Archivio del Fendente

2007-2011

Sansepolcro: molte le domande per ottenere esenzione del ticket

VALTIBERINA – Con l’avvicinarsi della scadenza, il 30 novembre prossimo, per la presentazione della domanda per ottenere l’esenzione dal ticket sanitario sono drasticamente aumentate le file. Tante sono infatti le persone che si recano nelle sedi predisposte dalla ASL (le uniche dove oltre a consegnare la domanda si può ottenere anche il certificato, Ndr). “I collegamenti con le banche dati dell’ufficio delle entrate soffrono nei tempi del grande traffico che la nuova normativa ha provocato – hanno affermato i responsabili – Quindi capita anche di attese che si prolungano in modo consistente”. A Sansepolcro, ad esempio, presso la USL8 in Via Santi di Tito, dove si recano gli utenti della Valtiberina, nonostante che i giorni addetti per fare la domanda siano aumentati con il coinvolgimento di altri uffici e di maggior personale, la situazione, specie in certe ore è davvero molto critica. “Vengo da Pieve Santo Stefano – dice un anziano signore – devo fare la domanda per me e mia moglie, non so quanto tempo ci vorrà;  mio figlio ha preso un paio di ore di permesso dal lavoro per accompagnarmi; per venire incontro alla gente dovevano essere coinvolti anche altri uffici o altre sedi, come ad esempio anche la farmacie”. Ma sembra che in alcuni casi le informazioni date all’utente siano addirittura contrastanti. “Abbiamo avuto delle notizie diverse da svariati soggetti coinvolti – dicono alcune persone in fila – per quelli ad esempio che hanno l’invalidità civile a vita, da un parte è stato detto di presentare la domanda per l’esenzione mentre, dall’altra invece è stato riferito di non farla; il fatto è che siamo venuti qui già svariate volte, perdendo tempo e pazienza. Ci vorrebbe che l’informazione fosse univoca e corretta evitando che si distorcesse la verità dei fatti”. “Il patronato mi aveva assicurato che potevo presentare la domanda per esenzione per reddito, sia per me che per i miei figli – dice una giovane madre – ora invece mi dicono che non posso perché non sono disoccupata anche se guadagno neanche 700 euro al mese e sono separata. Ho perso così tempo, alcune ore di permessi dal lavoro e ora oltre il danno ricevo anche la beffa. Tutto dovrebbe essere più chiaro, semplice ed efficiente”. Monia Mariani

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