Archivio del Fendente

2007-2011

A Villa Buitoni: avvelenata una colonia di gatti

SANSEPOLCRO  – E’ stata avvelenata una colonia di gatti randagi. Sembra che il fatto sia successo nelle settimane scorse nella collina sopra la città. I numerosi felini che dimoravano stabilmente ormai da anni nei pressi di Villa Buitoni si dice siano stati avvelenati (da ignoti, ndr) con dell’arsenico e che siano deceduti sembra tra atroci sofferenze.

La colonia (anche se sembra che il nome sia improprio) era molto nutrita e si era riprodotta nel tempo; da anni veniva accudita dalla gente comune (i cosiddetti “gattari”) che provvedevano quotidianamente al loro sostentamento. “Siamo tremendamente dispiaciuti – dice una di loro – erano diventati gatti mansueti anche se randagi, e ci mostravano grande affetto anche se a loro modo. E’ una cosa inumana uccidere gli animali in questo modo, che andrebbe punita”.

La ASL veterinaria interpellata sulla questione si è detta non a conoscenza del fatto. Spiegando inoltre che per definire una colonia felina ci vuole una dichiarazione del Comune che la attesti come tale, dietro opportuna segnalazione. I responsabili hanno spiegato anche che i felini che vivono in libertà non si possono definire “randagi” se c’è qualcuno che si prende cura di loro (dandogli da mangiare abitualmente) diventando in questo caso il proprietario effettivo dell’animale.

Sembra dunque che chi gestisce una colonia di felini deve presentare domanda al comune di residenza. Previo sopralluogo di conferma, la domanda verrà inoltrata alla Unità Funzionale di Igiene Urbana Veterinaria, che provvederà a quel punto ad organizzare (gratuitamente) gli interventi chirurgici di sterilizzazione.

La legge stabilisce che sono dunque in primis i Comuni a tutelare le colonie di gatti nel loro territorio (Legge Regionale Toscana 8 aprile 1995 n.43 articolo 12 bis ), e sono sempre i Comuni a redigere una mappa della città ove siano segnalate la presenza di colonie feline ed individuano, nelle zone abitualmente frequentate dai gatti, o comunque in aree pubbliche, aree idonee per l’organizzazione delle colonie”.Inoltre “I comuni, d’intesa con le ASL, possono dare in gestione le colonie dei gatti, su richiesta, alle associazioni protezionistiche”.

Sorgono spontanee alcune riflessioni. Esiste realmente in città una mappa delle colonie feline? La popolazione è a conoscenza di quello che deve fare? Le associazioni protezionistiche hanno fatto richiesta di affidamento di alcune colonie locali? Le stesse associazioni erano a conoscenza di questo grave fatto di avvelenamento? Sta di fatto che maltrattare e uccidere animali è un reato e, ai sensi dell’art. 544-bis del codice penale, lo è anche avvelenare gli animali.

Un fatto che ha comunque colpito in maniera profonda la comunità biturgense. Una vicenda nebulosa e controversa, ma laddove la legge non arriva, ci vorrebbe almeno sempre un po’ di umanità e buonsenso. (Monia Mariani)

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Un pensiero su “A Villa Buitoni: avvelenata una colonia di gatti

  1. io in ha detto:

    Un motivo perchè non vi meritate il Bianchi, cari borghesi è anche questo! In Umbria.

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