Archivio del Fendente

2007-2011

Archivi per il mese di “ottobre, 2011”

Che fine ha fatto il nome proposto per l’Ospedale di zona?

Sansepolcro – La questione torna d’attualità dopo la recente inaugurazione della nuova Dialisi e dopo il documento che pare sarà presentato alla Conferenza dei Sindaci e annunciato giorni fa dall’area Laico Riformista del Pd e dal Comitato di cittadini per la difesa dell’Ospedale della Valtiberina. La proposta di intitolare il nosocomio era stata avanzata propriodal Comitato neiprimi mesi del 2010; all’incontro avuto alla Direzione Generale ASL8 ad Arezzo, alla presenza del responsabile di presidio e di zona della Valtiberina, il Direttore generale Enrico Desideri dichiarò di non aver nulla incontrario, rimandando il tutto, per opportunità e correttezza,alla conferenza dei sindaci di zona. Il 24 febbraio 2010 il Comitato inviò ai sette Sindaci dei comuni della Valtiberina Toscana una email nella quale richiedeva per poter rilanciare il  Presidio di Zona  la sua intitolazione;nella stessa si suggeriva il nome del Professor Alessandro Panerai, compianto illustre ex primario di medicina.Alla missiva risposero affermativamente il comune di Pieve Santo Stefano, quello di Badia Tedalda e quello di Anghiari;il Comune di Sansepolcro invece attraverso una delibera di Consiglio rispose affermativamente, ma chiedendo però tempo per valutare,al posto del nome proposto, quello del professor Panerai, l’eventuale nome del vecchio Ospedale di Sansepolcro, quello di Santa Maria della Misericordia, appunto. In seguito, furono due consiglieri di Viva Sansepolcro  a presentare un’interrogazione in Consiglio Comunale che in data 28 aprile 2010 fu approvata all’unanimità dai consiglieri.“Perché si volle esaminare l’argomento in Conferenza dei Sindaci, senz’altro per eseguire una procedura corretta visto che l’Ospedale era di zona è gestito dalla USL8 di Arezzo – si domanda Giampiero Giuliani – ma la conferenza dei Sindaci attraverso il suo Presidente non ha mai portato in discussione l’argomento? L’intento della nostra proposta era semplicemente quello di rilanciare la qualità del nostro Presidio Ospedaliero ma la politica abulica della nostra vallata ha glissato l’argomento senza dare risposte. Riproporrò il tutto a breve – informa Giuliani perentorio – denunciando la non curanza politica sanitaria e facendo il possibile  per riaprire il caso”.mm

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Tagli e ferite ? Usa il “miele”

Facilita la cicatrizzazione della pelle. In Francia e Germania l’apiterapia è già in uso negli ospedali

L’antibatterico naturale più efficace? Il miele. La preziosa sostanza che si ricava dalle api, in particolare quella di timo e la melata, ha il potere di favorire la cicatrizzazione delle ferite. E non è soltanto una boutade da oltranzisti della naturopatia, visto che il riconoscimento arriva anche dalla medicina ufficiale, che in diversi studi ne ha dimostrato ormai le capacità antibatteriche.
Il miele negli ospedali tedeschi
Il miele, insomma, può arrivare là dove le terapie convenzionali non riescono. Far rimarginare ferite anche profonde, su cui anche cure ventennali risultano inutili. In ventitré ospedali tedeschi sono in uso preparati a base di miele sterilizzato con raggi gamma, per la cura delle ferite profonde.
“L’organismo si libera più facilmente dei tessuti morti e la ferita guarisce più”, sostiene Kai Sofka, specialista dell’università di Bonn. “Persino intere gambe profondamente lacerate che rigettano terapie ventennali potrebbero guarire in poche settimane con un preparato a base di miele”. Il frutto del lavoro delle api sarebbe efficace contro germi resistenti a tutti gli antibiotici: le molecole di perossido di idrogeno contenute nel miele per una reazione chimica naturale sarebbero sufficienti ad annientare tutti i batteri nella ferita, dopo sole 18 ore dalla sua applicazione. Condizione imprescindibile è però la sterilizzazione della sostanza, effettuata solo negli ospedali con apparecchi adeguati: in caso contrario il miele non è efficace contro le spore di molti microbi che possono vivere in condizioni anaerobiche, come i clostridi, responsabili anche del botulino.
Il miele in Francia
Anche la Francia ha deciso di ricorrere a uno speciale protocollo di “apiterapia” per curare ferite e ulcere, puntando sulle capacità cicatrizzanti della sostanza. Pioniere di questa sperimentazione è il professor Bernard Descottes, capo del Dipartimento di chirurgia interna e   trapianti dell’ospedale di Limoges, convinto sostenitore del miele come terapia dal 1984, quando ha cominciato ad ottenere risultati positivi su piaghe di difficile cicatrizzazione. Ad oggi ha trattato (“con successo”, dice) 3 mila pazienti ed è diventato presidente dell’associazione francese di apiterapia. Descottes ha testato l’efficacia di centinaia di tipi di miele provenienti da tutto il mondo, ottenendo i migliori risultati con il miele di timo e la melata.
Secondo il ricercatore, che utilizza un protocollo di cura specifico nell’ospedale di Limoges, il miele garantisce cure due volte più rapide rispetto alle medicazioni grasse e cento volte meno care. Il segreto antisettico del miele, già conosciuto da tempo, è l’acqua ossigenata che produce naturalmente, attraverso un enzima utilizzato dall’ape per trasformare il nettare. Il potere cicatrizzante, invece, è legato, secondo il ricercatore, sia allo zucchero che per osmosi asciuga la piaga, sia da un insieme di composti organici che favoriscono l’emissione di citochine e interleuchine precicatrizzanti. –(tratto da Redazione Staibene.it)–

In merito alla installazione di un impianto fotovoltaico di grandi dimensioni

Il Partito Democratico di Sansepolcro  rispetto all’installazione di una mega struttura fotovoltaica in loc. Gricignano  (circa 12 ettari di terreno coperti) nel proprio Comune,  considerato che l’impianto, a forte impatto ambientale, dopo un primo controllo, anche a seguito del comunicato del Sindaco del 14 u. s.,  ha tutti i permessi necessari ( autorizzazione della provincia) per la sua messa in opera, esprime la sua perplessità in relazione a questo progetto  e comunica la sua posizione  anche per altre opere analoghe che dovessero essere installate nel territorio comunale.

Nell’esprimere la propria vicinanza alla popolazione di Gricignano, maggiormente interessata dalla presenza dell’impianto,  non si può non notare  che l’autorizzazione è stata concessa durante il periodo di amministrazione della passata Giunta  e che l’allora  gruppo consiliare del PD di Sansepolcro  non fu interessato alla questione, come del resto non fu fatta una doverosa ed indispensabile  presentazione, da parte dell’Ente locale più vicino ai cittadini,  agli abitanti  della zona, al fine di sensibilizzarli e avviare con loro un positivo confronto. 

Il Partito Democratico, favorevole alla diffusione delle fonti alternative per diminuire la dipendenza dalle energie  esauribili, quali il petrolio,  o  non sicure, come il nucleare, non tralasciando inoltre il vantaggio della creazione di nuovi posti di lavoro,  afferma con forza che l’installazione di impianti fotovoltaici  non deve avvenire a scapito della conservazione del nostro patrimonio naturale.

Il nostro ambiente è straordinario  per chi ci vive e per chi lo visita, valore inestimabile da preservare per il bene di tutti e soprattutto delle future generazioni, e non può essere deturpato da opere così estese nelle dimensioni.

Se da una parte chiediamo all’Amministrazione comunale di mettere in atto tutte le azioni di propria competenza (anche con il regolamento urbanistico) per favorire  l’istallazione di unità fotovoltaiche  ad impatto ambientale limitato, dall’altra ribadiamo la nostra contrarietà ed il nostro disaccordo per progetti simili che rovinano  una vasta porzione di terreno  utilizzata,oltretutto,  per fini agricoli.

Il sindaco Daniela Frullani dell’attuale Amministrazione di centro sinistra  ha riassunto  la posizione della maggioranza politica , dichiarandola  fortemente contraria a impianti “troppo invasivi”, posizione con la quale siamo in perfetto accordo, ma  come  PD di Sansepolcro sollecitiamola Giuntacomunale a mettere in atto, con rigore, tutti i controlli necessari affinché  gli organi competenti si attivino per far rispettare le prescrizioni riportate  nella delibera di autorizzazione.

-Partito Democratico Sansepolcro-

 

Grande successo a Bisceglie per “Club Tropicana” dello Schiaffo

(da Bisceglietv.it) Pubblico decisamente più nutrito e partecipe per la seconda serata della rassegna di teatro amatoriale, organizzata dalla Compagnia dei Teatranti, “Scene in… comune”, i cui frizzanti protagonisti sono stati gli attori della compagnia aretina “Lo Schiaffo!!”. Lo spettacolo “Club Tropicana”, musical andato in scena venerdì 28 al teatro Politeama con la regia di Michela Mirabucci, nell’insieme decisamente convince e incanta, trascinando gli ascoltatori in un mondo di musiche anni ’80 con un entusiasmo costante che fa cantare e ballare ininterrottamente per oltre due ore e mezza. “La compagnia è nata del resto – racconta Martina Boncompagni – da un gruppo di amici con la passione per la musica e per il ballo”. Le canzoni dell’opera sono state quasi sempre riscritte e riadattate in funzione dei dialoghi, con risultati talvolta ingenui, così come un po’ ingenue sono sembrate in alcuni punti le coreografie realizzate da Lorenzo Bistarelli, che spiega: “Ho voluto che tutti mettessero in scena le tre arti: ballare, cantare e recitare, chiaramente nei limiti di ciò che ciascuno poteva dare, visto che non sono ballerini. I movimenti sono semplici, anche se dettagliati, e comunque tutti in sincronizzazione”. La sensazione naïve trasmessa da queste scelte stilistiche è tuttavia di una freschezza deliziosa e godibile, così come deliziosa e godibile risulta la storia del Club Tropicana, discoteca anni ’80 gestita dall’allegro, losco e maneggione Benito Sorbetto (Mirco Giubilei).

tropical, bisceglie, spettacolo, teatro, 2011, musical, compagnia, teatranti, scene, in, comuneÈ la discoteca la vera protagonista del musical, attorno alla quale ruotano le vite del figlio di Sorbetto, Christian (Luca Musarra) detto “Kobra” e della figliastra Miriam (Benedetta Bilancetti). Quando la ex moglie di Sorbetto muore, questi trama per poterla ereditare scippandola ai figli, legittimi eredi, anche grazie alla collaborazione di uno degli amici di Christian, Loris detto “Pantera” (Marco Barna). La vita della discoteca però non potrebbe essere sufficientemente allegra e pulsante senza le immancabili ballerine e la barista, legate al locale almeno quanto lo sono tra loro. “Ci siamo messi tutti insieme – spiega Jessica Amantini, co-autrice del soggetto originale insieme a Marco Barna – per far quadrare una storia in cui a trionfare non fosse il solito amore, come accade quasi sempre nei musical, ma l’amicizia”.

Le vicissitudini di Stella (Martina Boncompagni), innamorata a senso unico di Christian, di Betty (Lucia Barni), sciocca ma buona che si lascia sedurre da Loris sono filtrate e giudicate dal punto di vista di Viola (Jessica Amantini), la saggia barista, deus ex machina della truffa sull’eredità. Nella storia però c’è spazio anche per una riuscitissima comicità soft portata dagli avventori del locale, che una volta entrati sembrano non volerne più uscire: Fernando de la Roha (Riccardo Boncompagni), corrotto e ridicolo esattore delle tasse che combina, insieme a Sorbetto, un matrimonio di interesse tra Christian e sua figlia, la buffa e grandiosa Consuelo (Antonella Olivieri); Giannicola (Lorenzo Bistarelli), sorta di alter-ego maschile della Sandy di Grease che s’innamora di Stella e riesce a farla innamorare grazie al poderoso restyling di Viola.

Tutto è bene ciò che finisce bene, e, come in ogni musical che si rispetti, trame e storie, amori difficili e amicizie in pericolo trovano la loro felice conclusione, che però non dimentica sullo sfondo di regalare il sapore di quell’Italia che stava per essere travolta dallo scandalo di Tangentopoli, di cui personaggi come lo stesso Sorbetto e Fernando sono un dolceamaro emblema.

Unica nota (sic!) veramente negativa della serata – ma non di poco conto, specialmente perché si tratta di un musical – è stato il sound, nel complesso davvero mediocre, inficiato per di più da ripetuti errori di apertura dei microfoni degli interpreti, che si sono ritrovati spesso danneggiati nell’interpretazione dalla mancata amplificazione della loro voce. Per fortuna questo dettaglio non irrilevante non ha rovinato molto il divertimento del pubblico, e non ha ostacolato del tutto l’emersione di brillanti performance come quelle della bravissima Martina Boncompagni, dell’istrionico Riccardo Boncompagni e degli ottimi Lorenzo Bistarelli e Antonella Olivieri.

Molto carine anche le citazioni e le strizzatine d’occhio ai personaggi anni ’80 di Simone Bernardini. Alla fine dello spettacolo la compagnia di San Sepolcro, visibilmente soddisfatta, ha ricevuto una targa ricordo dall’assessore alla Cultura Angelo Consiglio. La rassegna ha così chiuso la sua seconda serata nel segno di un grande successo, dimostrando come a volte il luogo comune del teatro amatoriale come teatro di scarsa qualità possa – e debba – essere largamente smentito.

(scritto da Susanna Pedone, foto di Francesco Brescia)

Democratici Per Cambiare su questione Montedoglio

Sansepolcro – “Esprimiamo perplessita’ sull’intesa per la costituzione del nuovo ente, che provincia e comuni rivieraschi chiedano chiarezza e si impongano nella stesura dello statuto”

“Si faccia chiarezza sulla richiesta di una vocazione prettamente idropotabile, sul ruolo degli enti locali, che devono essere vincolanti sulle scelte di gestione dell’Ente, e sulle misure di compensazione per i nostri territori”

“Quanto ratificato dal Consiglio Regionale della Toscana (l’intesa fra Regione Toscana e Regione Umbria per la costituzione dell’Ente Acque Umbre-Toscane) lascia diverse perplessità, in quanto dalla Provincia di Arezzo e dai Comuni interessati dalla Diga di Montedoglio erano state avanzate precise richieste, tramite apposite mozioni votate all’unanimità dai rispettivi Consigli, ma le risposte sono poco chiare e insoddisfacenti.”

Così intervengono i DEMOCRATICI PER CAMBIARE sulla questione: “Nelle suddette mozioni si chiedeva un’adeguata rappresentatività nel soggetto gestore degli enti locali nei cui territori insiste l’invaso, invece si parla solamente di organismi di sorveglianza che non hanno niente a che vedere con la gestione.

Inoltre si chiedeva che venisse favorita una specifica vocazione di fornitura di acqua potabile, esigenza maggiormente rilevante confermata dal controllo eseguito nel 2009 dalla Corte dei Conti sulla gestione finanziaria dell’ Ente Irriguo, invece si continua a parlare di erogazioni prevalentemente a scopo irriguo.

Nell’intesa fra le Regioni non si parla delle misure di compensazione da prendere in favore delle popolazioni dei comuni interessati dall’invaso, facendone invece riferimento solo nella mozione collegata, con l’incertezza della reale realizzazione di questa, sapendo che spesso le mozioni finiscono nel dimenticatoio. Per questo tramite interrogazioni chiederemo alla Provincia di Arezzo e al Comune di Sansepolcro, enti che devono sentirsi direttamente coinvolti nella questione, di chiarire questi punti, interessandosi con la Regione, riportando le motivazioni di scelte fatte dalla Regione che si discostano dalle richieste poste. Ma ancora più importante è capire cosa la Regione Toscana intenda con il punto della mozione presentata come appendice della ratifica dell’intesa in cui parla di concertazione con gli enti locali per la nomina del rappresentante della Toscana nel Consiglio di Amministrazione dell’EAUT. Questo è un punto su cui gli enti locali interessati dall’invaso potrebbero ancora giocare una carta importante se riescono ad adoperarsi congiuntamente per imporre una propria figura di riferimento, con la Provincia che potrebbe fungere proprio da coordinatore, nella speranza che la Regione sia realmente interessata ad ascoltare i nostri territori . Un’azione coordinata può essere inoltre fondamentale in fase di stesura dello Statuto dell’EAUT, in cui si deve richiedere che le azioni del Consiglio di Amministrazione siano vincolate ai pareri degli Enti locali.”

Democratici Per Cambiare

Confartigianato Legno Arredo chiede maggiori attenzioni per le proprie aziende

Gambacci “Le aziende del comparto, alla pari di quelle dell’edilizia sono in profonda crisi, ma alla politica e al sistema bancario questo sembra non interessare”

Sansepolcro – “L’economia aretina sta piangendo per la sorte delle sue aziende, ma non a tutte viene riservato un eguale trattamento”. A prendere una posizione decisa sull’argomento è Domenico Gambacci, presidente nazionale e provinciale della Federazione Legno Arredo di Confartigianato Imprese, il quale esterna tutta la propria amarezza per l’atteggiamento tenuto nei confronti di un comparto – come appunto quello da lui rappresentato – che è fra i più importanti e strategici dell’intero tessuto economico italiano ma che in maniera inspiegabile viene molto spesso ignorato a favore di altri comparti, che magari hanno modo di essere più “lucenti” e “patinati”. “Con tutto il rispetto per questi settori della nostra economia, senza dubbio importantissimi – dichiara Gambacci – quello del legno arredo in provincia di Arezzo è espressione di migliaia di imprese, sono  circa 1500 quelle iscritte alla Camera di Commercio con migliaia di persone occupate, si calcola una forza lavoro che sfiora le 10.000 unità con l’indotto.  Non si è mai sentito parlare, nelle “stanze del potere”, di interventi a favore del nostro comparto, alla pari di quello dell’edilizia, che a noi è molto legato poiché un’edilizia ferma tiene a sua volta bloccate (o comunque contribuisce in larga misura a farlo) anche le imprese produttrici di infissi e arredamenti, impedendo ad esse di lavorare. Chiediamo pertanto – sottolinea Gambacci – solo una pari dignità di trattamento; in questi giorni si stanno offrendo opportunità alle aziende della provincia con una vetrina significativa come quella di Abit.Ar., manifestazione che dopo anni di crisi sembra finalmente rivitalizzata come evento in se’ stesso, anche se i consuntivi si stilano sempre a battenti chiusi, in ogni caso troppo poco per un comparto strategico come quello del legno arredo. Vorremmo concludere con uno stimolo all’ambito della politica, perché sappia intraprendere iniziative anche in favore del nostro comparto, snellendo intanto la mole di burocrazia alla quale siamo sottoposti, interagendo con il sistema bancario, cercando di fare “rete” per ottenere agevolazioni creditizie, salvaguardando quel poco lavoro che c’è nel locale attraverso un occhio di riguardo per le aziende del territorio, che pagano le tasse nel territorio e che nel territorio fanno ricadere i loro profitti. Non chiediamo niente di più da nessuno – tiene a precisare il presidente Gambacci – ma soltanto che sia garantita la sopravvivenza delle nostre realtà produttive. Non vorremmo che quelle decine di imprese che hanno manifestato, loro malgrado, l’intenzione di cessare l’attività entro fine anno, diventassero centinaia, evitando quindi una situazione drastica per il mondo imprenditoriale, ma soprattutto per le nostre maestranze, perché – lo abbiamo detto più volte e lo ribadiamo – per noi i dipendenti non costituiscono un numero, ma sono collaboratori, amici e soprattutto portatori di un patrimonio professionale da non disperdere assolutamente. Per discutere di tutto questo abbiamo convocato gli stati generali nazionali di Confartigianato per il 18 novembre ad Arezzo, una occasione per tutti per portare proposte, idee e soprattutto fatti concreti”. 

Ufficio stampa Confartigianato Nazionale – Federazione Legno Arredo         

 

Lancette indietro di un’ora

R   i   c   o   r   d   i   a   m   o   c   i  : occorre spostare gli orologi di un’ora indietro, segnando così, per questo 2011, la fine dell’ora legale. Torna questa notte l’ora solare.

-La Redazione-

“Le amministrazioni locali, anziché spendersi in plausi alla Regione, facciano chiarezza e informino i cittadini”

La Sinistra sull’Ente Acque

Sansepolcro – Rimaniamo perplessi rispetto ai commenti trionfali formulati anche da amministrazioni comunali valtiberine rispetto alla costituzione dell’Ente Acque Umbro-Toscane. L’intesa siglata dalle regioni Toscana ed Umbria, infatti, non sembra  dare adeguate risposte alle istanze sollevate dai cittadini della Valtiberina, e anche dal Consiglio Comunale di Sansepolcro e dal Consiglio Provinciale di Arezzo, che con votazione unanime avevano avanzato precise richieste relativamente alla rappresentatività dei comuni rivieraschi nel soggetto gestore, ai meccanismi compensativi per i territori in cui insiste l’invaso, all’incentivazione della vocazione di fornitura di acqua potabile in aggiunta alle erogazioni a scopo irriguo.

Non si possono trarre infatti le necessarie garanzie tenendo conto del solo ordine del giorno votato a Firenze, il cui testo lascia peraltro spazi che è necessario approfondire: in particolare relativamente agli effettivi ruoli del cosiddetto “organismo di controllo”, di cui farebbero parte gli enti locali e che non sembra poter incidere concretamente sulla gestione; così come vanno compresi i criteri della concertazione che la Regione sarebbe tenuta a fare con i comuni rivieraschi relativamente alla scelta del proprio rappresentante nel consiglio d’amministrazione.

Riteniamo quindi che gli enti locali coinvolti, anziché dedicarsi esclusivamente a plausi nei confronti della Regione, dovrebbero attivarsi da subito per fare chiarezza sui tanti punti ancora controversi della vicenda, e per informare tempestivamente ed esaurientemente i cittadini, che hanno chiaramente dimostrato – anche con la massiccia presenza all’iniziativa dello scorso 7 ottobre a Sansepolcro – di non voler accettare di essere ulteriormente presi in giro.

– Gruppo consiliare La Sinistra / Rifondazione Comunista / Sinistra Ecologia e Libertà-

I CENTOGUSTI DELL’APPENNINO 28 Ottobre – 1 Novembre 2011

Mostra mercato del ‘turismo rurale’ e dei ‘sapori tipici delle nostre terre’

Anghiari – Il centro storico di Anghiari (AR) riapre le porte all’atteso appuntamento autunnale “I Centogusti dell’Appennino”, XII^ edizione della mostra-mercato dedicata al mondo dell’agriturismo e dell’enogastronomia.

Le aziende partecipanti, promuoveranno le proprie attività con assaggi e degustazioni dei loro prodotti tipici.

La mostra, allestita nelle tipiche botteghe del borgo medievale, offre ai visitatori e agli addetti ai lavori un’occasione di incontro e di approfondimento sul variegato mondo del turismo rurale e dei sapori tipici delle nostre terre, con la possibilità di degustazione e acquisto dei prodotti tradizionali

L’omaggio alla migliore enogastronomia della Valtiberina Toscana si svolgerà da Venerdi 28 ottobre a martedì 1°novembre 2011, nella splendida cornice medievale di Anghiari.

Nel corso dei Centogusti dell’Appennino momenti di spettacolo itinerante saranno assicurati, per le vie del borgo medievale.

Da non perdere l’invitante menu, ad un ottimo rapporto qualità/prezzo, offerto nelle 5 giornate di festa all’Osteria dei Centogusti della Pro Loco, come appetitoso si presenta il convivio “Cento gusti in una cena” a cura della Strada dei Sapori e l’Accademia della tagliatella che si terrà  venerdi 28 ottobre alle ore 20,00 nella storica Locanda Castello di Sorci.

Tradizione e buoni sapori quindi per una manifestazione che è il giusto connubio tra atmosfere dallo spiccato sapore agricolo e i piaceri del gusto.

Il programma completo della manifestazione è disponibile nel sito http://www.anghiari.it

Manuela Puletti-Ufficio stampa – Comune di Anghiari

Per Informazioni e prenotazioni telefonare 0575/ 749279 – 787023
E-mail: proloco@anghiari.it  e/o battaglia@anghiari.it  

 

Licenziamento facile, i Sindacati insorgono

Bonanni. “provocazione. Pronti allo sciopero”    “

Insorgono i sindacati sul licenziamento facile: le associazioni di rappresentanza dei lavoratori annunciano infatti una dura battaglia sulla riforma promessa dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ai leader europei. Per il leader della Cisl Raffaele Bonanni “è un’ istigazione alla rivolta, una provocazione” e se le mani sulle regole saranno messe senza il consenso delle parti sociali, annuncia, “la Cisl andrà allo sciopero”.
 “Una misura da incubo, contro la quale reagire” è anche per la Cgil di Susanna Camusso il provvedimento che di fatto è un attacco all’articolo 18. “Altro che indignados”, le fa eco il suo predecessore Guglielmo Epifani. E all’indignazione dei sindacati si uniscono molte voci dell’opposizione a partire da quella del leader dei democratici Pierluigi Bersani: “Inaccettabile”.
 “L’Italia non è la Grecia” e le misure sul lavoro “sono sostenibili, non porteranno ad alcuna rivolta sociale” aveva detto di primo mattino Silvio Berlusconi lasciando Bruxelles chiedendo tra l’altro all’opposizione di approvare in Parlamento gli impegni assunti con i leader dell’Eurozona e rivendicando il “bel lavoro fatto” con la lettera di intenti e i successivi accordi raggiunti nella maratona salva-euro.
Entro maggio2012 l’esecutivo approverà una riforma della legislazione del lavoro , è scritto tra gli impegni presi con l’Ue, “funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell’impresa anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato; più stringenti condizioni nell’uso dei ‘contratti para-subordinatì dato che tali contratti sono spesso utilizzati per lavoratori formalmente qualificati come indipendenti ma sostanzialmente impiegati in una posizione di lavoro subordinato”. (da Affaritaliani.it)

 

Unione dei Comuni

Sansepolcro – Unione dei Comuni, ci siamo. Non serve più il cannocchiale per vedere la trasformazione della Comunità Montana, basta e avanza un paio di occhiali a bassa gradazione. Nei giorni scorsi, nella sede dell’ente comprensoriale, si è svolto un incontro organizzato dal presidente Marcello Minozzi con i sindaci dei comuni tiberini, al quale ha partecipato anche Oreste Giurlani, presidente Uncem. Un incontro che è servito a dare il “via libera” al nuovo organismo. “C’è stata condivisione – commenta a caldo il presidente Minozzi – sul percorso intrapreso e sulla strada da seguire. E va rimarcato soprattutto il fatto che i sindaci di quei centri che non sono obbligati ad entrare nell’Unione dei Comuni, come ad esempio Sansepolcro e Anghiari, hanno sottoscritto l’intenzione di aderirvi. Un atto di responsabilità e di cultura amministrativa territoriale”. Entro il 21 del prossimo mese di novembre, così come stabiliscono i dettami regionali, i singoli consigli comunali dovranno recepire e approvare la bozza di statuto che regolerà l’Unione dei Comuni, per poi trasferirla alla stessa Regione Toscana. Dopodichè potrà iniziare la nuova fase. “Il nascituro organismo – dichiara Marcello Minozzi – potrà e dovrà andare nel solco tracciato dalla Comunità Montana. L’Unione dei Comuni ha basi solide, sia per le esperienze maturate nei diversi settori della tutela del territorio, del turismo, dei servizi associati, sia per quanto riguarda il patrimonio mobiliare e immobiliare che eredita, sia infine perché saranno mantenute le deleghe regionali, ad esempio quella dell’agricoltura, sin qui assegnate. E il fatto che tutti gli enti siano d’accordo nel ricominciare insieme questo percorso è un valore aggiunto che gioverà all’intera vallata”.

-Ufficio stampa-

La compagnia teatrale Lo Schiaffo in scena domani sera a Bisceglie

Nell’ambito della rassegna teatrale “Scene in Comune”, il Politeama di Bisceglie ospita la Compagnia “Lo Schiaffo!!” di Sansepolcro (AR), che propone “Club Tropicana”, per la regia di Michela Mirabucci.

“Club Tropicana”è l’avventura della compagnia teatrale Biturgense “Lo Schiaffo!!”, che presenta una formazione in parte rinnovata ma sempre sotto l’attenta e competente regia di Michela Mirabucci.

Un rapporto consolidato da anni di collaborazione quello che lega la compagnia alla giovane regista, che vanta prestigiose collaborazioni con grandi nomi dello spettacolo a livello nazionale, portando al successo diversi lavori a Firenze e a Roma

“Club Tropicana” porta dinanzi al pubblico la realtà della seconda metà degli anni 80’ in tutta la sua esuberanza e voglia di apparire, figlia di un decennio di benessere che portò ricchezza e spensieratezza celata dietro la corruzione che ha contraddistinto quegli anni.

Così tutto si svolge attorno ad amori ,tradimenti , sogni, accordi e disaccordi…

Il tutto condito dalla migliore musica di quegli anni con testi completamente riscritti, coreografie coinvolgenti e momenti esilaranti che coinvolgeranno il pubblico trascinando tutti nei mitici anni 80’.

CAST “LO SCHIAFFO!!”

Jessica Amantini, Marco Barna, Lorenzo Bistarelli, Martina Boncompagni, Antonella Olivieri, Mirco Giubilei, Riccardo Boncompagni, Luca Musarra, Lucia Barni, Simone Bernardini , Benedetta Bilancetti

CLUB TROPICANA

Sceneggiatura_ Jessica Amantini – Coreografie e Aiuto Regia _ Lorenzo Bistarelli

Scenografia _ Simone Bernardini, Riccardo Marconcini, Luca Musarra , Riccardo Boncompagni

Soggetto_ Marco Barna – Consulente musicale _ Martina Boncompagni , Jessica Amantini , Luca Musarra

Adattamento testi canzoni_ Luca Musarra, Jessica Amantini

Regia_ Michela Mirabucci

TUTTO IL LAVORO è STATO CREATO E SVOLTO DAI RAGAZZI DEL “LO SCHIAFFO!!”…. buon divertimento !!!

(da www.bisceglie15giorni.com)

Benvenuto nuovo Fendente!

Dopo l’annuncio di qualche giorno fa e la soluzione degli ultimi, inevitabili, problemini tecnici possiamo finalmente varare il nuovo portale web del Fendente! Dobbiamo dire che stavolta il lavoro è stato molto più duro e certosino che in passato, ma ci auguriamo che la nuova veste grafica del giornale, insieme alle nuove funzionalità che presto scoprirete, possa incontrare il vostro gusto. Nel video seguente potete scoprire un po’ del backstage del sito e magari potrete anche trovare le chiavi d’accesso per diventare, oltre che lettori, anche protagonisti del Fendente!

Il webmaster del Fendente

MONTEDOGLIO, UDC: “Contrari alla gestione del nuovo ente”

Perplessità anche per la sicurezza della diga

Il Consiglio Regionale della Toscana ha ratificato la nascita del Ente Acque Umbro Toscane dalla soppressione dell’ex Ente Irriguo. L’Udc ha espresso un voto contrario all’operazione. Per l’Udc, molti nodi non sono stati sciolti, anche su indicazione dei rappresentanti territoriali “In realtà non è stato soppresso niente- afferma il coordinatore dell’Udc Gianluca Buono- è stato solo creato un duplicato dell’ente, con le stesse funzioni, ma a valenza interregionale invece che ministeriale, per porre rimedio alla scelta del ministro Calderoli di cancellare i cosiddetti enti ‘inutili’. In Toscana tuttavia prolificano le società pubbliche, le agenzie, gli enti, con i loro specifici consigli di amministrazione, che vanno a creare altra spesa corrente. Sono soprattutto questi i costi della politica. Assistiamo alla nascita di un nuovo Cda, con un nuovo direttore, con un collegio di sindaci revisori, con il personale impiegato che passa a carico della Regione. Un direttorio, a controllo regionale, che si occuperà della programmazione delle attività annuali del nuovo ente, del piano triennale degli investimenti da realizzare e delle relative fonti di finanziamento, dove agli enti locali è dato un ruolo di secondo piano, attraverso i ‘comitati di sorveglianza’, contrariamente a quanto richiesto. Un ruolo poco incisivo. Non capisco come i sindaci di Anghiari e di Sansepolcro possano sorridere alla decisione regionale. Ma di che cosa sono soddisfatti? Forse per le parole usate dall’assessore Gianni Salvadori che, di fronte alle legittime richieste del nostro territorio, ha dichiarato in Consiglio regionale che ‘la Toscana non è solola Valtiberina’ in riferimento alle risorse messe negli anni dalla Regione. Poche, aggiungo, considerando invece l’impegno preso, in termini di investimenti solo annunciati, con molte delibere regionali dal2003 in poi, e considerando chela Regione Umbria è molto più avanti nel completamento delle opere di adduzione secondaria indispensabili per l’agricoltura e per le imprese agricole”. Il capogruppo dell’UDC in Consiglio regionale Giuseppe Del Carlo ha poi posto l’attenzione sul tema della sicurezza: “Ancora si attende il ripristino della funzionalità completa della diga. Restano in essere i problemi legati alla sicurezza e al deprezzamento dei terreni per danni derivati dal crollo del 29 dicembre 2010, di cui non si trova il minimo accenno nell’intesa firmata conla Regione Umbria sulla base degli accordi per la manutenzione straordinaria di competenza ministeriale”

 

Per un giornalismo fatto di verità

E’ una malattia che viene da lontano, e che non può essere curata dal suo interno.
Perciò sempre più numerosi cittadini e soggetti della società civile si sono via via accodati alla soluzione proposta, ormai da anni, dal vecchio e integerrimo magistrato Scidà: chiamare un giudice terzo, uno non intromesso; dare a un “uomo di fuori” la cura del bene essenziale: la giustizia, che i vari locali notabili tirano ognuno a sé, privandone i cittadini; e poi andare avanti.
Questa opinione, isolata dapprima e poi sempre più popolare, è stata da noi sostenuta apertamente e ora, in questi giorni, verrà approvata o respinta da chi ne ha il potere.

“Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente allerta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo…”.
Questa  è la nostra idea di giornalismo, non quella degli effetti facili e del clamore. Un giornalismo neutrale, non dipendente – neanche come favori leciti – da alcuno, ma apertamente schierato per gli interessi essenziali dei cittadini (fra cui una giustizia indiscussa, assolutamente al di là di ogni sospetto) e pronto, ogni volta che occorre, a prendere posizione.
Perché al lettore va data la “notizia, ovviamente; ma questo ancora non basta: accanto alla notizia bisogna dare il ‘contesto’, senza di cui la notizia resta monca e incompleta e, in taluni casi, ambigua per difetto di completezza.

Noi del “Fendente”: il ‘contesto’,  lo abbiamo sempre dato.

Viva Sansepolcro: su Montedoglio un mare di ipocrisia

Servono a ben poco i convegni se i relatori fanno promesse e poi, alla prova dei fatti, si comportano in maniera del tutto opposta. Nel bel convegno organizzato qualche settimana fa dai partiti della sinistra locale erano stati chiesti impegni precisi alle amministrazioni regionali. In particolar modo si chiedeva un coinvolgimento attivo dei comuni altotiberini nella gestione del nascente Ente Acque Umbro-Toscano e si chiedevano forme di indennizzo in favore della popolazione locale, come avviene in altre aree del paese (ad esempio il vicino Valdarno) che ospitano strutture o impianti di pubblica utilità .

Nonostante le assicurazioni fornite qualche giorno fa, nel testo dell’intesa raggiunta in Regione non c’ è nessuna traccia degli impegni presi. Nessuno nella maggioranza (PD, IDV, SEL) ha aperto bocca.

Solo il consigliere indipendente Avv. Dario Locci (nella foto), esponente biturgense del Gruppo Misto, ha voluto dar seguito alle richieste della popolazione, sostenendo in Commissione Affari Istituzionali, l’ esigenza di due emendamenti che formalmente saranno presentati al Consiglio Regionale di martedì 25 ottobre.

Ancora una volta dunque i cittadini vengono illusi e poi abbandonati dai partiti, secondo un copione che ormai si ripete continuamente e indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni.

Stupisce soprattutto il comportamento del presidente della commissione Marco Manneschi, consigliere aretino dell’IDV, finora distintosi per la sua indipendenza di pensiero e d’azione, ma in questo caso anch’egli supino al volere della maggioranza.

Il tema passerà  al vaglio del Consiglio Regionale nella seduta di martedì 25 ottobre e vogliamo sperare (anche se la speranza rischia di essere ancora una volta vana) che le prossime ore possano portare al ravvedimento e al varo di una struttura di gestione che possa finalmente restituire alla popolazione della Valtiberina quel rispetto che al momento viene del tutto disatteso.

Invitiamo inoltre i cittadini a seguire in diretta streaming dal sito del Consiglio Regionale (ore 15,30) il dibattito con le dichiarazioni e il voto dei vari gruppi politici.

-Comunicato stampa di: Viva-Sansepolcro-
http://www.vivasansepolcro.it

Locci: l’unica a pagare rimane la Valtiberina

Il Presidente del Gruppo Misto: “Gli ordini di partito hanno avuto la meglio sul buonsenso”.
“Ancora una volta gli ordini di partito hanno avuto la meglio sul buonsenso”. Con queste parole il consigliere regionale Dario Locci (Gruppo Misto) commental’approvazione in Consiglio della leggeistitutiva del nuovo Ente Acque Umbre-Toscane (EAUT), che d’ora in poi dovrà gestire quattro invasi a cavallo tra le due regioni, tra cui la diga di Montedoglio.

“Dopo tante promesse di partecipazione, dopo tante garanzie di rappresentatività delle popolazioni locali, ribadite in convegni, incontri e mozioni – continua Locci – alla Valtiberina non sono andate neanche le briciole. Gli Enti locali, in primis i Comuni di Anghiari, Sansepolcro e Pieve Santo Stefano, sono stati estromessi da qualsiasi potere decisionale. Nel Consiglio di amministrazione dell’EAUT siederanno solo tre membri, uno in rappresentanza della Regione Toscana, uno dell’Umbria e uno del Ministero delle politiche agricole”. La legge, frutto di un’intesa tra le due Regioni, è stata approvata a maggioranza. Respinto, invece, nonostante il voto compatto di tutto il centrodestra, l’ordine del giorno presentato da Locci, che impegnavala Giunta a rivedere l’Intesa conla Regione Umbria inserendo nel Cda un rappresentante degli Enti locali coinvolti e un meccanismo di compensazione economica per i territori “mutilati” dagli invasi, sia in termini di superficie che di valore di mercato.

“La Valtiberinarimane l’unica a pagare il prezzo di pesanti opere idrauliche – conclude Locci – senza vedersi risarcire neanche un centesimo”.

Ufficio Stampa
Francesca Puliti

Montedoglio, Frullani e La Ferla soddisfatti

Il sindaco di Anghiari Avv. Riccardo La Ferla e il sindaco di Sansepolcro  Prof. Daniela Frullani esprimono congiuntamente soddisfazione circa l’intesa tra le regioni Toscana e Umbria per il nuovo ente Ente Acque Umbre Toscane (Eaut) ratificata nei rispettivi consigli regionali. “Già nel corso della riunione ristretta dello scorso 19 ottobre a Perugia, alla quale hanno partecipato solo i sindaci deicomuni interessati dall’invaso di Montedoglio,  gli assessori regionali e i presidenti della Provincia di Arezzo e Perugia  – spieganoLa Ferla e Frullani – è risultata evidente la reale volontà di collaborare delle due regioni per il benessere e la sicurezza dei cittadini della vallata. Questa nostra soddisfazione – continuano i due sindaci  – nasce dal fatto che per la prima volta siamo riusciti ad essere presenti all’interno di una nuova struttura in maniera decisa e concreta.” L’intesa ratificata nel consiglio regionale della Toscana è stata integrata da un ordine del giorno che impegnala Giunta regionale “Ad inserire, nello statuto dell’EAUT, la costituzione di un organo di sorveglianza, all’interno del quale sia garantita adeguata rappresentanza degli EE.LL. e al quale sia affidato proprio il ruolo sorveglianza dell’Ente, con possibilità di effettuare attività di controllo;

A concertare la nomina del rappresentante della regione Toscana con gli enti locali competenti per territorio; Ad attivarsi presso il Governo, il costituendo Ente e gli altri enti coinvolti affinché siano messi in atto interventi di compensazione per le popolazioni locali dei comuni interessati dalla presenza della Diga, con particolare riferimento sia alla realizzazione del secondo Ponte sul Tevere, sia al completamento della rete di distribuzione dell’acqua dell’invaso per usi idropotabili ed irrigui nonché ad eventuali ulteriori interventi connessi al miglioramento della sicurezza ed alla mitigazione  dell’impatto prodotto dalla infrastruttura.”

“Prima di firmare il nuovo statuto – aggiungonoLa Ferlae Frullani – saremo infatti di nuovo convocati e sarà individuato come specificato dalla legge regionale un comitato di sorveglianza composto da alcuni sindaci o delegati dei comuni di riferimento. In questo modo sarà possibile vigilare in modo diretto sulla questione, garantire ai nostri cittadini sicurezza e anche informazione su tutto ciò che riguarda il nuovo Ente e in modo specifico l’invaso di Montedoglio. Con quest’ intesa – concludono i due sindaci – le nostre popolazioni potranno dire di avere un filo diretto con chi per legge gestisce l’invaso. Un traguardo importante che ci garantisce presenza e sicurezza, due obiettivi che dopo i fatti del 29 dicembre scorso risultano essere ancor più vitali”

 Ndr.- del “Fendente”- Scusate signor e signora sindaco, ma Pieve Santo Stefano che fine ha fatto? In certi casi “non” si guarda al colore dell’amministrazione, mentre invece  sembra che ci abbiate pensato; l’invaso di Montedoglio non è anche nel territorio “pievano”?  Non vorremmo, da come giustamente qualche politico prevede, che si stia preparando. “un nuovo carrozzone”.

Volley: prima sconfitta per la Marsupini Sansepolcro

Partita tutto sommato piacevole  e  caratterizzata da una grande intensità di gioco quella  espressa dalle biturgensi sabato scorso  nel parquet di Colle Val d’Elsa. Nonostante la sconfitta per 3 a 2 la squadra di coach Francesco Moretti ha dato, ancora una volta, una grande prova del collettivo, che si è distinto per dedizione e passione importanti.I parziali ( 28/26, 20/25, 25/23, 23/25, 15/9 ) esprimono, in maniera eloquente,  un risultato sempre incerto in cui una squadra allungava di 2-3 punti per poi essere puntualmente ripresa e terminare sul filo del rasoio. In ricezione da sottolineare una grande prova del  libero, la veterana Elisa Del Barna, autrice di  una super prova ; una  prova notevole anche in difesa che però ha faticato   a trasformare in azioni d’attacco,  decretando così la vittoria delle avversare senesi.

Due le assenze importanti  per Moretti : la palleggiatrice Chimenti e la schiacciatrice Betti che dovrebbero però essere disponibili per la prossima gara interna con le aretine dello IUS.

Giorni 26, Quadroni 2, Giorgi, Borgo (L2), Tizzi, Cannizzaro 10, Rometti 2, Gnassi 1, Alberti, Bellucci 32, Riguccini, Pescari, Del Barna (L1)

Prossimo incontro: sabato 29 ottobre ore 21.00 Palazzetto dello Sport Sansepolcro

MARSUPINI SANSEPOLCRO-IUS AREZZO

Ufficio Stampa- Nilde Mercati

PD e centrodestra bocciano la cancellazione del cemento in collina

Nella seduta di venerdì del Consiglio Comunale di Sansepolcro: la maggioranza (PD, PSI, InComune) ha approvato la modifica del Piano Strutturale che cancella l’Intervento Strategico 11 (ville in collina) ma ne spalma nel resto della fascia collinare buona parte della potenzialità edificatoria.Precedentemente, la maggioranza, insieme al centrodestra, aveva bocciato un emendamento presentato dai gruppi Sinistra / Democratici Per Cambiare / IDV che chiedeva di azzerare la potenzialità edificatoria dell’Intervento, senza redistribuirne la superficie in altre zone della collina o del territorio comunale.

La maggioranza ha difeso la propria scelta sostenendo la necessità di riqualificare la collina anche con interventi di ampliamento che prevedano un “limitato numero di nuovi alloggi”.

Le argomentazioni sono evidentemente analoghe a quelle che usava nella scorsa legislatura il centrodestra. Sarà ora necessario vigilare con grande attenzione sulle scelte che farà l’amministrazione comunale in sede di Regolamento Urbanistico, visto che per il momento – nonostante quanto viene sbandierato da Pd e soci – il pericolo di cementificazione della collina non è stato assolutamente cancellato.

-PRC-SEL-DPC-IDV-

–I n t e r v a l l o–

La libertà di stampa: una professione da riformare, un bene da difendere

La libertà di stampa è il tema al centro del dibattito che avrà luogo venerdì 28 ottobre a Siena, organizzato dal l’Ordine dei giornalisti della Toscana. Continua a leggere…

MONTEDOGLIO, LOCCI: “L’UNICA A PAGARE RIMANE LA VALTIBERINA”

Il Presidente del Gruppo Misto: “Gli ordini di partito hanno avuto la meglio sul buonsenso”

“Ancora una volta gli ordini di partito hanno avuto la meglio sul buonsenso”.Conqueste parole il consigliere regionale Dario Locci (Gruppo Misto) commental’approvazione in Consiglio della legge Continua a leggere…

Da oggi (mercoledì 26 ottobre) il ticket massimo sulle ricette passa da 36,15 a 38 euro

 La quota era ferma dal dicembre del 1993.

Arezzo – Da oggi (mercoledì 26 ottobre) in tutta la Regione viene applicato un nuovo massimale di partecipazione alla spesa sanitaria da parte dei cittadini, per le ricette Continua a leggere…

La guerra è finita, la missione italiana in Libia inizia ora

“La guerra è finita, la missione italiana in Libia inizia ora”.
L’Italia, anche per il suo passato coloniale, è da sempre il primo partner commerciale della Libia. Ignazio La Russa, mentre il sangue di Gheddafi si raffreddava, ha spiegato: “Il passato è cancellato”. Ma se il passato è cancellato la guerra è appena iniziata. Per capirsi serve qualche cifra. Con 46,5 miliardi di barili di riserve accertate – dieci volte l’Egitto – il Paese è la più grande economia petrolifera del continente africano, più ‘pesante’ di Nigeria e Algeria (un altro paragone: gli Stati Uniti hanno riserve per 20,6 miliardi di barili, meno della metà della Libia). E da quel tesoro energetico l’Italia prende il 24% del suo fabbisogno: una fetta imprescindibile. Nel dettaglio, il Belpaese riceve un terzo del petrolio totale e una cifra che oscilla tra il 10 e il 15% del gas. Interessi e importazioni da tutelare con forza dal neocolonialismo economico – in primis francese – che, segreto di Pulcinella, è stato il vero movente di questo conflitto (perché, per esempio, non c’è stato un’azione con altrettanta solerzia in Yemen, oppure prima ancora in Egitto?).

La missione italiana, dunque, è appena iniziata: altro che guerra finita. Sempre per quel che concerne gli interessi energetici è emblematico il caso Eni, il più importante player italiano nel Paese, che si era impegnata a investire (non certo a fondo perduto) 25 miliardi di dollari in Libia. Che sarà di questi investimenti, ora che il Cnt con tutta probabilità guiderà una difficilissima transizione in cui le potenze del Patto Atlantico spalleggeranno i ribelli per legarsi a doppio filo col tessuto economico del Paese? Questi investimenti vanno difesi e l’Italia, al pari degli altri Paesi Nato, dovrà sgomitare quantomeno per mantenere lo status acquisito. Una situazione intricata, difficile, cruciale poiché cade negli anni della grande crisi economica. Libero, per tutti questi motivi, era sempre stato contrario a una guerra arbitraria e che con tutta probabilità non farà altro che penalizzarci. Senza l’appoggio del regime di Gheddafi toccherà rivedere i piani strategici per l’approvigionamento energetico, magari avvicinandoci sempre di più alla Russia di Putin (la cui affidabilità è tutta da verificare).

Gli interessi, però, non riguardano soltanto l’oro nero. Per esempio – uno pescato dal mazzo – la Libyian Investment Authority, l’autorità di investimenti economici della Libia (un organo che investe i soldi derivanti dal petrolio in Paesi terzi) possiede circa il due per cento di Finmeccanica, il fiore all’occhiello apprezzato in tutto il mondo della Difesa italiana. Finmeccanica in Libia ha diversi impianti, nei quali opera la joint venture tra Augusta Westland e Liatec. L’Italia, per farla breve, è presente in Libia anche con la sua finanza, è presente come nazione esportatrice di tecnologia e, almeno prima della caduta di Ghedddafi, era presente anche in veste di primo partner per lo sviluppo infrastrutturale della nazione nordafricana.

Entra qui in gioco il tanto vituperato trattato di Amicizia e Cooperazione firmato da Silvio Berlusconi e Muammar Gheddafi il 30 agosto 2008. Si disse che fu un accordo con un terrorista, si disse che con quella firma si scendeva a patti col diavolo. Chiamatelo come volete, ma quel trattato era realpolitik bella e buona. L’intesa col Raìs è stato il fiore all’occhiello della politica estera del Cavaliere. Per il suo passato coloniale l’Italia si era impegnata a pagare 5 miliardi di dollari alla Libia come compensazione. Non si trattava di un assegno, sia chiaro, ma di una cornice di partenariato tra i due Paesi. Si trattava di commissioni per lo sviluppo del Paese. Si trattava di infrastrutture e di lavoro per i big della nostra industria, come Impregilo e, ancora, Finmeccanica. Il trattato, infine, impegnava la Libia a uno stretto controllo dell’immigrazione clandestina. Che cosa sarà, adesso, di tutto ciò? Che fine faranno gli interessi petroliferi e industriali? Altro che guerra finita. La battaglia per consolidarli o quantomeno difenderli, caduto Gheddafi, è iniziata ed ha assunto i crismi dell’ufficialità.
(tratto da Libero.it)

L’ultima lettera di Gheddafi

L’ultima lettera di Gheddafi: “Caro Silvio”

La lettera è datata 5 agosto. Nel pieno della guerra il Colonnello implora Silvio Berlusconi. Gli chiede di «fermare le bombe». «Caro Silvio — scrive — sono rimasto sorpreso dall’atteggiamento di un amico con cui ho firmato un trattato di amicizia favorevole ai nostri due popoli. Avrei sperato da parte tua almeno che ti fossi interessato alla vicenda, e che avessi tentato una mediazione prima di dare il tuo sostegno a questa guerra. Non ti rimprovero per quello di cui tu non sei responsabile, perché so bene che tu non eri favorevole a questa azione nefasta che non onora né te né il popolo italiano». Lo scritto è una rivelazione di Paris Match, e sarebbe stato affidato dal raìs a Alessandro Londero, capo dell’agenzia che organizzò l’incontro con decine di ragazze (le ‘gheddafine’) e il Colonnello durante la sua ultima visita a Roma. «Ferma i bombardamenti — conclude il raìs — che uccidono i nostri fratelli libici e i nostri bambini».
Domenica il presidente del Cnt, Mustafa Abdel Jalil, a Bengasi ha rivendicato l’identità islamica della Libia. Nei siti web di Al Qaeda è stato glorificato. Ma dopo il coro di critiche dall’estero, ieri Jalil ha abbozzato una parziale marcia indietro. «Siamo musulmani — ha precisato — ma moderati. La sharia è importante ma ci sarà rispetto per i diritti dell’uomo».

LE SPARATE del presidente del Cnt non sono l’unico grattacapo del momento. Il mistero grava sulla fine del dittatore. E’ certo che lo ha fulminato un colpo alla testa, ma non si sa chi abbia sparato. Jalil ha ordinato un’inchiesta e ha confidato alla Bbc che aprirebbe le porte le porte a «un team internazionale». A Misurata è stata chiusa ieri alle 15 e 30 la visione del cadavere del Colonnello. Il suo corpo e quello del figlio Mutassim saranno sepolti oggi nel deserto, in un luogo segreto. Quanto al ‘delfino’ Saif, sarebbe riuscito, afferma la stampa sudanese, a fuggire nel Darfur.
Peter Bouckaert, responsabile delle emergenze per Human Rights Watch, ha rivelato che a Sirte sono stati trovati 53 corpi senza vita vicino all’Hotel Mahari. Alcuni avevano le mani strette da manette di plastica, altri erano stati curati per serie ferite. L’albergo era il quartier generale di 5 brigate di Misurata. Vicino al canale di scolo nel quale è riparato il dittatore in fuga c’erano 95 corpi. Non tutti sono stati fulminati dal bombardamento della Nato. Almeno 6 sarebbero stati giustiziati. (x-Y)

Terzo e ultimo appuntamento sabato 29 ottobre con la rassegna “Ipotesi su Piero”

Vittoria Garibaldi parlerà del Polittico di Sant’Antonio (foto)conservato a Perugia

Sansepolcro – Terzo e ultimo appuntamento sabato 29 ottobre con la rassegna “Ipotesi su Piero” 2011, promossa dall’Istituzione culturale Biblioteca Museo Archivi storici di Sansepolcro.

Conclude la rassegna Vittoria Garibaldi, storica dell’arte, già Soprintendente e Direttore della Galleria nazionale umbra.

Tema della conversazione “ Da Sansepolcro a Perugia, il polittico per le monache di sant’Antonio”. Continua a leggere…

Montedoglio diventa un mare di ipocrisia politica

Valtiberina – Servono a ben poco i convegni se i relatori fanno promesse e poi, alla prova dei fatti, si comportano in maniera del tutto opposta. Nel bel convegno organizzato qualche settimana fa dai partiti della sinistra locale erano stati chiesti impegni precisi alle amministrazioni regionali. In particolar modo si chiedeva un coinvolgimento attivo dei comuni altotiberini nella gestione del nascente Continua a leggere…

Roma, importante conferenza stampa dell’avv.David Romano

Questa mattina, martedi’ 25 Ottobre alle ore 11.30, presso la sala stampa dei Radicali Italiani (via di Torre Argentina, 76-Roma), l’Avv. Davide Romano, responsabile nazionale dell’Ufficio Legale di ADIANTUM, terra’ una conferenza stampa per rispondere alle domande dei Continua a leggere…

Nota Amnesty International riguardo l’uccisione del dittatore libico Muammar Gheddafi

Se ucciso dopo la cattura, la morte di Gheddafi è un crimine di guerra.
Necessaria un’inchiesta.
Altra dimostrazione che l’uso della violenza non cancella il terrore, ma ne crea altro.
Amnesty International ha chiesto alle nuove autorità libiche di garantire lo svolgimento di un’inchiesta completa, indipendente e imparziale sulle circostanze della morte del colonnello Muammar Gheddafi. L’organizzazione per i diritti umani ha dichiarato che, se Gheddafi è stato Continua a leggere…

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