Archivio del Fendente

2007-2011

Bagnasco: ‘Servono azioni nobili, bene comune lo impone’

Presidente della Cei al Consiglio episcopale: ‘Quando le congiunture si rivelano oggettivamente gravi, allora non ci sono ne’ vincitori ne’ vinti: ognuno e’ chiamato a comportamenti responsabili e nobili. La storia ne dara’ atto’. ‘Corruzione e’ una piovra, no a comitati d’affari. Insufficienti le misure per la crisi economica’.(ANSA)-Roma – “I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorieta’. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune”. Lo ha detto il presidente della Cei card. Angelo Bagnasco nella prolusione al Consiglio Cei. “C’e’ da purificare l’aria, perche’ le nuove generazioni, crescendo, non restino avvelenate”.

In un passaggio precedente Bagnasco aveva fotografato cosi’ lo stato delle cose: “Colpisce la riluttanza a riconoscere l’esatta serieta’ della situazione al di la’ di strumentalizzazioni e partigianerie; amareggia il metodo scombinato con cui a tratti si procede, dando l’impressione che il regolamento dei conti personali sia prevalente rispetto ai compiti istituzionali e al portamento richiesto dalla scena pubblica, specialmente in tempi di austerita’. Rattrista il deterioramento del costume e del linguaggio pubblico, nonche’ la reciproca, sistematica denigrazione, poiche’ cosi’ e’ il senso civico a corrompersi, complicando ogni ipotesi di rinascimento anche politico. Mortifica soprattutto dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui”. Mentre “si rincorrono, con mesta sollecitudine, racconti che, se comprovati, a livelli diversi rilevano stili di vita difficilmente compatibili con la dignita’ delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica”, Bagnasco torna a richiamare “la misura, la sobrieta’ la disciplina, l’onore” a cui e’ tenuto chi “sceglie la militanza politica”.

MISURE PER CRISI ECONOMICA ITALIA INSUFFICIENTI – “La crisi economica e sociale che inizio’ a mortedere tre anni or sono, era in realta’ piu’ vasta e potenzialemnte piu’ devastante di quanto potesse di primo acchito apparire”. I vescovi hanno presente “quel che, a piu’ riprese, si e’ tentato di fare e ancora si sta facendo per fronteggiarle”, ma “l’impressione tuttavia e’ che, stando a quel che s’e’ visto, non sia purtroppo ancora sufficiente”. Cosi’ il presidente della Cei, secondo cui  “colpisce la riluttanza a riconoscere l’esatta serieta’ della situazione al di la’ di strumentalizzazioni e partigianerie; amareggia il metodo scombinato con cui a tratti si procede”.

QUESTIONE MORALE NON E’ INVENZIONE MEDIATICA  – ”La questione morale non e’ un’invenzione mediatica” prosegue Bagnasco. Pur segnalando, sulle inchieste in atto, ”l’ingente mole di strumenti di indagine”, ”la dovizia delle cronache a cio’ dedicate” e la presenza di ”strumentalizzazioni”, Bagnasco ha affermato che ”nessun equivoco tuttavia puo’ annidarsi”: la questione morale ”e’ un’evenienza grave”.  La corruzione e’ una ”piovra” e va combattuta’, ha sottolineato  il presidente della Cei card. Bagnasco. ”Non si capisce – ha aggiunto – quale legittimazione possano avere in un consorzio democratico i comitati d’affari” che ”si auto-impongono attraverso il reticolo clientelare, andando a intasare la vita pubblica”. ”Il loro maggior costo sta nella capziosita’ dei condizionamenti, nell’intermediazione appaltistica, nei suggerimenti interessati di nomine e promozioni”.

SERVONO AZIONI NOBILI, STORIA NE DARA’ ATTO – “Quando le congiunture si rivelano oggettivamente gravi, e sono rese ancor piu’ complicate da dinamiche e rapporti cristallizzati e insolubili, tanto da inibire seriamente il bene generale, allora non ci sono ne’ vincitori ne’ vinti: ognuno e’ chiamato a comportamenti responsabili e nobili. La storia ne dara’ atto” ha detto poi il presidente della Cei.

LA CORRUZIONE E’UNAPIOVRA, NO COMITATI D’AFFARI – La corruzione e’ una “piovra” e va combattuta, sotolinea Bagnasco. “Non si capisce – ha aggiunto – quale legittimazione possano avere in un consorzio democratico i comitati d’affari” che “si auto-impongono attraverso il reticolo clientelare, andando a intasare la vita pubblica”. “Il loro maggior costo sta nella capziosita’ dei condizionamenti, nell’intermediazione appaltistica, nei suggerimenti interessati di nomine e promozioni”.

SI PROFILA SOGGETTO CATTOLICO DI DIALOGO POLITICO – “Sta lievitando una partecipazione che si farebbe fatica a non registrare, e una nuova consapevolezza che la fede cristiana non danneggia in alcun modo la vita sociale. Anzi”. Cosi’ il presidente della Cei, Bagnasco, riguardo alla “presenza dei cattolici nella societa’ civile e nella politica”. “Sembra rapidamente stagliarsi all’orizzonte – osserva Bagnasco – la possibilita’ di un soggetto culturale e sociale di interlocuzione con la politica, che – coniugando strettamente l’etica sociale con l’etica della vita – sia promettente grembo di futuro, senza nostalgie ne’ ingenue illusioni”.

ATTO GENERAZIONI SU FISCO-PENSIONI O DECLINO PAESE – “Se non si riescono a far scaturire, nel breve periodo, le condizioni psicologiche e culturali per siglare un patto intergenerazionale che, considerando anche l’apporto dei nuovi italiani, sia in grado di raccordare fisco, previdenza e pensioni avendo come volano un’efficace politica per la famiglia, l’Italia non potra’ invertire il proprio declino: potra’ forse aumentare la ricchezza di alcuni, comunque di pochi, ma si prosciughera’ il destino di un popolo”. Cosi’ conclude Bagnasco, secondo cui “l’Italia non si era mai trovata tanto chiaramente dinanzi alla verita’ della propria situazione. (da Affaritaliani.it)

 

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Un pensiero su “Bagnasco: ‘Servono azioni nobili, bene comune lo impone’

  1. grigiotopo in ha detto:

    ……io inizierei ha farvi pagare le tasse su tutti i beni che avete……

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