Archivio del Fendente

2007-2011

Battisti: “Adoro Rio, le spiagge e le belle donne”

San Paolo (Brasile) – “Non ho nessuna voglia di andarmene dal Brasile, ormai sogno perfino in portoghese. Adoro Rio, le spiagge, le belle ragazze, la gente cordiale, mi ricorda Napoli e Marsiglia, posti dove mi è piaciuto stare”. A parlare è l’ex terrorista rosso Cesare Battisi, per il quale il Brasile ha negato l’estradizione in Italia. Secondo la stampa brasiliana, Battisti ha trascorso i primi giorni di ferie al mare, impegnato nella scrittura di un libro sulla sua esperienza nel carcere di Papuda, a Brasilia.

In Italia, Battisti è stato condannato all’ergastolo per quattro omicidi perpetrati negli “anni di piombo”. Scampato al carcere grazie all’estradizione negata l’8 giugno scorso dalla Corte Federale Suprema del Brasile, l’ex membro dei Proletari armati per il comunismo apre una parentesi nelle sue vacanze per raccontare la sua versione delle ultime vicende alla rivista Piauì.

“Non ho ammazzato nessuno – afferma Battisti -. Sono finito stritolato in mezzo alla disputa tra forze politiche italiane con le quali non avevo niente a che vedere. Io non ho ferito e non ho ucciso nessuno. Tarso Genro (l’allora ministro della Giustiza del governo Lula, ndr) esaminò il mio caso, ritenne che avevo ragione, e con gran coraggio difese le sue posizioni contro le pressioni potenti che gli franarono addosso”.

“Teoricamente Cesare non potrebbe allontanarsi da San Paolo – ha dichiarato alla rivista un militante membro del comitato brasiliano per la liberazione di Battisti – perché il suo visto deve passare per alcune fasi ulteriori, ma lo studio legale che lo rappresenta mi ha garantito che tutto procede senza problemi. Con Cesare ci sentiamo via internet – ha aggiunto – e lo prendo in giro dicendo che adesso non si può lamentare della vita che fa, altro che la cella a Papuda. Ma lui è molto concentrato sul lancio del libro”.

Per Cesare Battisti, arrivato in Brasile con un passaporto falso, proveniente da una Francia diventata poco sicura per la sua latitanza, scrivere non è solo un’urgenza espressiva. Il 22 giugno scorso, il Consiglio nazionale per l’immigrazione del Brasile ha concesso all’ex terrorista un permesso di soggiorno, condizionato all’esibizione di un contratto di lavoro valido. Davanti all’organismo del Ministero del Lavoro, Battisti ha sostenuto di avere un contratto con la casa editrice Martins Fontes per scrivere i suoi libri.

A Piauì Battisti ha raccontato di aver passato qualche giorno “su una spiaggia a sud di Rio“, alternando al lavoro di preparazione del libro lunghe camminate sulla spiaggia, nonostante il freddo e la pioggia dell’inverno australe, comprando e cucinando personalmente pesce acquistato dai pescatori in riva al mare. (da Affaritaliani.it)

 Ndr.- del “Fendente” – Cosa fa il ministro degli Esteri italiano, dorme? Ma forse è la giusta misura di come la Nazione “Italia” è tenuta in considerazione dagli altri Stati: ‘grazie premier B. il merito è tutto tuo’.

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