Archivio del Fendente

2007-2011

Inaugurati a Bibbiena i nuovi locali del Sert e del Consultorio

Al taglio del nastro erano presenti il Direttore generale della Asl8 Enrico Desideri, il presidente della società della salute Fiorenzo Pistolesi, il presidente della Conferenza dei sindaci del Casentino, Daniele Bernardini, oltre ad altri sindaci e ad un gran numero di operatori socio sanitari della vallata, guidati in questa giornata di festa per la zona, dal direttore del distretto sociosanitario Carlo Montaini.Nell’atrio del poliambulatorio, è stata scoperta una targa in ricordo di Paolo Orlandi (nella foto), infermiere recentemente scomparso, che ha dedicato gli ultimi anni della sua vita alla organizzazione e diffusione delle cure palliative. 

Paolo Orlandi e le cure palliative

E’ stato l’infermiere che fin dai primi passi delle cure palliative in casentino, ha messo se stesse e la sua professionalità a disposizione piena di questo servizio.

In suo ricordo è stata apposta una targa nell’atrio del Poliambulatorio di  Bibbiena.  Paolo Orlandi ha avuto la capacità di formare e promuovere il gruppo alla mentalità del lavoro multidisciplinare, al servizio dei pazienti e delle

famiglie in un particolare momento della vita, come quello delle malattie terminali.  Ironia della sorte Paolo Orlandi ha poi vissuto sulla propria pelle la sofferenza, il dolore, la paura umana, che ha coinvolto anche la famiglia e gli stessi colleghi,  e con loro ha concluso il suo percorso di vita con la serenità e la dignità che I’hanno sempre contraddistinto.

Anche di fronte alla consapevolezza della frequente “inguaribilità” di alcune patologie, cresce la consapevolezza del valore della  “qualità della vita”.La Medicina Palliativarappresenta il desiderio di introdurre anche nelle ultime fasi delle malattie inguaribili il concetto di “qualità della vita” e quello di “qualità della morte”. Una medicina incentrata sulla persona ammalata e non sulla malattia.

Le Cure Palliative sostengono la vita e considerano la morte un processo naturale che non deve essere né affrettato né posticipato, provvedono al sollievo dal dolore e dagli altri sintomi, integrano gli aspetti psicologici e spirituali dell’assistenza offrendo al paziente un sostegno per vivere al proprio domicilio, il più attivamente possibile, fino alla morte, assicurando ai pazienti e alle loro famiglie un’assistenza continua e globale.

La Medicina Palliativaconsidera la morte non più come I’antagonista da combattere ma accettata a priori come evento inevitabile. La medicina delle cure palliative è e rimane un servizio alla salute, non una medicina per aiutare a morire, ma una medicina per l’uomo che rimane un vivente fino alla morte.

Su 100 decessi per tumore, il 90% avviene dopo una fase terminale e dei 90 che attraversano una fase terminale il  65%  necessita di interventi di cure palliative più o meno complesse: questi sono dati relativi ai soli malati oncologici, senza considerare le tante altre patologie a prognosi infausta.

Sui 35.000 abitanti del  Casentino sono un centinaio i decessi per tumore ogni anno. Le Cure palliative in Casentino sono inserite nel progetto ADI (assistenza domiciliare integrata. Il servizio è sulle 24ore, sette giorni su sette. E’ composto da 14 infermieri, una caposala, un medico e uno psicologo.

Le Cure palliative in Casentino sono iniziate sperimentalmente nel 2004 e da allora ha seguito 313 pazienti.

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