Archivio del Fendente

2007-2011

Parrocchia senza benedizione pasquale

SANSEPOLCRO – La benedizione pasquale, purtroppo, non arriverà in tutte le case. Infatti, le famiglie di una popolosa parrocchia biturgense (quella del Sacro Cuore) non riceveranno nel periodo di Quaresima la consueta benedizione delle loro abitazioni.

Il motivo sembra che sia il non buon stato di salute del parroco che pare abbia ricevuto la dispensa dal vescovo.

La parrocchia del Sacro Cuore si trova a nord della città nella zona collinare e riunisce circa duemila residenti con un’estensione ragguardevole e abitazioni sparse nella collina soprastante, anche in punti molto disagiati. I parrocchiani sembra però che riceveranno la benedizione delle loro abitazioni subito dopo la Santa Pasqua. Si dice infatti, che sarà il parroco della Parrocchia della frazione di Santa Fiora a portarla nelle case dei biturgensi dopo però aver servito i propri confratelli che sono molto numerosi (Santa Fiora è infatti la frazione più popolosa della città). Sembra però che, nel frattempo, alcun famiglie informate del fatto abbiamo richiesto, di loro spontanea volontà, di avere la benedizione ugualmente, chiamando  un altro sacerdote e che, in alcune case (pochissime per la verità) grazie al passa parola sia già arrivata. Sembra anche che, nelle settimane scorse, il vescovo della diocesi Arezzo Sansepolcro Cortona sia stato in visita in città accompagnato da un suo vicario generale. Il vescovo in quell’occasione sembra abbia chiesto al parroco del Sacro cuore di pazientare qualche mese riducendo l’attività all’indispensabile.

Eppure alcuni parrocchiani dicono di essere  amareggiati e dispiaciuti soprattutto per la salute del loro amatissimo parroco “dovrebbero mandare un altro sacerdote ad affiancarlo – dicono alcuni residenti –  e poi tutte le famiglie dovrebbero avere come da tradizione la benedizione”. Infatti, in piccole cittadine come Sansepolcro, appunto, l’arrivo del prete per la benedizione è sempre stato un evento particolarmente atteso e una tradizione molto sentita. “Domani arriva il prete e devo finire di pulire”: queste sono le parole udite dalle donne mentre parlano tra una finestra e l’altra stendendo il bucato o innaffiando i fiori dei balconi oppure facendo la spesa. Quell’ospite inusuale, il prete appunto, con la lunga tonaca e i santini che viene a benedire le case e le uova pasquali diventa così, per tutto il periodo pre-Pasquale un fatto di ordinaria amministrazione e una ricorrenza in grado di risvegliare negli animi quel rapporto religioso, spesso relegato alla frequentazione della chiesa in occasione di battesimi, comunioni, cresime, matrimoni o funerali. Però di nuovi sacerdoti in giro da queste parti, sembra che ce ne siano sempre di meno. “Al Sacro Cuore, da tempo – dice una parrocchiana – il lavoro della parrocchia ricade sulle spalle di un solo parroco (prima erano in due: l’altro sacerdote anche lui molto amato, ha dovuto per motivi di salute interrompere l’attività per ritirarsi a Tavernelle di Anghiari – Ndr).

“Fatto sta che se non arriva nessuno –  prosegue la donna – l’attività della nostra parrocchia potrebbe a lungo andare anche risentirne”. Ma pare che, al momento, nessun sacerdote sia disponibile per poter essere inviato nella parrocchia biturgense ad affiancare l’anziano parroco che, si mormora, da giugno potrebbe lasciare anche definitivamente.

Mo. Mar.

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Un pensiero su “Parrocchia senza benedizione pasquale

  1. sergio in ha detto:

    La benedizione alle famiglie, non alle case intese come mura, è stata decisa in ambito di consiglio pastorale dal momento che il parroco, nonostante l’età, con la sua generosità nello spendersi nel servizio alla collettività ha messo a repentaglio la propria salute che per noi parrocchiani è molto più importante delle tradizioni. Il problema non è solo della Parrocchia del Sacro Cuore dal momento che Sua Eccellenza il Vescovo ha le stesse difficoltà
    in altre 40 parrocchie della Diocesi. Sono convinto, data la scarsità delle vocazioni, che dovremo abituarci a sacrificare perlomeno quella parte esteriore delle tradizioni di cui sino ad oggi abbiamo potuto abbondantemente usufruire. Do
    vremo abituarci a ricercare i significati originali delle cose. La benedizione della famiglia ha più senso se magari una sera riuniti in quella casa che non ha ricevuto la visita del parroco rivolgiamo una preghiera a sostegno di quell’uomo di fede che ci ha accompagnati con amore sino ad oggi. Immaginare la Chiesa come la bottega dei sacramenti e delle tradizioni confonde il senso della nostra fede.
    Un abbraccio all’amatissimo Don Luigi.

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