Archivio del Fendente

2007-2011

Di Pietro: “Governo a casa o ci scappa il morto”

“Prima che ci scappi il morto, mandiamo a casa questo governo”. Antonio Di Pietro evoca scenari plumbei per ribadire la necessita’ di un cambio a Palazzo Chigi : “Il governo e la sua maggioranza parlamentare non ci sono piu’. Oggi sara’ la cartina di tornasole per verificare se in Parlamento c’e’ ancora qualche parlamentare di maggioranza che ha un po’ di dignita’ e di onore”. Al di la’ di quelle che censura come “anomalie sul piano del diritto processuale penale”, il leader Idv sottolinea che “interessa qui far rilevare la grande responsabilita’ politica di un governo che non ha piu’ nulla da dire o da dare e che, chiuso nel suo bunker” e “pensa di poter ancora governare il Paese mentre – avverte – nel Paese sta sbocciando la rivolta sociale”.

 Oggi 22 sett., spiega Di Pietro, “avremo a che fare con la richiesta di una misura cautelare, cioe’ mandare in carcere l’on. Milanese, un deputato che prima era un alto ufficiale della Guardia di Finanza e che e’ accusato di reati gravissimi controla Pubblica amministrazione dalla Procura di Napoli. Il Parlamento deve decidere se dare l’autorizzazione all’arresto o meno. E’ agli atti che non v’e’ alcun fumus persecutionis, ne’ alcun intento persecutorio. Lo ha dimostrato ancora ieri il gip di Napoli, dicendo che, a seguito delle ulteriori indagini svolte, si e’ accertato che le dazioni di pagamento sarebbero avvenute a Roma e che, quindi, e’ Romala Procura competente”. “Domani pero’ – prosegue l’ex pm – si rischia che la decisione del Parlamento venga assunta non per motivi di legge ma per motivi politici, ‘siccome sei un parlamentare, noi non diamo l’autorizzazione all’arresto’.

Il problema, come vedete, non e’ solo Milanese. Il problema e’ la degenerazione di questo Parlamento, di questa maggioranza parlamentare e del suo governo che, mentre il mondo brucia, mentre l’Italia va a pezzi, mentre il Paese ha bisogno di interventi urgenti in materia economica, sociale, di rilancio della produzione industriale e di diritti civili, tiene impegnato il Parlamento per dire no all’arresto di un deputato accusato di essersi macchiato di gravi reati.

Tiene impegnato il Senato per dire che il presidente del Consiglio non puo’ essere processato perche’ Ruby Rubacuori, ai suoi occhi, era la nipote di Mubarak e, quindi, per salvare la dignita’ di un capo di Stato, non voleva che fosse arrestata.

Tiene impegnato il Parlamento per il ‘processo lungo’, cioe’ per fare delle regole affinche’ i processi non arrivino mai a sentenza e i delinquenti stiano sempre fuori, perche’ questo serve a Berlusconi nel processo Mills.

Tiene impegnata l’Aula – dice ancora – per ridurre o eliminare le intercettazioni telefoniche come strumento di investigazione”. (tratto dal Blog di Di Pietro)

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