Archivio del Fendente

2007-2011

Domani: “Sessantasette anni fa” vidi saltare in aria la Caserma dei Carabinieri Reali di Anghiari

18 Agosto 1944: improvvisamente alle 10,30 circa un forte boato, la terra tremò, una nuvola di polvere fittissima si alzò verso il cielo: dove c’era la caserma ora appariva il vuoto ed un ammasso di macerie. La via Nova era diventata una larga e profonda voragine.Dalle calligrafie dei volenterosi capi guardia operanti, abbiamo le annotazioni di nomi e date di quelle giornate, un doloroso iter, ma pur sempre degno di essere ricordato nella sua semplicità, quale attendibile e unica rassegna degli avvenimenti:

18 agosto 1944 – È estratto dalle macerie, in gravi condizioni, il carabiniere Giovanni Dente, concittadino; estratte le salme di Pasquale Meoni e Mafalda Leucalitti.

19 agosto 1944 – Trasportate con carro funebre dalla stanza dell’obitorio le salme di Probo, Roberto e Arnaldo Palombini, del maresciallo dei carabinieri Adamo Capulzini e del carabiniere Girolamo Fiorini.

20 agosto 1944 – Trasportata la salma di Elena Bartolomei dalla Propositura al cimitero; trasportate le salme di Ida Sanleonini e Teresa Socali; trasportata la salma di Dante Meoni e Maria Giuseppa Locci.

21 agosto 1944 – Trasportata la salma di Maria Pieracci Redenti dal luogo del sinistro al cimitero.

22 agosto 1944 – Trasportata la salma del vicebrigadiere CC. Saverio Faraone dal luogo del sinistro al cimitero.

23 agosto 1944 – Trasportata la salma di Inci Marietta dal luogo del sinistro al cimitero».

Totale: 15 morti (12 civili e 3 militari + 1 ferito grave).

Una Caserma dei Carabinieri Reali sparita. I tedeschi che il 29 luglio si erano ritirati da Anghiari avevano lasciano un ordigno bellico ad alto potenziale distruttivo (molti erano i presumibili chili di tritolo) che esplode  dopo ben 20 giorni (!!!). Nell’unico documento ritrovato, un   documento chiarissimo in cui si  afferma: “il maresciallo Capulzini venuto a conoscenza dell’esistenza di tale ordigno aveva adempiuto a tutti gli incombenti inerenti alla denunzia e alla richiesta dell’intervento tecnico per l’inattivazione dello stesso ordigno”. 

Una Stazione dei Carabinieri Reali di cui sembrano essere perse (volutamente ? ) le tracce della sua esistenza sia a livello di Istituzioni superiori civili e militari quasi trattarsi di una “caserma fantasma”,; dopo tutte le corrispondenze e relative risposte intercorse con la Presidenzadella Repubblica, risposte tutte eguali in cui vengono elencate circolari ministeriali di quei tempi che inducono all’impossibilità di poter dare decorazioni alla memoria, ho scoperto alcune cose che inducono a chiedermi: “E se quell’ordigno esplosivo non fosse stato innescato da mano tedesca ?

Già, l’ordigno bellico sicuramente nemico, ma la mano che ha fatto esplodere  e morire 15 cittadini anghiaresi, quasi sicuramente di uno pseudo eroe nostrano.

-Esisteva in quel periodo nel Palazzo Martini, distante circa centro metri dalla Caserma, una specie di polizia costituita da partigiani che dovevano collaborare con i carabinieri per mantenere l’ordine pubblico secondo le direttive dell’Allied Military Governement  (A.M.G.) e venne chiamata Field Security Section-FSS.

Questa specie di riconoscimento ufficiale (così si legge su “I Sentieri della Guerra” scritto da Giuseppe Bartolomei ) dava ad alcuni una certa autorità che non sempre fu aliena dalle passioni del momento”.

A questo punto l’articolo-ricordo-memoria è giunto alla sua conclusione e doverosamente lo chiudo con una frase scritta dal Comando Stazione Carabinieri di Anghiari:

“ONORE a quei militari che con tanto coraggio si trovavano fermi sul posto di lavoro…”;

“ONORE ai civili morti”;

“ONORE alla città di Anghiari che con le sue quindici vittime ha pagato il suo alto tributo di sangue a quell’orribile guerra”.

“Davanti a simili esempi, il nostro operato pare essere veramente poca cosa, ma la memoria aiuterà a migliorarci.”

-gd-

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3 pensieri su “Domani: “Sessantasette anni fa” vidi saltare in aria la Caserma dei Carabinieri Reali di Anghiari

  1. PROF. DOTT. ITALO MARSICOVETERE in ha detto:

    IL TRIBUTO DI SANGUE DEI CARABINIERI AD ANGHIARI
    XVIII AGOSTO 1944
    Le ventisette pagine del “saggio breve” a firma GINO DENTE sono la testimonianza del fondatore de IL FENDENTE circa lo spaccato di storia locale a metà Novecento. GIOVANNI è il nome del papà suo: originario della Sardegna sassarese [matricola 3176-17-1906] L’ arruolamento nell’ Arma perchè ne riteneva precipua la “militarità”| Aveva avuto un presentimento: ticchettìo come di una sveglia. Ma incomprensibile è il lasso di tempo intercorso per l’ esplosione | INQUIETANTE VERITA ? Non a caso rimasero coinvolti nell’ esplosione anche quattro fascisti della Repvbblica sociale arrestati. Sotto un colpevole silenzio è passata la vicenda salvo qualche sussulto di recupero del tempo perduto. L’ autore quasi immedesimandosi con il Difensore civico – di sua pubblicistica non approva la minore attenzione proprio ai soldati dagli alamari d’ argento. Il luogo dell’ evento in via Nova ha il “cippo” accresciuto da una lapide commemorativa. Sofferenza = cruccio per mancata concessione di decorazione | A volte la burocrazia anche quella militare è “dura”. Non può giustificare lui – che ad esempio del padre ha servito pure sotto la fiamma-in-granata la moda della letteratura antimilitarista | La preghiera religiosa invoca la Patria nostra / da un capo all’ altro dell’ Italia / fratelli | Amen.
    [Ma c’è chi bestemmia e l’ ideal rinnega (aggiunta attualizzata di i.m.v. 44) Bossi e barbari padani-leghisti] Resta – per noi – il tricolore alla De Amicis: “bandiera” evocatrice =a cui m’ inchinerò sempre= Vigilia del 18 Agosto Duemilaundici |
    **
    Dott. ITALO MARSICOVETERE | Professore di Liceo – a riposo <<

  2. PROF. DOTT. ITALO MARSICOVETERE in ha detto:

    LAPSUS = il “governo in tre puntate” deve intendersi lo BERLUSCONI || i. m. v. 44 <<

  3. PROF. DOTT. ITALO MARSICOVETERE in ha detto:

    STORIA = historia | SIGNIFICA “RICERCA”
    non posso fare a meno di notare la memoria del sessantasettesimo anniversario dell’ attentato ad ANGHIARI “caserma dei carabinieri” | Il giornalismo d’ inchiesta de IL FENDENTE attenziona ad una serie di interrogativi (alcuni grondanti stupore) l’ ordigno dei “nemici” [quelli dalla rappresaglia facile] esplode soltanto venti giorno dopo la loro ritirata. La informativa per la disattivazione della “bomba” da parte dell’ Arma non ebbe fortuna. La contestuale presenza in loco di una specie di polizia “partigiana” pone la questione della tragedia della guerra civile. Per tanti decenni del secondo Novecento gli “eroi” sono stati ovviamente i vincitori.
    Il governo in tre tempi (come le pellicole d’ una volta) ha ingannato tutti – soprattutto i vinti – perchè invece di favorirela pacificazione nazionale indulge a dare campo alle camicie verdi / allo squadrismo padano-leghista fac-simile del fascismo più fuorilegge.
    Paradosso della mia sincerità e buona fede: non sono antifascista ma neppure “nero” fanatico.||
    Capolona [Arezzo] vigilia Duemilaundici della festa di sant’ Elena
    il “nome” di mia mamma sepoltura al camposanto di Sansepolcro |
    ** Prof. Dr. ITALO MARSICOVETERE | definito “storico” dal senatore Spadolini <<

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