Archivio del Fendente

2007-2011

Sansepolcro: serve una spiegazione dall’assessore alla P.M.

Riceviamo e pubblichiamo:

“Secondo Lei, direttore, è normale che l’assessore della Polizia Municipale (= sindaco) “non” dica nulla in merito alle questioni che al momento attanagliano il Corpo dei Vigili Ur bani (multa al diversamente abile – moto del Vigile in divieto di sosta)?

Quantomeno per una questione di chiarezza e di rispetto, sia dei cittadini che si pongono domande, sia nei confronti degli stessi vigili nei confronti dei quali la cosa potrebbe essere stata ingigantita per screditarli oppure risultare vera (nel qual caso l’Amministrazione dovrebbe prendere provvedimenti). 

Assessore Frullani alla Polizia Municipale: latitante ?

Assessore alla comunicazione Andreini: latitante ?

Oppure il “partito” non ha ancora deciso cosa far dire ?

-F/to Marco-“

Ndr.- del”Fendente”- Illustre lettore signor Marco, Lei stesso, in modo perfetto ha fatto delle affermazioni sotto la luce degli occhi di tutti ed ha posto anche le esatte domande alle quali dovrebbero rispondere gli Amministratori. Lo faranno ?

Questo non lo sappiamo.

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2 pensieri su “Sansepolcro: serve una spiegazione dall’assessore alla P.M.

  1. POMODORO in ha detto:

    La Città di Sansepolcro è come una macchina che viaggia con il freno a mano tirato. Dai viglili ai dipendenti comunali tutto prosegue nella normalità come se nulla fosse accaduto. Concittadini la prossima volta pensateci meglio prima di dare la Vostra fiducia.
    Opinione personale.

  2. Brutti da soli in ha detto:

    Se i vigili avessero un comandante si risolverebbe tutto così semplicemente.

    “L’apologo di Menenio Agrippa”di Livio

    Propter vectigalium militiaeque impatientiam, plebs patribus obstiterat et in Aventinum montem secesserat. A patribus igitur Melenius Agrippa, qui in populi gratia erat, missus est ut concordiam inter patres plebemque restitueret. Is ad populum venit fabulamque de ventre et membris narravit. “Olim -inquit- humani artus, quia ventrem otiosum putabant, ab eo discordaverunt coniuraveruntque ne manus cibum ad os admoverent neu os acciperet neu dentes conficerent. Artus ipsi relanguescere inceperunt. Venter enim piger non est, sed cibum accipit ut per omnia corporis membra distribuat. Sic patres populusque, quasi unum corpus, cocordia confirmantur, discordia pereunt”. Propter Melenii fabulam, populus in urbem revenit; tribunos plebis tamen creavit ut libertatem suam adversus nobilitatis superbiam defenderet.A causa dell’impazienza delle milizie e dei tributari, la plebe si era opposto ai senatori e si erano ritirati sull’Aventino. Tra i senatori dunque fu mandato Melenio Agrippa, che era nella grazia del popolo, affinchè restituisse la concordia tra i senatori e la plebe. Quello giunse dal popolo e raccontò una favola sul ventre e sulle membra. Disse “Una volta le membra umane, poichè consideravano il ventre ozioso, litigarono con quello e si misero d’accordo affinchè le mani non portassero alla bocca il cibo e la bocca non lo prendesse e i denti non lo afferrassero. Ma gli stessi arti iniziarono a indebolirsi. Infatti il ventre non è pigro ma prende il cibo per poi distribuirlo a tutte le membra. Così il senato e il popolo, come in un solo corpo, sono rafforzati nella concordia e periscono nella discordia”. A causa della favola di Melenio, il popolo ritornò in città, tuttavia nominò i tribuni della plebe per difendere la loro libertà contro la superbia della nobiltà.

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