Archivio del Fendente

2007-2011

Petizione popolare per riavere la Guardia Medica

SESTINO – Oltre 520 residenti nel comune  di Sestino hanno sottoscritto una petizione popolare per riavere una postazione di Guardia Medica continuativa.

La petizione, con una lettera nella quale si espongono le argomentazioni di base, è stata consegnata al sindaco di Sestino Elbo Donati, e inviata al presidente della Conferenza dei Sindaci della Valtiberina, al Direttore generale della Azienda USL8, nonché al presidente della Regione Toscana.

Promossa dal gruppo Consiliare “Insieme per Sestino”(Sahara Bartolucci, Marco Masagli, Massimo Parri, Giancarlo Renzi) che ha inteso aderire allo sconcerto della popolazione e sostenere con tutta convinzione il diritto dei Sestinati ad avere quanto già era stato loro riconosciuto, la petizione ha raccolto adesioni al di là degli schieramenti politici e delle zone di residenza, dal Marecchia al Foglia, a dimostrazione che un servizio così fondamentale per le persone di Sestino, si basa sul buon senso e sulla  necessità di riconoscere piena cittadinanza a queste  comunità montane e adriatiche come a tutti gli abitanti della vallata tiberina e dell’Azienda sanitaria di riferimento.

A Sestino era stato riconosciuto, per la sua  posizione  geografica  estrema, per la rarità o l’assenza di molti altri servizi sanitari e non, il bisogno di una postazione di Guardia medica continuativa, con competenza anche su Badia Tedalda. Ciò è durato fino a settembre 2009, quando la Conferenza dei Sindaci decise di “rendere pendolare” la Guardia medica, a mesi alterni, tra Sestino e Badia Tedalda: operazione poi avviata con il primo gennaio 2010. In tale sede, e questo suscita non poche perplessità, la decisione ebbe l’assenso anche del sindaco di Sestino: anzi, con tale adesione parve che fossero risolti gran parte dei problemi sanitari della Valtiberina. Crediamo che l’amministrazione comunale di Sestino, più che i ringraziamenti di sindaci interessati a difendere i loro cittadini, avrebbe dovuto meritarsi il plauso dei propri cittadini. La “cessione”, peraltro, avvenne senza nessuna contropartita: e dire che di problemi da sollevare ce n’erano e ce ne sono.

Se Regione, USL e Conferenza dei Sindaci avevano riconosciuto che- ad esempio- il primo progetto “Mobilità in montagna” si sperimentasse a Sestino, che la prima elisuperficie abilitata anche a voli notturni in montagna fosse ubicata  a Sestino, e se la Regione aveva collocato a Sestino un Centro COC della protezione civile (centro purtroppo non ancora messo in funzione), motivi reali e non politici, esistevano per  dare sicurezza e servizi di base a questa realtà montana.

Si sottolinea, in  proposito, che l’attuale organizzazione della Guardia medica è poco funzionale, attraverso il “risponditore automatico”, tanto che a volte ci sono stati ricorsi ai Carabinieri. E, da mettere in conto, quali altri momenti che gravano su quanti sono lontani dai centri di assistenza, si sottolinea che Sestino non ha più la presenza saltuaria dell’ufficiale sanitario, che le vaccinazioni devono essere fatte a Sansepolcro, che non è più presente il ginecologo, che Badia Tedalda e Sestino hanno due soli infermieri, i quali devono sostituirsi per ogni evenienza; che la “ tecnologia di base o informatica” non ha ancora allacciato il distretto di Sestino. Troppe volte questa gente deve  recarsi per prestazioni sanitarie nelle Marche, a pagamento totale. Con le Marche, anzi, erano stati avviati contatti per concordare servizi interregionali, ma tali contatti l’Amministrazione comunale li ha lasciati allo stadio dell’aprile 2009.

La  massiccia petizione popolare, che in effetti si riduce a chiedere “mezza guardia medica” in più per coprire i mesi che restano scoperti, dovrebbe smuovere per primi gli amministratori di Sestino e poi trovare accoglienza negli altri sindaci- che godono di situazioni assai diverse- e nella stessa Direzione della USL n.8. Crediamo che razionalizzando qualche servizio sociale e sanitario e con una migliore spesa e decisive politiche sanitarie per il territorio, per esempio con i fondi della montagna, si darebbe una risposta positiva, anche in presenza di questa imperante  “politica dei tagli”.

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2 pensieri su “Petizione popolare per riavere la Guardia Medica

  1. comesefosseantani in ha detto:

    Purtoppo il federalismo non risolverà nulla caro ESSEPI. Sono uno dei “burocrati” che lavorano in campo sanitario, vengo pagato circa 400 euro al mese, precario ovviamente. Posso dire per esperienza che la mole di documenti che affluiscono ogni giorno in una USL, soprattutto nei distretti sanitari, è un qualcosa di abnorme. Il tutto va gestito, in assenza di aggiornamento dei sistemi informatici (ad esempio), in modo molto macchinoso, molto italiano, ma efficiente. Il problema non è dunque il numero di dipendenti nel settore amministrativo che, a parere mio è invece estremamente limitato e verrà ulteriormente compresso dalla Finanziaria e dal federalismo stesso. Ci sono troppi ruoli dirigenziali, questo è vero, ma dipendenti pagati il giusto o anche molto meno come me sono purtroppo pochi.
    Il Governo dovrebbe lavorare per snellire le pratiche, mentre negli ultimi anni le ha ulteriormente complicate, tagliando personale sia nel settore amministrativo che in quello sanitario. Questo ha prodotto ulteriori buchi di bilancio, ritardi nell’erogazione di prestazioni sanitarie eccetera.
    Poi sui giornali scrivono altre cose e ogni volta che leggo i soliti articoli da indignati speciali sui ritardi della sanità mi arrabbio ulteriormente, ma le cose, mi creda, stanno così.
    Cordiali saluti e complimenti per il giornale.

  2. ESSEPI in ha detto:

    La politica dei tagli viene e verrà fatta perchè la struttura USL ha più impiegati per la burocrazia che non addetti alla prevenzione presidio e cura della malattia. Con l’avvento del federalismo allorquando lo Stato Centrale rimborserà a costi standard solo le prestazioni rese al cittadino allora sì che verrà il bello.
    Parere personale.

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