Archivio del Fendente

2007-2011

I Baldassini all’amministrazione: “non ci dimenticate”

La famiglia ringrazia per la sistemazione ma ricorda  “il terreno promesso non ci è ancora stato dato: ci serve per poter lavorare”

di Monia Mariani

SANSEPOLCRO – La famiglia Baldassini, protagonista un mese fa di un disperato appello, si è da poco, il 3 gennaio scorso, trasferita temporaneamente in un terreno di proprietà comunale al foro boario. Un terreno che purtroppo, è solo una sistemazione provvisoria.

“Ringraziamo l’amministrazione comunale e tutti coloro ci hanno aiutato” dice cosi Francois Baldassini, il capofamiglia parigino di origine ma con antenati eugubini, che con il caravan dove vive con la propria famiglia (Serena la moglie, Michelle e Fabienne le due figlie di 14 e 10 anni) ora chiede di non venire abbandonati proprio adesso “chiediamo che ci venga dato, al più presto, il terreno che ci è stato promesso: vogliamo poter lavorare ancora”. “Entro gennaio arriverà la concessione” ci avevano rassicurato in Comune anche a seguito di un’interrogazione in consiglio comunale “speriamo che sia davvero cosi, non vogliamo ancora altre vuote promesse: quel terreno per noi è vitale, ci serve per poter lavorare e vivere con dignità”.

La loro era stata una commovente storia di Natale. Una vicenda umana di una famiglia che, l’improvvisa malattia della figlia maggiore Michelle, aveva ridotto in condizioni economiche disastrate. Una vicenda che, però, vive e si è, nel tempo, arricchita di tante altre piccole storie.

La famiglia Baldassini risiede in città da molti anni, e possiede l’unica licenza per “attrezzatura ginnico sportiva” con regolare iscrizione alla Confcommercio. “Creamondo” è il nome dell’attività appunto che, fino a poche settimane fa, aveva una sede stabile assieme al caravan dove la famiglia vive, in un terreno privato ubicato in via dei Montefeltro. Nel novembre 2009 arriva però, l’ordine di sfratto e la necessità per la ditta e la famiglia di trovare un’altra sistemazione. Tra il 2007 e il 2008 fu presentato un progetto, regolarmente depositato e protocollato in Comune,  per la richiesta di un terreno comunale da dare in concessione alla ditta “Creamondo” per un numero di anni da stabilire. E permettere cosi, la continuazione della loro attività principale. Progetto del quale però si era, a quanto pare, persa ogni traccia.

L’attività della Creamondo si è poi di fatto arrestata, resa purtroppo, nei mesi scorsi impraticabile: Francois e Serena Baldassini sono infatti, dall’aprile 2009, al seguito della figlia Michelle che è in cura per una grave forma di leucemia (LLA) al Meyer di Firenze, dove si reca tutt’ora.

“Stiamo bene qui” dicono i Baldassini seduti al tavolo della cucina nel loro caravan “siamo tranquilli e più rilassati; è tutto recintato e non c’è confusione, ma molto più spazio” anche se per traslocare nel terreno al foro boario “abbiamo lavorato giorno e notte sotto le festività natalizie, sotto la pioggia e sotto la neve”. “Ci hanno però anche aiutato” dicono  “la protezione civile ci traslocato le cose più ingombranti, mentre tutto il materiale di lavoro del parco giochi è stato sistemato in un capannone di proprietà comunale”.

I coniugi Baldassini sposati da 15 anni (36 anni lei, 50 lui il 21 gennaio prossimo) sono felici proprio cosi, come vivono adesso “non vogliamo una casa: stiamo bene nel nostro caravan che ha tutti confort immaginabili” con le loro quattro roulotte, il dondolo e un cane di nome  Jolie  “la nostra famiglia è molto unita”.

Anche Fabienne e Michelle hanno una roulotte  personale tutta per loro “le bimbe ci dormono, ci leggono, ci fanno i compiti, suonano, disegnano e scrivono col PC: cosi hanno la loro privacy” dice Francois. “L’importante per noi è vivere tranquilli e in pace, non ci piace litigare ma, neanche che, la gente ci tratti come zingari”.

Ma la città vuole bene a questa famiglia. E’ stata davvero tanta, nei mesi scorsi, la dimostrazione di solidarietà e di affetto verso questa umile famiglia da parte della gente. Un paese intero si è mobilitato. Tanti gli aiuti alimentari e quelli monetari ricevuti “che ancora proseguono“ dicono i Baldassini  “tanta gente comune è venuta qui da noi con la loro offerta: ci siamo davvero commossi”. “Ci hanno dato una mano le associazioni, le scuole, il Rotary, la Misericordia, gli amici del Museo civico, alcuni ristoranti, la compagnia locale dei Carabinieri e tanti singoli imprenditori locali, amici e parenti e tanti altri ancora”.

Francois però vuole tornare al più presto a lavorare “voglio rimontare i miei gonfiabili, i tappeti elastici e aprire anche una nuova paninoteca ambulante” dice “non appena lo stato di salute di Michelle si sarà stabilizzato, ma ci sono delle buone speranze” e anche Serena la madre, che ha dovuto lasciare il proprio lavoro in una cooperativa, per seguire la figlia dice di voler tornare al lavoro appena potrà. Michelle intanto dice di star meglio e sorride di nuovo al mondo “mi sono un pò ricresciuti i capelli” dice, mentre mostra orgogliosa un suo disegno “ci ho vinto un premio a scuola” racconta con gli occhi che le brillano di gioia. Perché  Michelle vuol diventare una grafica pubblicitaria e non vede l’ora di tornare sui banchi del Liceo Artistico non appena questa brutta faccenda sarà finita “ci vorrà ancora forse un anno di cure: ma ce la farò, ne sono certa”. “Ciò che ora ci serve per sistemare tutto quanto, è un pezzo di terra” conclude Francois con la sua leggera inflessione dialettale e una grande pacatezza verbale segno di grande tranquillità “perché solo quando lo avremo, come ci è stato da tempo promesso, saremo finalmente soddisfatti”.


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