Archivio del Fendente

2007-2011

Omicidio Meredith, appello: “Amanda e Raffaele assolti perché il fatto non sussiste”

L’americana è stata condannata solo per il reato di calunnia: tre anni di reclusione, che ha già scontato, per aver accusato dell’omicidio Patrick Lumumba

Assolti perché “il fatto non sussiste”. Si chiude così dopo quattro anni, la vicenda iniziata il 1 novembre del 2007, quando la studentessa inglese Meredith Kercher fu uccisa con una coltellata alla gola nell’appartamento in cui viveva, in via della Pergola. Per l’omicidio Amanda Knox e Raffaele Sollecito, erano condannati in primo grado rispettivamente a 26 e 25 anni di reclusione, ma ieri 3 ottobre 2011 alle ore 21,45 è arrivata la piena assoluzione. Alla Knox, la corte di Assise d’Appello di Perugia ha inflitto  una condanna a tre anni di reclusione per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba, che aveva accusato dell’omicidio ed era stato incarcerato per due settimane. I tre anni sono già stati scontati. Mentre è definitiva la condanna a 16 anni per Rudy Guede, l’altro ragazzo presente nella casa del delitto. I due giovani saranno scarcerati immediatamente: la Knox desidera ”partire al più presto”. La famiglia Kercher, proprio come aveva annunciato, non ha rilasciato dichiarazioni.
Soddisfatti i due legali: Giulia Bongiorno, avvocato di Sollecito, uscendo dal Tribunale ha detto: “Sono stati quattro anni di sofferenza e dolore”, riconoscendo alla Corte d’Assise d’Appello di Perugia, il merito di aver preso una decisione che “non si è fermata all’apparenza e ai clichè”. La piazza della capitale umbra è tuttora piena di gente, che ha atteso l’esito della sentenza d’appello: in parecchi protestano e urlano “Vergogna, vergogna…” contro l’avvocato Bongiorno.
Il superlavoro giornalistico intorno al procedimento, che ha portato al racconto minuzioso di ogni minimo dettaglio del delitto, delle indagini, delle perizie e controperizie sugli oggetti e sul materiale organico rilevato in casa della Kercher, contribuisce a far circolare rumours sul possibile verdetto. Sollecito e Knox si sono sempre dichiarati innocenti. Vennero arrestati quattro giorni dopo il delitto insieme a Patrick Lumumba, che all’epoca gestiva un pub dove saltuariamente lavorava l’americana. Fu lei a collocarlo sulla scena dell’omicidio ma le indagini della squadra mobile e dello Sco dimostrarono che la notte in cui la Kercher veniva uccisa lui era al lavoro, come confermò un professore svizzero rintracciato dai suoi difensori. Lumumba venne così rimesso in libertà dopo due settimane passate in carcere e oggi è parte civile nei confronti della Knox, accusata di calunnia. Nello stesso giorno in cui in Germania, a Magonza, veniva arrestato Rudy Guede. A incastrare l’ivoriano, l’impronta di una sua mano insanguinata sul cuscino posto sotto al cadavere di Meredith Kercher.
Guede ammise di essersi trovato nell’appartamento di via della Pergola la notte dell’omicidio, negando però di avere ucciso Meredith. Mentre qualcuno la accoltellava mortalmente alla gola lui – ha sempre sostenuto – era in bagno e ascoltava musica. Agli inquirenti l’ivoriano riferì di avere cercato di soccorrere Meredith, ma inutilmente, per poi fuggire terrorizzato. Una ricostruzione alla quale però i giudici del rito abbreviato non hanno creduto.

 

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Un pensiero su “Omicidio Meredith, appello: “Amanda e Raffaele assolti perché il fatto non sussiste”

  1. PROF. DOTT. ITALO MARSICOVETERE in ha detto:

    PROCEDURA PENALE A DOPPIA FACCIA

    A parte lo spettacolo mediatico sul processo di Perugia – sottolineato la sceneggiata della scorta di polizia penitenziaria – [ma non lamentano che sono sotto organico] sentita la pronuncia della sentenza d’ appello – questa faccenda del garantismo di tre gradi di giudizio anche a fronte di delitto / morto ammazzato accaduto in tutte le vicende giudiziarie italiane fa acqua/ crepa nel muro di Montedoglio. Tornando alla sentenza d’ appello che habet riformato il giudizio precedente: mi vien da considerare che i perugini pubblici ministeri dovrebbero essere arrestati senza processo. Infatti o sono stati incapaci nel non prosciogliere gli imputati al primo giudizio ovvero lo sono stati dopo nel non provare il delitto alla condanna | Quesito interessante: ove la suprema Corte di Cassazione avallerà l’ assoluzione per i due già in carcere per quattro anni chi pagherà i danni: i sostituti procuratori pasticcioni oppure lo Stato. Quindi la Repvbblica Italiana: cioè noi cittadini-elettori.

    Capolona, 4 Ottobre 2011 – Festa di Francesco d’ Assisi

    Professor ITALO MARSICOVETERE

    già della Goliardia [320 Pedagogia] allo STVDIUM GENERALE in Perugia <<

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: