Archivio del Fendente

2007-2011

Forse la “nuova” Amministrazione risponderà ai cittadini

Per notizia dei nostri lettori e dei cittadini, riproduciamo la mail inviata all’Addetta Stampa del Comune di Sansepolcro con allegato articolo in cui erano rivolte delle domande agli Amministratori e Funzionari . L’articolo pubblicato una prima volta il 23 luglio 2011 a seguito dell’ordinanza nr.125 del 15 luglio 2011 che facevano sorgere dei “perché“, anche di una certa gravità, ai quali “mai” è stata data una risposta, tanto da essere ripetuto lo scorso 18 agosto.

Come da accordi intercorsi con la dott.ssa Mariangela Betti in qualità di Addetto Stampa del Comune di Sansepolcro, inviamo, in allegato, un articolo con una serie di domande formulateci dai cittadini in attesa di risposta.

Si gradirebbe un comunicato stampa in risposta che questa Redazione provvederebbe a pubblicarlo per rispondere ai cittadini.

Forse sarebbe questo un modo per far si che l’Amministrazione sia vicina ai cittadini. Noi del Fendente lanciamo questa idea. Grazie.

Il direttore

Gino Dente

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

6 pensieri su “Forse la “nuova” Amministrazione risponderà ai cittadini

  1. Pingback: Valtiberina: buon segno quando intervengono i lettori | II FENDENTE

  2. . in ha detto:

    ma che detto è?! ahahahaha!!!

  3. Giulio S. Grazia M. (utenti anonimi) in ha detto:

    E’ da tempo che non si vedono commenti di Erika Chiasserini sul Fendente.
    Sull argomento di questo post gradiremmo una sua incisiva opinione.
    Grazie anticipatamente :
    Giulio S. Grazia M.
    (utenti anonimi)

    • Erika Chiasserini in ha detto:

      Amici mi hanno segnalato questo accorato appello da qualche mio fan in crisi di astinenza. ;))))))))))) A parte gli scherzi, ci sarebbe da parlare per ore di questa nuova amministrazione e di come (NON) curano la comunicazione ed evitano il confronto con i cittadini. Purtroppo in questo periodo sono un pò impegnata e non me la sento di toccare l’argomento frettolosamente solo per fare presenza in questo rispettabile giornale on-line. Sono certa che questa amministrazione ci darà modo di tornare sopra all’argomento molto presto…. ahinoi.

      Cari Saluti
      Erika Chiasserini

  4. Vittorio S.(utente anonimo in ha detto:

    Gli obblighi dei sindaci nella tutela dell’ambiente…

    Nella normativa giuridico-amministrativa italiana, concetti e situazioni inerenti alla tutela dell’ambiente e ai relativi obblighi per le pubbliche istituzioni sono stati introdotti solo in tempi relativamente recenti. Del resto, la nostra stessa Costituzione non contiene alcun riferimento esplicito all’ambiente e alla sua difesa, tanto che solo nella sentenza n. 614 del 30,12.1987 la Corte Costituzionale ha indicato negli art. 9 e 32 della Costituzione stessa i precetti di riferimento inerenti alla protezione dell’ambiente, in particolare laddove detti articoli dispongono l’impegno dello Stato e delle sue istituzioni rispettivamente nella promozione della cultura, del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione, nonché nella tutela della salute dell’individuo e della collettività.
    La normativa che ha fatto seguito a questo pronunciamento della Corte Costituzionale in materia di ambiente brilla non solo per intensità e volume crescente, ma anche per il suo sviluppo alquanto disordinato e talvolta contradditorio, anche se non manca fortunatamente di alcuni punti di riferimento precisi, il primo dei quali è costituito dal D. Lg.vo 18.8.2000, n. 267 (T. U. delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali).
    Ai sensi di quest’ultimo decreto, in effetti, il sindaco (art. 54), quale ufficiale del Governo, è tenuto, fra l’altro, all’emanazione di atti che gli sono attribuiti dalle leggi e dai regolamenti in materia di sicurezza e ordine pubblico, nonché ad adottare “provvedimenti contingibili e urgenti” richiesti e motivati dalla necessità di prevenire ed eliminare pericoli gravi per l’incolumità dei cittadini. Il collegamento sequenziale ed estensivo delle situazioni configurate in questo articolo con la tutela dell’ambiente è assicurato comunque dalla definizione di “ambiente” espressa dalla Suprema Corte (Cass. Pen. Sez. III, 28.10.1993, n. 9727) che così recita: “Per ambiente deve intendersi il contesto delle risorse naturali e delle stesse opere più significative dell’uomo protette dall’ordinamento perché la loro conservazione è ritenuta fondamentale per il pieno sviluppo della persona, L’ambiente è una nozione, oltrechè unitaria, anche generale, comprensiva delle risorse naturali e culturali, veicolata nell’ordinamento italiano dal diritto comunitario”.
    Da questi riferimenti normativi dovrebbe essere inconfutabile il campo di intervento del sindaco e le conseguenti sue responsabilità in materie diverse, ma intimamente connesse fra di loro dal concetto di ambiente: a puro titolo di esempio, le interazioni fra salubrità ambientale, inquinamento dell’aria e delle acque superficiali e profonde, emissioni anomale, salute dei singoli e della collettività umana e animale, integrità delle coperture vegetali del territorio e conservazione del patrimonio artistico e paesaggistico costituiscono un unicum che lo Stato, anche attraverso le competenze affidate proprio agli amministratori locali, assume in pieno fra le proprie competenze primarie.
    L’intervento del sindaco nelle suddette materie si esprime di solito attraverso ordinanze contingibili e/o urgenti, quando trovano origine in eventi eccezionali, imprevisti o imprevedibili, che non possono essere affrontati con strumenti giuridici ordinari, più spesso in circostanze configurate nelle disposizioni di cui all’art. 50, comma 5 (emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere locale) e all’ art. 54, comma 2, del D. L.vo 267/2000 (prevenzione di gravi pericoli per l’incolumità dei cittadini), all’art. 32 della L. 833/1978 (igiene e sanità pubblica veterinaria), all’art 13 del D. L.vo 22/87 (le cosiddette “emergenze-rifiuti”) e all’ art. 9 del D. L.vo 447/95 (inquinamento acustico).
    Oltre che con ordinanze, il potere-dovere del sindaco in materia di tutela dell’ambiente si deve esprimere anche con attività di concessione o rifiuto di autorizzazioni e con l’adozione di regolamenti attuativi di normative statali o regionali.
    Del resto, tutta la legislazione recente, soprattutto quella specialmente inerente a problematiche di tutela ambientale, fa riferimento ai doveri di intervento del sindaco e alle sanzioni previste in caso di inottemperanza degli obblighi in essa prescritti, soprattutto per quanto attiene alla bonifica e al ripristino ambientale di siti o aree inquinate (artt. 17 e 51 bis del D. L.vo 22/1997 e D. M. 471/1999).
    Le suddette sanzioni, quando si riferiscano a pubblici amministratori, integrano quanto disposto in sede penale dall’art. 328 C.P. (rifiuto di atti d’ufficio, quasi sempre per la mancata attivazione di interventi in materia di tutela ambientale), dall’art. 659 C.P. (disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone, per inquinamento acustico), dall’art. 674 C.P. (getto pericoloso di cose, in caso di inquinamento elettromagnetico e atmosferico), appunto per reati di cui possono essere fondatamente chiamati a rispondere proprio sindaci o assessori (Cass. Pen., sez. III, 13.1.1999, n. 915).
    La quasi totalità dei reati ambientali previsti nel nostro ordinamento giuridico, peraltro, ha carattere contravvenzionale e, perciò, non richiede un’analisi giudiziale sulla consistenza del dolo e ciascuno risponde della propria azione o omissione cosciente e volontaria, sia essa colposa o dolosa (art. 42 C.P.).
    In realtà, il sindaco condivide ampiamente le proprie responsabilità in materia ambientale, soprattutto quelle omissive, con altre figure amministrative e giuridiche riconosciute tali anche dal già citato T.U. sull’ordinamento delle autonomie locali. In particolare, detta normativa sancisce la distinzione fra organi politici comunali con funzioni di indirizzo e di controllo politico-amministrativo (Consiglio comunale, commissioni consiliari) e quelli con funzioni di gestione amministrativa, finanziaria e tecnica (assessori con delega, direttori generali, dirigenti).
    Gli assessori, in particolare, operano in tutta evidenza a seguito di delega formale del sindaco, secondo la prassi dettata dai singoli statuti e regolamenti comunali e in piena consonanza con quanto riconosciuto a chiare lettere dalla stessa Suprema Corte, che ha ammesso “l’impossibilità per il sindaco di provvedere in via diretta e personale a tutti gli adempimenti, pubblici e privati, connessi alla sua carica”.
    A questo stato di cose può conseguire, dunque, una sostanziale redistribuzione delle responsabilità penali, anche quelle di natura ambientale, a vantaggio – si fa per dire ! – dei sindaci che, infatti, potrebbero essere comunque chiamati a rispondere penalmente per loro colpa nella scelta dei rispettivi delegati in materia e per non avere adeguatamente vigilato sulle loro attività.

  5. Macario (utente anonimo) in ha detto:

    Ieri,martedi’ 23 Agosto,a pagina 10 del Corriere di Arezzo l’ennesimo articolo a firma Claudio Roselli sul degrado nel centro storico.-odori nauseabondi segnalati in via della fraternita: cittadini esasperati-
    A breve, leggeremo un’articolo che parla di questo triste argomento della Città natale di Piero Della Francesca anche nei paginoni delle maggiori testate giornalistiche Nazionali ,e a seguire ci saranno pari notizie anche nel Web.
    Circola voce che i residenti ,si rivolgeranno per iscritto al capo del Governo e per conoscenza a tutti i componenti del Parlamento che lo circondano a Montecitorio.
    Chiederanno tamponi certificati dello stato igienico di sedi stradalie manufatti murari delle vie del centro ed altro ridotti ad autentici vespasiani contigui .
    Sarà uno scoop purtroppo di poco vanto,ma l’esasperazione ha superato i livelli di guardia.
    Sono state più volte già allertate per iscritto tutte le autorità competenti della Sanità,delle Forze dell’Ordine .
    Chi non ha fatto il proprio dovere ,sopporterà pesanti denunce per omissione atti di ufficio.
    Finalmente il vecchio detto “Carta canta villa non dorme” sarà tradotto in pratica..
    Macario (utente anonimo)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: