Archivio del Fendente

2007-2011

L’ex-sindaco Renzi e Sestino

Quale futuro per Sestino ?

Sestino – Ci sono “ isole amministrative” extraterritoriali che rischiano di diventare “terre autonome” da Sestino.

Ecco la sua analisi: la prima, e vistosamente importante, è la riserva naturale del Sasso di Simone (nella foto). Creata in suolo demaniale, gestita dalla Provincia di Arezzo, fu immaginata la “ Comunità della Riserva”, quale strumento di raccordo e di condivisione  con il territorio e con l’amministrazione locale. L’amministrazione comunale di Sestino non ha ancora provveduto a convocarla: ad un anno ormai dal suo in sedimento la Riserva è di fatto gestita dalla Provincia e da altri attori privati, cui va ovviamente dato un merito grande.

Un limite appare subito evidente: le attività che la riguardano non sono “in rete” con il restante territorio; non influiscono sulle politiche turistiche; non diventano “eventi” ma restano “ episodi”, anche perché, diversamente da quanto avviene sul versante marchigiano-romagnolo, non sono programmati appuntamenti che travalichino i crinali dei “calanchi” o che  tendano a costituire attrattive di forte e continuativo richiamo. E non è vista come il “ cuore” di un ambiente storico, naturalistico, culturale che interessa da Monterone a Palazzi! Dalla Toscana ai Sibillini, per prendere un punto di approdo dei panorami possibili dalla mitica rupe.

C’è un intenso dibattito, sul versante Marchigiano-Romagnolo, per la costituzione di un “parco interregionale del Sasso di Simone, Simoncello e Carpegna”. Ci “rubano” anche il Sasso ma l’amministrazione di Sestino- benché più volte chiamata in causa- è stranamente latente. E non varrà un “ portale turistico” con foto accattivanti a recuperare il gap organizzativo e di promozione che avrà un parco interregionale rispetto alla “ Riserva”.

L’altra “ isola extraterritoriale” è il Parco faunistico di Ranco Spinoso, gestito dalla Comunità Montana. In Sestino capoluogo, tra Ufficio Turistico, Centro Visita, ecc. non c’è nessun momento di richiamo, di illustrazione, di aggancio tra Ranco Spinoso e restante territorio. Spesso chi si reca a Ranco Spinoso non sa neanche dove è Sestino, e chi entra in Sestino non si accorge che c’è uno straordinario parco faunistico. E’ una “ appendice” della Comunità Montana: un depliant ogni tanto, certo ora una web camera,  forse un sentiero, una cartellonistica deprimente.

Il “ Centro fiere” di Ponte Presale rischia di diventare un altro “corpo estraneo”: il suo declino, temiamo, è iniziato. Il valore che porta la Chianina sul territorio è ancora da mettere a frutto.

Questo quadro esce da un ragionamento pacato, che mette a confronto i grandi enunciati della amministrazione comunale ( e le poche voci della Comunità Montana), con la realtà delle cose, dei fatti o meglio del “non fare”. Tempo fa, ad esempio, Pennabilli e Carpegna dedicarono mostre al Sasso di Simone nell’arte: Sestino non accolse  nessun invito in tal senso. Anche da ciò si deduce che tipo di approccio- turistico, culturale, programmatico- esso riserva a questo “ monte navigante dell’Appennino”, come lo descrive la letteratura contemporanea

Se a questi primi interrogativi, aggiungiamo anche molte altre considerazioni, dobbiamo chiederci davvero quale futuro attende Sestino: se sarà un comune forte della sua identità, una  appendice di Badia Tedalda o un territorio sbocconcellato tra” frazioni” e “fazioni” e anemiche “ oasi”, devitalizzate da inerti o pretenziose politiche.

Francesco Crociani

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