Archivio del Fendente

2007-2011

La manovra dà i numeri

Tre manovre in sei settimane.

E c’è da scommettere che non sarà l’ultima data l’incapacità del governo di rimediare ai suoi errori. Aggiorniamo i numeri. La manovra è salita a 55 miliardi, 15 in più di quella di inizio luglio. A regime gli aumenti delle tasse contano per il 63 per cento dell’aggiustamento. Se si aggiungono anche i tagli agli Enti locali compensati da aumenti delle addizionali Irpef, si raggiunge il 75 per cento. Queste tasse gravano in gran parte sul lavoro anziché sulle cose, indebolendo la sempre più fragile ripresa.

IL QUADRO D’INSIEME
La tabella qui sotto documenta i nuovi numeri. La manovra è stata potenziata. Vale adesso quasi 55 miliardi,15 in più che nella versione originale. Inoltre c’è un miglioramento, adesso consistente nel 2012 e il bilancio in pareggio viene raggiunto nel 2013. Bene. Tuttavia questo ampliamento della manovra avviene tutto sul lato delle entrate principalmente con il contributo di solidarietà,la Robin Hood tax, il nuovo incremento delle accise su benzina e giochi, etc.. A regime il 63 per cento della manovra grava sulle entrate. Il contributo delle entrate sarà ancora maggiore se gli enti locali si rifaranno dei tagli ai trasferimenti aumentando le addizionali irpef, come loro consentito già nel 2012 dalla manovra. Sono quasi tutte tasse sul lavoro. Si noti che nei documenti presentati alle autorità europee, il Governo si era impegnato ad un aggiustamento “prevalentemente sul lato della spesa” e che il Ministro Tremonti nell’anticipare la manovra alla Camera aveva parlato di “obiettivi che si devono raggiungere attraverso riduzioni della spesa”. La delega fiscale rimane imprecisata nei contenuti (per usare un eufemismo). La “clausola di salvaguardia” che sarebbe meglio chiamare “clausola capestro” viene anticipata di un anno: se non venisse esercitata entro il settembre 2012 si procederà ad un taglio automatico del 5 per cento di agevolazioni e deduzioni Irpef e Iva, a scapito soprattutto delle persone con redditi più bassi. Il taglio salirebbe al 20% nel 2014. Sono più tasse e sono regressive.

 

2011

2012

2013

2014

Maggiori entrate

2,3

14,4

31,0

34,9

di cui

 

 

 

 

   imposta deposito titoli

0,7

1,3

3,8

2,5

tasse sui giochi

0,4

0,5

0,5

0,5

accise benzina/tabacchi

0,0

3,6

3,5

3,5

  IRAP su banche/assicurazioni

0,0

0,9

0,5

0,5

taglio agevolazioni fiscali (1)

0,0

4,0

12,0

20,0

contributo solidarietà

0,0

0,7

1,6

1,6

rendite finanziarie

0,0

1,4

1,5

1,9

altre(2)

1,2

9,2

14,6

11,4

 

 

 

 

 

Minori spese

-0,1

9,4

18,8

20,4

di cui

 

 

 

 

sanità

0,0

0,0

2,5

5,0

altri trasferimenti EELL(3)

-0,4

5,6

6,7

7,4

pensioni

0,0

0,7

1,5

1,6

pubblico Impiego

0,0

0,0

0,0

0,6

ministeri

0,1

7,7

6,9

6,0

altre (4)

0,2

-4,6

1,2

-0,1

 

 

 

 

 

TOTALE

2,3

23,8

49,8

55,3

Contributo entrate

104%

61%

62%

63%

 

 

 

 

 

(1) Clausola salvaguardia delega fiscale

 

 

 

(2) Ticket sanità, contributo solidarietà pensioni, aumento accise, lotta ad evasione, etc.

(3) Al netto di dotazione fondo trasporti

 

 

 

(4) Provvedimenti “sviluppo”, dotazione fondo ISPE, riduzione finanziamento partiti, etc.

Un segno negativo su minori spese significa che le spese aumentano.

(Di Tito Boerida lavoce.info)

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