negli ultimi tre anni, poi, c’è stata un’accelerazione e il 2007, stando ai dati più recenti segnalati dalla Banca d’Italia e dall’Ufficio italiano cambi, si avvia a produrre un nuovo record delle rimesse degli immigrati. Che, e il fatto non è certo privo di importanza, costituisce una voce piccola ma non trascurabile della nostra bilancia dei pagamenti.

Le cifre ufficiali sottostimano il fenomeno perché prendono in considerazione solo i canali bancari e da ultimo le segnalazioni dei principali money transfer, ivi compreso il canale postale. Sfuggono così alle statistiche i trasferimenti fatti attraverso piccoli intermediari non riconosciuti oppure tramite conoscenti o familiari. A livello mondiale l’Fmi ritiene che il volume del sommerso sia il 50% dell’emerso, mentre c’è anche chi arriva ad ipotizzare moltiplicatori di 3 o 5 volte.

In Italia i dati (che per la prima volta comprendono anche le segnalazioni dei principali money transfer) segnalano rimesse per 4,35 miliardi di euro nel 2006 contro i 3,9 miliardi del 2005 e i 2,7 miliardi del 2004. Nel 2007, solo nei primi sei mesi, le rimesse hanno superato i 2,67 miliardi di euro, praticamente la cifra dell’intero 2004. Se si calcola anche luglio la somma complessiva supera i 3,18 miliardi. Di contro il flusso inverso, cioè le rimesse degli italiani all’estero che ancora provengono da Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Regno Unito, Spagna, Svizzera, Canada e soprattutto Stati Uniti, ha raggiunto nei primi 7 mesi del 2007 i 154 milioni (248 nel 2006, 233 nel 2005 e 228 nel 2004). Negli ultimi tre anni, rileva la Banca d’Italia nella sua relazione annuale, tra i primi quindici Paesi destinatari delle rimesse figurano stabilmente ai primi posti Romania, Cina, Filippine e Marocco che pesano per circa il 50% del totale.
L’importanza della Romania e del Marocco in graduatoria è coerente con la prevalenza dei loro cittadini nel territorio italiano; quella della Cina e delle Filippine può riflettere invece un maggior ricorso a canali formali di trasferimento internazionale di fondi da parte degli immigrati più lontani dai propri Paesi di origine. Andando ancora più nel dettaglio il numero complessivo delle rimesse è stato, nel 2006, di 10,3 milioni e l’importo medio di ogni singolo invio è stato pari a circa 400 euro. Quanto alle province più attive, svetta Roma seguita da Milano.

Il tema delle rimesse non è però solo materia di statistiche. I flussi, e gli intermediari che trasferiscono i fondi, sono costantemente sotto osservazione per la normativa antiriciclaggio. Le informazioni statistiche, ha detto recentemente il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi davanti alla Commissione antimafia, «non consentono un riscontro sull’origine delle rimesse di cui una parte importante proviene verosimilmente da attività svolte in un contesto di economia sommersa che si presta all’evasione della normativa fiscale ». Dopo l’inchiesta di due anni fa che ha portato nella rete della magistratura alcuni money tranfer, sono state introdotte regole più rigorose per l’esercizio di tale attività: gli intermediari che aderiscono ai circuiti internazionali sono 32 con Western Union (cui aderiscono Finint e Angelo Costa) e Moneygram (di cui le Poste sono referenti italiani) che gestiscono il 70% del valore e l’80% del numero delle rimesse. Gli «agenti finanziari» di cui tali intermediari si avvalgono sono circa 38 mila, di cui il 50% operativi nel settore dei trasferimenti di valuta. Ed è su questi che si indirizza principalmente l’attività di controllo della Guardia di finanza che nel 2006 ha svolto 410 indagini e ha segnalato 796 operazioni sospette riguardanti in gran parte soggetti cinesi e senegalesi.

Stefania Tamburello  Il Corriere della Sera.it  28 dicembre 2007

Ndr:  Le cifre relative al (legale) trasferimento all’estero dei soldi guadagnati in Italia dagli immigrati hanno raggiunto valori notevolissimi ed in crescita costante.

L’appezzamento dell’euro sul dollaro (e non l’inverso come scritto erroneamente nell’articolo) ha poi migliorato ulteriormente l’entità dei trasferimenti ai Paesi di origine in cui spesso vige ancora il “re-dollaro”.

Si tratta di imponenti risorse finanziarie, quasi una mezza legge finanziaria, che vengono sottratte ai consumi ed agli investimenti domestici. Quindi nulla producono, né produrranno per il nostro Paese.

Questo, entro certi limiti, è cosa abbastanza“normale” in tutti i Paesi in cui l’immigrazione rappresenta un fenomeno significativo o di massa.

Peccato che, se almeno una parte dei tanti “disoccupati ufficiali” avesse accettato i lavori poi espletati dagli immigrati, il Paese non solo non avrebbe sprecato risorse per il loro mantenimento, ma  non avrebbe anche subito un’emorragia così imponente ed ormai strutturale di capitali in uscita.

I nostri governanti ci avranno pensato ?

Stow. 

 

 

MENINGITE: VACCINAZIONE DI MASSA.

Meningite: vaccinazioni in Veneto dei giovani tra i 15 e 29 anni.

Al via le vaccinazioni di massa nel trevigiano contro la meningite. Ad essere vaccinati saranno i giovani dai 15 ai 29 anni dei sei comuni di residenza delle persone contagiate nei giorni scorsi dal meningococco di ceppo C: Treviso, Conegliano, Pieve di Soligo, Silea, Trevignano, Vedelago.

Si tratta della seconda fase del piano di vaccinazioni stabilito da Ministero della Salute, Regione Veneto e le tre Ulss trevigiane dopo il diffondersi dei casi di contagio.

La prima fase, scattata il 21 dicembre, comprendeva la vaccinazione di 500 persone che avevano partecipato alle feste dell’8 e 9 dicembre da dove era partito il contagio, insieme a familiari e amici degli otto contagiati (di cui tre deceduti).

Stavolta, invece, la vaccinazione riguarderà l’intera fascia di età dai 15 ai 29 anni, a scaglioni di coorti di età crescenti: si parte questa mattina con i ragazzi del 1991 e 1992 della Ulss 7, quella dei comuni di Pieve di Soligo e Conegliano. Finora non si registrano file. In tutto, dovrebbero essere vaccinati tra i 28.000 e i 30.000 giovani.

 

SCUOLA: LA DENUNCIA DI FIORONI

clip_image001ossia: un dramma l’ignoranza nelle scuole. Di chi la colpa ?

SILVIO, MA COSA DICI !?

Berlusconi, Prodi si dimetta-Governo ostaggio estremisti, alleati vi voglio mare di bene

(ANSA) – MILANO, 15 DIC – ”Non capisco come Prodi non abbia la dignita’ di presentarsi dal capo dello Stato per dare le dimissioni”, dice oggi Silvio Berlusconi. Parlando a Milano alla manifestazione del partito dei pensionati, Berlusconi ha affermato che ”il governo e’ in balia dei movimenti estremisti e tutto il paese e’ in balia di questo governo”. Quindi un messaggio agli alleati:”Siamo stati insieme per 14 anni, se volete mantenere la vostra identita’ sarete i nostri privilegiati. Vi voglio un mare di bene”.clip_image001

 Ndr. " Vi voglio un mare di bene" – L’ultima birichinata del Cavaliere !

PRUDENZA PER CHI VIAGGIA

Maltempo: autostrade, nevicate nella notte, rischio ghiaccio

I punti piu’ critici in Adriatico, con le catene nel Materano

(ANSA)  -Nevicate anche intense fino alle quote basse nella notte sulla rete della societa’ Autostrade ed ora e’ il ghiaccio a creare maggior pericolo. I punti piu’ critici sono tra Abruzzo e Puglia,sull’A14 Bologna-Taranto(in Gargano e Murgia molti Comuni hanno chiuso le scuole),sull’A16 Napoli-Canosa, sull’A24 Roma-L’Aquila-Teramo e sull’A25 Torino-Pescara. Sotto la neve anche il tratto romagnolo dell’A14,la A13 Bologna-Padova,la A6 Torino-Savona e la A8 Milano-Varese.Nel Materano si circola con catene.

 

ITALIA: PAESE DEI "SENSI UNICI"

Effetti «collaterali» della protesta degli autotrasportatori

Dopo lo sciopero la beffa dei rincari

Impennate dei prezzi alla ripresa della piena attività dei mercati. Altro rischio: la scarsa qualità dei prodotti

Dopo il danno (il blocco dei Tir) la beffa (i rincari speculativi dei prezzi dei generi alimentari). Sta per andare in onda un classico visto e rivisto negli ultimi tempi, tutto dedicato ai consumatori: alla fine il conto lo paga al collettività. Il blocco dei Tir ha aperto infatti un nuovo fronte: quello delle speculazioni sui prezzi dei prodotti agroalimentari, della carne, del pesce e del latte che faranno ancora più caro il Natale.

Impennata dei prezzi- Già da questa mattina nei mercati si registrano impennate dei listini al consumo, soprattutto per la verdura e la frutta, con punte del 15-20 per cento rispetto alla scorsa settimana. C’è da preoccuparsi, perché una tendenza speculativa, una volta innescata, è difficile da arginare. Per di più il traino dei consumi natalizi rischia di fornire un’altra spinta ai prezzi, così che gli aumenti potrebbero proseguire fino all’inizio delle feste.

Qualità- C’è poi un’altro pericolo: che sugli scaffali arrivino alimenti la cui qualità è stata irrimediabilmente compromessa perchè rimasta per troppo tempo nei camion a causa del fermo dell’autotrasporto. È quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori, secondo la quale per la prima merce che è arrivata sui mercati (ortaggi e verdura, insalate, spinaci, sedani, finocchi, cavolfiori), i prezzi sono lievitati oltre il 20 per cento, con punte anche del 50 per cento.

Pesce- Al banco del pesce i rincari maggiori, in media del 6%, secondo l’Adoc: salgono in particolare i prezzi di salmone (+3,5%), gamberoni (+8,3%), ma anche del melone (+8,4%) e dei mandarini (+3,5), prodotti tipici del periodo delle feste natalizie. Come le lenticchie, il cui prezzo è addirittura aumentato del 19,4%, arrivando a costare 4,30 euro al chilo. Per il Codacons, a Roma, già si è registrato un aumento nel prezzo dei prodotti ittici, soprattutto per il pesce fresco e le vongole, valutabile nell’ordine dei 50-70 centesimi di euro. Nell’arco di tempo necessario per il superamento dell’emergenza occorre – secondo la Coldiretti – vigilare per fermare accaparramenti, rincari e speculazioni che si stanno verificando sul mercato.

Carenza di prodotti- Dal mercato di Fondi a Latina nel Lazio a quello di Vittoria a Ragusa in Sicilia fino a quello Bologna si segnala ancora mancanza di prodotto anche se sono partite le prime spedizioni per l’Italia e l’estero. Per tutti i prodotti tipici del Natale – prosegue la Coldiretti – è partita una corsa contro il tempo per permettere la loro distribuzione sul mercato prima che sia troppo tardi.(Corriere della Sera.it)

 Ndr:  L’Italia è il Paese dei “Sensi Unici”… ma non stiamo parlando di segnaletica stradale ma di Economia, Economia semplice, elementare, quella con cui ci confrontiamo tutti i giorni.

E’ “fisiologico” che i prezzi salgano quando, a domanda invariata, l’offerta si riduca, o, addirittura in certi casi si annulli (es. carburanti o prodotti alimentari deperibili).

Il problema è di almeno 2 tipi,

 Il primo, che pagheremo tantissimi prodotti a prezzi molto più alti per le nostre necessità di Natale, ingrassando ulteriormente la speculazione che sta felicemente cavalcando, senza alcun serio controllo, la situazione.

 Un vero e proprio “regalo di natale” alla parte peggiore del Paese, cui noi tutti siamo chiamati a contribuire  (se vogliamo mangiare) !

Il secondo, che i prezzi (forse), molto dopo, subiranno una lenta, lentissima regressione, cosa che ingrasserà ulteriormente i personaggi di cui sopra.

Possibile che il Governo non sapesse queste cose  e quindi le prevenisse per tempo?

Possibile che si componga (al momento) questa vertenza promettendo qualcosa come 100 milioni di euro e chiedendo solo… di “togliere i blocchi” ?

Della serie: Scusi potrebbe togliere il suo piede da sopra il mio perché mi fa un po’ male !!!!! ”…..Semplicemente patetico !

Possibile che si sia permesso di bloccare l’Italia creando danni materiali ingentissimi , si parla di alcuni MILIARDI di euro di ricchezza non prodotta, nonché disagi a milioni di famiglie ?

Possibile che chi voleva lavorare (tanti tra i camionisti) sia stato intimidito, minacciato, bloccato ed in alcuni casi ha anche subito danni fisici o materiali ai propri mezzi?…Dove era lo Stato ?

Possibile che il Sindacato non abbia “protetto” il lavoro di chi voleva (ed erano tanti) lavorare ? …Dove era il Sindacato ?

Oltre al danno, anche la beffa ?

Chi paga il conto  ?

Tante domande… una sola risposta certa…

Paghiamo noi, e non solo con i nostri soldi.

Stow. 

 

VOGLIONO SABOTARE….

Berlusconi indagato, interviene il CSM

(ANSA)-Il Consiglio superiore della magistratura apre due pratiche: una a tutela dei pm dagli attacchi dell’ex premier, l’altra sulla fuga di notizie. Perquisita la casa del cronista D’Avanzo.

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Il Cavaliere: "Vogliono sabotare il dialogo con Veltroni"

 

LE ATTIVITA' DELLE "FIAMME GIALLE"

Le attvità della Guardia di Finanza – in ambito nazionale -che, in questo 2007, si è così ben attivata anche nella nostra Valtiberina Toscana:

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CAMIONISTI, MA VI SEMBRA GIUSTO NEI CONFRONTI DEI CITTADINI ?

Camionisti, bloccare un intero Paese vanifica tutte le buone ragioni

In questo modo, gli autotrasportatori dispongono di qualcosa che è di tutti, la libertà di circolazione

Non dubitiamo delle buone ragioni degli autotrasportatori. Si tratta di un lavoro duro e necessario, con cui non si diventa ricchi. Chi lo svolge deve trovare anche nell’orgoglio di categoria la forza per reggere la solitudine, le lunghe ore, la fatica. Dubito però che queste buone ragioni siano sufficienti per bloccare un Paese sotto Natale, come è stato fatto fino a ieri sera, per 72 ore. In questo modo, gli autotrasportatori non si limitano a ritirare qualcosa che gli appartiene – principio alla base del diritto di sciopero – ma dispongono di qualcosa che è di tutti. La libertà di circolazione, per esempio.

Ci sia concesso quindi per mezzo del nostro Stowasser stilare le seguenti note di redazione e chiederci dov’è:

“Quella sottile linea grigia virtuale che dovrebbe separare la zona dove finiscono i diritti degli altri e cominciano i nostri appare sempre più inconsistente, quasi al limite dell’esistente.

Questo fondamento della democrazia, ovvero il rispetto del prossimo, viene violato tutti i giorni. Atti di prepotenza, brutalità, bullismo, coercizione della volontà altrui  fanno ormai parte stabile della cronaca quotidiana che leggiamo e vediamo in TV.

Ormai ci stiamo abituando, e, sbagliando, cominciamo a considerare la cosa come “normale” e quindi quasi non colpevole.

E’ un grosso errore in quanto il fenomeno, in aumento attraverso lo stupido meccanismo dell’emulazione, sta assumendo dimensioni tali per cui, qualunque tipo di intervento si voglia (o si possa) fare, sarebbe lento, costoso e comunque poco efficace.

Lo sciopero dell’autotrasporto e le brevi e condivisibili considerazioni nell’articolo portano a chiederci dove sia quel famoso limite, quella linea grigia di cui sia parlava, e se è stata superata.

Domanda …ovviamente pleonastica!

Davvero deludente vedere l’assenza in questa vicenda del Sindacato, sempre molto loquace negli intervenire in TV a difendere non gli interessi generali del Paese, ma spesso di categorie di livello medio-basso ,cosa peraltro corretta, ma comunque non esaustiva nei confronti dei privilegi , delle ineguaglianze e alle baronie e rendite di posizione di ogni tipo che “semper invictus” affliggono ancora questo Paese e che nessuno combatte seriamente.

Ancora più deludente, ed al limite dell’inconsistenza la posizione del Governo (ma dove è ?) .  Speriamo solo che si trovi una soluzione NON salamonica, non  costosa per il cittadino e si ponga rapidamente fine ad uno strangolamento dell’economia  e della normale vita di decine di milioni di cittadini ostaggi in una trattativa con una controparte che grazie alle scelte clamorosamente sbagliate (o interessate?) di molti Governi ha privilegiato il trasporto su gomma (circa il 90 % delle merci viaggia così in Italia) con tutti i problemi, rischi, costi e danni per le persone e l’ambiente che questa “scelta” ha comportato.

Basti solo ricordare che mediamente in ogni prodotto che compriamo un buon 10% è rappresentato dal costo del trasporto. Costo ben più alto di Paesi europei che saggiamente e per tempo avevano realizzato, decenni fa, politiche dei trasporti molto più lungimiranti delle nostre.

Si dia da fare quindi il Governo a risolvere quest’ altra ennesima emergenza…

Non facciamo altro che superane una (si fa per dire)  per cadere subito in un’altra !

Alla faccia della pianificazione strategica….

Speriamo che si cominci davvero con i fatti, e non con tante parole superate solo dai tantissimi soldi richiesti (ex lege) al cittadino contribuente !

Con le scorte,  prima o poi finisce anche la pazienza.”

Stow

 

 

 

E' ORA DI PROVARE LA "PACE" !

Brown: “E’ ora di parlare con i talebani”

Cambio di rotta. Il premier inglese Gordon Brown ha deciso di modificare la strategia in Afghanistan: "E’ ora di parlare coi talebani" ha detto. Una linea morbida, insomma, che potrebbe non piacere per niente ai "falchi" della Casa Bianca. Improvvisamente favorevole ai negoziati, Brown, sottolinea l’Independent, mette in atto un cambiamento notevole nella sua politica estera, che precede di poco la conclusione dell’anno più pesante a livello di perdite in Afghanistan dall’intervento armato sotto comando statunitense. Insomma, una mossa per guadagnare popolarità.

A sei anni dal primo dispiegamento delle truppe britanniche per deporre il regime, il primo ministro è convinto che sia arrivato il momento di aprire un dialogo nell’auspicio di passare dall’azione militare alla costruzione del consenso tra i leader tribali. Dal 1 gennaio di quest’anno, oltre 6.200 persone sono state uccise a causa di violenze collegate alla guerriglia: tra loro, quaranta soldati britannici. Complessivamente sono morti 86 militari di Sua Maestà: l’ultimo è stato il sergente Lee Johnson, il cui veicolo è saltato in aria su una mina prima della riconquista della città di Musa Qala.

 

IL PRETE "PADRE"

Don Sante: “Sono il padre di Rocco, un bimbo di 15 mesi”- L’annuncio in Tv.

 

"Sono io il padre di Rocco, è un bel bambino di 15 mesi che ho visto nascere in sala parto ed è stato bellissimo, che ho allattato, cambiato e calmato durante i suoi pianti notturni". Queste le parole che Don Sante Sguotti ha detto in diretta in tv a Buona Domenica: la confessione è arrivata dopo che l’ex parroco di San Bartolomeo a Monterosso aveva dichiarato l’amore per una sua parrocchiana quarantenne, Tamara, che 15 mesi fa ha dato alla luce Rocco, il bambino che, appena una settimana fa, il sacerdote ha riconosciuto legalmente. clip_image001

La donna, separata, sposata solo civilmente, e che ha avuto dal precedente matrimonio altri figli, "non vuole apparire in tv – ha detto ancora Don Sante – perchè ognuno reagisce come vuole, ognuno fa le sue scelte. Io sto facendo la mia battaglia per i preti che scelgono nella loro vita di sposarsi o meno". "La nostra storia – ha continuato Don Sante – è nata molto normalmente, da una amicizia che si è poi sviluppata in amore: il primo passo lo ha fatto lei, andavamo al cinema, a mangiare la pizza, come due persone normali.

Io penso che non ci sia nulla di strano, ai miei parrocchiani non ho mai fatto mancare nulla, e mi sono sempre comportato correttamente. Credo che tutti siamo dei peccatori e degli infedeli, lo stesso San Paolo dichiaro’ di essere il più grande dei peccatori, e noi sicuramente non siamo meglio di lui". A Paola Perego, che gli chiedeva come riuscisse a far conciliare la sua vita di sacerdote con la sua presenza come padre, Don Sante ha risposto: "come tutti i padri che lavorano e che sono impegnati pur non facendo mancare mai la loro presenza ai figli". Alla domanda se Tamara fosse stata la sua unica donna, invece, il sacerdote ha scelto di non rispondere. (da: Affari)

  

 

LE RIFORME SONO FONDAMENTALI

Bertinotti: riforme fondamentali – Governo nato per affrontare problemi di intera legislaturaclip_image001

(ANSA) – La legge elettorale e la riforma costituzionale sono mirate ”alla sblocco di un sistema politico in crisi”, avverte Bertinotti. Da Modena, il presidente della Camera afferma che le riforme sono fondamentali. ”Il mio auspicio -dice- e’ che in questa settimana che alla prima commissione del Senato si avvii la discussione sulla legge elettorale”. Quanto al futuro del governo, esso, afferma Bertinotti, ”e’ nato per affrontare i problemi di una intera legislatura”.

 

OMAGGIO AGLI OSPITI

COMUNE DI SANSEPOLCRO

COMUNICATO STAMPA

Omaggio agli ospiti della mostra-evento “Nobiltà di Piero”

Il sindaco, Franco Polcri, in occasione delle festività natalizie ha fatto omaggio di un’acquaforte su zinco, “Immagine poetica di via Buia”, stampata a mano con torchio, opera dell’artista Stefano Camaiti, ad alcuni dei celebri ospiti che hanno visitato la mostra-evento 2007 su Piero Della Francesca e le Corti rinascimentali. Per citarne alcuni, l’opera è stata regalata agli onorevoli, Francesco Rutelli e Massimo D’Alema, alla signora Veronica Lario Berlusconi, a Narciso Parigi, all’Ambasciatore di Slovenia, Andrej Capuder ed al Console di Slovenia, Piero Sacconi, al Patriarca di Gerusalemme, Jean Baptiste Gourion, alla famiglia Frescobaldi di Firenze, al Direttore generale del Ministero dei Beni Culturali, Bruno De Sanctis, all’assessore alla Cultura della provincia di Rimini, Marcella Bondoni.

Stefano Camaiti, nato a Pieve Santo Stefano, vive e lavora a Sansepolcro; mano felicissima coadiuvata da interessi di studio interdisciplinari, ha attraversato varie esperienze, dalla pittura di cavalletto a quella murale di più ampio respiro.

Nel 1991 porta a termine un ciclo importante di decorazioni murarie a casa Buitoni su committenza della Nestlè. La grafica, nelle sue molteplici espressioni, e la tecnica incisoria al tratto nell’acquaforte, sono l’ossatura portante del suo lavoro.   

 

PUNTO NASCITA…..(a qualche politico hanno dato 8)

Riceviamo e pubblichiamo:

Carissimo Gino,

 

ho letto sul “Fendente” il comunicato sul servizio erogato dell’ASL8 sul "nuovo percorso nascita", ho esaminato i dati riportati sulle presenze e prestazioni effettuate, MI FA MOLTO PIACERE sapere che in qualche modo si voglia sopperire alla chiusura del punto nascita.

Mi hai battuto nel tempo con le tue puntuali considerazioni, se questi sono i numeri ci riesce sempre più difficile capire il motivo della chiusura del punto nascita e pediatria, ci sentiamo quindi ulteriormente delusi.

Se le Isituzioni si impegnavono con seri investimenti, e volontà politica, non era difficile raggiungere i numeri attuali eliminando fughe e aggravio di spese sociali.

Auguriamoci che comunicati come quello in oggetto, nell’interesse della cittadinanza, avvengano con più frequenza.

 

Tanto dovevo, GianPiero Giuliani           Sansepolcro 07.12.2007

P0002663

Ndr. Riproponiamo nel particolare il punto del comunicato stampa della USL 8 e la nostra nota di Redazione condivisa dal Giuliani, ma i signori politici cosa dicono ? Forse cari lettori non vi basta quanto avvenne in un consiglio provinciale in cui i promotori di una mozione sulla ‘guardia medica’ che venne addirittura appoggiata da Rifondazione comunista mentre i promotori si resero ‘uccel di bosco’, ossia : tutti assenti ? Figuriamoci per il punto nascita, doveva essere tolto e basta, anche per loro! Come le guardie mediche. Ma certi lettori sono riusciti, nonostante ciò,  in una specie di toto-voto ai politici, ha dargli 8 (otto) !

Comunicato della Usl 8:

-omissis-

“PRESTAZIONI

Il Percorso Nascita raccoglie al suo interno più servizi: si va dalla consegna del Libretto/Protocollo di gravidanza fisiologica, al monitoraggio della gravidanza stessa, all’organizzazione di corsi di gruppo (mediamente composti da 11 donne) per l’accompagnamento alla nascita (17 i corsi realizzati negli ultimi 18 mesi) all’interno dei quali c’è un momento in cui le gestanti vengono accompagnate dall’ostetrica nel punto nascita prescelto, a garanzia di una continuità assistenziale. Dall’avvio del percorso nascita sono state 549 le donne che hanno usufruito di questo servizio, contro le 245 del 2005.”

 

Ndr. Se dall’avvio del percorso nascita sono state 549 le donne che hanno usufruito di questo servizio, contro le 245 del 2005, vuol dire che i numeri per il mantenimento del  Punto Nascita all’Ospedale di Zona in Sansepolcro c’erano tutti.

Vorremmo la verità sul perché è stato tolto, magari con il beneplacito di qualche medico che vi prestava servizio ? O cos’altro ?

gd

ATTENZIONE A ISRAELE ED A BUSH

Nucleare: Bush, Iran resta problema

Teheran ha molto da spiegare se non vuole l’isolamento

(ANSA) – Bush afferma che l’Iran con i suoi progetti nucleari resta un problema e ‘ha molto da spiegare’ se non vuole l’isolamento internazionale. Il presidente Usa dice che questa e’ la conclusione delle consultazioni con Gb, Francia, Germania e Russia. Israele resta preoccupato e chiede sanzioni piu’ efficaci contro Teheran. Intanto il presidente Ahmadinejad dichiara che l’obiettivo dell’Iran e’ di dotarsi di 50mila centrifughe per l’arricchimento dell’uranio, rispetto alle 3.000 finora installate.

Ndr. Israele, non chiedere troppo a Bush perché ci mette poco a fare un’altra guerra lontana da casa sua.

STERILIZZAZIONE STRAORDINARIA DEI GATTI

COMUNICATO STAMPA   

 

Campagna di sterilizzazione straordinaria dei gatti promossa dalla Usl, in collaborazione con la Lega Pro Animale.

L’iniziativa sponsorizzata da "The Anglo – Italian Society for the Protection of Animals" associazione con sede a Londra. Effettuati 395 interventi di sterilizzazione.

 

AREZZO – La crescita costante delle colonie di gatti randagi è un problema di natura sanitaria di non poco conto. Il controllo del territorio non è sempre semplice, se non attraverso una collaborazione forte dei cittadini che devono segnalare la presenza di gruppi di randagi alle proprie amministrazioni comunali, le quali provvedono successivamente  ad organizzare i servizi con la Usl. L’unità funzionale di veterinaria provvede alla sterilizzazione dei gatti e al loro reinserimento nel territorio.

Nei giorni scorsi, l’Unità funzionale di Igiene Urbana Veterinaria della Usl aretina, in collaborazione con la Lega pro-animale, ha effettuato una campagna di sterilizzazione straordinaria dei gatti appartenenti a colonie.

La Lega, con una équipe composta da due Veterinari (Dr.ssa D. Fritz e Dr. G. Santamaria ), da due operatori tecnici, fornita di due automezzi (un camper attrezzato ad ambulanza veterinaria e un furgone per il trasporto), si è posizionata presso il rifugio per gatti “Cinny” di Sargiano. Il tutto è stato sponsorizzato dalla “ The Anglo – Italian Society for the Protection of Animals “ associazione con sede a Londra. In una settimana sono stati effettuati 395 interventi di sterilizzazione, 273 maschi e 122  femmine.

Nello stesso periodo la Veterinaria della zona Casentino, ha provveduto ad effettuare tutti i controlli presso le colonie per le quali era stata fatta domanda di sterilizzazione

Sono stati interessati al progetto, i territori dei comuni di Arezzo, Subbiano, Capolona, Castiglion Fibocchi, Civitella, Monte San Savino, nonché alcuni comuni della Zona Casentino come Bibbiena, Poppi, Pratovecchio.

"Nonostante questo intervento di natura straordinaria e con risultati importanti – afferma il responsabile veterinario della Ausl Sauro Geppetti – non è stato possibile dare risposta a tutte le domande per le quali era stato richiesto l’intervento: comunque le colonie di gatti randagi presenti sono state tutte censite, ed è stata calendarizzata  per i prossimi mesi la sterilizzazione di tutti i gatti che le compongono".

Per “colonia”, si intende un gruppo di gatti randagi composto da un minimo di tre soggetti. Le sterilizzazioni dei gatti appartenenti a colonie hanno lo scopo di ridurre le nascite indesiderate, limitando nel tempo il numero dei gatti randagi, migliorando il loro stato di salute e con minori inconvenienti igienici provocati nel territorio. Per richiedere l’intervento dei veterinari della Usl va seguita una precisa procedura: inoltrare la domanda di sterilizzazione al proprio comune di residenza, come organo demandato alla tutela delle colonie, che successivamente trasmette la richiesta al Servizio Veterinario della Usl competente per l’esecuzione degli interventi.

AZIENDA USL 8 – AREZZO                    Arezzo,  5 dicembre 2007

Informazione, Comunicazione e Marketing

Via Curtatone, 54 – 52100 Arezzo

Tel. 0575.254109 – fax 0575.254160

 

PRIVACY TRA BANCA E CLIENTELA

Privacy: Linee guida sul trattamento dati rapporto banca-clientela

Informazioni esatte ed aggiornate, richiesta di documenti di riconoscimento solo nei casi indispensabili, adeguate misure di sicurezza a protezione dei dati personali sono queste alcune delle indicazioni fornite dal Garante nelle Linee guida sul trattamento dei dati personali della clientela in ambito bancario. Il provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 273 del 23 novembre 2007, individua le modalità per il corretto uso dei dati personali dei clienti da parte degli istituti bancari e degli operatori postali, quando operano nell’ambito bancario e finanziario. Nelle linee guida vengono affrontati diversi aspetti che regolano il rapporto tra banca e cliente: i casi nei quali è lecito comunicare a terzi informazioni bancarie, fra cui gli obblighi di riservatezza da rispettare, le modalità con le quali le banche devono soddisfare le richieste di accesso dei clienti ai propri dati personali o quelle per informarli sull’uso che viene fatto di questi dati. "Dopo la sanità, il recupero crediti, la vita condominiale, il rapporto di lavoro, le imprese, anche per le banche, dove molteplici sono state le segnalazioni da parte dei cittadini, l’Autorità ha emanato una "Guida" per garantire i principi di correttezza, liceità e proporzionalità nell’uso dei dati personali. Evitare richieste ad alta voce, assicurare distanze di cortesia, poter conoscere tutto ciò che riguarda le proprie operazioni, pretendere la più assoluta riservatezza, sapere se le telefonate sono registrate, sono diritti sul cui pieno rispetto il Garante vigilerà con rigore".

Dossier su ” Privacy: Linee guida sul trattamento dati rapporto banca-clientela”

 

QUANDO I MANAGER NON VANNO ?

L’anno nero dei manager Usa: 1.200 licenziati 

Nelle stanze dei bottoni della Corporate America la peggior bufera deve ancora arrivare, nei servizi finanziari ma non solo. Parola di John Challenger,l’amministratore delegato della Challenger, Gray & Christmas, società leader nell’outplacement e depositaria delle più accurate statistiche sugli annunci di licenziamenti, compresi i cambi della guardia al vertice delle aziende. Con dimissioni, pensionamenti e cacciate di chief executive officer che in 10 mesi hanno raggiunto quota 1.140 (a fine novembre il conto dovrebbe essere salito a 1.200), il cambiamento marcia ad un passo inferiore rispetto al record dell’anno scorso, quando nello stesso periodo erano saltati 1.234 Ceo e nell’intero 2006 ben 1.478. Ma inferiore di poco e, con la paura di recessione che incombe, il bilancio 2007 potrebbe superare quota 1.500. Insomma, quattro "partenze" al giorno. «Assisteremo a tante partenze eccellenti – dice Challenger legate più o meno direttamente alla crisi di credito e finanza».
Le dimissioni annunciate a sorpresa venerdì sera dall’amministratore delegato della Motorola Ed Zander sono del resto l’ultima conferma di quanto sia elevata la pressione del mercato sui vertici della Corporate America. Zander non è riuscito ad arginare l’avanzata della Nokia e della Samsung sul mercato dei cellulari, diventando così il secondo amministratore delegato costretto a lasciare la Motorola negli ultimi quattro anni. E un destino analogo era toccato subito dopo l’estate all’a.d. di Yahoo!, a cui il mercato ha rimproverato di non aver saputo contrastare adeguatamente la sfida di Google.
La rivoluzione dei vertici delle aziende americane è insomma in atto. E a cambiare non saranno solo volti e nomi, ma anche i pedigree dei candidati ai posti di comando. Gli amministratori delegati dell’era della crisi dovranno incarnare nuove priorita’: «Stiamo uscendo da un periodo di espansione, dove i vertici erano orientati alla crescita, allo sviluppo, alle vendite – spiega Challenger – per entrare in una fase di cautela, che premia chief executive abili nella gestione del rischio, con esperienza operativa nel loro settore, con messaggi di efficienza
e contenimento dei costi ». Non basta. I vertici della Corporate America saranno sempre piu’ internazionali: «Un crescente numero di aziende guarda oltreconfine quando cerca top executive, spinto da favorevoli condizioni globali per il proprio business alimentate dall’indebolinento del dollaro». La caccia a nuove opportunità e mercati passerà così dalle poltrone dei Ceo, con casi quali quello dell’indiana Indra Nooyi alla PepsiCo che diventeranno sempre piu’ comuni. E Challenger crede che tra i bacini di futuri dirigenti di colossi statunitensi ci sara’ anche l’Europa.
I recenti terremoti ai vertici hanno gia’ tenuto a battesimo questa nuova generazione di amministratori delegati. A Merrill Lynch l’aggressivo Stan O’Neal e’ stato rimpiazzato da John Thain, che vanta una carriera iniziata nei titoli legati ai mutui una delle radici della crisi – e che ha guidato con calma la trasformazione del New York Stock Exchange in borsa globale. Alla Motorola il neopromosso Greg Brown, al contrario del predecessore Ed Zander, dispone di una lunga esperienza nelle telecomunicazioni. E a Citigroup, archiviata la
gestione di Chuck Prince la cui carriera era decollata come consigliere legale del creatore dell’attuale gruppo Sandy Weill, il candidato interno piu’ accreditato alla leadership e’ il cinquantenne Vikram Pandit, nato a Mumbai in India. Sia a Merrill che a Citigroup, inoltre, la transizione a nuovi vertici e’ passata per mani internazionali, in particolare europee: nel primo caso quale presidente non esecutivo a interim e’ stato nominato il finanziere Alberto Cribiore, nel secondo quale Ceo temporaneo e’ arrivato il britannico sir Win Bischoff.
Altre opportunita’ di rinnovamento non tarderanno. Nel corso del 2007 i settori con il piu’ elevato turnover di Ceo sono stati i servizi sanitari, gli enti pubblicio non profit, informatica, finanzae media. Nel mondo della finanza, un prezzo altissimo è stato pagato anche da dirigenti medio-alti, broker, funzionari e impiegati: quest’anno sono svaniti quasi 150.000 impieghi, piu’ del massimo storico di 116.647 del 2001.

Ndr:  Della serie…. Anche i managers  piangono !

A parte la battuta, c’è da notare che quando le cose non vanno, o peggio si sbaglia, o peggio ancora si dimostra la propria incompetenza, la Dirigenza  è mandata a casa.

Nulla di tutto questo accadendo da noi, almeno nella PA (Pubblica Amministrazione).

Si potrebbe concludere, od almeno presumere, che la “Dirigenza nostrana” amministri cose che vanno bene, non sbagli mai , e sia sempre e comunque competente.

Che qualche blasonata Università USA ( MIT , CalTech  ecc. ecc.)  prima o poi dia inizio qualche studio profondo e sistematico (Case Study deep analisys ) per capire come questo possa accadere solo da noi ?

Se ciò fosse realizzato  sarebbe davvero interessante leggerlo…                                                             Se poi fosse troppo corposo, come in ogni buon studio, basterebbe leggere le ultime pagine, solitamente intitolate “Conclusion and RecommendationsSaranno quelle che ogni lettore sta pensando in questo momento ? J                                                               rs

 

 

IN ARRIVO NUOVI RINCARI

Colpa dell’aumento del prezzo del petrolio: 56 euro in piu’ a famiglia.

Tariffe, stangata per luce e gas

A gennaio in arrivo ulteriori rincari per le bollette: +2,5% l’elettricità, +4,6% per il metano

In arrivo ulteriori rincari in bolletta. Il caro-petrolio spinge le bollette della luce e del gas, che dal primo gennaio 2008 rischiano di subire una nuova impennata. Le tariffe dovrebbero aumentare del 2,5% per l’elettricità e del 4,6% per il gas. La previsione è contenuta nel rapporto di Nomisma Energia per il prossimo trimestre, gennaio-marzo 2008.

Nuova stangata- I nuovi rincari, dopo quelli già scattati a ottobre, dovrebbero venire confermati dall’aggiornamento trimestrale delle tariffe che l’Authority per l’energia si appresta a definire e rendere pubblico entro la fine di dicembre. Gli aumenti si tradurrebbero in una ulteriore stangata per le famiglie italiane da 56 euro, su base annua: la spesa per le bollette della luce salirebbe di 11 euro mentre quella per il gas di oltre 45 euro.

Colpa del petrolio- I rincari sarebbero motivato dall’impennata dei prezzi del petrolio, che nell’ultimo trimestre sono saliti tanto da sfiorare a più riprese la fatidica soglia dei 100 dollari. A poco è servito che anche l’euro guadagnasse terreno nei confronti del dollaro, moneta nella quale vengono pagate materie prime e fonti energetiche. Anche se, senza il supereuro, c’è da considerare che i rincari della bolletta avrebbero potuto essere ancora più marcati.

(da. Il Corriere della Sera)

 

POVERA SCUOLA! DI CHI LA COLPA ?

 

Gli studenti italiani sono quelli che stanno di più in classe ma anche i più impreparati d’Europa. Di chi è la colpa?

 

 Altro che Stivale, a sentire l’ultimo rapporto dell’Ocse l’Italia sembra essere piuttosto uno “zoccolo”, d’asino però.

Secondo lo studio Progress in International Reading, infatti, gli studenti 15enni nostrani sono tra i più somari d’Europa:

-33esimi per competenze di lettura;

-36esimi per cultura scientifica;

-38esimi (e terzultimi) per conoscenze matematiche.

I risultati del nostro Paese sono peggiorati rispetto alla rilevazione precedente e sono ancora più pesanti se si prendono in considerazione il Pil e il numero dei progetti di ricerca.

Ma dove sta la colpa di questa debacle?

-Nei governi che si sono succeduti smontando ogni volta le riforme precedenti e creando solo confusione?

-Nel precariato imperante nel personale docente e destinato all’assistenza?   -Nelle famiglie che sempre meno si preoccupano dell’educazione dei figli e alimentano la loro deriva?

-Nei ragazzi che pensano più alle bravate filmate col cellulare che allo studio?

O ancora, come suggerisce giuseppegiove, «la colpa è del mondo del lavoro, che sembra aver abolito un sistema meritocratico per le assunzioni, richiedendo gente raccomandata da qualcuno?»

«Un sistema vecchio che nonostante vari tentativi di riforma non è riuscito a rinnovarsi – sintetizza krillenmanciatenbalenen -. Troppi docenti, innumerevoli ore di lezione e soldi buttati. Continuiamo pure a spendere soldi per questi insegnanti "superflui" e passare innumerevoli ore a scuola, ma dopo non chiamateci “bamboccioni”».

E comunque una cosa è certa, ricorda DagoRed: con questi risultati «la disfatta è totale».

 

QUANDO IL "MARCIO" AVANZA

«Vivo i miei mesi più belli – Mi offrono soldi per sesso»

Le telefonate che accusano Azouz, arrestato per droga

Nuova immagine.bmpÈ il 5 aprile dell’ anno scorso. Azouz Marzouk parla al telefono con un amico. «Sai che ti dico? Che sono stati i mesi più belli della mia vita. Pensa che mi hanno perfino proposto soldi in cambio di sesso. Sono arrivati a dirmi quanto vuoi per una scopata?». La celebrità appena assaggiata ha un sapore che sembra piacergli molto. Interviste, apparizioni in televisione, inviti a feste modaiole, serate in discoteca. Tutti pazzi per Azouz, e lui a volte si fa pagare, altre no. Ogni volta, comunque, fatica a frenarsi, come gli consigliano amici, avvocati, parenti. «Guarda che non puoi andare al Grande Fratello, chissà cosa diranno di te. Non esporti così tanto. Fahmi, diglielo anche tu…» gli ha spiegato in più di un’occasione il cugino Bohren, chiedendo il conforto del fratello di Azouz, appunto, Fahmi (Bohren e Fahmi sono fra gli arrestati di ieri). Nelle oltre 500 pagine di ordinanza di custodia cautelare il capitolo su Azouz Marzouk è lungo, dettagliato. Per descrivere la sua personalità e per far capire al giudice delle indagini preliminari chi è quel ragazzo, il pubblico ministero scrive che alcune delle intercettazioni allegate all’ inchiesta «lasciano allibiti». Per la spregiudicatezza dell’indagato, sottintende la procura, soprattutto alla luce dell’immagine pubblica che Azouz ha fatto passare di sé. E nelle carte si citano alcuni dei fatti accertati. Per esempio l’intercettazione ambientale registrata nella macchina di Azouz il 4 gennaio 2006. Raffaella Castagna, sua moglie, e Youssef, il suo bambino di due anni, non erano ancora stati sepolti. Olindo Romano e Rosa Bazzi, i due vicini di casa autori della strage, non erano ancora stati arrestati. Di Azouz si parlava e si scriveva ormai da settimane come del «tunisino accusato ingiustamente del massacro ». Ecco. Lui la sera del 4 gennaio era appartato in auto con un’amica italiana per una pausa di sesso. Niente di illecito. Quello che «lascia allibiti» gli investigatori è che lei, amica della moglie uccisa di Azouz, dice «non so se facciamo bene. Io mi sento in colpa».

E lui: «Perché? Non devi sentirti in colpa. Non hai colpe. Facciamolo senza raccomandazioni…», dove per raccomandazioni si intuisce che voleva invece dire «precauzioni». Poi il tunisino confessa che «è la prima volta che lo faccio in macchina» e lei lo redarguisce: «E allora avresti potuto anche portarmi in un posto più bello». La tragedia. E il suo passato da spacciatore. Forse si sentiva già protetto dalla sua improvvisa notorietà, Azouz. E avere a che fare ancora con la droga non lo preoccupava più di tanto. Le cimici e i telefoni l’hanno registrato: «Tanto non ci prenderanno mai». Arrestato per droga nell’ aprile del 2005 e rilasciato con l’indulto ad agosto del 2006, Azouz si sentiva al sicuro, convinto di aver già pagato il suo conto alla giustizia. Non più di un mese fa un’amica ave va messo in guardia lui e i suoi parenti: «Con quella roba state facendo delle grandissime stronzate. Avevate giurato di non farlo più». Lui le aveva riso in faccia e aveva continuato a parlare con i suoi cugini. In un’altra intercettazione ambientale è sempre lui che spiega al suo interlocutore del momento: «A me quando qualcuno mi dice di non sniffare sniffo ancora di più, per ripicca ».

Tre giorni fa è tornato da Napoli dov’era andato a sbrigare «alcuni affari », come diceva ormai spesso in questi ultimi mesi. «Che nottata», si era vantato con qualcuno degli altri oggi indagati. «Ho pippato tutta la notte…». E ancora: in una conversazione telefonica della primavera scorsa parlava di quanto gli girasse tutto bene. «Ho conosciuto gente importante» spiegava. Tutto perfetto, se non fosse stato per un unico rammarico: «Ho fatto sesso sporco», confidava a un amico, espressione che evidentemente hanno colto al volo, dall’altro capo del filo. Perché l’argomento non è stato approfondito.

(da: Il corriere della Sera.it)   

Ndr:  Alla nota accezione in cui  l’Italia è un “Popolo di Santi, Poeti e Navigatori”  è ormai da aggiungere quella di “Testimonial” !

Segno del mutare dei tempi, del nuovo cha avanza, del buono ma soprattutto del cattivo che porta con se.

 

Se a questo si aggiunge vuoto protagonismo legato all’interesse personale… il gioco (si fa per dire) è fatto !

Null’altro da dire perche non vi è altro da dire.

 

Povera Italia L

rs

 

 

 

 

PANE E BENZINA: IMPENNATA

VOLANO PREZZI PANE (+12,4%) E BENZINA (+9,8%)

 

Volano i prezzi degli alimentari e in particolare del pane, con una impennata del 12,4% e quelli dei carburanti e di tutto il comparto energetico. Questo il quadro che emerge dai dati resi noti oggi dall’Istat che ha comunicato la stima provvisoria dell’inflazione salita al 2,4% a novembre. La spinta maggiore e’ arrivata dal comparto dei beni che ha registrato aumenti del 2,5% tendenziale contro il 2% di ottobre. In particolare i prezzi degli alimentari sono saliti del 3,7% su base annua contro il +3,4% di ottobre. Spicca l’aumento di pane e cereali (complessivamente +7,1%) con un aumento addirittura del 12,4% su base annua per il pane e del 7,7% per la pasta. Andando poi al comparto energia, l’aumento congiunturale e’ stato dell’1,8%, quello tendenziale del 5,1%, piu’ in dettaglio la benzina e’ aumentata del 2,2% sul mese e del 9,8% sull’anno, il gasolio del 3,1% sul mese e dell’11,2% sull’anno. 

 

TAXI – PROTESTA INGIUSTIFICATA

Tabella taxi RM

 

Una protesta ingiustificata e lesiva della libertà e mobilità dei cittadini.

La tabella mostra i numeri del contendere.

Certo che quando si vuole liberalizzare un po’ nel nostro Paese (che poi questa è una liberalizzazione “sui generis”) è sempre un dramma da tragedia greca, peraltro ben rappresentato dai TG (di Stato) come notizia di apertura e con un rilievo sproporzionato al fatto.

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G.LOMBEZZI CONFERMATO ALLA PRESIDENZA DELLA CONFCOMMERCIO

Esito elezioni alla Confcommercio Valtiberina.

 

SANSEPOLCRO– Gianfranco Lombezzi è stato confermato alla Presidenza della Confcommercio Valtiberina che, proprio in questi giorni, ha rinnovato l’intero Consiglio direttivo che resterà in carica per i prossimi quattro anni. Oltre a Lombezzi sono risultati eletti, dagli iscritti all’Associazione dei commercianti che comprende i sette comuni toscani, Paolo Meazzini per Anghiari, Silvio Barbagli per Pieve S.Stefano, mentre per Sansepolcro  Nicola Bobini, Daniele Brizi, Anna Maria Cantucci, Mario Gori, Costanza Mariniello, Giovanni Tricca, Valerio Tricca, Alessia Uccellini.

In questi giorni si stanno svolgendo anche a livello provinciale le elezioni nei vari sindacati di categoria Confcommercio e la Valtiberina risulta ben rappresentata:

Ristoratori: Presidente Giovanni Tricca. 

Bar, Enoteche, Pub, Pubblici Esercizi: Consigliere Guido Guerrini.

Locali da ballo: consigliere Giuseppe Muscinelli.

Albergatori: consigliere Valerio Calabresi.

Macellai: consiglieri Giuseppe Aldinucci e Ivano Martini.

Panificatori: consiglieri: Livio Filippelli e Alberto Acquisti.

Federmoda: consiglieri Gianfranco Lombezzi e Nicola Bobini. 

Distributori di benzina: consigliere Gino Rossi. 

Edili: consigliere Roberto Giorni.

Orafi: consigliere Paolo Meazzini.

Agenti di commercio: consigliere Renato Carboni.

 

 

ALTRA GIORNATA DI DISAGI NELLA CAPITALE

Taxi, presidio a Piazza Venezia

Ancora rallentamenti del traffico all’indomani della protesta e dei blocchi che hanno paralizzato la città

Si prevede un’altra giornata di disagi a Roma, all’indomani della rivolta dei tassisti scoppiata dopo la rottura delle trattative per la richiesta del Comune di introdurre 500 nuove licenze. C’è infatti nuovo presidio a Piazza Venezia, con il conseguente rallentamento del traffico in tutta la zona. Non è ancora paralisi, ma – secondo la sala operativa dei vigili urbani – decine e decine di auto bianche si stanno già dirigendo verso la piazza divenuta simbolo della protesta dopo la rottura delle trattative.

CAOS IN CAMPIDOGLIOMercoledì infatti in Campidoglio doveva esserci l’incontro risolutivo tra la categoria e il sindaco di Roma, Walter Veltroni. Il pomeriggio invece si è trasformato in un caos, con la paralisi del traffico cittadino, quando il sindaco ha parlato di «500 nuove licenze». Soltanto in serata, dopo un incontro con il prefetto Carlo Mosca, che ha invitato giovedì alle 14.30 ad una ripresa del dialogo con il Campidoglio, sono stati tolti i blocchi, mantenendo però i presidi.

VELTRONI DIA DISPONIBILITA’- «Veltroni dia un segnale di disponibilità al dialogo con la categoria partecipando all’incontro di oggi con il prefetto». È l’invito del presidente di Uritaxi, Loreno Bittarelli, al Sindaco di Roma in attesa dell’incontro alle ore 14,30 con il Prefetto di Roma Carlo Mosca. «È ancora possibile trovare un’intesa sui taxi, se c’è disponibilità al dialogo. In fondo è rimasto solo un punto a dividere tassisti e amministrazione comunale – afferma Bittarelli – quello delle 500 licenze che, nelle attuali condizioni, la categoria non può riuscire ad assorbire. E i tassisti – spiega ancora il presidente di Uritaxi – chiedono soltanto che la valutazione sull’opportunità di rilasciare ulteriori 500 licenze, avvenga dopo che siano state rilasciate tutte le altre 1.450 già deliberate, di cui circa 250 devono ancora essere messe in strada e dopo aver sperimentato la nostra proposta per il potenziamento del servizio alla Stazione Termini».


29 novembre 2007 (dal Corriere della Sera.it)

Ndr: E’ proprio vero che quando si intaccano anche  marginalmente, gli interessi o si toccano  categorie a“ numero chiuso”  si scatenano sempre reazioni forti e spesso non giustificate né giustificabili.

 E’ vero che ognuno che lavora o no ,pensiamo ai pensionati o ai (pochi) disoccupati “veri”, ha il sacrosanto diritto di dar voce pubblicamente ai propri disagi o al disaccordo su eventuali scelte del Potere costituito che incidano sul proprio“statu quo”, o, su più o meno legittime aspettative economico/normative .

Questo però, in un Paese civile,  lo si fa sempre rispettando i diritti degli altri e non, come nello specifico, bloccando la mobilità di tanti cittadini e servizi pubblici creando così disagio e problemi ad anziani ed ammalati bisognevoli di cure  o medicine che non possono attendere causando così seri rischi alla loro stessa salute.

Questo modo di procedere non è né corretto né giusto.

 Anche nelle forme di protesta. il rispetto per gli altri è fondamentale.

 Questa è la Democrazia, dove c’è.

rs

 

 

 

L'AMARO SFOGO DI SANTINO, FRATELLO DI WALTER

Appena tornato dal Canada insieme agli amici della Compagnia dei Ricomposti, sono venuto a conoscenza della polemica scaturita da una mia email da Toronto che mastro Santi.jpgriguardava un mio saluto personale e dei componenti della Compagnia, agli amici di  Anghiari  e della nostra vallata.

Sono  costernato che per una citazione ti faccia passare per insensibile da alcune persone, mi dispiace molto che Fabiano pensi questo su di me e della mia insensibilità, visto che io riserbo un bellissimo ricordo delle serate passate a casa sua  a fare le prove del Baldaccio con il piccolo Pocchio che girava per le stanze. Basta polemiche, la perdita di un amico deve essere un momento di unione non di scontro, ringrazio tutti gli amici che hanno capito lo spirito della Compagnia, e vi dico che ne è valsa veramente la pena di andare in Canada, ci siamo divertiti, “abbiamo ricordato e hanno ricordato mio fratello gli amici Canadesi”, con un affetto veramente sincero ed equilibrato, infatti l’unica mia paura era quella di non riuscire a saltare l’ostacolo.

Santino  del  Sere

Anghiari giovedì 29 novembre 2007

ART.13 DELLA FINANZIARIA RIGUARDANTE LE CM

Un voto unanime per dire “no” alla morte della Comunità Montana Valtiberina Toscana.

 E’ quello che l’assemblea dell’ente comprensoriale ha espresso nella sua recente seduta, approvando un ordine del giorno sull’art. 13 della Finanziaria 2008, già passato in Senato e adesso al vaglio della Camera dei Deputati.

Il documento è stato condiviso da tutti i gruppi consiliari, sia di maggioranza che di opposizione, e mira a modificare una decisione che, se approvata in via definitiva, comporterebbe la soppressione di 105 Comunità Montane a livello nazionale di cui 15 in Toscana, fra le quali quella della Valtiberina, con la perdita dello status montano di circa 92 comuni regionali.

“Ribadito – si legge nell’ordine del giorno – che a livello nazionale è possibile effettuare un riordino del sistema sulla base degli stessi criteri e che l’esclusione delle Comunità Montane dei territori costieri realizzerebbe ampiamente gli obiettivi di contenimento finanziario, rilevato che in Toscana è stato da tempo avviato un processo di confronto e di concertazione finalizzato al riordino del sistema di governo dei territori montani, si auspica che nel prosieguo del dibattito sulla Legge Finanziaria si arrivi allo stralcio dell’art. 13, riportando il problema del riordino degli enti montani nelle più idonee sedi di discussione del Codice delle Autonomie e di modifica della legge 97/94”.

L’ordine del giorno approvato all’unanimità dall’assemblea dell’ente comprensoriale tiberino chiede poi “che i riferimenti della Finanziaria siano limitati alla definizione di criteri orientativi per la riduzione dei costi, lasciando alle competenze delle Regioni la ridefinizione dei problemi ordinamentali relativi alla costituzione delle Comunità Montane. E che la rivisitazione delle aree omogenee venga attuata sulla base di un insieme di parametri oggettivi (disagio economico, caratteristiche geomorfologiche, dispersione della popolazione, fruibilità dei servizi) e non solo sulla base dell’altimetria”.

Il documento è stato inviato al Governo, ai parlamentari della Toscana, al Presidente della Regione Toscana e all’Uncem regionale.

FDT

E, CREDIAMO DI ESSERE "CIVILI" !

sotto la lente l’operato dei magistrati di ascoli piceno

Ahmetovic, Mastella manda gli ispettori

Il Guardasigilli indagherà sulla compatibilità del regime carcerario del rom e le sue attività lucrative

MastellaLa decisione di diventare testimonial di una sua linea di orologi «griffati» ha riacceso i riflettori sul rom Marco Ahmetovic, condannato in primo grado a sei anni e mezzo per l’omicidio di quattro giovani minorenni ad Appignano del Tronto in provincia di Ascoli, investiti dal suo furgone mentre lui era alla guida ubriaco. Ahmetovic attualmente è agli arresti domiciliari in un residence della zona, una decisione che, all’epoca aveva suscitato molte perplessità. La decisione di Ahmetovic ha provocato lo sdegno del mondo politico tanto che alla fine il ministro della Giustizia Clemente Mastella, ha deciso di mandare gli ispettori.

LA NOTA – «La scelta delle misure cautelari compete esclusivamente al giudice, e su di essa non sono possibili interferenze del ministro della Giustizia e questo a prescindere dai sentimenti personali del Guardasigilli, che prova tristezza e sconcerto di fronte a chi sfrutta le proprie colpe e la morte altrui per acquistare notorietà e denaro». Lo precisa una nota dell’ufficio stampa del ministero della Giustizia che spiega: «Nel caso di Marco Ahemtovic, il ministro ha chiesto ai propri uffici di avviare accertamenti specifici sulle modalità del regime detentivo cui è attualmente sottoposto l’Ahmetovic, e sulla compatibilità di tale regime con lo svolgimento delle attività lucrative riportate dalla stampa».

La decisione di mandare gli ispettori arriva a seguito della vendita su Ebay della linea di orologi «griffati» di Ahmetovic . L’operazione è stata promossa dall’agente pubblicitario dell’omicida, Alessio Sundas, per il quale il giovane rom «è diventato una star non per responsabililtà sua, ma della stampa». L’iniziativa, che prevede la vendita dell’orologio della «Linearom» a 159 euro, ha scatenato le proteste non solo dei parenti delle vittime dei quattro ragazzini morti nell’incidente stradale avvenuto il 23 aprile scorso, ma anche di tutta la comunità locale e di molti parlamentari.

Da: Il Corriere della Sera.it

 

Ndr: Se il giudice ha sottoposto questo soggetto a queste misure detentive leggere (arresti domiciliari) non ha fatto altro che “applicare la legge”.

Sempre nell’assunzione che lo abbia fatto correttamente (cioè non abbia sbagliato) tale situazione sciocca e sconcerta il normale cittadino, figuriamoci poi i parenti delle 4 giovani ed innocenti vittime.

Appare anche totalmente inopportuna, anzi da “sciacalli”,  sfruttare per meri fini di lucro la macabra pubblicità derivata da quel tragico evento che tanto ha colpito e ancora colpisce la pubblica opinione, cioè noi tutti.

Appare ridicola, se non assurda, l’asserzione che il soggetto sarebbe diventato “una star” !!!!?????….. “a causa delle notizie diffuse della stampa”.

Avrebbe dovuto tacere forse la stampa di fronte ad un spaventoso dramma che ha rapito 4 giovani vite innocenti ?

Crediamo proprio di no.

 Ma questo è (purtroppo) un Paese in cui  i cittadini onesti debbono spesso dimostrare la loro onestà in ogni atto quotidiano.

 Per gli altri, non sembra sia necessario. Peccato, così non si va da nessuna parte.

 Quo usque tandem abutere, Marco, patientia nostra? Con Alessio, degna spalla.

rs

 

 

IL MESTIERE "PIU' VECCHIO DEL MONDO": FENOMENO MASSICCIO

Prostitute, identikit dei clienti

Giovani, quasi sempre single, a volte laureati «Meglio le ragazze dell’Est, danno più affetto»

Hanno un’età compresa tra 35 e 40 anni, lavorano, sono single e con un livello di istruzione medio-alto. Preferiscono le ragazze dell’Est che incontrano in hotel, saune o appartamenti, con una frequenza media di una volta ogni due mesi. Ma, soprattutto, scelgono le donne dell’Europa orientale o le cinesi, non solo perché costano meno delle italiane, ma perché con loro soddisfano il «bisogno di affetto e di comprensione».pp

Eccolo per la prima volta il profilo del cliente delle prostitute straniere «trafficate » (cioè vittime della tratta), così come emerge dallo studio How much? condotto per la Commissione europea dalla Fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità) con i ricercatori di Transcrime (Università di Trento e Cattolica di Milano) che verrà presentato giovedì a Milano.

I dati sono stati elaborati con lunghe analisi dei forum Internet e da un questionario pubblicato online. Ma un’altra parte della ricerca si è mossa direttamente sul campo e se il profilo del cliente risultato qui è diverso (età tra 23 e 50 anni, sposato, con un partner regolare e uno o più figli, livello di istruzione basso o molto basso, incontri ogni 15 giorni) le motivazioni sono le stesse e il fattore «bisogno di affetto/comprensione» resta ai primi posti. Dice un cliente: «Le ragazze dell’Est sono tutte bellissime, la maggior parte bionde, alte, fatte bene, disponibili. Non fanno le cose come una catena di montaggio un colpo e via, anzi ti portano a casa loro, ti fanno rilassare, ti danno un po’ di accoglienza. Mentre le prostitute italiane tendono solo a fare i soldi e concludere alla svelta». Un’altra voce, su Internet: «Gli italiani vogliono sesso, il buon, caro, sano, vecchio sesso. E magari anche un briciolo di affetto, vero o immaginario, che non guasta mai». Stesso concetto ribadito da un intervistato: «Con il sesso molti cercano anche affetto e un rapporto con la donna in generale, spesso l’atto vero e proprio passa in secondo piano».

Numeri e affari
Secondo il Dipartimento per le pari opportunità della presidenza del Consiglio, in Italia sono 9 milioni i clienti delle prostitute (che sono stimate in 70 mila, di cui più della metà straniere) con un giro d’affari di 90 milioni di euro al mese.

Lo studio di Transcrime, il primo del genere in Italia, ha cercato di dare un volto al cliente delle prostitute «trafficate» (la maggior parte delle straniere) per capire cosa spinge gli uomini a cercare questo mercato del sesso che si è diffuso nell’Unione Europea a partire dalla caduta del muro di Berlino e ha ormai raggiunto dimensioni preoccupanti.

A questi clienti — così emerge dalla ricerca — non interessa la storia che è alle spalle della prostituta (per loro infatti «la tratta non esiste» o al massimo coinvolge poche persone e le «vittime» della prostituzione sono proprio i clienti «sfruttati a causa del naturale bisogno di sesso tipico del maschio»). Anzi, dicono di preferire le donne dell’Europa orientale o le cinesi proprio perché provengono da Paesi in cui vi è il «dovuto rispetto» per il maschio e quindi manifestano remissività anche nei confronti dei clienti italiani.
Dietro questa motivazione, poi, ce ne sono altre due: il bisogno di dominio e il rifiuto dell’emancipazione femminile. E se le prostitute italiane sono sbrigative e pensano solo ai soldi, le mogli/compagne sono viste così: «Ti costringono ad andare in cerca di sesso a pagamento perché quando ti sposano ti promettono che farai sesso tutte le volte che ne avrai voglia (e sennò chi si sposerebbe?), poi usano il sesso come una risorsa, un’arma, uno strumento per ottenere quello che vogliono».

Case chiuse
Tutti gli uomini contattati si sono infine dichiarati, all’unanimità, per la riapertura delle case chiuse. La regolarizzazione, secondo gli intervistati, costituisce un vantaggio per tutti: per i clienti (garanzia di privacy, igiene e controllo medico), per lo Stato (che può tassare i guadagni) e per le prostitute perché si ridurrebbe lo sfruttamento da parte dei protettori.

 

L’ultima parte della ricerca riguarda la comparazione dei dati italiani con quelli di tre Paesi europei — Olanda, Svezia e Romania — che hanno una legislazione diversa dalla nostra. Questo aspetto, insieme agli altri, verrà illustrato nel seminario di giovedì a Milano (sala Vismara, via Copernico 1) dagli autori dello studio: per l’Ismu, Marco Lombardi, docente della Cattolica, e Paolo Ruspini; per Transcrime (il maggior centro universitario italiano sullo studio della criminalità transnazionale) Andrea Di Nicola e Andrea Cauduro. Le conclusioni di How much?, secondo Lombardi, «serviranno ora a sviluppare politiche innovative per combattere il traffico di esseri umani anche in un quadro normativo diverso da quello attuale». Perché, dice a questo proposito Di Nicola, «una cosa abbiamo capito: la politica dello struzzo in Italia non paga. Meglio intervenire piuttosto che non fare niente». (da: Il Corriere della Sera.it)

Ndr:  I meno giovani ricorderanno sicuramente, almeno di nome, la Senatrice Merlin che si fece carico di far promulgare, ormai tanti anni fa la legge che porta ancora oggi il suo nome. Da allora molto tempo è passato, molte cose sono cambiate, ma “il mestiere più vecchio del mondo” non ha cessato di esistere, anzi.

 L’immigrazione controllata e non dall’estero e soprattutto dai Paesi dell’ex “impero sovietico” di tante ragazze e giovani donne che volente o nolente sono diventate ragazze di vita è diventato un fenomeno massiccio e percepibile agli occhi di ogni cittadino. Soprattutto nelle grandi città e nelle periferie ha assunto proporzioni allarmanti anche e soprattutto per il sottobosco criminale che vi ruota attorno sfruttando, anche nella maniera più bieca queste giovani donne. Alla fine, se va bene, viene lasciato solo gli spiccioli del loro lavoro.

 Sarebbe davvero il caso di ripensare tutta questa  materia in maniera nuova, diversa e più consona a i tempi e alle situazioni odierne. Questo consentirebbe, entro limiti chiari e netti e precisi, a chi volesse, di poter esercitare questo lavoro in sicurezza e libertà.

Si consentirebbe a tante donne (gli uomini sono un’eccezione) di affrancarsi dai criminali che  sfruttando questa situazione di clandestinità si arricchiscono indebitamente sfruttando questo che oggi è un mercato illegale della “carne umana”.

Farlo sarebbe cosa saggia per tutti, dalle ragazze  che  godrebbero di maggior sicurezza, maggior guadagno (tassato) e assistenza igienico sanitaria, ai “clienti” che troverebbero una situazione più tranquilla, legale, e sicura anche dal punto di vista dell’igiene.

Ultimo, ma non ultimo, avremmo meno falò sui marciapiedi con falele semivestite all’intorno, meno umanità disperata allo sbando ed in balia dei “loro padroni”.

A chi poi piacessero i falò (anche quelli figurati) , si consiglia la lettura o la rilettura de: “La luna e i falò” … sempre bello, sempre fresco… sempre attuale…

Stow.

 

 

 

SACERDOTE ACCUSATO DI VIOLENZA SESSUALE

Pedofilia, arrestato il vicedirettore del seminario di Brescia

Terremoto al seminario di Brescia. Il vicedirettore, don Marco Baresi, 38 anni, è stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile che hanno eseguito un ordine di custodia cautelare emesso dal gip del Tribunale di Brescia. Le accuse per il sacerdote sono di violenza sessuale aggravata ai danni di un minore di 14 anni e detenzione di materiale pedopornografico.

Nato a Chiari il 4 febbraio 1969, ordinato a Brescia l’11 giugno 1994 proviene dalla parrocchia di Chiari. E’ vicario parrocchiale a San Zano Naviglio (1994-1999) e vicerettore in Seminario dal 1999.

La diocesi per ora non commenta le presunte accuse di violenza sessuale su un minore. "Non abbiamo ancora letto le motivazioni dell’arresto", spiega il responsabile dell’ufficio diocesano per le comunicazioni, don Adriano Bianchi, "stiamo verificando cosa è successo".(da Affari italiani)

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