Archivio del Fendente

2007-2011

Valtiberina verso il farmaceutico vegetale?

In Valtiberina abbiamo l’azienda leader in Italia per il mercato dei prodotti naturali e per il benessere. Attualmente è una S.p.A. Società Agricola che, oltre a sviluppare un’agricoltura biologica di qualità (con un progetto agro-industriale anche in Valdichiana), punta ad una certa produzione “farmaceutica”.
Non a caso è presente nelle farmacie, in special modo in una rete di circa 500 farmacie, specializzate su piante medicinali, integratori, omeopatia e alimentazione speciale, che nel mese di Novembre terranno una Campagna Nazionale perla Prevenzionee il Benessere Gastrointestinale.
Ecco la mia opinione, diciamo da “sindacalista” esterno, non richiesta è vero ma “spontanea” in quanto interpretazione soggettiva e personale.
Dalle domande mirate, dal test gratuito della Campagna, penso che in quelle farmacie consiglieranno un’automedicazione su misura: un prodotto di questa azienda. Spesso un antiacido per il bruciore e mal di stomaco, contenente sodio bicarbonato, con la capacità di reagire chimicamente con gli acidi nello stomaco che, a mio parere, dovrebbe rientrare nella classe III dei “dispositivi medici” (azione, sola o prevalente, per effetto meccanico/barriera).
Questi “dispositivi medici a base vegetale”, se marcati CE, godono degli stessi benefici dei farmaci da banco: detrazione del 19%, pubblicità, ecc.
Un produttore può commercializzare col marchio CE i dispositivi medici di classe I con una semplice autocertificazione, ritengo:
1) scansando le relative verifiche dell’AIFA (agenzia del farmaco) sulla correttezza delle modalità di produzione (il farmaco da banco non può scansarle);
2) non essendo così assoggettati alla sorveglianza di un organismo notificato (come lo sono invece i dispositivi medici di classe IIa, IIb e III);
3) eludendo forse la normativa europea relativa ai medicinali vegetali tradizionali.
In pratica voglio dire che per il momento questa azienda di “farmaceutico” ha solo prodotti registrati come dispositivi medici di classe I (persino preparazioni ad uso orale). Secondo me borderline ma la cosa è naturalmente discutibile, io non sono un esperto.
Vorrà prima o poi passare ai dispositivi medici certificati, ai medicinali vegetali tradizionali ed ai farmaci da banco?
Immagino allora bisognerà diversificare le due attività (agraria e farmaceutica), penso creando un laboratorio chimico-farmaceutico a parte (una moderna struttura mi dicono sia in via di completamento) con personale scelto e pagato col contratto chimico-farmaceutico.
Io me lo auguro, per l’economia della Valtiberina.
Video http://www.youtube.com/watch?v=OgnAwoyqn7o
Fabio Pancrazi

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