Archivio del Fendente

2007-2011

“Prendiamole basse perché noi non siamo alti”

 “Non pigliamole alte perché non siamo alti”
Ecco alcune intercettazioni del caso Tarantini

Gli atti giudiziari dell’inchiesta barese sulle escort sono stati depositati ieri. Iniziano a uscire i primi stralci. Confermate tutte le indiscrezioni sulle “cene galanti”:Il 5 ottobre 2010 il presidente del Consiglio chiede a Tarantini di portargli ragazze non troppo alte. Sono le 11.53 e i due organizzano la serata.

Berlusconi: “Se tu hai una ragazza da portare, due ragazze, tre ragazze da portare…”,

Tarantini: “Sì…sì, sì, sì….”,

Berlusconi: “per favore non pigliamole alte come fa questo qui dì Milano, perché….”, “noi non siamo alti”, “devono essere tutte come la Graz…come la Graziana! ,

Tarantini: “va bene, io ne porto un paio, due o tre ne porto!”

“Dobbiamo trovare una troiona”
In data 23.09.2008, alle ore 10:38, Gianpaolo Tarantini, in compagnia di Francesca Garasi, la invitava a contattare, usando il suo telefono, tale Giulia( identificata in Giulia Mascellino), al fine di invitarla a partecipare alla cena organizzata per la sera. Prima che Giulia potesse rispondere Tarantini diceva alla Garasi: “Dille “vuoi venire ad una cena importante?””. Infatti la Garasi formulava a Giulia l’invito, aggiungendo che la cena si sarebbe tenuta “…con…il bel Presidente”. Alle ore 10:43 Tarantini chiamava la Semeghini per darle indicazioni – come avrebbe fatto in ogni successiva occasione di incontro con il Presidente – su cosa indossare in occasione della cena, disponendo “allora, per l’abbigliamento, diciamo che a quello gli piacciono i vestiti corti”, oltre che per rammentarle di evitare di reclutare ragazze che fossero in contatto con la Beganovic “lui mi ha detto assolutamente non del giro di Sabina”, comunque disponibili ad ogni tipo di approccio “dobbiamo trovare una troiona”. E la Semeghini sembrava aver capito il senso della raccomandazione “eh…lo so…adesso vedo mi prodigo”.
L’occorrente per passare la notte a Palazzo Grazioli
Le ragazze che passavano la notte a palazzo Grazioli erano “foraggiatissime”. Lo dice il premier Silvio Berlusconi nel corso di una telefonata con Giampaolo Tarantini. Un modo di dire che, secondo la Guardia di Finanza, allude al fatto che “era stato dato loro il necessario”. La telefonata è del 17 ottobre 2010, alle 18.44 e a chiamare è il capo del governo. “Riferendosi alle ragazze che hanno trascorso la notte a palazzo Grazioli – riassume la Gdf – tra l’altro, sottolineava: ‘guarda che hanno tutto per pagarsi tutto da sole queste qua eh’, alludendo, evidentemente al fatto che era stato dato loro il necessario. Motivo per cui Tarantini non doveva sentirsi obbligato a corrispondere loro alcunchè”. Tarantini risponde così: “Si, ma stia tranquillo, presidente, non c’è problema”. E Berlusconi aggiunge: “Eh, vabbè, ma non…non…coso…perchè hanno…sono…sono foraggiatissime”.
Ragazze su aereo presidenziale
Gianpaolo Tarantini propose al premier “di volare tutti insieme sull’aereo presidenziale, dicendo che le ragazze (che aveva reclutato) abitavano a Milano e facendo credere che lui stesso aveva un impegno di lavoro in città l’indomani mattina”. E’ quanto si legge negli atti dell’inchiesta escort depositati . I fatti si riferiscono al 26 novembre 2008 quando Berlusconi, che aveva organizzato una cena a Palazzo Grazioli, è costretto ad andare a Milano. E alla fine le ragazze, secondo quanto è scritto negli atti dell’inchiesta, volarono con Gianpi sull’aereo presidenziale.
Premier: “Ho la fila di ragazze”
Ieri sera avevo la fila fuori dalla porta della camera…erano in undici…io me ne son fatte solo otto perchè non potevo fare di più…non si può arrivare a tutto…”. E’ quanto dice il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Giampaolo Tarantini il primo dell’anno del 2009, parlando della serata precedente. La telefonata è contenuta negli atti dell’inchiesta sulle escort che la procura di Bari ha già depositato .
La confessione di Tarantini
”Io ho voluto conoscere il presidente Berlusconi ed a tal fine mi sono sottoposto a spese notevoli per entrare in confidenza con lui e sapendo del suo interesse verso il genere femminile non ho fatto altro che accompagnare da lui ragazze che presentavo come mie amiche tacendogli che a volte le retribuivo”. Sono le dichiarazioni di Gianpaolo Tarantini rese ai pm di Bari che lo hanno interrogato il 29 luglio 2009 nell’ambito dell’inchiesta sulle escort portate a casa del premier.
(Cronaca  di Redazionede Il Fatto Quotidiano)

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