Archivio del Fendente

2007-2011

MONTEDOGLIO, LOCCI: “QUANTO CI COSTERA’ QUESTA ULTERIORE BEFFA?”

Materiali scadenti ed errori di progettazione, parte della diga è da rifare

Il consigliere del Gruppo Misto: “Rimettere mano al nuovo Ente Acque”

Valtiberina – “A pochi giorni dall’istituzione del nuovo Ente Acque Umbro-Toscane, il Procuratore capo di Arezzo rende noto che la diga di Montedoglio è tutt’altro che sicura. Alla faccia delle numerose rassicurazioni fornite nell’arco dell’ultimo anno dalle istituzioni, a partire dal Direttore del defunto Ente irriguo”. Con queste parole il consigliere regionale Dario Locci (Gruppo Misto) commenta i risultati dell’indagine avviata dalla Procura della Repubblica in seguito al cedimento dello scorso 28 dicembre. Secondo i tecnici della Procura, la parte in cemento armato sarebbe completamente da rifare, a causa dei materiali scadenti utilizzati e di alcuni errori di progettazione.

“Fino a pochi giorni fa – continua Locci – l’invaso veniva considerato sicuro, oggi scopriamo che la parte in cemento armato è completamente da rifare e che ci vorranno anni e milioni di euro per metterla in sicurezza”.

Vale la pena ricordare – prosegue il Presidente del Gruppo Misto – che al 28 dicembre 2010, dopo oltre 30 anni dall’inizio dei lavori per la realizzazione della diga, l’opera non era stata ancora collaudata”.

“Alla fine della fiera, chi pagherà? Quanto ci costerà questa ulteriore beffa? Alla luce di tutto ciò – conclude Locci – credo che sia ancor più necessario rimettere mano all’Intesa che regola il nuovo Ente Acque, in modo da garantire ai cittadini della Valtiberina un maggior controllo sull’invaso che sta sul loro territorio. I Comuni dovrebbero avere un posto nel Cda del nuovo Ente”.

-Ufficio Stampa-

Francesca Puliti

 

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