Archivio del Fendente

2007-2011

Sansepolcro: Il caso Rinaldo Serafini. Il presidente Marzi ed il “Fendente”

Presidente Marzi su caso disabile anghiarese

“Dispiace constatare come su drammi umani si possano costruire castelli fatti di menzogne e magari di speculazioni politiche. Sento di intervenire, per l’ennesima volta, a tutela mia personale e dell’ente che rappresento in qualità di presidente. Mi auguro sia l’ultima volta che lo faccio, perché se questo andazzo dovesse proseguire, la prossima volta ci rivolgeremmo ad altre sedi”. E’ deciso Riccardo Marzi, presidente della Comunità Montana. Le recenti “ricostruzioni” a mezzo stampa del caso inerente il disabile anghiarese Rinaldo Serafini lo hanno indispettito e offeso in qualità di amministratore. “Rimango esterrefatto – dichiara Marzi – dalla quantità di falsità con cui si è dipinta la questione. O, se vogliamo, dalle verità nascoste. Perché è bene ricordare sempre che la Comunità Montana ha trovato un alloggio alla persona in oggetto, e questo nell’indifferenza totale e perpetuata nel tempo degli enti direttamente interessati. Abbiamo preso in carico il problema perché nessuno se ne occupava, abbiamo speso 80.000 euro per adeguare l’immobile alle esigenze del Serafini e oggi c’è chi tenta di accusarci di disinteresse. Ricordo anche a tutti gli interessati e a chi evidentemente straparla e strascrive senza conoscere la vicenda nelle sue pieghe, che prima del Serafini in quella casa viveva una famiglia composta da ben otto persone che, con grande compostezza e dignità non ha mai fatto o innescato polemiche, rendendo anzi merito alla Comunità Montana di avergli trovato un alloggio. Ricordo infine che il nostro ente non gestisce le case popolari, non è responsabile di questo ambito che è direttamente comunale. Quanto alla famosa strada che si chiede di asfaltare, questa è di diretta competenza provinciale. Vadano in Provincia ad alzare i toni della protesta, e vadano magari al comune di Anghiari, paese di cui è originario il Serafini. Perché noi, a suo tempo, abbiamo risolto un problema che altri, per anni, hanno scansato lavandosene le mani. Chi mistifica la realtà e racconta alla gente la sua parziale verità sull’argomento non è degno della nostra stima. E, pur comprendendo bene il suo stato di disagio, ricordo al signor Rinaldo Serafini che tante persone con difficoltà simili alle sue non hanno mai ricevuto alloggi da nessuno”.

 Ufficio stampa

Ndr.- Ci sentiamo in dovere di rispondere al comunicato in quanto questa Redazione, già al corrente della situazione del ‘disabile’ da molti mesi, è stata invitata a recarsi presso l’abitazione dello stesso in quanto stava traslocando ed ha pubblicato un articolo su cui viene raccontata “la” verità, non “una” verità.

Rispondiamo poiché come Lei afferma, presidente Marzi:  interviene a tutela sua personale e dell’Ente che rappresenta; noi rispondiamo perché la giornalista che ha scritto l’articolo fa parte della redazione del “Fendente” di cui è vice direttore e, quindi, come direttore ho il dovere di difendere e tutelare l’ onesto lavoro della giornalista e del giornale.

Quindi, se per caso si riferisce al “Fendente”, Le assicuriamo che “non siamo soliti a straparlare o strascrivere” (termini usati nel suo comunicato), né tantomeno “abbiamo costruito castelli fatti di menzogne e magari di speculazioni politiche”, come Lei afferma.

Noi siamo “giornalisti liberi”, di quelli che abbracciano solo la “Verità”, quindi “non abbiamo padroni”, “non siamo menestrelli dell’ipotetico feudatario”.

Non controbattiamo punto per punto quanto contenuto nel comunicato (ci vorrebbe troppo spazio) forti della documentazione fotografica, del racconto del disabile e, che le piaccia o no dei documenti cartacei di cui siamo in possesso.

Cosa pensavate che noi avremmo scritto senza la cosiddetta “pezza d’appoggio”?

Infine una nota molto stonata : “…se questo andazzo dovesse proseguire, la prossima volta ci rivolgeremo ad altre sedi”, sembra una minaccia, ma Le ripeto: “siamo giornalisti , noi del Fendente, che non hanno padroni, che non si genuflettono, che non si vendono e che ciò che è oggetto dei loro articoli è sempre documentato”.

Termino riprendendo ancora una sua frase: “Chi mistifica la realtà e racconta alla gente la sua parziale verità non è degno della nostra stima”

Anche la Redazione del “Fendente” è d’accordo poiché siamo consapevoli, sicuri della verità.

Forse pensava che ci avrebbe fatto pubblicità a nominare il “Fendente” essendo una nostra giornalista a scrivere l’articolo apparso anche su un quotidiano? Allora avremmo potuto rispondere punto per punto al suo comunicato.

A noi ci bastano i “mille” contatti giornalieri che ormai da molto ci leggono giornalmente.

gd

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17 pensieri su “Sansepolcro: Il caso Rinaldo Serafini. Il presidente Marzi ed il “Fendente”

  1. cristina in ha detto:

    io sono sdegnata dai toni forti ed offensivi, e da termini in gergo quali “andazzo” che una persona che io ritenvo molto seria abbia usato in un articolo uscito di domenica, peraltro pubblicandovi la foto dell’ interessato davanti ad un muro nero di muffa, nei confronti di un handicappato….vergogna, è una versione del Sig. Marzi che non mi sarei mai aspettata……

  2. fabrizio in ha detto:

    Salve a tutti sono anch’ io da anni amico di Rinaldo ,concordo pienamente con tutte le affermazioni che vedono in Rinaldo la parte debole della questione,salvo il misterioso marco che a tutt’ora ne io ne Rinaldo riusciamo a dare una faccia e un posto nel folto gruppo di amici di “Rino” . anche se il mio è un intervento di parte , mi sento di dire che conoscendo bene tutta la vicenda ed essendo io stesso uno di quegli amici che sono andati a bussare a varie porte tra le quali quella della comunità montana ,posso affermare che in quel momento di difficoltà abitativa,( perché in difficoltà si trova tutt’ora anche se abita in una casa decente)la soluzione offerta dalla c.m. oltre che l’unica sembrava una buona soluzione, anche se lontano dal paese dove almeno Rinaldo poteva relazionarsi con altre persone e impossibilitato a vivere una vita di coppia e familiare normale,almeno un posto dove poter vivere lo aveva trovato ,accontentandosi in previsione di futuri lavori per rendere abitabile la zona a piano terra e soprattutto la strada che doveva essere asfaltata, in quel momento nessuno poteva pensare alla muffa che di li a poco avrebbe invaso la casa ,posso dire che il dott. marzi si è impegnato in quel momento e tutti noi eravamo contenti di aver tentato di aiutarlo e contenti che finalmente qualcuno gli avesse teso la mano.
    Non capisco perché poi questa mano gli è stata bruscamente tolta facendolo ripiombare su problemi che sembravano risolti, io non sono un politico e non voglio fare polemiche su questa o quell’altra parte politica e non sono a conoscenza di tutti i regolamenti e leggi, ma mi chiedo : se sono stati spesi ben 80000euro (che anche a mio modesto parere sono tanti) vuol dire che l’intenzione di aiutare questa persona c’era e non credo che il sacrosanto diritto di una persona tra altro disabile di vivere in una casa almeno degna di chiamarsi tale e da lui molte volte invano richiesto anche a gran voce( con i pochi mezzi che può avere una persona con le sue difficoltà),faccia precipitare i rapporti in un primo momento buoni fino ad arrivare a questi punti.
    Finalmente dall’inizio di questo mese grazie soprattutto alla tenacia della moglie che è riuscita con non poche difficoltà a trovare una casa in affitto per Rinaldo (sfido quanti di noi possedessimo una casa da dare in affitto non si farebbe dei problemi nel metterla a disposizione di un disabile) abita in una nuova casa che gli permette di vivere una vita decente, salubre in compagnia di tutti i suoi cari e con ben presto tanti altri amici che si farà in una zona nuova.
    Chi poteva fare o meglio finire il lavoro che aveva intrapreso e non l’ha onorato, avrà nella coscienza il rammarico di non aver fatto bene il suo lavoro fino in fondo.
    Al mitico “Rino”un bocca al lupo per il suo futuro,dicendo che anche questa situazione di difficoltà è passata.

  3. Pingback: Caso Serafini: lettera di Ferdinando Mancini « Lista Civica VIVA SANSEPOLCRO

  4. un amico vero in ha detto:

    il Dr Riccardo Marzi la sensibilità l’ha già dimostrata…Eccome!!!! Quanto ad onestà intellettuale e lo spessore politico, lo stiamo vedendo in CM e in Comune a Sansepolcro.
    SONO I FATTI CHE PARLANO.

  5. Sergio in ha detto:

    Io credo che il Sig. Rinaldo Serafini attenda una
    soluzione dignitosa e non una abbuffata di polemiche. Chiedo quindi al Dr. Riccardo Marzi di
    dimostrare la sua capacità di ascoltare con umiltà detta persona senza sottointendere il fatto che nella vicenda si voglia attaccare il proprio valore politico o la propria onorabilità. Sono convinto della sensibilità del Dr. Riccardo e attendo con fiducia una soluzione degna della onestà intellettuale del Dr. Marzi. Sono queste le circostanze che misurano, secondo me, lo spessore politico di una persona. Il gioco del “fuori mi chiamo” non appartiene, a mio avviso, alle persone forti.
    Tiri fuori, Dr. Marzi, i talenti che Lei possiede.
    Parere personale.

  6. Mirco Meozzi in ha detto:

    Mi inserisco in questa discussione, anche per commentare le parole del Presidente Marzi. Se il Direttore crederà di pubblicare l’articolo potrà pure farlo, mi assumo ogni responsabilità sulle parole che di seguito dirò. A Sansepolcro, i politici-amministratori sono diventati, specie da un pò di tempo, nei loro ultimi comunicati, scomposti,nervosi e paradossalmente incapaci di difendersi, e ciò lo si evince dall’utilizzo di frasi al limite dell’offesa (Vice Sindaco di Sansepolcro Mercati vs Ex Ass. Mancini) o non corrispondenti al vero come in alcuni passi dell’articolo del Presidente Marzi. Premetto che la vicenda, nata prima che ricevessi l’ assessorato al Comune di Anghiari non la conoscevo nei dettagli, giacchè la stessa era seguita come oggi dal Sindaco e dall’ Ass. G. Ricceri con delega al sociale. Detto questo però alcune precisazioni sono d’obbligo. Per prima cosa l’Ente capofila alle politiche sociali è la Comunità Montana, quindi qualsiasi caso nei Comuni Valtiberini viene preso in considerazione dalla Conferenza dei Sindaci, discusso e deciso dall’ Ufficio Sociale della CMVT e per la parte economica deliberato nelle rispettive Giunte comunali. Tuttavia le decisioni vengono prese con delibera unanime e quindi da tutti i Sindaci, Presidente della CMVT compreso. Non si può scaricare il barile addosso al Comune di Sansepolcro o a quello di Anghiari, perchè ritengo doveroso far conoscere alla cittadinanza che la decisione di affidare quella casa a Rinaldo fu presa da tutti. Anche perchè se non ricordo male, quella abitazione di proprietà della Comunità Montana (e non di ArezzoCasa) era a piano terra e con la creazione di uno scivolo (finanziato con la LR per l’abbattimento delle barriere architettoniche)era ritenuta adatta e idonea a risolvere almeno in parte le problematiche deambulatorie di Rinaldo. E’ rimasto il grave problema della strada. E qui mi associo alle parole dette da Fabiano Vellati, che conosce perfettamente la questione, essendo un amico di Rinaldo fin dai tempi in cui proprio Rinaldo abitava ad Anghiari. La strada (argine) Presidente Marzi non è della Provincia, Lei non si ricorderà, ma ha firmato una convenzione votata anche nell’Ente Montano e nei Comuni di Anghiari e Sansepolcro, nonchè deliberata nel Consiglio Provinciale, che ha previsto la creazione di un Consorzio delle Strade Alzaie. Quella Strada è nostra e la dobbiamo mantenere in compartecipazione al 50% con i privati che la percorrono. Certo qualcuno non è esente dalle responsabilità, come noi enti che dobbiamo proprio in quel tratto accelerare l’asfaltatura da deliberare il prima possibile tra la manutenzione ordinaria del Consorzio. A ragione Mariotti nell’ultima interrogazione consiliare esprimeva rammarico per il fatto che gli enti pubblici avrebbero dovuto indurre qualcuno proprio tra i privati ad intervenire per alleviare il disagio sofferto da Rinaldo con una asfaltarura di 100mt. nel tratto di argine davanti alla sua casa(depolverizzazione). Questa forse è stata la nostra più grave incapacità. Sugli 80.000€ spesi e la casa in quelle condizioni, la colpa la si può dare solo al suo ufficio incapace di controllare i lavori deliberati. Si tratta di manutenzione straordinaria che spetta al proprietario quindi se è stata spesa quella cifra e la casa non è agibile la colpa non può essere che scaricata sul suo Ente. Sulla conduzione della questione igiene tra Ente Montano e Usl veramente il retro front proprio del suo ente lascia perplessi, e forse questo determina oggi il grado del suo nervosismo. Comunque mi permetta in conclusione di dirle che le ultime 6 righe del suo articolo (con la responsabilità di chi le ha pubblicate) non si addicono ad un Presidente dell’Ente comprensoriale. Questo me lo permetta!Un Presidente deve sempre rispondere e con pacatezza e compostezza anche alle illazioni più feroci e recondite, daltronde la forza del politico è questa, altrimenti credo che si debbano intraprendere nella vita altre strade.
    Con incondizionata stima
    MIRCO MEOZZI FSA (non più presente in CMVT)

  7. un amico vero in ha detto:

    Ma sono stati spesi veramente 80.000 euro e se così dove li hanno spesi?
    Un consigliere della CM di anghiari che è stato anche assessore al bilancio dell’amministrazione Marzi, prima di mandarli tutti al diavolo, fece una interrogazione su quei soldi spesi, chiedendo lumi, ma non ha mai avuto risposta. Forse è il caso di segnalare il tutto alla finanza perchè qualcosa non torna….80.000 euro sono tanti, sono 160 milioni delle vecchie lire e pur essendo la casa stata per molti anni in grave stato di abbandono, (4 piccoli vani al piano stradale e due vani sotto nelle ex stalle che attualmente sono al grezzo e quindi non abitabili. Con quella cifra ce la facevano nuova.

  8. Luigi in ha detto:

    sono un semplice impresario edile del luogo, ho capito qual’è l’immobile in questione, e lo conosco perché conoscevo la famiglia che vi viveva tanti anni fa. L’unica cosa decente presente in quella casa sono gli infissi, e questi non possono sicuramente avere un prezzo così alto da giustificare una spesa simile. Con la somma di cui si parla la casa sarebbe stata rimessa a posto molto ma molto meglio. Inoltre perché anziché il piano di sopra non è stata sistemata la parte sotto che forse era più idonea per questa persona e situata dietro la casa, quindi meno esposta alla polvere….no comment

  9. Mari in ha detto:

    …….dopo tutti questi commenti, peraltro molto interessanti, io, che sono una persona semplice mi chiedo ma se sono stati spesi 80.000€, ed il risultato a Noi amici di Rinaldo è molto noto, che cos’era prima “UN PORCILE???”.
    Mari

  10. un amico vero in ha detto:

    Il sig. Marco farebbe meglio a non parlare più, più insiste e più s’imbrodola.
    Certo la CM ha dato un tetto e non lo ha fatto andare sotto ad un ponte cosa che sarebbe successa per il Comune di Sansepolcro comune di residenza di Rinaldo. Per tutto il resto, per le promesse non mantenute da parte dell’ente, i 200 euro che si prendevano per l’affitto con muffe, polvere (già perchè si trattava di asfaltare 30 metri di strada per toglier questo disagio), la fogna a cielo aperto. Non ci sono parole ne tanto meno giustificazioni.
    Visto che Marco si dice ben informato, e da amico di Rinaldo lo rimprovera di non aver fatto lui i lavori, Direttore, non le pare ridicola questa affermazione? Secondo lei Rinaldo se aveva i soldi sarebbe andato ad abitare a ridosso di una discarica?
    Tutti gli amici e conoscenti sanno delle sue condizioni economiche e che percepisce solo un misero assegno d’invalidità, solo Marco che dichiara di conoscerlo bene non lo sa, non sa che Rinaldo risiede nel comune di Sansepolcro e chiama in causa Anghiari che è il Comune di nascita.
    Si Vergogni e vada a nacondersi assieme al suo presidente

  11. Fabiano Vellati in ha detto:

    risposta al caro signor Marco che si definisce amico di Rinaldo Seafini.
    perchè non scrivi pure il tuo cognome?
    come vedi io mi firmo senza problemi e ti dico che in relazione alla USL a fine Agosto 2009 c’è stato un sopralluogo dell’ufficio igene e ne erano al corrente pure i signori della comunità montana che inizialmente si sono trovati daccordo sulla decisione di far intervenire l’ufficio igene, che è stato chiamato non per le condizioni della casa, ma perchè i mezzi da cantiere che percorrono la strada alzano un nuvolo di polvere che è inconcepibile ed inammissibile per una persona nello stato in cui versa Rinaldo.
    tornando al sopralluogo dove è stato riscontrato che quei camion alzano una tale quantità di polvere da rendere invivibile l’abitazione per chiunque ed in particolare per Rinaldo, al momento di stendere il rapporto l’incaricato dell’ufficio igene è entrato in casa ed ha subito notato che le pareti della casa erano piene di muffa e perciò nel rapporto ha aggiunto pure quello.
    a questo punto la Comunità Montana che prima era daccordo nel fare intervenire l’ufficcio igene, ha fatto un cambio di rotta repentino. (premetto che rendo atto e ringrazio la Comunità Montana di essersi occupata di una situazione di cui non era di sua competenza e che essendo stato io in prima persona a fare in modo che tale ente intervenisse per aiutare Rinaldo, però aggiungo dove sono finiti gli altri 20.000 euro che erano stati stanziati per finire degli ulteriori lavori nella casa?)

    con questo voglio dire al caro signor Marco che prima di parlare si informi meglio sulla faccenda.

    mi fermo qui perchè volendo ci sarebbero tante altre cose da dire sulla vicenda.

    Grazie della cortese attenzione.

    Fabiano Vellati

  12. anonima in ha detto:

    Lascio un breve commento solo per dire che io conosco bene sia il Serafini che la moglie che da oltre due anni fa “avanti-indietro” da Santa Fiora a Sansepolcro. Concordo con la redazione quando afferma “bell’amico” questo Marco che forse io potrei anche conoscere senza saperlo. Per quanto ne so io Rinaldo sarebbe sì stato disposto a fare dei lavori anche a proprie spese, ma solo una volta definito il rapporto dello stesso con l’Ente: chi investirebbe dei soldi in un immobike che non è di sua proprietà e che gli è stato concesso, ad oggi, ad uso temporaneo?
    Non credo che nel contratto di affitto sia stata prevista una clausola simile, altrimenti il Sig. Serafini, che per più di due anni non ha potuto vivere con sua moglie e soprattutto con la sua bambina, avrebbe provveduto perché l’unico suo sogno era di ritornare proprio con queste due persone, che nella sua vita rappresentano l’unico vero punto di riferimento.

  13. redazionefendente in ha detto:

    Illustre Marco, comunque Lei “veda” questa vicenda, Lei che si dice amico di Rinaldo e che contribuì alla sua sistemazione,mi permetta questa normale osservazione: “Lei scrive “la muffa, la reglia che scorre lì vicino (sarebbe meglio dire “sotto casa”, lo osserviamo noi), la strada sterrata…Tutti problemi che si conoscevano da prima”.
    Mi scusi Marco, a questo punto non possiamo che dire: “begli amici !!”
    Lei dice anche che Rinaldo si era impegnato ad eseguire dei lavori a proprie spese, a noi Rinaldo NON l’ha detto.
    A chi dobbiamo credere ?
    Per quanto riguarda il Comune di Anghiari, sarà lo stesso Sindaco che risponderà.
    Non penso che la casa, come Lei dice doveva essere assolutamente temporanea dal momento che nel 2009 è stato stipulato un regolare contratto di affitto a 200 euro al mese.
    La Usl, per quello che sappiamo ha fatto il suo dovere, mettendo tutto nero su bianco.
    La Comunità Montana è stata tirata in ballo per conseguenza logica poichè quella casa è della C.M. che ha fatto un regolare contratto con il Rinaldi.
    Ecco perchè si è parlato di C.M., dell’Ente sovracomunale.
    Le posso aggiungere che quella strada che è si della Provincia, da circa due anni è passata sotto la diretta responsabilità del Comune di Sansepolcro.
    Marco, Le ho detto che siamo documentati come Lei nemmeno si immagina.
    Deve infine capire che “fare giornalismo vero” non può esimerci dallo scrivere ciò che si vede o si può leggere su documenti, o ci può essere raccontato dagli interessati, in caso contrario saremmo solo dei ‘lacchè’.
    Noi del Fendente, la mia giornalista ha avuto buonsenso ed onestà intellettuale e La invito a non ripetere più tali affermazioni poichè il suo “è giornalismo vero” e se lo facessero tutti sicuramente si andrebbe meglio.
    Questo non è il primo caso; Marco, si rechi al ‘foro boario’ e guardi se vede una roulotte,o camper, comunque lo voglia chiamare, chieda chi ci abita e dopo si domanderà cosa fanno le istituzioni. Se vuole ce lo accompagniamo noi così vedrà certa verità con i suoi occhi.
    E non pensi che si voglia accusare la C.M.-
    La ringrazio.
    Gino Dente

  14. Marco in ha detto:

    Direttore, non è questione di prove cartacee è questione di buonsenso e di onestà intellettuale.
    Attaccare la Comunità Montana, che è stato l’unico Ente a darsi un pò da fare, mi sembra fazioso e scorretto.
    Oggi Rinaldo se la prende con tutti ma bisogna anche avere il tatto di capire la sua condizione e non sbattere sui giornali cose non vere.

    E’ vero che la casa aveva grossi problemi ma chi l’ha accettata (Rinaldo) lo sapeva bene, tanto che si era impegnato ad eseguire dei lavori a proprie spese che non ha mai eseguito.

    La casa venne risistemata ed adeguata alle esigenze di Rinaldo e ho saputo che le spese sono state totalmente a carico della Comunità Montana senza che i Comuni di Anghiari e Sansepolcro sborsassero una LIRA!
    La casa doveva essere assolutamente temporanea in attesa che i due Comuni trovassero una soluzione.
    La muffa, la reglia che scorre lì vicino, la strada sterrata… Tutti problemi che si conoscevano da prima.
    Però siamo onesti: perché non è stata tirata in ballo la USL (primo ente responsabile)?
    Perchè non i Comuni di Anghiari e Sansepolcro?
    L’ultimo Ente a dover essere tirato in ballo era, secondo me, la Comunità Montana che a suo tempo, per onestà, mise a disposizione
    tutto il suo ufficio tecnico per adeguare al meglio la casa a Rinaldo.

    Grazie dello spazio

    Marco
    (un amico di Rinaldo che contribuì alla sua sistemazione)

  15. P.B, in ha detto:

    Anch’io conosco bene il Sig. Rinaldo e tutta la vicenda che si sussegue ormai da anni senza esito. E’ vero che la Comunità Montana ha dato un alloggio al disabile in questione mentre tutti gli altri organi preposti se ne “fregavano”…certo è inconcepibile la presenza di muffa ovunque: nelle pareti, negli oggetti, perfino sul materasso sul quale questo ragazzo dormiva, per non parlare della fogna a cielo aperto situata sotto alla finestra della cucina. Non so se il Sig. Marco, che riferisce di conoscere il Sig. Rinaldo ed il caso in questione, sia mai andato a fargli visita o entrato dentro quell’appartamento, altrimenti non parlerebbe così….e a quel punto gli chiederei se lui ci avrebbe vissuto….
    Viceversa credo che il Sig. Serafini, in condizioni disagiate sotto tutti i punti vista, sia stato molto umile nell’accettare un immobile dislocato in una zona impraticabile e per niente servita situata davanti ad una discarica in fase di bonifica. E’ certamente vero che la Comunità Montana è stato l’unico Ente che si è interessato alla vicenda ma gli 80.000 euro stanziati per i lavori, come lo stesso Presidente Sig. R. Marzi riferisce sembrano una cifra un pò altina per le condisioni in cui l’immobile si trova.
    Io credo che le responsabilità non siano da individuare solo presso l’Ente Comunità Montana, ma anche e soprattutto ad altri Enti che conoscono perfettamente la situazione ma non hanno mai preso alcun tipo di provvedimento concreto.

  16. redazionefendente in ha detto:

    Illustre Marco, la giornalista del “Fendente” ha scritto quanto gli è stato raccontato da Rinaldo e quanto ha visto ed io ne ero buon testimone.
    C’è di più, siamo in possesso di documenti cartacei che confermano quanto scritto.
    Per quanto riguarda Anghiari mi sono già
    interessato e saranno loro a rispondere.
    Per quanto riguarda il Comune di Sansepolcro, difficilmente ci riceveranno proprio perchè noi del Fendente “siamo uomini liberi”.
    Una cosa voglio confermare Marco: “l’articolo scritto sul Corriere Aretino corrisponde alla realtà”.
    Accettiamo i suoi dubbi, in democrazia è giusto intervenire però Le rammento: ESISTONO PROVE CARTACEE e le stesse fotografie scattate fanno vedere dove Rinaldo abitava.
    Quello che ci dispiace è che il presidente della C.M. creda che sia un attacco nei suoi confronti, cosa che da parte nostra non è.
    Quanto abbiamo scritto era ed è un DOVERE giornalistico che NON POTEVA Né PUò ESSERE TACIUTO, diversamente non saremmo stati onesti e veri giornalisti.
    Il direttore

  17. Marco in ha detto:

    Conosco la questione e conosco Rinaldo.
    Devo dire che questa volta Marzi ha fatto bene a sbottare.
    L’articolo sul corriere aretino era osceno e raccontava l’opposto della verità perché la Comunità Montana è l’unica che ha tentato dignitosamente di sistemare il caso.
    Prima di scrivere bisogna sempre sentire tutte le campane.
    Comune di Anghiari e di Sansepolcro se ne sono strafregati. La USL non ha mai nemmeno provato a dare risposte, la Provincia non si è occupata mai della questione.
    Gli amici di Rinaldo hanno trovato a suo tempo un solo interlocutore, in Comunità Montana.
    Questa volta direttore, secondo me, sbaglia.
    Lei che è un uomo libero, questa volta deve andare anche al comune di Anghiari per vedere cosa le dicono…..
    Poi vada anche al Comune di Sansepolcro dove si sono sempre nascosti dietro ad un dito…
    Con immutata stima, grazie

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