Archivio del Fendente

2007-2011

Archivi per il mese di “agosto, 2007”

FONDAZIONE GUIDO D'AREZZO

Fondazione   Guido  d’Arezzo

 

comunicato stampa

Fondazione Guido d’Arezzo e Fiera Antiquaria insieme, per la prima volta, domani al Museo d’Arte Medievale di Arezzo

MUSICA E ANTIQUARIATO PER I BAROCCHISTI DI LUGANO

Calato il sipario sulla 55^ edizione del Concorso Polifonico Internazionale Guido d’Arezzo con la vittoria dei francesi di Lione, componenti il Choeur National des Junes a Coeur Joie, la Fondazione Guido d’Arezzo ha ancora in serbo un gioiello da proporre al pubblico.

Si tratta dell’ultimo concerto inserito nel programma del Guidoneum Festival – autentica novità di questo anno – che verrà eseguito domani 1 settembre alle ore 21 al Museo di arte Medievale e Moderna di Arezzo (via san Lorentino, 8) dall’orchestra “I Barocchisti” di Lugano.

L’orchestra – diretta da Diego Fasolis, con il musicista svizzero Duilio M. Galfetti violino di spalla e solista – presenterà un suggestivo quanto interessante programma legato agli Stili musicali nella cultura del Settecento, sulle note di Johann Sebastian Bach, Georg Friedrich Händel, Antonio Vivaldi e di François Joseph Gossec, capace di immergere il pubblico nella musica di quella straordinaria stagione che fu il Settecento. 

“Il concetto di stile muove da presupposti collegati al comportamento e alle fattezze, e bene si accompagna alle manifestazioni di genio e di creatività che quel comportamento o quelle fattezze intendono richiamare – sottolinea Francesco Luisi, presidente e sovrintendente della Fondazione Guido d’Arezzo.  Spesso lo stile si stigmatizza in accezioni di significato convenzionale che delimitano veri e propri modelli, poi i  modelli transitano da un piano all’altro della produzione artistica e intellettuale e si trovano utilizzati con valori universali. Così è, ad esempio, il riferimento allo stile barocco, allo stile galante, allo stile rococò e così via, senza alcun limite apparente riguardo all’oggetto individuato come base della definizione stilistica”.

E poiché il leitmotiv della serata è proprio lo stile d’epoca, ha una sua intrinseca coerenza la collaborazione per questo concerto con un partner particolare come l’Associazione Fiera Antiquaria che, proprio sabato 1 settembre ritorna ad esporre i propri banchi – dopo undici anni di assenza – al giardino monumentale de Il Prato.

“E’ un grande onore poter condividere una manifestazione così importante per la vita culturale ed artistica della città come il Concorso Polifonico Guido d’Arezzo e, nello specifico, il Guidoneum Festival, tanto strenuamente voluto dal professor Luisi – sostiene Paolo Nicchi, presidente dell’Associazione Fiera Antiquaria. 

E’ significativo che le due manifestazioni aretine più conosciute in Italia e all’estero (senza niente togliere alla Giostra del Saracino) abbiano deciso di unire i propri sforzi per lavorare assieme con il dichiarato intento di offrire l’una all’altra le proprie peculiarità. Siamo così convinti della bontà di questo progetto che, già da adesso, stiamo pensando a manifestazioni comuni future, come esposizioni tematiche riguardanti strumenti musicali, partiture… “- conclude Nicchi.

 

L’ingresso al concerto è libero.

I Barocchisti

Il complesso raccoglie, sotto la guida di Diego Fasolis, l’eredità della Società cameristica di Lugano, che a partire dagli anni ’50, sotto la guida di Edwin Löherer, ha svolto un’attività fondamentale per il recupero delle opere vocali e strumentali del Barocco ottenendo successi concertistici e discografici di livello mondiale (tra cui vari dischi d’oro).

Primo violino e violino solista è l’artista svizzero Duilio Galfetti.

Il complesso si presenta in formazioni variabili e i musicisti provengono da varie esperienze con i maggiori complessi barocchi d’Europa.

Il carattere latino delle esecuzioni improntate al virtuosismo e al ritmo equilibrati da una costante metodicità espressiva stimola il plauso del pubblico e della critica che, sin dalle prime apparizioni, ha scritto in termini entusiastici.

Unitamente al Coro della Radio Svizzera in questi ultimi anni, con la direzione di Fasolis, ha realizzato diverse produzioni concertistiche e discografiche pluripremiate dedicate a Händel, Vivaldi, Bach, Galoppi, Scarlatti, Paisiello, Cassini, Mozart, Pergolesi.

Il doppio CD Il Mondo alla Roversa di Galoppi è stato insignito del Premio Internazionale del Disco della Fondazione Cini di Venezia.

 

 

Arezzo, 31 agosto 2007

 

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Elisabetta Giudrinetti

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GUERRA TRA VESCOVO E PARROCO

«Il Vescovo di Padova è il capo di una setta». Il parroco-papà attacca e non si dimette.E’ scontro aperto tra don Sante Sguotti, il parroco di un paesino veneto che sarebbe diventato padre di un bimbo di quasi un anno, e il vescovo di Padova mons. Antonio Mattiazzo. «Questa non mi sembra la lettera di un Apostolo, del capo della Chiesa di Gesù Cristo, sembra la lettera del capo di una setta terrorizzato che un adepto riveli segreti inconfessabili», dice in lacrime il sacerdote riferendosi al messaggio con cui mercoledì il vescovo gli ha intimato di firmare le dimissioni da parroco della chiesa di Monterosso di Abano Terme, paesino di 800 abitanti. Per replicare al vescovo, il prete ieri ha incontrato di nuovo i giornalisti.
Ma si dimette o no?, è stato chiesto a don Sante. «Rimarrò qui fino a quando la mia presenza sarà ritenuta opportuna», ha detto. Una risposta destinata a far infuriare le gerarchie ecclesiastiche. «Questa lettera – ha insistito – è un mandato di esecuzione è il via libera per il primo folle fondamentalista fanatico che penserà di fare un grande dono alla Chiesa eliminandomi». L’unico favore che don Sguotti dice di voler chiedere al vescovo «è che chiarisca che le sue parole non danno a nessuno il diritto di eliminarlo o di fare del male ai suoi cari, o alle persone che gli stanno vicino».
Il parroco, lunedì, in una ennesima conferenza stampa, spiegherà quali sarebbero le vere cause della "persecuzione" nei suoi confronti. Il sacerdote ha annunciato anche l’apertura di un sito internet in appoggio al proprio movimento all’indirizzo
www.chiesacattolicadeipeccatori.it.
Intanto il parroco di Monterosso, ormai diventato famoso, si appresta a partecipare al suo primo talk show, sabato su Rai1. Il sacerdote ha detto infatti di essere stato invitato a partecipare alla trasmissione "Sabato, domenica e…la tv che fa bene alla salute", condotta da Franco di Mare.
(da il Messaggero)

 

 

LA FIERA ANTIQUARIA TORNA AL PRATO

faar "Finalmente ci siamo: dopo undici anni di attesa siamo tornati al Prato. I banchi della Fiera Antiquaria nuovamente potranno esporre i loro oggetti nella suggestiva cornice di questo giardino monumentale". Parla con legittima soddisfazione Paolo Nicchi, presidente dell’Associazione Fiera Antiquaria, alla vigilia dell’atteso sabato 1 settembre, giorno della grande rentrée al Prato.

Un ritorno accolto con grande favore dagli operatori che, da ben undici anni, attendevano questa ospitalità al Prato per la Fiera di settembre,  accorsi in gran numero facendo registrare il tutto esaurito, come non si vedeva da un pezzo. Quasi cinquecento espositori, cento in più rispetto alle edizioni ordinarie. 

 "Tutti gli espositori hanno trovato posto al Prato, grazie all’impegno dell’Associazione Fiera Antiquaria e, soprattutto delll’Ufficio Commercio del comune di Arezzo che ha saputo organizzare egregiamente la dislocazione logistica per tutti i partecipanti. Incrociando le dita ci sembra una buona ripresa per questa Fiera che ha tutte le premesse per essere una bella edizione. Credo che le aspettative degli espositori verranno tutte soddisfatte e, nel contempo, siamo consapevoli che questa edizione settembrina potrà costituire anche un’ importante occasione di ulteriore promozione della città e della Fiera a livello nazionale ed internazionale"  – sottolinea Nicchi.

L’occasione è stata propizia anche per iniziare un’operazione di rilancio promozionale della Fiera che, tuttavia, ribadisce Nicchi "dovrà  essere accompagnata da un’attenta promozione pubblicitaria su scala nazionale. Per questa edizione abbiamo fatto una capillare distribuizione nelle province, nelle regioni, nelle fiere e nelle mostre  confinanti annunciando questo ritorno al Prato della Fiera stessa". L’Associazione Fiera  ha – inoltre – richiesto all’Amministrazione comunale uno sforzo logistico-organizzativo al fine di preservare totalmente il giardino monumentale da atti di vandalismo o, più semplicemente, da cattiva educazione. Nello specifico è stato richiesto il transennamento delle aiuole dell’ellisse del Prato con un drappo, una manutenzione ordinaria del verde e dei vialetti, una cura particolare per l’ordine e la pulizia con ulteriori cestini, una attenzione ulteriore alla vigilanza da parte del personale della Polizia municipale oltre al loro lavoro fondamentale che, unito ad una segnaletica ancor più idonea nell’indicare i parcheggi, servirà a rendere più fluente il traffico cittadino, vista anche la concomitanza della Giostra del Saracino.

A ciò, prosegue Paolo Nicchi "in questa edizione vogliamo anche proporre al nostro visitatore e alla città intera alcune iniziative culturali ed artistiche  al fine di creare attorno alla Fiera un’aura di emozione e di sensibilità". Ai visitatori e a tutti coloro che vorranno partecipare (con ingresso gratuito), in collaborazione con la Biblioteca comunale, l’Associazione Fiera Antiquaria propone, domani 1 settembre alle ore 17, presso la sala della Biblioteca comunale, il primo appuntamento con  Incontri in terra di Arezzo. Dante e Petrarca.

Dopo una introduzione di Claudio Santori, il sindaco Giuseppe Fanfani leggerà dei canti di Dante e l’attore-regista Andrea Biagiotti leggerà dei versi di Petrarca con Stefano Santoni alla chitarra.  

Successivamente alle 18.30 (con replica domenica 2 settembre, alle ore 11.30) Giulio Firpo, presidente dell’Accademia Petrarca, guiderà i visitatori alla conoscenza della  Casa del Petrarca (via dell’Orto).

Gran finale alle ore 21, al Museo d’Arte Medievale e Moderna con il concerto dell’Orchestra  I Barocchisti di Lugano, realizzato in  collaborazione con il Guidoneum Festival della Fondazione Guido d’Arezzo: un viaggio tra gli Stili musicali nella cultura del Settecento attraverso la musica di Antonio Vivaldi, Johann Sebastian Bach, Georg Friedrich Haendel e François Joseph Gossec.         

Un progetto ambizioso per un’edizione straordinaria, con l’indubbia volontà di valorizzare la Fiera creandole attorno non solo condizioni ambientali favorevoli ma anche un clima culturale prestigioso"nel fondato convincimentochiosa Nicchiche solo la cultura può ridare anima e vigore all’economia".

Un progetto condiviso anche da BancaEtruria, da sempre vicino al mondo dell’antiquariato:  sabato 1 settembre, per facilitare gli operatori, che ne avessero necessità, lo sportello dell’Agenzia 15 (via Ricasoli, 24 – a pochi metri da piazza della Libertà) rimarrà eccezionalmente aperto dalle 8.45 alle 12.45. 

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DUE NOVEMBRE

Giornata grigia. Mi reco al cimitero. Stanco dopo alcune visite ai miei cari estinti, mi siedo su uno scalino e guardo quelli che, soffermatisi davanti a una lapide, fanno il gesto di chi si mette l’ombrello al braccio. Incuriosito, m’avvicno e vedo che sulla lapide c’è scritto: VI ASPETTO.

Turiddo Guerri

ANCHE LA "3" SPONSORIZZA LA POLITICA

Evviva la politica; con essa si possono escogitare un’infinità di ‘cose più o meno lecite’.

Ore 12,33 di oggi 31 agosto, appare sul cellulare un messaggio con il seguente testo: “3 Comunica – Se desideri puoi sostenere i candidati alla segreteria del Partito Democratico con un SMS al 48399 indicando il cognome del candidato seguito da 1, 2 o 5 euro”.

Che sia uno scherzo di quel “buontempone” del Cavaliere ?

Oppure qualche “poveraccio, aspirante futuro politico ‘conducator di popolo’, ugualmente ‘buontempone e furbo’ che si vuole issare al comando con i soldi degli altri ?.

Oppure ? Noi lo abbiamo scritto, chi di dovere dovrebbe indagare poichè di ‘truffatori’ ce ne sono un’infinità.

Qualsiasi ipotesi sia, comunque,  molti ne hanno le tasche piene. Basta !

gd

LE TASSE E GLI ITALIANI

Prima Bossi promuove lo sciopero fiscale (a fucilate) ora Veltroni propone di abbassare le tasse in 10 mosse.

Ci si gioca tutto sulle tasse, così ci si conquista il favore degli elettori, di quelli di destra come di quelli di sinistra, tirandoli per la giacchetta e incantandoli con la promessa di una pressione fiscale più bassa (perché in Italia si fa campagna elettorale 365 giorni l’anno).Ci ha provato Bossi, a modo suo, qualche giorno fa proponendo uno sciopero fiscale a suon di schioppo, prefigurando schiere di coraggiosi uomini del nord pronti a imbracciare il fucile. Ci  prova Walter Veltroni, in corsa per la leadership del Pd, che con una lettera al quotidiano la Repubblica spiega come vorrebbe abbassare le tasse in 10 mosse, a partire da una «radicale azione di riduzione dei costi della politica e di robusta iniezione di criteri meritocratici nella gestione di tutti i pubblici servizi».
Qualcuno è scettico, qualcuno pensa che quella di Veltroni sia una mossa per disarcionare il presidente del Consiglio. Insomma, le tasse non piacciono a nessuno, gli evasori però neppure, lo sciopero fiscale sì e no, le fucilate di Bossi sicuramente non sono state approvate e la proposta di Veltroni suscita scalpore. Non siamo mai contenti?

ITALIA: FRIVOLA E FARFALLONA

Un tempo i giornali dovevano sudare sette camicie per procurarsi la fototessera di un indiziato. Ora al tempo di Corona e Lele Mora, anche le gemelle Cappa, cugine di Chiara Poggi, – la ragazza barbaramente assassinata nella sua casa a Garlasco nel pavese – hanno la loro bella photogallery degna di una mannequin. Le hanno subito ribattezzate “le veline”, proprio per la loro voglia di sfondare nel mondo dello spettacolo.
"Sono figlie del nostro tempo, sono figlie del Grande fratello, delle veline, di Lucignolo e (questo è certo) avranno successo e riusciranno, magari solo per un ora, a fare quello che desideravano: apparire". Questo nostro popolo che è fatto anche di cialtroni e di amanti del torbido più mortificante, non può lasciarsi sfuggire un’occasione così ghiotta..

Ma, per fortuna, prima che, come il tunisino della strage di Erba, le due sorelle si trovino addosso una maglietta griffata Corona’s, interviene dal suo blog il ministro Di Pietro( l’unico però ): "A Garlasco è stata assassinata una ragazza. Questo episodio di cronaca nera è stato trasformato in un reality show. Il fidanzato ha ricevuto un avviso di garanzia e sono state ascoltate persone vicine alla famiglia. Un iter del tutto normale per un omicidio. La rilevanza mediatica sproporzionata che ne è stata data, e che ha già diviso gli italiani tra innocentisti e colpevolisti, è del tutto fuori luogo".

 

L'ETERNA GIOVINEZZA DI SILVIO

In questo è il Genio. Nel gesto solitario che si dimostra da solo. Nella marinettiana distruzione di tutto. Operazione visionaria, come sempre quelle dell’Uomo. In perfetto accordo con le onde lunghe che si muovono sotto pelle della nostra società, il nuovo partito con segretario Brambilla, come successe per Forza Italia dieci anni fa, esiste già nel Paese e Lui si limita a riconoscerlo e battezzarlo. In questo partito non c’è più l’ossessione dei comunisti, idea del Novecento; c’è, piuttosto, l’ossessione della gioventù eterna. Non c’è più l’aspirazione a essere ricco, ma quella di poter gestire in libertà la ricchezza. Non c’è più la necessità di occupare i media, perché nei media questa nuova Italia è cresciuta e ne è stata allevata. Questa estate, del resto, cos’altro è stata se non la prova generale di un’immensa ola politica che preparava l’arrivo del nuovo partito? I miti e i personaggi di questa vaporosa stagione sono infatti i Valentino Rossi che a reti unificate sostengono con innocente faccia tosta il loro diritto all’evasione, salutati dal tifo grande di altri divi e colleghi; la stessa faccia innocente, del resto, con cui la ragazza appartatasi con un deputato si confessa speranzosa ora di avere un contratto in tv. Sono i guidatori strafatti che giocano al bersaglio con i pedoni e ne escono presentando le scuse; sono, infine, la grande ondata di insulti e polemiche che ha investito la politica, la scoperta della «casta» e della possibilità di tirarle i sassi.
Nel cancellare la propria creatura, Forza Italia, e nel contrapporgli il suo esatto contrario, il Genio della politica italiana perde un pezzo di se stesso per continuare a sopravvivere a se stesso.

CHAMPIONS LEAGUE

Il sorteggio dei gironi della Champions League.

Questi i risultati:

Gruppo A: Liverpool. Olympique Marsiglia, Porto e Besiktas.  
Gruppo B: Chelsea, Valencia, Shalke 04 e Rosenborg.   
Gruppo C: Real Madrid, Werder Brema, Lazio e Olimpiakos.
Gruppo D: Milan, Benfica, Celtic e Shaktar Donesk.
Gruppo E: Barcellona, Lione, Stoccarda e Glasgow Rangers.
Gruppo F: Manchester United, Roma, Sporting Lisbona e Dinamo Kiev.   
Gruppo G: Inter, PSV Eindhoven, Cska Mosca e Fenerbahce.
Gruppo H: Arsenal, Steaua Bucarest,  Slavia Praga, Siviglia o Aek Atene,

 

FIRENZE: "LAVAVETRI" DIVENTA MESTIERE ?

Proposta del comune per regolamentare chi fa questo lavoro

(ANSA) – Lavavetri come artisti di strada: il comune di Firenze sta pensando a un regolamento che preveda l’istituzione del mestiere di lavavetri. Il lavoro potra’ cosi’ essere svolto in aree specifiche e con autorizzazione. Chi svolgera’ queste mansioni, secondo la proposta dell’assessore Silvano Gori, verra’ equiparato ad un artista di strada ed avra’ diritto ad una postazione fissa che non sara’ agli incroci stradali. Per assegnare i posti il Comune sta pensando di bandire un concorso.

Ndr. Abbiamo capito, tanto fumo per ricercare nuove entrate di tasse.

FESTIVAL NAZIONALE DELL'AUTOBIOGRAFIA

II Festival Paesi e Città in racconto
Narratori per diletto

Da domani fino al 2 settembre 2007, ad Anghiari

"Scrivere i luoghi e le stagioni della vita"

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Tre  giorni interamente dedicati alla memoria in forma scritta: è il Festival dell’Autobiografia, che si svolge da domani 31 agosto al 2 settembre ad Anghiari.

La manifestazione, giunta alla seconda edizione, è organizzata dalla Libera Università dell’Autobiografia assieme al comune di Anghiari e all’Università di Milano-Bicocca con il patrocinio della provincia di Arezzo e della Regione Toscana.

Protagonisti i cosiddetti narratori per diletto ovvero coloro che si sono dedicati a fissare sulla pagina scritta il ricordo di un’esperienza, una memoria -, oltre ad esperti di memorialistica e memoria storica, e case editrici specializzate, senza dimenticare le persone comuni, i paesi, le comunità che sono oggetto del ricordo scritto.

Così, per tre giorni, le strade e le piazze del piccolo centro medievale dell’Aretino si animeranno con spettacoli, letture, incontri. Tra questi i Cenacoli Letterari su poesia, prosa, psicologia dell’autobiografia e vari eventi speciali, tra cui l’omaggio a Lalla Romano.

Da segnalare la presenza di ben 181 libri autobiografici (equamente suddivisi tra 84 uomini e 77 donne, “le donne scrivono di più, ma gli uomini hanno più coraggio a presentarsi alle case editrici”  – sostiene Ada Ascari, consigliere della Libera Università dell’Autobiografia) pervenuti alla segreteria del Festival e affidati alla lettura dei collaboratori scientifici, con un picco anagrafico over 60.

Le case editrici presenti sono sedici (Alberti Editore, Alieno Editrice, Beppe Dini, Davide Ghaleb, Memori, Ponte alle Grazie, Casiraghi Editore, Editrice Zona, Edizioni Biografiche, Edizioni Del Cerro, Il Fiorino, Il Foglio, il Lunario, Maremmi Editore, Sergio Antolini Editore, UCEB).   

www.lua.it

Anghiari, 30 agosto 2007

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Studio EGi di Elisabetta Giudrinetti

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I MERCOLEDI' DI ANGHIARI

Vie di Anghiari, centro commerciale naturale.

Negozi aperti, gastronomia, mercatino di prodotti tipici ed artigianali. Musica ed Artisti di strada, animazione per bambini, per tutta la notte ma, aggiungiamoci la suggestiva visione della cittadina, delle sue piazze delle stradine e dei vicoli del centro storico medioevale da dove si può ammirare l’alta valle del Tevere, e dove si può immaginare di respirare aria d’altri tempi.mini-Img 025

Ieri sera nel secondo dei tre mercoledì in notturna, grande successo e tanti turisti stranieri ma anche italiani accorsi dalle località vicine.Mercoledì 26 settembre è il nuovo appuntamento.  

(foto di R.Stowasser)             mini-Img 030

MONDIALI DI ATLETICA ARGENTO PER L'ITALIA

Osaka: argento per Andrew Howe

Nuovo record italiano a 8,47, ma Saladino salta 8,57. Andrew Howe ha portato a 8,47 il primato italiano del salto in lungo e ha conquistato l’argento ai Mondiali di Osaka. Il precedente record di 8,43 apparteneva a Giovanni Evangelisti. Il titolo iridato e’ andato al panamense Irving Saladino che solo all’ultimo salto ha avuto ragione dell’azzurro con la misura di 8,57. Medaglia di bronzo all’americano Dwight Phillips che ha saltato 8,30. Per l’Italia si tratta della prima medaglia ai Mondiali di atletica ad Osaka.

L'ITALIA DEGLI SCIACALLI

"Un tempo i giornali dovevano sudare sette camicie per procurarsi la fototessera di un indiziato. Al tempo di Corona e Lele Mora, anche le gemelle Cappa, cugine di Chiara Poggi, – la ragazza barbaramente assassinata nella sua casa a Garlasco nel pavese – hanno la loro bella photogallery degna di una mannequin. Le hanno subito ribattezzate “le veline”, proprio per la loro voglia di sfondare nel mondo dello spettacolo".
clip_image002"Sono figlie del nostro tempo, sono figlie del Grande fratello, delle veline, di Lucignolo e (questo è certo) avranno successo e riusciranno, magari solo per un ora, a fare quello che desideravano: apparire. Questo nostro popolo che è fatto anche di cialtroni e di amanti del torbido più mortificante, non può lasciarsi sfuggire un’occasione così ghiotta..

 

Ma, per fortuna, prima che, come il tunisino della strage di Erba, le due sorelle si trovino addosso una maglietta griffata Corona’s, interviene dal suo blog il ministro Di Pietro: "A Garlasco è stata assassinata una ragazza. Questo episodio di cronaca nera è stato trasformato in un reality show. Il fidanzato ha ricevuto un avviso di garanzia e sono state ascoltate persone vicine alla famiglia. Un iter del tutto normale per un omicidio. La rilevanza mediatica sproporzionata che ne è stata data, e che ha già diviso gli italiani tra innocentisti e colpevolisti, è del tutto fuori luogo".

 

"ARTES", PRIMA EDIZIONE, DEFINITO IL PROGRAMMA

Oramai definito nei particolari il programma della prima edizione di “Artes”, la rievocazione degli antichi mestieri artigiani nell’intero arco del XX secolo che animerà il centro storico di Sansepolcro nel quarto fine settimana di settembre su volontà del consorzio “Terra della Valtiberina”. La novità saliente è relativa al terzo e ultimo giorno di manifestazione: gli organizzatori hanno infatti ritenuto di dover evitare la sovrapposizione con lo svolgimento della “Domenica del Tarlo”, il mercatino di collezionismo e rigatteria. Nello spirito di collaborazione che deve regnare fra le varie categorie a favore della città, è stato allora deciso per il giorno 23 di spostare il baricentro di “Artes” al centro servizi Tevere Expo’: in quella circostanza si procederà con l’inaugurazione della sede del consorzio, che verrà tenuta a battesimo da una grande mostra dedicata all’artigianato locale, assieme a quella altrettanto affermata dei cori intarsiati (“Ars Carpentarium et Tarsium”), che conferma ancora una volta quanto sia stretto il legame con il mondo della scuola, in quanto protagonisti sono gli studenti della sezione di “Restauro” dell’istituto d’arte di Anghiari e Sansepolcro. La kermesse consumerà i primi due giorni negli angoli più belli del vecchio Borgo, che vedranno rifiorire per l’occasione anche attività e figure professionali da tempo scomparse sotto l’effetto della modernità ma delle quali si avverte ancora la necessità di una presenza. I due direttori artistici del consorzio, Donatella Zanchi ed Emanuela Chimenti, sono al lavoro proprio per ripristinare la vecchia atmosfera che si respirava in città, quando i segnali di vita e dinamismo si percepivano anche dai rumori che provenivano dalle botteghe artigiane. Nel fulcro del centro storico, sono previste anche rappresentazioni teatrali, musica e la grande osteria di piazza Torre di Berta con i ristoratori e gli alimentaristi di Cna e Confartigianato Imprese, le due realtà di categoria che si sono adoperate per la creazione del consorzio, allo scopo di farlo diventare un progetto pilota anche per le altre vallate, tramite il quale  ottimizzare quelle risorse sempre più difficili da intercettare. Terminata insomma la parentesi rinascimentale, Sansepolcro si tuffa in quella del suo recente passato, come se settembre dovesse pian piano diventare il mese della tradizione e della memoria. Intanto, tornando al centro servizi, stanno procedendo con ritmo sostenuto i lavori di adeguamento della struttura da parte della Comunità Montana Valtiberina Toscana, il cui presidente, Riccardo Marzi, è uno dei più convinti sostenitori dell’opportunità di questo strumento di valenza comprensoriale, ma anche il Comune biturgense è pienamente allineato: il sindaco Franco Polcri considera il consorzio uno dei punti qualificanti della sua amministrazione e anche dall’opposizione dell’Ulivo – per voce del consigliere comunale e segretario dei Ds, Michele Boncompagni – i consensi sono sempre stati palesi. 

 

USCIRA' LA NUOVA "TOPOLINO"?

Fiat, progetti segreti: la nuova Topolino col turbo

Un raduno di Topolino d'epoca (Foto Marco Giugliarelli)

Dopo aver fatto rinascere la 500, la Fiat potrebbe rifare la Topolino, ovvero una micro-macchina che risponda alle esigenze di mobilità di base nelle città. Lo afferma il mensile Quattroruote di settembre, sottolineando che la nuova citycar promette di essere miracolosa come l’antenata per lo spazio abitabile a disposizione: fino a quattro persone in meno di tre metri. Il progetto della piccola Fiat – aggiunge Quattroruote – si preannuncia rivoluzionario, con trazione e motore posteriori, ovvero un ribaltone rispetto alla tecnica impiegata comunemente (trazione e motori anteriori). Il propulsore dietro è un vantaggio per la sicurezza, in quanto si elimina il rischio d’intrusione nell’abitacolo in caso d’incidente e si tutela maggiormente l’incolumità dei pedoni.

A muovere la nuova Topolino, il cui vero nome commerciale è comunque tutto da decidere sarà un inedito bicilindrico a benzina di 900 cm. cubi turbo capace di sviluppare tra 90 e 110 CV. Sarà innovativo anche lo schema interno, con i due posti supplementari posteriori rialzati, sopra il motore, per guadagnare spazio longitudinalmente. La geniale citycar – conclude il mensile specializzato – non sarà pronta per affrontare l’esame del mercato prima del 2009, sempre che la Fiat dia il via libera definitivo al progetto sviluppato in tutta segretezza a Torino.

LA STORIA "CRETINA" DEI LAVAVETRI

In questa storiuccia, piuttosto cretina, dei lavavetri c’è più di un motivo per sorridere. Con un certo disagio, per non dire imbarazzo.

Primo. In nessuna città europea s’incontrano persone che, armate di asta spugnetta straccio e bottiglietta acqua e sapone, ma talvolta non solo di questo, impongono o tentano di imporre agli automobilisti un servizio indesiderato. Il fenomeno dei lavavetri semaforici è una specialità soltanto italiana. Molto curioso che nessuno si domandi perché e nessuno lo faccia notare.

Secondo. Se il nostro fosse un paese normale, la diffusione di forme d’accattonaggio molesto sarebbe stata subito arginata. Come? Con qualcuna delle centocinquantamila leggi che ci complicano la vita e ci espongono al rischio di ammende, sovrattasse, denunce, sequestri, avvisi di garanzia, fermi e via discorrendo. Invece, da noi il proposito – altrove ovvio – di togliere i lavavetri dalle strade fa titolone e finisce in prima pagina, capovolgendo le regole fondamentali del giornalismo. Se "notizia" è l’uomo che morde il cane e non viceversa, la notizia era la presenza dei lavavetri (anomalìa) e non questa tardiva consapevolezza di doverli allontanare (normalità).
 

Terzo
. Altrove la normalissima pratica di togliere di mezzo accattoni molesti, minacciosi o violenti, non avrebbe meritato neanche una "breve" in fondo alla pagina di cronaca, trattandosi di routine delle gendarmerie che provvedono alla sorveglianza di stazioni e quartieri,  parchi e giardini, piazze e mercati. Da noi invece: un affare di Stato, e la storica drastica locuzione "tolleranza zero". Chissà se il sindaco Giuliani immaginò, quando la inventò per la lotta  alle feroci gang di droga prostituzione e pizzo a New York, che gli italiani l’avrebbero un giorno sputtanata abbassandola a livello lavavetri.

Quarto. La modesta faccenda dei lavavetri conferma una volta di più quale modesta idea della democrazia abbiano certi politici, fieramente schierati contro la politica "muscolare" per l’ordine pubblico e, in particolare, contro l’arresto fino a tre mesi dei lavavetri aggressivi. Provvedimento che ha invece ottenuto strepitoso successo di popolo, venendo accolto con favore in tutti i sondaggi e raggiungendo, in quello citato dal Corriere della Sera, addirittura l’88 per cento dei consensi. Se non accettiamo quello che desidera quasi il novanta per cento degli italiani, quando mai saremo una democrazia seria?

Rassegnamoci ad: altre "tolleranze zero" in arrivo. Graffitari di muri cittadini, venditori di calzini o bibite nel secchio sugli eurostar, accattoni ferroviari e bevitori di birra nei parchi, seminatori di cartacce su gradinate storiche e colonnati artistici, strimpellatori di violini e fisarmoniche in tram e metrò, la festa è finita. L’Italia sembra decisa – sembra – a diventare un paese europeo. Non sorridete. Magari la notizia è proprio questa.

(da un art.di Di Gianni de Felice)

 

CONVEGNO SUL CLIMA A ROMA IL 12-13 SETTEMBRE

COMUNICATO DI "ALLEANZA PER IL CLIMA-ONLUS": Ci sono molte cose da criticare sul pacchetto del governo tedesco per la protezione del clima. L’invidia di chi guarda dall’Italia la riunione in tre recenti giorni di clausura del consiglio dei ministri sta nel fatto che l’intero primo giorno era dedicato alla politica del clima. Dopo un lavoro durato diversi mesi che ha coinvolto quattro ministeri (trasporto, economia, ambiente, finanze) è stato deliberato in questa riunione un pacchetto di misure per ridurre del 36% le emissioni di gas serra in Germania entro il 2020.

Quanto sarebbe bello vedere il consiglio dei ministri dell’Italia lavorare un giorno sulla questione clima a seguito di una intensa collaborazione di diversi mesi dei quattro minist eri maggiormente coinvolti!
Aspettando l’importante Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici a Roma il 12 e 13 settembre riportiamo sotto le riflessioni di Karl-Ludwig Schibel, coordinatore dell’Alleanza per il Clima in Italia e membro della presidenza europea, sullo stato della politica del clima e sull’importanza di uno sforzo nazionale per attivare gli enti locali e territoriali per la mitigazione e l’adattamento.

Mitigazione, adattamento e il ruolo degli enti locali per la salvaguardia del clima
Dr. Karl-Ludwig Schibel, Alleanza per il Clima Italia, Città di Castello

Il dibattito sul riscaldamento globale è finito
Il “Scientific American” del settembre 2006 riporta la conclusione “The debate on global warming is over”, il dibattito sul riscaldamento globale è finito. Dichiarare un dibattito chiuso suona strano per una rivista scientifica quando la certezza non fa parte del discorso scientifico e il dubbio, il mettere in questione è uno dei suoi fondamenti. Come sono da intendere queste parole? Non esistono argomenti plausibili per mettere in dubbio che l’atmosfera del pianeta si sta riscaldando. L’evidenza schiacciante riconduce il riscaldamento globale all’aumento della concentrazione di CO2 in atm osfera. L’effetto serra è in atto e le conseguenze da aspettarsi sono inaccettabili.
Il fantasma delle incertezze sui cambiamenti climatici ha due origini. Gli studiosi o l’istituto che escono con qualche informazione, con qualche “rapporto” pretendendo dissensi significativi nella comunità scientifica mentre in realtà esiste un largo consenso o sono sul libro paga dell’industria del petrolio o del carbone (con Exxon Mobil nel ruolo di leader) o cercano la pubblicità ad ogni costo.
Un esempio per tanti: la tesi dei due fisici danesi Henrik Svensmark e Eigil Friis-Christensen, che i cambiamenti climatici siano il risultato di una crescente intensità della radiazione solare si trova al centro del film documentario “La truffa del clima” una replica polemica a “Una scomoda verità” di Al Gore. L’IPCC, duemila studiosi in 100 paesi, non aveva mai escluso un ruolo delle variazioni nel flusso gigantesco di calore dal sole alla terra nei cambiamenti climatici che però è sempre stato con siderato di importanza secondaria in paragone alla presenza dei gas serra nell’atmosfera terrestre. In questi giorni il centro mondiale per la radiazione a Daros in Svizzera ha fornito una risposta autoritativa: mentre in passato la radiazione solare e la temperatura globale sembrano aver avuto un andamento sincronico, dagli anni ottanta queste due curve divergono, la quantità di calore che arriva dal sole diminuisce, la temperatura media terrestre cresce. Perciò il sole può essere escluso come spiegazione per l’attuale riscaldamento della terra.
[i]
Il che non impedirà l’uscita tra breve di qualche altro “rapporto” che pretenderà un nuovo dubbio di qualche studioso, che altrimenti sarebbe rimasto nell’anonimità meritata, sulle cause dei cambiamenti climatici. Fenomenologicamente le manovre pseudoscientifiche messe in scena in buona parte dall’industria petrolifera e del carbone ricordano quelle dell’industria del tabacco nel mettere in dubbio il legame tra il fumo e il cancro ai polmoni.[ii]
In Italia oggi è diventato difficile trovare dei negazionisti dei cambiamenti climatici, mentre abbandon ano coloro che affermano, anzi sottolineano l’urgenza del problema, senza però fare un ulteriore passo verso le azioni per affrontarlo. Dedicano invece l’attenzione ad un sempre più raffinato monitoraggio dell’andamento del fenomeno, alla vulnerabilità dei territori, agli effetti sulla salute, ai danni in passato e ai possibili danni in futuro – tutte ricerche senza dubbio molto importanti per comprendere meglio il fenomeno e possibilmente anche per poter calibrare meglio le misure di adattamento. Non è visibile quali conseguenze potrebbero avere queste ricerche sulle misure più urgentemente sull’ordine del giorno: la mitigazione delle emissioni dei gas serra.[iii] Non sembra tanto attraente testare che cosa succederà se la concentrazione di CO2 in atmosfera supererà d i molto 500 ppm e a nessun climotologo dispiacerà se l’umanità non sperimenterà questo scenario.

Senza mitigazione l’adattamento è una battaglia in ritirata
Infatti è da osservare una tendenza preoccupante a fare un salto diretto dagli studi del fenomeno – l’andamento delle temperature, delle precipitazioni, d egli eventi meteorologici estremi, della vulnerabilità dei territori e dei possibili impatti – alle misure di adattamento senza mai fermarsi sul campo d’attività principale: la riduzione dei gas climalteranti. Anche se tutta la comunità scientifica concorda che senza mitigazione non ci sarà niente cui adattarsi.[iv]
Non dobbiamo discutere la necessità di una politica responsabile di adattamento ai cambiamenti climatici ormai in atto. Quello che è preoccupante, soprattutto in Italia, è la reificazione dei cambiamenti climatici. Eventi causati da attività umane ben identificabili assumono un carattere quasi oggettivo, mandato da qualche forza superiore invece di un fenomeno che richiede prima di tutto il nostro sforzo deciso per una riduzione delle emissioni di CO2 c he permetta misure promettenti di adattamento. L’Alleanza per il Clima sta concludendo in questi mesi il progetto europeo, “AMICA”, un lavoro con i governi locali di Lione, Dresda, Stoccarda, Venezia, la Provincia di Ferrara ed altri sul “common ground”, sul terreno comune, tra mitigazione e adattamento. Quali sono le misure che rendono il territorio più resiliente ai cambiamenti climatici contribuendo alla mitigazione del fenomeno? Ci sembra questa la direzione nella quale andare sotto aspetti di costi/benefici, ma anche come un approccio culturale che tenga presente nella coscienza e nella pratica di tutti gli attori che non ci può essere adattamento senza mitigazione e che vice versa ogni azione ha degli effetti sia per l’adattamento che per la mitigazione. Le capacità di affrontare il problema clima dipendono complessivamente dal livello di sviluppo del sistema amministrativo dell’ente e come sottolineano Ferrara e Farruggia dalle sue capacità progettuali e di programmazione, org anizzative, infrastrutturali e di intervento operativo in generale. “Le capacità di adattamento (e di mitigazione – KLS) sono maggiori nelle regioni e nelle comunità dove più mature sono la cultura scientifica e tecnologica, l’organizzazione socio-economica locale, la conoscenza dei problemi e la partecipazione dei cittadini.”
[v]

La paura di lasciare, la speranza di poter continuare
Se dovessimo spiegare, dopo 15 anni di attività per la salvaguardia del clima, la riluttanza di affrontare in modo diretto, pragmatico, strategico e da subito la mitigazione dell’effetto serra, la risposta sarebbe: perché emerge con sempre più chiarezza che la salvaguardia del clima coincide con l’uscita dall’era del fossile. Tocca abbandonare le fonti energetiche fossili, il petrolio, il carbone, il metano, che hanno propulso lo sviluppo degli ultimi 150 anni. Tocca abbandonarli perché sono causa del riscaldamento globale, perché stanno per finire e prima di finire subiranno sbalzi enormi di prezzo, perché provengono da zone politicamente instabili del mondo con alti rischi di insicurezza di approvvigionamento e perché la loro estrazione e combustione creano enormi dann i ambientali.
Stiamo di fronte ad una svolta epocale che mette paura e inquietudine tanto più in un paese come l’Italia che ha conosciuto il benessere diffuso, il rapido aumento della ricchezza anche della classe media e media bassa, della motorizzazione generale e della libertà di spostamento connessa, dell’accessibilità di tutti o quasi ai servizi energetici una volta riservati a uno strato sottile di ricchi – che ha conosciuto un tale sviluppo propulso dal petrolio, dal carbone, dal metano solo negli ultimi trenta, quarant’anni. E adesso tutto ciò sarebbe già da mettere in discussione per un atteggiamento precauzionale (esaurimento, sbalzi dei prezzi, insicurezza dell’approvvigionamento) e di responsabilità globale (cambiamenti climatici)? E’ chiesto molto. La tentazione di chiudere gli occhi, di rimuovere una verità che viene ritenuta scomoda è grande. Si capisce bene questo desiderio di poter continuare altri 20 o 30 anni in uno scenario del “business as usual”, magari manda ndo avanti gli altri e poi non è da escludere un miracolo tecnologico che finalmente ci porterà quantità illimitate di energia pulita senza emissioni di CO2 a basso costo, come ci promise Edward Teller, il padre della bomba ad idrogeno, già negli anni sessanta.
Non sarà un caso che i paesi industriali vecchi, l’Inghilterra, la Germania, la Svezia, in questi anni hanno fatto gli sforzi più decisi, comprensivi e consistenti per una conversione a un sistema energetico sostenibile basato sull’efficienza energetica e la svolta verso le energie rinnovabili. Certo che questo processo è lento, poco spettacolare, pieno di conflitti e a volte con dei passi indietro. Ma il tutto avviene in questi paesi in un quadro di riferimento di politica del clima di largo consenso nazionale. Il governo svedese ha approvato un programma per rendere il paese carbon free entro i prossimi 15 anni, il governo tedesco ha elaborato in questi giorni un pacc hetto di misure che ridurranno entro il 2020 le emissioni di gas serra del 36%.
In Italia la situazione sembra il contrario. Nonostante molte dichiarazioni altisonanti con numerosi riferimenti al protocollo di Kyoto, manca una visione largamente condivisa di una conversione verso un sistema energetico sostenibile e di una strategia del clima. Con “largamente condiviso” si intende un sostegno di alta priorità da parti sostanziali della classe politica e dei leaders economici. L’attuale politica italiana del clima è rinchiusa con poche eccezioni importanti nel ministero e negli assessorati regionali, provinciali e comunali per l’ambiente che non hanno né la competenza né il peso politico per avviare la svolta in questione. Solo se la politica energetica e la politica del clima diventeranno oggetto di interesse prioritario del capo di governo, dei presidenti regionali e provinciali, dei sindaci e dei ministeri ed assessorati direttamente coinvolti (oltre all’ambiente economia, attiv ità produttive, bilancio, trasporto…) nascerà la prospettiva di una massa critica tra le forze di governo a tutti i livelli per affrontare seriamente la conversione verso un sistema energetico sostenibile.
Le notizie sono che il documentario di Al Gore, “Una scomoda verità” abbia lasciato in Italia una certa impressione soprattutto sulla classe politica. Sarebbe da sperare che altri segnali che arrivano, allarmanti sul versante delle fonti fossili, promettenti per i potenziali dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili, preoccupanti per l’andamento dei cambiamenti climatici, rassicuranti per le possibilità di contenerli a livelli gestibili, riusciranno a trasformare una preoccupazione situazionale in un orientamento consistente.
Se queste indicazioni di una consapevolezza diffusa della crisi del carbonio dovessero guadagnare in forza e consistenza come possiamo immaginarci l’avvio di una politica del clima in Italia?

La buona notizia è che sappiamo che cosa dobbiamo fare
Sokolow e Pacara insistono sulla base di una ricerca approfondita che oggi sono sul mercato tutte le tecnologie e tutte le conoscenze necessarie per uscire dall’era del carbonio. Sono un gran numero di tecniche, di procedure e di misure per abbassare drasticamente il fabbisogno energetico nei paesi ricchi, per p ermettere uno sviluppo a basso contenuto di carbonio nei paesi poveri ed emergenti e per soddisfare un crescente fabbisogno globale con energia da fonti rinnovabili e da fonti fossili pulite.[vi] Se le tecnologie a disposizione miglioreranno, come è da aspettarsi, con l’innovazione e il progresso scientifico – meglio ancora. Ma non dobbiamo fare una scommessa rischiosa su qualche miracolo tecnologico che si sta annunciando per il 2030 o il 2040. E ancora di meno dobbiamo affidarci a un’unica soluzione che ci porterà da sola alla salvezza. Le promesse dei miracoli tecnologici e della soluzione unica, il nucleare prima, la fusione, l’idrogeno, il solare nello spazio ed altro poi, vanno molto bene per vendere libri e per finire sui giornali e sui programmi di convegni e conferenze, contribuiscono però poco alla soluzione dei problemi.
Nel settore edilizio le soluzioni stanno in un miglioramento della performance energetica attraverso una migliore coibentazione e sistemi efficienti di riscaldamento e di raffreddamento. Il recente accordo nel maggio 2007 a New York tra 16 grandi città, cinque banche e quattro compagnie di servizi energetici di impegnare cinque miliardi di dollari a tale scopo va nella direzione giusta, come anche i provvedimenti di incentivazione dell’efficienza energetica nell’esistente sulla finanziaria 2007. Per le nuove costruzioni servono elevati standard energetici come sono stati elaborati nel Sudtirolo con CasaClima. Nel settore della mobilità obiettivi immediati sono di abbassare e di abbassare di molto il consumo di carburante e di ridurre e di ridurre di molto il traffico motorizzato individuale. Guido Viale ci ha presentato qualche anno fa un possibile scenario di come ristrutturare il sistema di trasporto delle persone.
[vii]
La certificazione degli elettrodomestici, la co-e trigenerazione, il teleriscaldamento e -condizionamento e la produzione di energia in sistemi decentrati da fonti rinnovabili sono tra i tanti tasselli per costruire un sistema energetico sostenibile.

La sfida degli enti locali come attori per la salvaguardia del clima
A questo punto si pone la domanda di come far il passo dalle possibili soluzioni sulla carta all’attuazione a grande scala nella realtà empirica, di come abbassare per esempio, per prendere una proposta di Socolow e Pacala, il consumo di energia elettrica nelle case, negli uffici e nel commercio del 25%? Un attore chiave che stabilisce molte condizioni quadro e influisce su molte variabili delle emissioni di gas serra sono gli enti locali e territoriali. L’organizzazione sociale ed economica del sistema territoriale, l’informazione e la consapevolezza dei problemi da parte della cittadinanza e dei vari gruppi di utenti, lo sviluppo dell’infrastruttura sono materia delle comunità.

Gli enti locali e territoriali hanno un potere decisivo sul quadro di riferimento per i comportamenti di mobilità e di consumo, di lavoro e di tempo libero delle cittadine e dei cittadini. I loro spazi d’azione sono limitati ma anche reali. La mancanza di consapevolezza dell’esistenza di questi spazi, la mancanza di know-how e di fiducia in soluzioni nuove, l’inerzia istituzionale ma anche la mancanza di fondi e di competenze, ostacola l’utilizzo sistematico degli spazi d’azione a livello locale a favore di una politica di sostenibilità che potrà fornire un contributo decisivo e insostituibile alla protezione del clima.

Con la finanziaria 2007 il Governo italiano ha fatto primi passi importanti per promuovere l’efficienza energetica e l’impiego di energie rinnovabili e per mettere a disposizione degli enti locali dei fondi per la realizzazione di forme sostenibili di mobilità. Questi programmi di incentivazione devono essere allargati nei prossimi anni e nel contempo vann o costruite negli enti locali le capacità per una politica strategica del clima. La domanda non è che fare ma come inserire le singole misure e attività in un quadro strategico ottimizzando il rapporto costi/benefici e garantendo un processo di conversione economicamente e socialmente equilibrata verso una società sostenibile. Uno strumento idoneo a tale fine è la “Bussola del Clima” dell’Alleanza per il Clima.

La bussola del clima
Come possiamo immaginarci nella prassi l’elaborazione e il funzionamento di una strategia del clima che riesce a guidare gli attori nelle loro attività quotidiane inserendo nei processi decisionali come variabile guida di alta priorità la riduzione di CO2? L’Alleanza per il Clima ha elaborato per un attore chiave, gli enti pubblici territoriali e locali, i Comuni, le Province e Regioni uno strumento che serve proprio per questo; la bussola del clima.[viii]
Lo strumento è il risultato di un lavoro negli enti, con gli enti e tra gli enti che consisteva nei primi anni nella collezione di tutte le misure possibili a favore del clima. Il “catalogo delle mi sure” comprende 160 interventi e modi di fare con la relativa documentazione sugli esempi e le esperienze fatte.
Dal catalogo di misure ha preso forma lo strumento della bussola del clima raggruppando le singole misure secondo i settori degli enti pubblici e ordinandole secondo livelli di ambizione. Negli acquisti verdi per esempio si parte tipicamente con pochi beni per i quali l’ente richiede la compatibilità ambientale (carta, detersivi per le pulizie) inserendo poi il criterio della compatibilità ambientale nelle procedure di approvvigionamento di sempre più beni o servizi stabilendo successivamente quote di acquisti verdi e definire infine per ogni bene e servizio le procedure per acquistarlo verde o meno e istituzionalizzando in tutti i settori la revisione e l’aggiornamento di queste procedure in continuo.
[ix]
Ristrutturare i governi locali e territoriali a favore del clima è un lavoro di profonda trasformazione che richiede tempo e impegno. I casi eccellenti come Hannover e Heidelberg in Germania, Utrecht e Apeldoorn in Olanda, Graz e Vienna in Austria, Bolzano e Ferrara in Italia dimostrano i tempi lunghi per una politica del clima a mettere radici. La bussola del clima serve proprio per mantenere il corso e non perdere d’occhio la meta.
Il grande pregio della bussola del clima è che parte dalle attività in corso. Il primo passo è infatti il rilevamento dello stato attuale delle attività dell’ente insieme ai dirigenti e responsabili nei vari settori per arrivare ad un profilo della attuale politica del clima dell’ente. Questo profilo poi serve come punto di partenza per individuare insieme prossimi passi più ambiziosi. Sono quindi le priorità e le decisioni politiche dell’ente, le condizioni socio-economiche, i punti forti e deboli del luo go e la sua storia che definiscono i campi d’azione sui quali puntare. La bussola del clima non sostituisce nessuna parte del processo politico ma non fa altro che sensibilizzare i decisori per la rilevanza della propria politica per il clima e delineare il profilo dei prossimi passi da intraprendere. E’ quindi uno strumento che funziona bene nelle mani di governi locali e territoriali con una robusta cultura di democrazia di auto-determinazione e di fiducia nelle proprie forze per uno sviluppo sostenibile.

Una strategia del clima per gli enti locali
La Bussola del Clima è uno strumento utile per enti pubblici capaci di progettare e di agire in modo efficace sulla base delle proprie priorità e della propria progettualità. Nelle reti come Alleanza per il Clima, Energie Cités, ICLEI, Eurocities o Agende 21 Locali, si sono organizzati gli enti più attivi che storicamente hanno saputo usare gli spazi d’azione a livello locale per una robusta politica di sviluppo e benessere. La salvaguardia del clima ovviamente non è un compito istituzionale dei Comuni, delle Provincia e delle Regioni. In una prima fase della politica del clima a livello locale – fino all’ultimo terzo degli anni Novanta – gli enti impegnati si sono attivati più che altro per un senso di responsa bilità generale per il futuro dell’umanità (Pensare globalmente, agire localmente). Sono in molti i politici e dirigenti che tutt’oggi sono rimasti fermi con questa motivazione lodevole ma non abbastanza potente per dare incisività e continuità al processo di trasformazione verso un territorio clima sostenibile.
Solo nell’ultimo decennio sono emerse le multiple necessità ma anche le tante opportunità di mettersi in strada per tempo e con decisione per uscire dal fossile. Migliorare la qualità dell’aria e dell’ambiente in generale, ridurre la dipendenza dal metano dalla Russia e dal petrolio dai paesi arabi e rafforzare il tessuto economico del territorio possono essere forti motivi per una politica del clima. All’impegno morale di contribuire al superamento della minaccia dei cambiamenti climatici si affianca quindi il motivo forte di una politica del clima che oggi è la corsia preferenziale per uno sviluppo del territorio capace di futuro.
La visione dello sviluppo del territo rio in chiave di uscita dal fossile però non è patrimonio comune tra gli enti locali e territoriali. Anzi, incontra incomprensione, disinteresse e resistenza al di fuori di un gruppo ristretto di enti da sempre sensibili alle questioni ambientali e di cooperazione. Le ragioni di questa reticenza sono varie e solide. Continua ad essere scarsa la conoscenza del fenomeno “cambiamenti climatici” e delle minacce connesse. Potrebbe essere che il film di Al Gore ha comportato qualche miglioramento, l’insistenza e la bravura con le quali un loro collega ha provato di avvicinarli a una scomoda verità potrebbe aver trovato tra qualcuno della classe politica la disponibilità di ascoltare.
Un altro ostacolo, descritto ampiamente nella letteratura, è l’orizzonte temporale lungo delle misure in questione che si scontra con le scadenze elettorali e le necessità di presentarsi all’elettorato con dei risultati favorevoli per la propria rielezione. Programmi per migliorare la coibentazione nell’edi lizia esistente non si prestano per farsi rieleggere e gli effetti benevoli di una politica restrittiva verso il traffico motorizzato individuale si fanno sentire solo dopo diversi anni, mentre la protesta dei commercianti, degli artigiani ed operatori dei servizi, come anche dei residenti coinvolti, si fa sentire subito e forte.
E infine è la pura profondità della conversione del territorio che mette paura e si incontra con interessi consolidati. La produzione e distribuzione dell’energia, la gestione dei rifiuti, la costruzione e manutenzione delle infrastrutture di trasporto fanno guadagnare molto a pochi e garantiscono a molti un posto di lavoro. Altrimenti sarebbe difficile spiegare l’emergenza perenne dei rifiuti nell’Italia del Sud.
Gli enti pubblici locali e territoriali non riusciranno in grandi numeri e con le proprie forze di superare questi ostacoli di ignoranza, di potenti interessi particolari, del respiro breve delle cadenze elettorali e dalla paura del nuovo pe r imboccare con una forte volontà politica una strategia del clima. Questa affermazione non piace a chi crede in uno sviluppo decentrato e un ruolo decisivo dei Comuni, delle Province e Regioni per la salvaguardia del clima. E non ci può essere dubbio che oggettivamente questo ruolo esiste. Se la metà del problema delle emissioni di gas clima alteranti nasce con le grandi industrie chimiche, del cemento, dell’acciaio, della carta e con le centrali termoelettriche, l’altra metà ha a che vedere con il residenziale, con la mobilità, l’industria piccola e media, i servizi e con il settore pubblico. In tutti questi ambiti la costruzione e la manutenzione degli edifici, la mobilità nel territorio, la produzione della piccola e media industria e la distribuzione nel territorio i governi locali hanno un ruolo decisivo e in molti ambiti insostituibile.
Se questa descrizione dovesse essere vicina ai fatti diventa una questione non di un municipalismo romantico ma di un’urgenza molto pragmat ica di attivare e di attivare velocemente più governi locali possibili per elaborare una strategia del clima.

Attivare 1000 Comuni italiani a favore del clima
La politica del clima oggi è terra incognita per il 90% degli attori nella politica e nell’economia. Non solo, richiede anche il ripensamento di paradigmi fond amentali della società industriale degli ultimi 150 anni. Fare di più con meno. O forse mantenere i livelli raggiunti con molto di meno perché bastano. Puntare sulla qualità dello sviluppo, sull’efficienza dei processi.
Parliamo di una spinta iniziale del governo nazionale per far partire una politica del clima dei Comuni. Lo strumento da usare per questo “Quickstart” sarebbe la bussola del clima. Come dobbiamo immaginarci il processo della Bussola del Clima? I comuni elaborano – con il sostegno di promotori qualificati – in due o tre incontri di lavoro tra dirigenti e collaboratori dei vari settori e con l’aiuto di un compendio di misure, un rilevamento dello stato attuale delle attività in atto. Per ogni campo d’azione del compendio (energia, rifiuti, acquisti verdi ecc…) sono elencati i compiti più importanti e i vari livelli d’ambizione dalle semplici misure di partenza a dei programmi ambiziosi e comprensivi. Da questo primo rilevamento dello stato attuale emerge un profilo d ’attività oltre alla presentazione di possibili misure più incisive. Questo profilo è il punto di partenza per una strategia del clima, con delle misure che a breve termine porteranno ad una diminuzione verificabile delle emissioni di gas serra per esempio attraverso l’attivazione mirata dei potenziali di risparmio nel patrimonio edilizio dell’ente. Le esperienze da altri paesi dimostrano che attraverso misure preventive e investimenti economicamente convenienti normalmente si possono ridurre le emissioni di un 25%. Inoltre la strategia locale del clima comprende linee programmatiche a medio e lungo termine nella pianificazione urbanistica, nei regolamenti edilizi e nei piani del traffico.
L’Alleanza per il Clima Italia propone di applicare questo metodo su 1000 comuni italiani. Se ipotizziamo un costo di 5000 Euro a Comune il costo complessivo ammonterà a 5 milioni di Euro. Il risultato della misura sarà di allargare e di allargare di molto il gruppo degli enti locali capaci di a gire a favore del clima. Chi oggi cerca indviduare i comuni, le province e regioni attivi per la salvaguardia del clima, si rende conto che si tratta di un piccolo gruppo di fronte alla stragrande maggioranza che non ha idee o idee molto vaghe su come impostare una politica del clima a livello locale. Tutte le altre proposte che oggi sono in tavola per aumentare le capacità di progettazione e di intervento operativo degli enti locali – l’Alleanza per il Clima propone l’incentivazione di pacchetti di misure sul modello olandese, il Kyoto Club propone di inserire gli enti locali in uno schema di emission trading – queste ed altre proposte già presuppongono l’esistenza di soggetti istituzionali consapevoli del problema clima e del rapporto con il proprio agire. Questi soggetti ad oggi non esistono. Cambiare questa situazione va oltre le possibilità delle reti attive nel campo e richiede uno sforzo a livello nazionale.
Per attivare mille comuni a favore del clima occorre l’autorevolez za e l’incisività del governo nazionale. Chiediamo quindi l’inserimento nella Finanziaria 2008 di una misura “1000 Comuni per il Clima” che offre ai Comuni interessati un percorso di indagine/programmazione per una strategia del clima secondo il metodo “Bussola del Clima”. L’esecuzione del programma sarà da affidare alle organizzazioni attive nel campo, secondo le regole stabilite. La proposta ha trovato un orientamento positivo tra molti colleghe e colleghi delle altre reti. Siamo convinti del suo potenziale di allargare qualitativamente il gruppo degli attori capaci di svolgere un ruolo attivo per rispondere agli obblighi di Kyoto e affrontare la minaccia dei cambiamenti climatici.


[i] M. Lockwood, C. Fröhlich, Recent oppositely directed trends in solar climate forcings and the global mean surface air temperature, Proceedings of the Royal Society A (2007) 463, 2447–2460, "Our results show that the observed rapid rise in global mean temperatures seen after 1985 cannot be ascribed to solar variability, whichever of the mechanisms is invoked and no matter how much the solar variation is amplified.”

[ii] M. Hertsgaard, Vanity Fair, Maggio 2006. While Washington slept,If global warming isn’t halted, devastating sea-level rises will be inevitable by 2100. So how did this virtual certainty get labeled a ‘liberal< /FONT> hoax’ in the U.S.? Try the same tactics Big Tobacco used to deny the dangers of smoking.”

[iii] In questo senso si esprime anche la Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera nella sua ottima Relazione sulle Tematiche Relative ai Cambiamenti Climatici del 28 giugno 2007, p.5: “Analisi e ricerca devono continuare, ma non possono piu` essere considerati propedeutici alle azioni polit iche, che sono sempre piu` urgenti.”

[iv] Per una presentazione commentata della literatura vedi: M. Stock, O. Walkenhorst, Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK), Potsdam, Germany, AMICA Adaptation and Mitigation – an Integrated Climate Policy Approach – Literature Review. http://www.amica-climate.net/

[v] V. Ferrara, A. Farruggia, clima: istruzioni per l’uso, Edizioni Ambiente, Milano 2007, p 263.

[vi] S. Pacala, S. Socolow, Stabilization Wedges: Solving the Climate Problem for the Next 50 years with Current Technologies, Science, Agosto 2004. Vedi anche per i calcoli di reduzione nei singoli campi d’azione www.princeton-edu/-cmi.

[vii] G. Viale, Tutti in taxi. Demonologia dell’automobile, Feltrinelli 1996

[viii] http://www.climate-compass.net/

[ix] Per Hannover vedi H. Wahle, Con la VIA all’eco-audit – l’esempio del Comune di Hannover, www.utopieconcrete.it/public/ingrandimento_news.php?ID=74

COSE DA NON CREDERCI

Il parroco di Saletto, nel padovano, battezza i figli nati da coppie di fatto solo a Chiesa vuota, per evitare lo "scandalo”

 La mamma del piccolo Riccardo non ha molta voglia di parlare con i giornalisti dell’antipatica vicenda che la vede protagonista, suo malgrado. In cucina si occupa del bambino e lascia che sia sua madre a raccontare i dettagli della storia. "Sabrina è separata – spiega la nonna del neonato – e ha avuto una figlia di 11 anni dal primo matrimonio. Dalla nuova unione è nato Riccardo: la coppia voleva battezzarlo, ma quando ha chiesto al parroco il permesso si è trovata di fronte a un muro."

Ndr. Pensiamo che scandalo sia quel “muro” opposto al battesimo di Riccardo.

 

IL CAVALIERE PREOCCUPATO DA BOSSI

Il Cavaliere preoccupato da Bossi: non riesco a capire la sua tattica

L’unico dato chiaro, secondo Silvio Berlusconi, sono i sondaggi che gli sono stati recapitati in questi giorni. Quello che ha illustrato a qualche alleato: il centrodestra tra il 55-56% Forza Italia al 27,5%, An all’11, l’Udc al 5, la Lega al 5, la Dc di Rotondi al 2 e la new-entry, cioè il partito della Libertà della Brambilla, al 4%. Ed un’ altro che il personaggio ha offerto ieri allo stato maggiore di Forza Italia nella riunione di Porto Rotondo nel quale, furbescamente, il «nuovo partito» era stato eliminato e Forza Italia saliva da sola al 31,7%.

 Un quadro niente male, al netto delle beghe interne, che però conferma un limite endemico: anche se l’opposizione è forte nel Paese, non è capace di sfruttare queste potenzialità nel gioco di Palazzo.
Dalla riunione sono emerse tutte le difficoltà che presenta la partita di questo autunno, quella con la quale l’ex-premier vuole raggiungere due obiettivi: crisi del governo Prodi e elezioni anticipate in primavera.

 Nella riunione Berlusconi ha ripetuto la sua ferma convinzione di riuscire nell’impresa: «Preparatevi – ha spiegato ai suoi più volte – che a primavera si vota». Naturalmente Berlusconi non ha spiegato da dove nascano queste sue certezze sul voto in primavera, né ha chiarito se questa ostentata sicurezza sia una sorta di training-autogeno o, se, invece, è il frutto di qualche intesa segreta.
Di sicuro esiste un altro segnale della confusione che regna sia nel centrodestra come nel centrosinistra:  nessuno sa cosa succederà davvero.

Intanto i meccanismi della «corte» che regolano la vita interna di Forza Italia: gelosie, solidarietà interne, l’ossessione di essere cooptati nel cerchio stretto attorno al monarca, rischiano di mettere in secondo piano la strategia politica. E per ora la strategia per arrivare alla fine anticipata della legislatura a primavera non è chiara.

La vicenda del Partito della Libertà edizione Brambilla non ha aiutato da questo punto di vista: è già difficile convincere dei senatori che hanno davanti ancora tre anni di legislatura a mandare tutto all’aria, se poi non gli vengono date delle rassicurazioni sul futuro l’impresa diventa praticamente impossibile. «L’errore – spiega uno degli strateghi del Cavaliere – è stato madornale».

 Anche gli alleati non sono conseguenti: le elezioni anticipate potrebbero servire sia a risolvere le contraddizioni di Fini, sia a dare respiro all’iniziativa di Bossi. Ma poi entrambi i partiti, in un modo o nell’altro, hanno dato segnali, sia pure timidi, di disponibilità al governo sulle riforme istituzionali: e fare le riforme significa andare alle elezioni non prima di due anni. Tant’è il Cavaliere ha detto, alquanto perplesso: «Non chiedetemi di chiarire atteggiamenti che non capisco».
Le difficoltà per arrivare al voto in primavera sono davanti a tutti: è difficile per Prodi governare con un voto di maggioranza, ma nel contempo è difficile per Berlusconi conquistare quel voto all’opposizione.

In entrambi gli schieramenti nessuno sa leggere il futuro. Se Berlusconi e i suoi si arrovellano, il vice-premier Francesco Rutelli ha passato tutta l’estate ad interrogarsi: un giorno diceva sicuro a qualche collaboratore «dureremo cinque anni»; un altro confidava ad un amico di «corrente» del Pd «ad ottobre salta il governo e bisognerà inventarsi qualcosa».

(da un articolo di Minzolini)

PRIMARIE DEL PD: SONDAGGI

Sul web si moltiplicano blog e siti che fanno riferimento alle primarie del nascente Partito Democratico. Un lettore ci segnala questo, che potete trovare all’indirizzo http://primarieweb.blogspot.com/ e che offre risultati quanto meno sorprendenti…ovviamente da prendere con tutte le dovute precauzioni. Esprimete anche voi il vostro parere, contriuirà a rendere più attendibile il risultato del sondaggio.  

Per il momento (118 voti espressi) guiderebbe Rosy Bindi con il 36% seguita da Mario Adinolfi al 31%. Solo terzo Walter Veltroni con un misero 16%. Certo, andasse davvero a finire così sarebbe una grande sorpresa. Torneremo a visitare il blog fra qualche giorno per verificare l’evoluzione del sondaggio…

STEFANO BUONO: IN BOCCA AL LUPO

COMUNE DI SANSEPOLCRO

Via Matteotti 1

 COMUNICATO STAMPA

 

Sansepolcro, 29 agosto 2007

 

Un biturgense cerca il bis ai mondiali di Calcio da Tavolo

CALCIO DA TAVOLO – Oramai da cinque anni, da quella finale a Malta del 2003 nella categoria Under15, un biturgense é il primo portabandiera della nazionale italiana.

Parliamo del Calcio da Tavolo, disciplina sportiva a cui in tantissimi in tutta Italia si sono avvicinati negli anni, colpendo a colpi di dito le miniature del gioco Subbuteo, il marchio più famoso all’interno della galassia del Calcio da Tavolo stesso.

E’ proprio dal 2003 che Stefano Buono, 19enne biturgense, da quella finale persa ai tiri piazzati, rappresenta il valore aggiunto della nazionale italiana giovanile. In questi anni ha riportato appunto un secondo posto tra gli Under15, quindi nella categoria superiore, Under 19, un terzo posto e l’anno scorso, l’apoteosi: La conquista del titolo di Campione del Mondo 2006 in quel di Dortmund – Germania -.

L’atleta biturgense si é tolto soddisfazioni anche a squadre, laureandosi Campione del Mondo nel 2004 a Bologna, tra l’altro in compagnia del biturgense Marco Pennacchini; nel 2003 inoltre da ricordare il bronzo conquistato dai ragazzi dell’Under15 composta totalmente da giocatori provenienti da Sansepolcro.

L’avversario di sempre resta Arnauld Nullens, esponente della titolata scuola belga, così si esprime Stefano Buono: "Sì, quella con Nullens é una storia infinita, ultimamente ho avuto la meglio, ma rimane sempre un avversario ostico. Dovrò comunque riguardarmi anche da altri, dagli austriaci Hass e Karnthaler ma probabilmente soprattutto dallo spagnolo Juan Manuel Noguera. Sono tutti avversari temibili ma di cui non ho assolutamente timore, sono decisissimo a riportare la coppa che sto momentaneamente per riconsegnare, in Italia, a casa mia a Sansepolcro".

Il Campione del Mondo dovrà infatti, come tradizione al Mondiale FISTF, riportare l’emblema del più forte del pianeta nelle mani del Presidente internazionale. Ancora Buono: "Spero di contribuire a motivare quell’interessamento generale che c’é intorno al nostro Sport ultimamente in Italia, tanto che sono stati pubblicati articoli dettagliati addirittura sul Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport; spero di tornare a far mio quel trofeo e perché no, contribuire a toglierci qualche soddisfazione anche a squadre con l’Under19".

L’avventura é iniziata, Stefano Buono ha raggiunto ieri i compagni di nazionale in ritiro e Venerdì spiccherà il volo alla volta della Francia, Sabato ci sarà la competizione individuale, Domenica quella a squadre. Speriamo che giungano nuove soddisfazioni!

Ndr.Stefano, "in bocca al lupo" anche dalla Redazione del "Fendente"

 

GIOVANNA D'ARCO RINGRAZIA…

Dura condanna del Papa Benedetto XVI contro i piromani, che considera ”irresponsabile” il loro comportamento e ”criminose” le azioni che "mettono a rischio l’incolumità delle persone e distruggono il patrimonio ambientale, bene prezioso dell’intera umanità". Il Papa, inoltre, ha invitato i fedeli a pregare sia per le vittime delle inondazioni in Asia che dei "disastrosi incendi in Grecia, in Italia e in altre nazioni europee". "Mi unisco – ha concluso Benedetto XVI al termine dell’udienza generale- a quanti giustamente stigmatizzano tali azioni criminose", condannando il comportamento irresponsabile e criminale dei piromani.
(articolo tratto da
Romagnaoggi)

AREZZO – UNIVERSITA', ISCRIZIONI

Aperte le immatricolazioni per l’anno accademico 2007-2008 ai corsi di laurea dell’ateneo senese attivati ad Arezzo.

Sono nuovamente aperte le immatricolazioni all’università di Siena per l’anno accademico 2007-2008. Ad Arezzo, per iscriversi a un qualsiasi corso di laurea attivato dall’ateneo senese nelle sue diverse sedi, è possibile rivolgersi all’ufficio unico immatricolazioni, allestito al campus del Pionta, in viale Cittadini 33. L’ufficio resterà aperto fino al 7 settembre dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13, e martedì e giovedì anche dalle 15 alle 17. Dal 10 settembre l’ufficio anticiperà l’apertura alle 9 e resterà aperto, fino al primo ottobre, anche il sabato mattina.

Ad Arezzo l’università di Siena ha istituito 21 lauree, di cui 12 triennali e 9 specialistiche, delle facoltà di Economia, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia e Scienze matematiche, fisiche e naturali. I corsi che quest’ultima facoltà propone presso il polo aretino sono attivati nella sede del centro di Geotecnologie a SanGiovanni Valdarno.

Gli studenti che si immatricolano all’università di Siena possono scegliere tra 61 corsi di laurea, 4 corsi di laurea a normativa U.E. e una laurea magistrale in Giurisprudenza attivati nelle 9 facoltà, mentre coloro che sono già iscritti e che vogliono proseguire gli studi nell’ambito dell’ateneo senese possono iscriversi a ben 53 corsi di laurea specialistica.

Per l’anno 2007-2008 il costo delle tasse universitarie a carico degli studenti non è aumentato. I neo iscritti avranno l’opportunità, in base a un accordo tra università di Siena e Consum.it, società di credito al consumo della Banca Monte dei Paschi di Siena, di rateizzare l’intero importo delle tasse, senza costi aggiuntivi e senza interessi. Da questo anno accademico è possibile quindi usufruire di una nuova possibilità di pagamento delle tasse universitarie, rateizzando l’importo o parte di esso – che verrà stabilito, a scelta dello studente, al momento dell’immatricolazione – in otto mesi.

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito http://immatricolandosi2007.unisi.it.

 

DI CARLO PERDONA BALDINI

Catania accetta sanzioni inflitte al tecnico

"Sono pronto a stringere la mano a Silvio Baldini. Quando ci vedremo saro’ il primo a farlo": cosi’ il tecnico del Parma, Di Carlo. Ha voluto chiudere cosi’ la vicenda della pedata che lo ha visto protagonista domenica al Tardini con il tecnico del Catania. "Il discorso e’ chiuso e quando rivedro’ Baldini saro’ il primo a mettere una pietra sopra all’accaduto". L’ad del Catania, Lo Monaco, accetta intanto la squalifica di un mese e la multa di 15mila euro inflitta al tecnico.

 

BALDINI: GIUSTA SQUALIFICA

Il tecnico del Catania Silvio Baldini è stato squalificato fino a tutto il 30 settembre ed ha avuto un’ammenda di 15.000 euro. Lo ha deciso il Giudice sportivo Gianpaolo Tosel dopo il noto episodio  accaduto domenica a Parma verso la fine del match tra la squadra parmigiana ed i siciliani quando, a seguito di un diverbio, il tecnico del Catania ha sferrato un calcio nel sedere al collega del Parma Mimmo Di Carlo. Baldini, dunque, dovrà assistere dalla tribuna ai prossimi 4 match della sua squadra. Il Giudice ha motivato la sua decisione in quanto "all’atto dell’espulsione per essere reiteratamente uscito dall’area tecnica, colpito, al termine di un breve diverbio, con una pedata ai glutei l’allenatore della squadra avversaria; valutata la particolare gravità del gesto ex art. 19 comma 1 lett.e) CGS per la sua diseducativa platealità e l’intento spregiativo".

DON CURTAZ, UN PRETE, UN UOMO

E’ padre di una bimba di tre anni il parroco  che veglia sulle vacanze valdostane dei papi

Don Paolo Curtaz, il parroco che nel 2005 ricevendo nella sua parrocchia di Introd in Val d’Aosta papa Benedetto XVI disse: «Santità, stia attento, perché in questo periodo sono io il suo parroco», è padre di una bimba di tre anni. Don Curtaz, 41 anni, ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di parroco. Il vescovo di Aosta, Giuseppe Anfossi, gli ha concesso «un anno di riflessione», nel corso del quale il sacerdote non potrà esercitare il ministero pubblicamente. La paternità del sacerdote è stata rivelata dal quotidiano La Stampa. Al giornale il prete ha detto ha detto: «non voglio gettare la tonaca, ma voglio poter capire con serenità se tornare a fare il parroco; resterò in Valle d’Aosta»
«Don Paolo è tenuto a tutti gli obblighi sacerdotali anche se no può esercitare pubblicamente il ministero; per il resto non abbiamo nulla da aggiungere se non precisare che sulla questione sono state scritte delle inesattezze», ha detto la Curia di Aosta. La Curia ha ribadito che «don Paolo non è sospeso» e che la sua condizione di papà non lo pone in condizioni inconciliabili con il ministero sacerdotale; inconciliabilità che sussiste, invece, in caso di convivenza. «Aiuteremo don Paolo – hanno ribadito dalla Curia – in questo suo percorso per pensare e decidere sul ministero del sacerdozio». Ribadiscono ancora dalla Curia: «don Paolo non è sospeso; è stata accolta la sua richiesta di lasciare la guida delle parrocchie e poter riflettere».

 

UN PRETE, UN UOMO

Don Sante: "Con Laura ci fidanzeremo a dicembre"

«Io non ho nessuna giovane donna e non ho nessun figlio che ha da poco compiuto nove mesi». Don Sante Sguotti, dopo giorni di voci e sussurri sulla sua presunta fidanzata che le avrebbe dato da poco un bambino, incontra i giornalisti nella parrocchia di Monterosso e tenta di smontare il giallo sulla sua paternità. Ma nella storia restano molti dubbi e anche la smentita del prete non sembra molto convinta.
«Laura la conosco da più di otto anni, ma non in maniera biblica. Sono innamorato di questa donna, l’ho aiutata a scegliere il nome del bambino, e ci fidanzeremo in forma casta, se lei vorrà, il prossimo 2 dicembre», dice il sacerdote sulla presunta relazione con una parrocchiana madre di un bambino. Ma di fronte ai cronisti che gli chiedevano di rispondere con un sì o con un no alla domanda se lui fosse il padre del bambino, non ha chiarito i dubbi: «È stata tutta una finta, a me piace giocare. Se sono il padre del bimbo decidetelo voi».
Nel corso della conferenza stampa, durata più di due ore, il parroco ha criticato la Curia padovana e ha lanciato un appello ai religiosi che vivono relazioni sentimentali, invitandoli a «uscire dall’ombra». Anche se poi ammette che lui, per ora, è rimasto nella penombra. Incontrerà mons.Milingo?, è stato chiesto a don Sante? «So che sarà a Roma ad ottobre, mi farebbe piacere incontrarlo», ha risposto il prete, che ha ribadito più volte di voler continuare a fare il sacerdote e di voler restare all’interno, anche se "al limite", delle regole dettate dal diritto canonico.

 

DA BRUXELLES: "SPIEGATECI I PRIVILEGI FISCALI DELLA CHIESA"

Bruxelles chiede nuove informazioni all’Italia

 La Commissione europea chiederà al governo italiano «informazioni supplementari» su «certi vantaggi fiscali delle chiese italiane», ma non ha ancora deciso se aprire un’inchiesta. Lo ha detto il portavoce della Commissione Jonathan Todd. Se Bruxelles dovesse decidere poi in seguito di aprire una inchiesta, l’indagine sarebbe per aiuti di stato illegali. «Ma non abbiamo ancora preso la decisione se aprire o no l’inchiesta», ha precisato Todd, rilevando che Roma ha già risposto a una prima lettera di richiesta di informazioni. L’esecutivo dei Ventisette ritiene però necessarie ulteriori informazioni, «pertanto le chiederemo in forma scritta o verbale», ha detto Todd, senza precisare quando.

Nei giorni scorsi, il sottosegretario al ministero dell’Economia, il verde Paolo Cento, aveva dichiarato: “pagare le tasse è un dovere di tutti, anche della Chiesa, ovviamente «per le attività non propriamente religiose», e aveva avvertito: le attività commerciali della Chiesa dovrebbero essere sottoposte a un trattamento fiscale «pari a quello a cui vengono sottoposti gli altri contribuenti nel nostro paese».

Il portavoce della commissaria Ue alla concorrenza Neelie Kroes ha sottolineato che, se avviata, sarebbe prima volta che l’Antitrust europeo mette nel suo mirino la Chiesa, anche se in Belgio c’è stato un contenzioso tra il governo e la Chiesa per una questione di Iva e anche in Spagna c’è un’indagine in corso che riguarda facilitazioni fiscali. Todd ha riferito che le informazioni sono state chieste dopo avere ricevuto segnalazioni, già nel 2006, da parte di soggetti italiani, di cui non però ha riferito l’identità. «È la regola standard di proteggere chi presenta denunce per evitare eventuali rappresaglie da parte di competitori», ha spiegato.

A quanto si è appreso, la richiesta supplementare di informazioni riguarderebbe in particolare una norma contenuta nella Finanziaria del 2006, l’ultima del governo Berlusconi che prevede l’esenzione dall’Ici degli immobili di proprietà della Chiesa adibiti a finalità commerciali. L’esenzione è riconosciuta anche alle altre religioni che hanno un accordo con lo Stato italiano e alle attività no-profit. Bruxelles intenderebbe chiarire inoltre anche le riduzioni di imposta (al 50%) concesse alle imprese commerciali della Chiesa.

Alla domanda se l’antitrust Ue può agire in questo campo, Todd ha risposto che «in ogni settore dove ci sono attività economiche, c’è il rischio di distorsioni di mercato».

 

IL SINDACO DI ANGHIARI RISPONDE A "LIBERTA' PER ANGHIARI"

COMUNICATO STAMPA DEL SINDACO DI ANGHIARI

 

In merito alla nota stampa in data 16 agosto 2007 del gruppo consiliare di “Libertà per Anghiari” avente per oggetto la “mancanza di informazione sul piano strutturale”, è mia intenzione precisare quanto segue:

Respingiamo in modo fermo l’accusa sui tempi e modi di presentazione delle osservazioni. Abbiamo provveduto a stampare ed affiggere manifesti, informato i professionisti e creato un apposito CD che è stato distribuito a tutti coloro che ne hanno fatto richiesta.

Il periodo dal 18 luglio al 31 agosto è sicuramente uno spazio sufficiente per cittadini e professionisti (e anche per i consiglieri dell’opposizione) per informarsi e presentare eventuali osservazioni.

La decisione di pubblicare il Piano in estate è dovuta  all’esigenza di giungere nel più breve tempo possibile al completamento dello strumento urbanistico per fornire in tempi celeri  le risposte necessarie ed attese  dalle famiglie e dalle imprese.

L’Amministrazione Comunale di Anghiari, nello spirito di ampliare al massimo la partecipazione e il confronto con tutti i cittadini, sta valutando attentamente la possibilità di prorogare i termini per la presentazione delle osservazioni al Piano Strutturale.

Quanto poi all’aspetto partecipativo nell’elaborazione del piano, l’opposizione dimostra la propria totale “non conoscenza” dei più elementari atti amministrativi.

Il Piano Strutturale è difatti stato illustrato e discusso in tutte le frazioni nel corso di decine di incontri pubblici (alcuni dei quali veramente partecipati) e portato al confronto con i professionisti e le categorie economiche.

E’ perlomeno singolare che l’opposizione non si sia accorta di tutto ciò.

I consiglieri comunali di “Libertà per Anghiari” erano forse distratti e più interessati ad altri aspetti delle politiche della pianificazione ?

Ricordo inoltre che il Piano Strutturale è stato adottato dal Consiglio Comunale di Anghiari, in data 11 aprile 2007 con il voto favorevole della maggioranza e della Lista Civica di Roberto Santi, con l’astensione di “Libertà per Anghiari“.

In quella importante occasione nessuno ha votato contro.

Quindi, amici dell’opposizione, vi consiglio una maggiore coerenza e più attenzione alla vita del paese e dell’Amministrazione.

Infine, respingiamo nel modo più assoluto ed anzi rinviamo al mittente l’accusa di mancata trasparenza.

In questa materia non accettiamo contestazioni e lezioni.

Se qualcuno si deve preoccupare della trasparenza e di eventuali conflitti di interesse in materia urbanistica questa è proprio”Libertà per Anghiari” che non ha ancora risolto al proprio interno, in modo chiaro e definitivo, questioni aperte da anni.

 

 

Il Sindaco di Anghiari

Dr. Danilo Bianchi

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