Archivio del Fendente

2007-2011

Interventi chirurgici e liste d’attesa

Da questa settimana anche ad Arezzo interventi garantiti entro 90 giorni. Trasparenza e classi di priorità alla base della nuova organizzazione

Arezzo – Anche l’Azienda sanitaria aretina si appresta ad applicare la Direttiva regionale sulla gestione unica delle liste di attesa per gli interventi chirurgici. Una direttiva, fortemente voluta dall’assessore Enrico Rossi, che riconosce al cittadino il diritto di effettuare un intervento chirurgico di cui necessita entro un tempo massimo di 90 giorni. Un diritto che ora tutte le aziende sono chiamate a garantire uniformando le liste di attesa istituzionali con quelle in libera professione.

In caso contrario – se non trova soddisfazione all’interno della propria azienda sanitaria – il cittadino può telefonare a un numero verde, 800.55.60.60, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15. Gli operatori del call center prendono in carico la sua richiesta impegnandosi a trovare una soluzione entro 7 giorni. La soluzione verrà cercata nel pubblico o nel privato accreditato, all’interno dell’Area vasta, o comunque entro i confini regionali. Se questa soluzione non verrà trovata, il cittadino potrà andare dove preferisce ed ottenere dalla Regione il rimborso di un contributo pari al costo della prestazione prevista dal nomenclatore tariffario regionale.

“Da questa settimana, la Usl di Arezzo è in grado di garantire il rispetto della nuova normativa regionale, afferma il direttore generale Enrico Desideri (nella foto). La direzione sanitaria, in accordo con i vari professionisti interessati ha definito un percorso di ‘reingegnerizzazione’ del processo chirurgico che ha come fine quello di assicurare il ‘trattamento giusto al momento giusto’, sulla base di classi di priorità per l’accesso e la massima trasparenza”.

In termini pratici, a partire da oggi, lo specialista che ravvisa la necessità di un intervento chirurgico per il paziente che sta valutando – a prescindere dal regime istituzionale o da quello in libera professione –  sarà chiamato a compilare un Modulo di Proposta Intervento Chirurgico. All’interno di questo modulo lo specialista dovrà indicare, tra le altre cose, la Classe di priorità di riferimento, tenendo conto che sono previste 3 classi, a cui corrispondono precise casistiche cliniche ed altrettanti tempi massimi di attesa. Si va dalla classe “A”, indicata per casi clinici che potenzialmente potrebbero aggravarsi rapidamente al punto da diventare urgenti (tra cui quelli oncologici), per la quale è indicato un tempo massimo di attesa di 30 giorni; alla classe “B”, per casi clinici che presentano gravi disfunzioni, ma che non manifestano la tendenza ad aggravarsi rapidamente e per i quali è previsto un tempo massimo di attesa di 60 giorni; infine la classe “C”, per tutti quei casi che non possono ricevere pregiudizio per l’eventuale attesa e che, comunque, non potrà superare i 90 giorni.

Il “Modulo di proposta intervento chirurgico” sarà consegnato, a cura del paziente stesso, alla Centrale di pre-ospedalizzazione del presidio in cui è stata fatta la visita, per essere inserito nella lista di attesa unica. Il coordinamento delle varie centrali di pre-ospedalizzazione viene garantito da un apposito ufficio a valenza aziendale, denominato Ufficio di Programmazione Chirurgica.

Al cittadino verrà rilasciata una “certificazione” dell’inserimento nella lista di attesa, con l’indicazione della data di inserimento in lista, il numero progressivo di lista, la classe di priorità, la diagnosi e l’intervento programmato. Il cittadino sarà poi contattato telefonicamente nel momento in cui dovrà effettuare l’esecuzione degli esami preintervento, il ricovero ed infine, l’intervento.

“Naturalmente, afferma il direttore sanitario Branka Vujovic, la nuova organizzazione è già operativa per le richieste di intervento fatte a partire da questa settimana, ma resta il problema del superamento della vecchia lista di attesa. E’ verosimile supporre che per alcuni mesi ci troveremo nella necessità di gestire parallelamente le richieste da inserire nella nuova organizzazione e la vecchia lista, che presenta tempi di attesa diversificati tra le varie specialistiche (in particolare quelle relative all’ortopedia protesica ed alle varici). Il superamento di queste liste – conclude il direttore sanitario – sarà perseguito attraverso la programmazione di sedute operatorie aggiuntive e straordinarie. Sulla base della programmazione prospettata, dovremmo essere in grado di azzerare la maggior parte delle liste entro 5/6 mesi, mentre si prevedono tempi leggermente più lunghi per gli interventi di ortopedia protesica (9/10 mesi)”.

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