Archivio del Fendente

2007-2011

CALO DONAZIONI: parla un donatore

Di seguito pubblichiamo una considerazione inviataci da un cittadino biturgense (per rispetto della privacy indicheremo solo le inziali), nonchè volontario donatore dell’Avis comunale, che a seguito all’articolo apparso nei giorni scorsi su questa testata e sul corriere di Arezzo (calo delle donazioni in valtiberina) esprime il suo giudizio, accodandosi in un certo senso alle considerazioni espresse ieri dal portavoce del Comitato in difesa dell’Ospedale di zona.

SANSEPOLCRO Sono donatore con oltre settanta donazioni all’attivo e tutt’ora in servizio ma, in occasione dello smantellamento dell’emoteca a Sansepolcro con accentramento totale ad Arezzo, ho avuto una profonda crisi decisionale. In me c’è stata una dura lotta fra il senso e la ragione: il senso mi diceva di mandare tutto e tutti a …… quel paese, visto che ad Arezzo si sarebbero fatti belli (letteralmente) con il sangue nostro; la ragione mi diceva che non era giusto per il comportamento dissennato di qualche amministratore far ricadere i disagi e le difficoltà su coloro che avrebbero avuto bisogno di sangue o plasma o quant’altro.

La fine della lotta ha visto vincitrice la ragione ma, come si dice, per una manciata di punti anche perché, forse in quanto le direttive venivano da parte rossa, la mia Associazione (che è appunto l’Avis) non si è data per nulla da fare per cercare (almeno) di impedire che questo avvenisse. Devo dire che da quel momento ad oggi i miei rapporti con l’Avis, che in precedenza erano molto assidui, si sono ridotti all’essenziale. (B.D.)

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