Archivio del Fendente

2007-2011

Purghe padane per dissidenti Veneti

Ad Arzignano due eletti ridotti da militanti a “sostenitori”: sono accusati di aver pronunciato frasi contro il segretario Gobbo (fedelissimo di Bossi) alla Sagra di Schio.

All’indomani della visita a sorpresa di Maroni al sindaco di Verona Flavio Tosi, nella Lega Nord sponda Veneto continua il regolamento di conti. Ormai è guerra aperta, per bande. Gli ultimi due epurati, ma sarebbe più appropriato dire purgati, sono l’assessore all’urbanistica Umberto Zanella e il consigliere comunale Guglielmo Dal Ceredo del comune di Arzignano, la cui sezione negli ultimi tempi è stata prima commissariata e poi azzerata in seguito allo scandalo dell’evasione fiscale accertato dalla Guardia di finanza nel distretto della concia: 21 su 31 iscritti, sono stati raggiunti da un provvedimento disciplinare di declassamento, ridotti da militanti a semplici sostenitori. Senza diritto di voto. Provvedimento firmato da Gianpaolo Gobbo, uomo fedelissimo di Bossi, segretario nazionale del Veneto, impegnato in prima persona a mettere in atto quella che molti chiamano la “circolare Ceausescu”, circolare che limita, pena severissimi provvedimenti, le esternazioni dei sindaci su tutto quello che non è materia loro.
Negli ultimi giorni Gobbo oltre a Tosi ha dovuto tenere a freno anche lo sceriffo Gentilini, reo di aver messo in discussione, anche lui, due concetti cardine quali la Padania e la secessione. Ed è proprio secondo molti la segreteria di Gobbo che dura ininterrottamente dal 98, il vero problema non solo ad Arzignano ma in tutto il Veneto. Il destino e le sorti dei militanti di fede padana infatti, dipendono dall’esito della lotta tra gli uomini che mal sopportano la segreteria di Gobbo e chiedono un ricambio in favore di Tosi e quelli invece schierati come un sol uomo al suo fianco. Alcuni con la memoria più lunga sottolineano però che non è cosa recente l’ambizione del sindaco di Verona alla carica di segretario. Ricordano infatti che la sua corsa al congresso di Padova nel 2008 fu interrotta bruscamente da Bossi in persona, che dal palco acclamò Gobbo come segretario, poi eletto all’unanimità e Tosi come candidato alla presidenza del Veneto dove invece poi finìZaia. Da allora è guerra.
Il 29 luglio di quest’anno, ad esempio, è saltato un altro elemento di spicco, il senatore Alberto Filippi, 18 anni di militanza, il cui pensiero è “non metto in discussione Bossi, ma tutto il resto sì”. L’accusa, che gli è costata la tessera della Lega, è di poca trasparenza in una compravendita di terreni e di essere coinvolto nel caso Ghiotto, un altro esempio eclatante di evasione fiscale: Filippi avrebbe sponsorizzato la squadra di calcio a 5 di Arzignano “Grifo calcio” di proprietà di Ghiotto.
Ora la partita decisiva in Veneto è fissata per il prossimo congresso che prima o poi si farà, dato che il mandato triennale di Gobbo è scaduto a luglio. Intanto però le argomentazioni per purgare gli eretici si sono fatte un po’ piu spicciole. I fatti che riguardano le espulsioni di ieri dell’assessore Zanella e del consigliere Dal Ceredo risalgono al 19 agosto scorso. Alla sagra padana di Schio. I due sono presenti assieme a tanti altri militanti alla festa del Carroccio. Complice forse qualche birra di troppo, si lasciano andare a un acceso dibattito sotto al palco, sulla politica della Lega al governo, i toni forse sono un po’ troppo alti, la discussione è vivace ma a dire degli interessati non riguarda il discorso del segretario Giampaolo Gobbo in quel momento oratore sul palco.
Eppure qualche parola di troppo e non gradita deve essere stata riportata e riferita come episodio di aperta contestazione. Ieri il provvedimento di espulsione non ancora ufficialmente comunicato ai due, ma l’accusa gravissima è quella di aver fischiato e pubblicamente Giampaolo Gobbo. Ai due non è concessa difesa. Zanella dichiara amareggiato e sorpreso al Corriere del Veneto “in quell’occasione c’è stato un confronto con degli altri sostenitori, tutto qui. Non sono pienamente d’accordo con la politica di Calderoli, Bossi e Gobbo.” E poi aggiunge quasi serafico “io non voto per Gobbo”. E c’è chi dice che al congresso, se mai si farà, saranno molti quelli che non voteranno per lui. Se fino ad allora non saranno stati anche loro declassati a semplici sostenitori, senza diritto di voto. (da Il Fatto Quotidiano.it)

 

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