Archivio del Fendente

2007-2011

Libia – Notizie in diretta per la fine di una dittatura

L’Aja prima annuncia l’arresto del raiss, poi arriva la smentita

1,02 – La Corte dell’Aja smentisce: “Gheddafi non è stato arrestato”
Con una clamorosa marcia indietro la portavoce della Corte penale Internazionale dell’Aja ha chiarito che ad essere arrestato è stato Seif el Islam Gheedafi, secondogenito ed erede del Colonnello, ma non il leader. All’origine della confusione il fatto che sia contro il Colonnello che i suoi figli il tribunale Onu aveva spiccato un mandato di arresto internazionale. In realtà ad essere staticatturati sono in totale tre figli di Gheddafi, oltre Seif, Saadi e Mohammad
00,52 – CATTURATO GHEDDAFI
La portavoce della Corte penale Internazionale dell’Aja ha reso noto di aver ricevuto la conferma che lo stesso Muammar Gheddafi è stato arrestato. Contro il Colonnello e i suoi figli il tribunale Onu aveva spiccato un mandato di arresto internazionale.
00,48 – Dopo 6 mesi di blackout a Tripoli torna Internet
È di nuovo possibile navigare su Internet, stasera a Tripoli, dopo sei mesi di blackout. Lo dice al Arabiya. A riferirlo i residenti di diversi quartieri della capitale, dove combattono alacremente da ore insorti e lealisti.
00,44 – I ribelli controllano tutta Tripoli tranne bunker del raiss
I ribelli hanno annunciato ad al Jazira che ora controllano tutta Tripoli tranne il rifugio bunker di Bab al-Aziziyah di Muammar Gheddafi, a 3 km da piazza Verde.
00,34 – La Nato chiede una transizione pacifica
La Nato, impegnata dal 19 marzo in difesa dei civili con raid aerei sulla Libia, ha chiesto che la transizione dei poteri nel Paese deve avvenire immediatamente e pacificamente.

00,30 – Violenti scontri nella piazza Verde
Dopo il trionfale ingresso a Tripoli gli insorti hanno registrato la prima resistenza nella centralissima piazza Verde. Qui, secondo al Jazira, sono in corso scontri tra i ribelli e forze lealiste ancor fedeli a Muammar Gheddafi.
00,29 – Due aerei del Sud Africa atterrano a Tripoli
Al Jazira ha rivelato che sulla pista dell’aeroporto di Tripoli stazionano due aerei sudafricani. Il corrispondente delle rete qatariota da Misurata non ha escluso che potrebbero essere usati per aiutare Muammar Gheddafi a lasciare il Paese. Il presidente sudafricano Jacob Zuma si era impegnato sin dalla prima ora a tentare una mediazione con gli insorti del Cnt di Bengasi e il Colonnello.
00,28 – E’ festa frande nelle strade di Tripoli e Bengasi
È festa grande sia a Bengasi, roccaforte dei ribelli, sia a Tripoli, ormai a quanto pare sotto il controllo delle forze anti-Gheddafi. Le televisioni satellitari arabe trasmettono le prime immagini delle persone scese in strada nella capitale per salutare le forze di liberazione. Al Jazira mette a confronto nello stessa schermata le due piazze, quella di Bengasi, stracolma di persone che agitano bandiere della vecchia Libia, in uso prima dell’era Gheddafi, e le strade di Tripoli. Nella capitale si vedono persone in coda nelle auto che suonano i clacson, agitano bandiere, fanno il segno della vittoria. Alcuni calpestano su un ritratto di Gheddafi, saltano con gioia, si abbracciano.
00,15 – La Russa: “Non invieremo soldati per il post Gheddafi”
Non saranno inviati uomini armati sul territorio libico, dopo l’eventuale caduta di Muammar Gheddafi. Lo ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa, intervenendo al Tg 1, dove ha annunciato un piano allo studio della Nato per il post-Gheddafi. «Nei giorni scorsi, a livello non politico ma tecnico e diplomatico, la Nato ha iniziato programma preciso per il dopo Gheddafi», ha detto il ministro. Il piano non prevede, ha aggiunto, l’invio di «uomini delle forze armate sul territorio libico, ma accorgimenti e aiuti, ancora allo studio, per far decollare l’eventuale governo libero democratico dopo la caduta di Gheddafi». Un governo libero che La Russa auspica sia «ormai vicino».
00,11 – La Nato: “I raid continueranno”
Lo sgretolamento del regime di Muammr Gheddafi non altera la missione della Nato che continuerà i raid aerei «a protezione dei civili» libici, come previsto dalla risoluzione Onu 1973. Lo ha chiarito la portavoce dell’Alleanza Oana Lungescu.
00,07 – Gheddafi ai suoi: “Ripulite la capitale dai ribelli”
Il colonnello Gheddafi ha nuovamente fatto appello ai suoi partigiani perchè «ripuliscano» la capitale dai ribelli in un messaggio audio diffuso dalla tv libica. Gli abitanti di Tripoli, ha detto, «devono uscire subito per ripulire la capitale. Non c’è spazio per gli agenti del colonialismo a Tripoli e in Libia»
23,56 – La Russa: “Gheddafi accetti l’invito del Cnt”
«Gheddafi adesso ha le spalle al muro. Mi auguro accolga l’invito degli insorti»: lo ha detto il ministro della Difesa italiano Ignazio La Russa, intervenendo al Tg1 della Rai. Il capo del Cnt ha proposto al rais di lasciare il paese, in cambio dello stop al fuoco.
23,52 – Nuovo audio di Gheddafi: “Salvate Tripoli o sarà distrutta”
La tv di Stato libica ha trasmesso un nuovo messaggio audio di Muammar Gheddafi in cui, come nel pomeriggio, ha chiesto ai libici di imbracciare le armi e difendere Tripoli avvertendoli che in caso contrario saranno schiavi degli occidentali. Il Colonnello ha ribadito che se la città non sarà difesa domani sarà distrutta
23,48 – Catturato Mohammad Gheddafi
Anche il figlio maggiore di Gheddafi, Mohammad, è stato catturato dai ribelli. Lo rende noto al Jazira, citando proprie fonti giornalistiche. Sarebbe il terzo figlio del Colonnello a finire in mano agli insorti, dopo Seif al Islam e Saadi
23,45 – Frattini: “Gheddafi se ne vada o bagno di sangue”
Muammar Ghaddafi n«si arrenda e abbandoni il potere, non ci sono assolutamente alternative»:
questa è «l’unica possibilità» per evitare una situazione che «può trasformarsi in un bagno di sangue»: questo è l’appello lanciato al colonnello dal ministro degli Esteri, nFranco Frattini attraverso il Tg1
23,38 – Il Cnt pronto allo stop dei combattimenti se Gheddafi lascia il Paese
Il capo del Consiglio Nazionale Transitorio degli insorti di Bengasi, Mustafa Abdel Jalil, si è detto pronto ad ordinare la fine dei combattimenti a Tripoli e nel resto della Libia se Muammar Gheddafi accetterà di lasciare il potere e il Paese. Lo riferisce la rete al Arabiya.
23,35 – Catturato Saadi Gheddafi, il figlio calciatore del Colonnello
Oltre a Seif al Islam, secondogenito ed erede designato di Muammar Gheddafi, gli insorti hanno catturato Saadi, terzogenito con la passione per il calcio che in Italia giocò con il Perugia, l’Udinese e la Sampdoria. Lo riferisce la rete al Jazira citando Aboubakr Traboulsi, uno dei portavoce degli insorti
23,29 – Gheddafi pronto a negoziati diretti con i ribelli
Muammar Gheddafi, con gli insorti ormai nel cuor di Tripoli, ha annunciato tramite il portavoce Mussa Ibrahim, di essere pronto a negoziati diretti con il Consiglio Nazionale Transitorio di Bengasi. Ibrahim ha chiesto «l’immediata cassazione delle operazioni Nato»
23,27 – Decine di mezzi dei ribelli verso Tripoli
Decine di mezzi carichi di ribelli si stanno dirigendo verso Tripoli da sud, dall’altopiano roccaforte di Jebel Nafusa, dopo aver appreso della resa della Guardia repubblicana di Muammar Gheddafi e della cattura del suo figlio Saif al Islam.
23,25 – Il portavoce di Gheddafi offre il cessate al fuoco immediato
Mentre gli insorti avanzano nel cuore di Tripoli, la voce del regime libico, il portavoce Mussa Ibrahim in una conferenza stampa ha offerto un «imediato cessate il fuoco se anche i ribelli insorti si fermeranno» e ha chiesto alla Nato «di fare pressione sugli insorti del Cnt di Bengasi». Ibrahim ha aggiunto che solo oggi sono morte 1.300 persone a Tripoli e ha accusato l’Alleanza atlantica di sparare indiscriminatamente su «tutto ciò che si muove».
23,19 – Gb: “La fine di Gheddafi è vicina”
Per il governo britannico «la fine di Gheddafi è vicina», e il Colonnello deve, «farsi da parte subito»« per evitare ulteriori sofferenze al popolo libico. Questa la posizione espressa da Downing Street mentre a Tripoli il cerchio si stringe attorno al leader libico.
23,15 – Gli Usa: “Questa è l’offensiva finale, pensare al dopo Gheddafi”
Gli Stati Uniti assistono con favore all’offensiva finale a Tripoli contro Muammar Gheddafi ed esortano gli insorti del Cnt di Bengasi a pensare da subito alla Libia senza il Colonnello. Lo riferisce il dipartimento di Stato.
23,06 – Si arrende la guardia presidenziale
Il Cnt, il governo provvisorio dei riballi libici di Bengasi, ha reso noto alla tv panaraba Al Jazira, che la Guardia presidenziale di Muammar Gheddafi a Tripoli si è arresa e ha consegnato le armi ai ribelli
22,52 – Catturato il figlio di Gheddafi
Seif al Gheddafi, il secondogenito del Colonnello e suo erede designato, è stato catturato dai ribelli entrati a Tripoli. Lo riferisce il portavoce degli insorti di Bengasi Mohamad al Akari citato dalla tv France 24. Al momento gli insorti non stanno incontrando alcuna resistenza. La loro avanzata è rallentata dal traffico e dal caos e da centinaia di libici che inneggiano alla fine del regime. Del Colonnello ancora nessuna notizia.
22,42 – Le truppe a difesa di Gheddafi si arrendono
La brigata dell’esercito libico responsabile di garantire la sicurezza di Muammar Gheddafi si è arresa ai ribelli e ha deposto le armi. Lo riferisce al Jazira.
22,32 – La folla festeggia l’arrivo dei ribelli a Tripoli
I ribelli libici che sono entrati nella capitale Tripoli da ovest, si trovano vicinissimi al centro e vengono festeggiati da folle di residenti che scendono nelle strade e nelle piazze. Lo dice al telefono un giornalista di Sky News britannica dal posto. Alcuni ribelli hanno detto ad Al Jazira di essere arrivati già nella Piazza Verde.
22,20 – I ribelli: “Siamo arrivati nella piazza verde”
I ribelli affermano di essere arrivati nel centro di Tripoli, sulla grande Piazza Verde, simbolo della «rivoluzione» di Muammar Gheddafi: lo riporta Al Jazira.
22,10 – I ribelli a 8 km dal centro di Tripoli
Le forze degli insorti di Bengasi, penetrate a Tripoli da ovest, continuano la loro avanzata senza incontrare al momento alcuna resistenza. Al momento sono ad appena 8 km dal centro della capitale. Lo riferisce Alex Crawford, corrispondente della rete britannica SkyNews al seguito degli insorti. In sottofondo si sentono urla di giubilo e il crepitare delle mitragliatrici, che sparano in aria in segno di vittoria. Altre forze, circa 200, in giornata sono sbarcate dal mare e da sud altre truppe attendono il via libera per procedere alla volta della capitale.
20,30 – La Nato: “Il regime di Gheddafi sta crollando sotto i nostri occhi”
Mentre le forze degli insorti di Bengasi sono penetrate a Tripoli la Nato è convinta che il regime di Muammar Gheddafi stia «crollando» davanti a nostri occhi.
20,20 – I ribelli: “Controlliamo quasi tutta Tripoli”
«Controlliamo la maggior parte delle zone di Tripoli e inshallah stanotte arriveremo a liberarla del tutto». È quanto afferma Abu Sadiq, intervistato in diretta dal canale satellitare Al Jazira in qualità di portavoce dei ribelli a Tripoli. «La battaglia di Tripoli – ha detto – è la battaglia di
tutta la Libia»
La giornata
«Ho paura che Tripoli brucerà». Non è una preoccupazione ma una minaccia quella che Muammar Gheddafi ha lanciato in serata, prima dell’assalto finale dei ribelli, un drammatico messaggio audio mentre gli insorti accerchiavano il suo bunker di Tripoli. La sua voce si risente dopo meno di 24 ore alla tv di Stato, e con tono concitato, il messaggio non cambia: ripete che non si arrenderà, «resterò fino alla fine». È un mistero, naturalmente, fra le molte voci sulla sua fuga, dove si sia effettivamente nascosto, mentre la sorte del suo regime è appesa ad un filo. In questo clima da caduta dell’impero il Consiglio nazionale di transizione degli insorti non nasconde un timore terribile: che il Colonnello possa usare veramente far bruciare la città, anche attraverso l’uso di ordigni banditi dal mondo civile, come le armi chimiche.
Incubo armi chimiche
Il presidente Mustafa Abdel Jalil, parlando con la tv satellitare Al Arabiya ha evocato il rischio che Gheddafi possa far ricorso ad «armi vietate» ed all’uso di scudi umani. Un fantasma che si ripropone. L’uomo è notoriamente disposto a tutto. E da tempo gli esperti del settore sostengono che in Libia possano trovarsi ancora almeno 10 tonnellate di iprite, letale e in grado di aggredire pelle e polmoni, e il famoso gas mostarda. Diverse segnalazioni sono state fatte in proposito anche nei mesi scorsi, fin dall’inizio della rivoluzione: il ritrovamento di alcune maschere antigas, nell’arsenale militare dei lealisti del regime, dopo un attacco a Bengasi, fu il primo campanello d’allarme, nel marzo scorso. Era la dimostrazione, secondo il Cnt, che ci fosse questo pericolo concreto per gli insorti. Timori ridimensionati dagli esperti.
L’assedio finale
Intanto è scattata nella notte l’Operazione Sirena, l’assalto finale degli insorti a Tripoli e al regime di Gheddafi. Da ieri sera si combatte in diversi quartieri della capitale libica, con centinaia di morti e feriti, mentre dal cielo le bombe della Nato piovono sul bunker di Bab al-Aziziya, rifugio del raiss. Il Colonnello è tornato oggi a far sentire la sua voce in un nuovo messaggio audio trasmesso dalla tv di Stato, dopo quello della notte scorsa. «Non mi arrenderò mai. Temo che Tripoli brucerà», ha ammonito chiamando di nuovo i suoi a raccolta per difenderlo e, come aveva detto in nottata, per «eliminare i ratti». (da La Stampa.it)

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