Archivio del Fendente

2007-2011

Archivi per il mese di “dicembre, 2011”

Sanità, cosa fanno i signori sindaci ?

Ma non risponderanno mai, a loro basta che rimanga  la loro “poltrona”

Valtiberina toscana – Anche quest’anno l’Asl8 ha presentato alla stampa il resoconto annuale (2011) ed i progetti per il nuovo anno per cui apprendiamo che il bilancio del corrente anno è stato chiuso in “positivo” e con risultati qualificanti, che sono quelli che effettivamente contano per il cittadino, supportati da grande professionalità da tutti gli operatori pur nelle difficoltà di carenza del personale, nella struttura di riferimento provinciale il San Donato.

Ci sono però altre realtà comela Valtiberinatoscana, con un ospedale (?) di vallata “sette comuni montani” che ha subito tagli sia nei servizi sia nel personale, quest’ultimo per fortuna  un manipolo “eroico” di operatori che fanno i cosiddetti “salti mortali” per essere di aiuto a chi vi si reca per necessità.

Quali aspettative per dei completi, sicuri servizi socio-sanitari in quella sede ?

Il taglio ai servizi sanitari, per recuperare risorse,  è stato un gioco al massacro, grazie alla impreparazione politica, o forse connivenza di nostri amministratori locali, accondiscendi, per la loro vanità politica tesa solo a ricevere plausi personali, ai voleri della politica provinciale tendente a fare solo i propri interessi pensando al “ritorno” di quei consensi elettorali per cui non avrebbero perso le poltrone raggiunte.

Così affermavano i responsabili: “la riorganizzazione ha un costo oggi per avere un vantaggio domani”. Vantaggio per chi, domandiamo noi.

Appare evidente il gioco sottile che ha puntato e punta a scaricare sul nostro territorio i tagli e le contraddizioni della politica locale, con ripercussioni negative per i cittadini.

Ma gli attori locali, insensibili  e senza prodigarsi nel voler conoscere gli intendimenti sul futuro dei servizi sanitari e sociali erogati e da erogare sul nostro territorio, cosa intendono fare?

Sindaco La Ferla di Anghiari, sindaco signor Giovannini di Badia Tedalda, sindaco signor Betti di Caprese Michelangelo, sindaco signor Boncompagni di Monterchi, sindaco signor Bragagni di Pieve Santo Stefano, sindaco Frullani di Sansepolcro e sindaco signor Donati di Sestino, cosa intendete fare, non vi sembra che sia giunto il momento di essere chiari ? Vi abbiamo nominati uno per uno sperando in una risposta che significhi “rispetto” per i cittadini a cui “dovete” rendere conto altrimenti sarebbe meglio che lasciaste la poltrona di sindaco tornandovene a casa.

Per chi non lo sapesse: il 1° febbraio 2008 fu firmato un “protocollo d’intesa”, conferenza dei sindaci della Valtiberina-Regione-ASL8- Uncem, articolato in 10 punti e con un attribuzione per il nostro ospedale di fondi regionali di € 4.700.000 + € 1.550.000 per diagnostiche e RX.

 Oggi,  fine 2011, quasi 4 anni dopo, alla presentazione del bilancio, troppe cose non sono state rispettate di quell’accordo e cosa si prospetta?

  • L’accreditamento viene accantonato
  • La ristrutturazione della UO di chirurgia ?
  • La qualificazione della UO di medicina ?
  • L’ HDU 24h ?……..
  • Il personale.
  • ………….

Ultima ciliegina nella torta, o pacco regalo: l’ interruzione della reperibilità  medica notturna e festiva nella sezione di radiologia in favore di un nuovo meccanismo di telematica da effettuare dai primi di gennaio 2012.

Risultato: la notte e i fine settimana il cittadino che si reca al pronto soccorso per un’ urgenza e necessita di una TAC o RX sarà portato ad Arezzo?

Quale valore avrà un Pronto Soccorso menomato di un servizio interno del genere? 

Da questo momento, forse,  dovremmo chiamarlo: “primo soccorso”, giusto per applicare un cerotto,  una fasciatura o fare una iniezione…!!

Da ricordare che il servizio TAC fu aperto con il grande contributo dei cittadini e imprenditori della Valtiberina per un importo di quasi 800 milioni di lire….

Se con la chiusura della TIM i servizi ospedalieri, in particolare chirurgici, hanno avuto un tragico risvolto, con la dismissione della reperibilità medica sopra esposta si avrà un’ulteriore amputazione sanitaria con una ricaduta qualitativa e socio-economica di grande rilevanza.

Il nostro per il 2012 non può essere un semplice augurio ma un ordine  ai nostri politici di tutto il comprensorio:

Esercitino il loro impegno politico serio e costruttivo, superando le ipocrisie partitiche e si  impegnino affinchè l’azienda sanitaria  riveda i propri progetti di razionalizzazione e si impegni definitivamente nel dare accredito ai servizi da erogare nella nostra struttura in modo da poterlo ancora chiamare “OSPEDALE di Zona”.

-Il direttore-

 

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La Merkel disse a Napolitano: “Devi sostituire Berlusconi alla guida del governo”

L’obiettivo, poi raggiunto, era quello di impedire il peggioramento della crisi, ad ottobre vi fu una telefonata di Berlino al Capo dello Stato – Arriva la smentita

Milano – Il Cancelliere tedesco Angela Merkel avrebbe chiamato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo scorso ottobre per chiedergli di sostituire il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, con un altro premier, per evitare che l’avvitamento della tempesta finanziaria che stava colpendo pesantemente il nostro Paese facesse crollare l’economia europea. Lo rivela il Wall Street Journal in una ricostruzione, basata, secondo il quotidiano Usa, su notizie riferite da fonti diplomatiche .

La smentita – Ma il Quirinale smentisce la ricostruzione del Wall Street Journal. Nella telefonata, si legge in una nota, non venne posta «alcuna questione di politica interna italiana, né tanto meno avanzò alcuna richiesta di cambiare il premier». «In riferimento ad alcune indiscrezioni di stampa, internazionale e italiana – si legge nella nota – si precisa che nella telefonata, niente affatto segreta, del 20 ottobre 2011, al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Cancelliere della Repubblica federale tedesca, Angela Merkel, non pose alcuna questione di politica interna italiana, né tanto meno avanzò alcuna richiesta di ‘cambiare il premier’. La conversazione – viene sottolineato – ebbe per oggetto soltanto le misure prese e da prendere per la riduzione del deficit, in difesa dell’Euro e in materia di riforme strutturali». E da Berlino arriva un’ulteriore smentita.. «Non vi è nulla da aggiungere alla accurata descrizione della conversazione fornita dall’ufficio del presidente italiano», ha dichiarato una portavoce del governo tedesco.( dalla Redazione Online del Corriere della Sera)-

 

Addio Grande fratello. Non ci mancherai

La festa degli psicologicamente inabili è finita.

Non era appena cominciata, ma dopo 12 anni e 12 edizioni, decine di sconosciuti che – quando è andata male – hanno mangiato pane a tradimento per una o più vite comuni, verranno riposti in cantina. Resteranno in qualche pagina di libro, male che vada Wikipedia ne racconterà l’ascesa e la caduta. Ma finalmente possiamo dire che il 2011 ci ha portato una delle notizie più attese: il Grande Fratello chiude i battenti.
Mica possiamo sottovalutarla una cosa del genere. È vero, sono serviti tanti anni, ma gli italiani sono un popolo che viaggia su macchine turbo, ma sogna ancora i motori a scoppio.

Se dopo 17 anni è arrivata la liberazione da Berlusconi e altri 17 ne serviranno per scacciare le nubi del berlusconismo, i 12 del Grande fratello sono un lasso di tempo, fatte le dovute proporzioni, relativamente breve.
Ad andarsene, con il Grande fratello, è il modello di televisione firmato Endemol, azienda che ha una leadership non più incontrastabile nella creazione di format televisivi e una montagna di debiti, che fallisce dopo anni. Una società che nasce olandese e diventa per un terzo di proprietà Mediaset.

Accogliere la notizia con un grido di gioia è esagerato? Probabilmente sì, in effetti se ne vedono di peggio, ma è un piccolo passo avanti. Perché è il pubblico che lo ha deciso. Ha spento il televisore, probabilmente cambiato canale. Segno di una maturità da telecomando, perché appassionarsi alle gesta di trenta psicolabili in cerca di successo facile non era sano.

E non era sano neppure sapere che quegli psicolabili in realtà recitavano, erano scarti di altre trasmissioni dove avevano già partecipato come spogliarellisti, gente del pubblico, concorrenti. Erano falsi come i soldi del Monopoli. Ma questo il telespettatore, lo sapeva benissimo, intuiva che dietro la maschera del Grande fratello c’era un regista e in carne e ossa che muoveva i burattini, ma non gliene importava più di tanto. L’importante era credere che fosse realtà.

Oggi le macerie di 17 anni di cattivo governo, la recessione e lo spread, hanno cancellato tutto. Il Grande fratello, Endemol e i sogni di cartone. Siamo tornati alla realtà. Senza volerlo, ma abbiamo ricominciato a camminare coi piedi per terra. (da il Fatto Quotidiano.it)

 

L’Architetto Antonio Coletti lascia l’incarico

L’Architetto Antonio Coletti lascia l’incarico che ricopriva in Comune
Sansepolcro
-Ci è giunta notizia che  il Direttore dei Settori Urbanistica e Lavori Pubblici: l’Architetto Antonio Coletti lascia l’incarico quindi desideriamo esprimere  vivo apprezzamento per la  collaborazione da Lui prestata  in seno all’Amministrazione comunale biturgense in cinque anni di attività caratterizzata sicuramente da  impegno professionale.

A volte lo abbiamo attaccato con i nostri articoli  non condividendo certe decisioni ma vorremmo precisare che “non erano attacchi diretti alla persona”,  bensì a quella figura di Direttore che  “dovendo” seguire le linee che pretendevano certi politici non all’altezza del compito, venivano ‘partoriti’ lavori che non potevano essere, a nostro parere,  da tutti condivisi .
Nell’occasione, comunque,  i migliori auguri di successo per la sua futura attività.

-Il Fendente-

E’ ora che basti con i vergognosi attacchi di Bossi

Il “barbaro” Bossi: “Monti e Berlusconi stanno facendo danni”. E attacca Napolitano

Secondo questa Redazione diciamo che: “di una persona come Bossi bisogna  avere solo commiserazione umana e non ci riferiamo alle sue condizioni di salute, ma alle idiozie che dice nei momenti di difficoltà accompagnato dai suoi “adepti” . Da italiani siamo indignati, ma certi che comunque la storia andrà avanti e prima o poi sarà giudicato unitamente alla “sua” gente senza cultura che sanno solo offendere e li votano  piazzandoli in parlamento ad arraffare stipendi d’oro e non fare niente se non parlare, parlare e mangiare a sbafo alle spalle di tutti sia del nord che del sud calpestando la dignità dell’Italia e degl’italiani nel suo insieme emigrati compresi, in due parole: dei razzisti.

Ecco le loro ultime “perle”riportate dalla stampa: “Di danni ne stanno facendo Monti e il suo fedele alleato Berlusconi, tutto quello che dice la sinistra stanno facendo”. Lo ha detto il leader della Lega Nord Umberto Bossi nel suo intervento alla Berghém Frecc, festa del partito in provincia di Bergamo. “Noi non molliamo, sappiamo che a breve ci saranno le elezioni e questo governo non dura: torneremo e bisognerà risolvere tutto”, ha continuato Bossi rivolgendosi a degli allevatori per le quote latte. “Noi della Lega non moriamo mai”, ha continuato, sul palco, affiancato dai colonnelli, Roberto Maroni e Roberto Calderoli. Il Senatur ha detto che “questo Monti non capisce niente, non è riuscito a creare un solo posto di lavoro: era molto meglio mettere un imprenditore che non un professore che nelle commissioni fa lezioni di economia che non funzionano”. A suo giudizio “anche un cretino capirebbe che se aumenti le tasse la gente ha meno soldi e si produce di meno. E’ il Nord che deve pagare per un’Italia che non abbiamo voluto”.
Attacchi anche a Giorgio Napolitano: “Abbiamo subito anche il presidente della Repubblica – ha detto – che è venuto a riempirci di tricolori, sapendo che non piacciono alla gente del Nord’’. Secondo Bossi, che ha fatto riferimento alle guerre per l’unità nazionale “tutti i giovani morti stavolta sparerebbero dall’altra parte”. Quanto al governo di Mario Monti, il Senatur ha tenuto a sottolineare che “è stato voluto e messo lì dal presidente della Repubblica, non ce ne dimenticheremo”. Da chi gli stava vicino sul palco è arrivata anche una voce che indicava le origini di Napolitano: “Non sapevo che l’era un terun”. A un certo punto Bossi ha anche chiesto ai militanti che gremivano il palazzetto di Albino di “mandare un saluto al presidente della Repubblica” ed è partita una lunga serie di fischi.
“Noi dobbiamo andare aMilano a confermare che con le buone o le meno buone che Padania sarà: adesso ci siamo rotti le balle”, ha detto a proposito della manifestazione contro il governo Monti indetta dal Carroccio per il 22 gennaio a Milano. Durante il suo intervento i militanti hanno scandito più volte “Secessione, secessione”. “Chiamiamola indipendenza”, li ha corretti Bossi.
Senza freni anche l’ex ministro Roberto Calderoli: “Questo è un governo di sinistra: Berlusconi ha preso le distanze con alcune dichiarazioni ma deve anche dimostrare di non essere l’utile idiota che sostiene un governo di sinistra. Stacchi la spina e si vada al voto”.

Al termine dell’articolo, una esortazione di questa Redazione che si rivolge agli italiani: “ allontaniamo gli incivili e maleducati  meritevoli di galera per le offese al tricolore ed al presidente della repubblica, altro che ‘secessione’. Mandiamoli oltre le Alpi, una volta ci siamo riusciti.”

-La Redazione-

Benzina, prezzo record a Capodanno

Negli impianti Eni 1,722 euro al litro

Questo il monitoraggio di Quotidiano Energia: se a Natale c’è stata una tregua sulla rete carburanti, non altrettanto sarà per il 31 dicembre.

Tutte le marche di carburanti sopra 1,7 euro al litro. E il gasolio ha un prezzo di poco inferiore.

 

Anghiari: è comparsa la “Ndrangheta”

Che siano tenuti gli occhi aperti sperando che non ci siano altri ‘casi simili’

Inviato il 29/12/2011 alle 15:01 da folletto26@libero.it-Folletto26

Ad Anghiari c’è l’Andranghetaaaaaaaaaaaa, ci facciamo un articolo, un’”indagine” o ignoriamo la cosa? Forza Fendente!”

La mail sopra riportata, testualmente,  inviataci dal lettore “Folletto” dimostra quanto centrata fosse stata la sua osservazione e questa Redazione lo ringrazia per la “dritta” vera e di rilevante importanza  che ci era stata inviata, un modo utile che dovrebbe essere usato da ogni cittadino e che ogni cronista non si dovrebbe lasciare sfuggire.

Una cosa teniamo a dire a Folletto: interveniamo solo ora poiché mentre sono in atto le indagini di‘polizia giudiziaria’, ogni notizia, ogni commento possono essere deleteri ai fini del buon esito delle stesse; così lo era per  questo caso.

Già, la “Ndrangheta” ha fatto la comparsa nel comprensorio toscano dell’alta valle del Tevere e in Anghiari ha subito un “colpo” sicuramente rilevante perché ora è noto alla cittadinanza.

Il buon lavoro della Polizia di Stato e precisamente del Commissariato di Siderno (Reggio Calabria), nell’ambito dell’operazione contro un elemento ritenuto di ‘primo piano’ delle “cosche” della “Ndrangheta di Paulonia” ha portato alla confisca dell’Hotel Oliver  di Anghiari di proprietà della ‘Oliver Gest s.r.l.’ di cui è socio di minoranza quell’ elemento di  primo piano della ‘cosca’ ed attualmente è rinchiuso in carcere.

Per la cronaca: in Toscana dal 2009 quando i beni confiscati furono 32, nel 2011 si è passati a 53.

La rivelazione è impressionante soprattutto perché dimostra come anche il nostro territorio, la nostra Regione ‘non’ siano immuni dalla penetrazioni mafiose che fanno affari riciclando denaro sporco.

Abbiamo scritto che: “la Ndrangheta  ha  fatto la comparsa nel nostro comprensorio toscano”, speriamo di non dover dire che “ha messo le radici”  ma tutto potrebbe essere scongiurato con una seria, vigile attenzione dei nostri signori politici, certo soprattutto dei “signori sindaci” con i loro poteri di azione e delle “forze dell’ordine”.

-La Redazione-

Conferenza stampa: niente di nuovo sotto il sole, anzi….

Sansepolcro – Conferenza stampa di fine anno per l’Amministrazione comunale (Sindaco e Giunta al completo) arrivata a sette mesi di mandato.“Ci siamo trovati impegnati in una situazione complicata – ha detto il Sindaco Frullani – perché sta cambiando il mondo. Il 2012 dovrà essere l’anno della rinascita”.

Si è parlato di Unione dei comuni, di Acqua, di Montedoglio (“l’invaso è fermo dal 29 dicembre di un anno fa”), di nuove opere. L’edilizia scolastica al centro dell’attenzione. Novità per le scuole di primo e secondo grado. Il Liceo scientifico sarà interessato da lavori di ristrutturazione nel 2012 così come la scuola primaria Collodi e il plesso di Santa Chiara (“il rientro degli alunni nelle scuole è previsto non prima di due anni scolastici”). Per l’asilo nido “cento fiori” sono state stanziate le risorse per la pavimentazione e la parte mensa; inoltre nelle scuole partirà a breve anche il progetto “nonno vigile” che prevede la collaborazione di personale adeguatamente formato. Nel 2023 scadrà il contratto con Nuove Acque e dal 31 dicembre prossimo tutti gli ATO confluiranno nell’ATO unico “da parte del comune massima solidarietà verso le azioni di obbedienza civile per rendere più esplicita la volontà popolare espressa con il referendum”.

Per quanto riguarda l’urbanistica è in via di definizione il nuovo organigramma; anche il settore tecnico vedrà una nuova riorganizzazione e un nuovo dirigente tecnico (non è escluso un periodo di vacatio, ndr). Inoltre nei primi mesi dell’anno verrà affidato l’incarico per il regolamento urbanistico. “Nei prossimi due anni – riferisce il sindaco Frullani – l’amministrazione vedrà un forte impegno in vari settori”. Attenzione massima per i servizi socio sanitari, per il presidio ospedaliero di zona, per la viabilità in entrata e in uscita dalla città e quella interna; per parcheggi, aree verdi, arredo cittadino e sulla questione della sicurezza nel centro storico. Per quanto riguarda le risorse di bilancio (ancora da fare la sua stesura, ndr) saranno destinate a opere pubbliche (edilizia scolastica e secondo ponte sul Tevere) e manutenzioni varie; il piano triennale delle opere pubbliche sarà portato in discussione nei prossimi giorni dell’anno. Una parola anche sulla discussione avuta nei giorni scorsi con la minoranza. “L’opposizione – ha detto il sindaco – deve rispettare i voleri della maggioranza consiliare”. -mm-

 

Provincia di Arezzo, fine anno 2011- Conferenza stampa del presidente Vasai

Arezzo– Nella conferenza stampa di fine anno 2011, il Presidente della Provincia Roberto Vasai (nella foto), ha illustrato tutto il programma realizzato nell’anno che si sta per chiudere. Ancora oggi la Provincia di Arezzo è impegnata, a tenere in piedi le misure attivate nel 2009, con gravissimi problemi creati dai tagli subiti alle risorse. Per contenere la spesa nel 2011 il personale dipendente è calato di 17 unità e risparmi rilevanti sono stati generati grazie ad accorpamenti di uffici e sedi attualmente in corso di realizzazione. Per avere un forte calo di spese circa un milione di euro,la Provincia è intervenuta sulle adesioni in enti e associazioni, sono stati abbattuti i già contenuti costi per la comunicazione istituzionale. L’ente è intervenuto anche sulle consulenze e relazioni esterne, inoltre su acquisto e manutenzione di veicoli. Si sono ridotti gli investimenti, riducendo i mutui a poco meno di 9 milioni di euro. Mentre si discute su tutto, le tre Province: Arezzo, Siena e Grosseto, hanno stretto un patto per un Piano di Sviluppo Interprovinciale chiamato “Carta di Petrolio”

Sulla due mari – continua Roberto, insieme alle Province di Pesaro e Perugia – si è definito un percorso che prevede, entro i prossimi sei mesi, passaggi decisivi per completare l’opera. Per la viabilità regionale, è stata portata a compimento la variante di Camicia. Proseguono i lavori per la variante nel Valdarno. Nei prossimi mesi sarà riaperto il cantiere per la realizzazione di S. Mama. Nonostante la carenza di risorse, è proseguito l’impegno per la messa in sicurezza delle strade Provinciali

Molti sono stati gli impegni nel 2011, la restaurazione di alcuni edifici scolastici, Itis di Bibbiena, il complesso scolastico dell’Istituto d’Arte di Anghiari, la realizzazione della palestra scolastica in San Giovanni Valdarno, il palazzo delle Logge di Arezzo, la nuova sede del Liceo Classico Petrarca a Poppi. La difesa del suolo, con un intervento per abbattere il rischio idraulico in Valdichiana. L’Agricoltura e lo sviluppo rurale, un impegno portato avanti con molta professionalità che vede risorse per 49 milioni di euro, da investire nell’interno del territorio Provinciale. Il sistema irriguo di Montedoglio. Le attività culturali con al conclusione della mostra dei 500 anni dalla nascita di Giorgio Vasari. I 150 anni dell’Unità d’Italia, il grande evento fotografico Passione per l’Italia, che vede la mostra al Cifa di Bibbiena e tantissime altre attività basta guardare un giro.

Da sottolineare i servizi sociali, che dal prossimo anno gli uffici si trasferiranno a Villa Severi, i servizi per gli anziani, ha preso avvio il progetto ArzillaMente, dopo al firma del protocollola Provinciasi è aggiudicata un nuovo finanziamento. Va ricordato per quanto riguarda il sociale, l’impegno nell’accoglienza dei profughi nord africani, nei centri istituiti a Palazzuolo e Stia. 

Proprio, mentre in Italia c’è dibattito infuocato per l’abolizione delle Province, ci pare giusto ricordare – conclude Vasai, che la Provinciaè, numeri in mano l’ente più vicino alle esigenze e al mondo dei giovani.  –Francesco Crociani

 

Impariamo a conoscere l’affarista don Verzè

B. e don Verzè, la vera storia

La carriera del prete affarista è sempre stata intrecciata a quella del Cavaliere. Da quando trafficavano insieme per spostare le rotte Alitalia da Milano 2. Il marcio iniziò così e proseguì per decenni. Sempre con i due a braccetto.

Don Luigi Verzè, già cappellano di Craxi (“in lui vedo Cristo“) e di Berlusconi (“un dono di Dio all’Italia“), ma anche ben ammanicato con Nichi Vendola che gli ha spalancato le porte della Puglia (“uno dei pochissimi politici italiani ad avere un fondo di santità“), l’unico sentimento che non si può provare davanti al disastro del suo San Raffaele è lo stupore. La carriera di questo prete  è indissolubilmente legata a quella del premier: naturale che, se il Cav declina, il Don si senta poco bene.
Chi volesse saperne di più non ha che da leggere “L’Unto del Signore” di Gumpel e Pinotti (Bur) e “Dossier Berlusconi anni Settanta” (Kaos). I due libri raccontano la storia di un giovane costruttore brianzolo, schermato da strani paraventi svizzeri, che 40 anni fa compra per quattro soldi 700 mila metri quadri di terreni a Segrate e inizia a costruirvi la città satellite Milano2. Sventuratamente la quiete di quel paradiso è turbata dal frastuono di oltre 100 decibel degli aerei che decollano ogni 90 secondi dalla vicina Linate. Il che dovrebbe sconsigliare vivamente la costruzione di insediamenti residenziali e tanto più ospedalieri. Ma il palazzinaro regala un pezzo di terreni a un prete più spregiudicato di lui, sospeso a divinis dalla Curia milanese, perché vi eriga una bella clinica privata con soldi pubblici: il San Raffaele. Poi il gatto e la volpe, cioè il palazzinaro e il cappellano piagnucolano: non si possono ammorbare i malati con quel rumore.
E così, ungendo le giuste ruote, ottengono da governo e Alitalia il dirottamento delle rotte aeree dalla nuova città pressoché disabitata e dal nuovo ospedale ancora semideserto sui comuni vicini, popolati da decenni. Risultato: il prezzo degli appartamenti di Milano2 triplica in un battibaleno. Già che ci sono, le autorità aeronautiche falsificano pure le carte di volo gabellando l’intera zona residenziale per “ospedaliera”, così gli aerei girano al largo. Proteste, denunce, battaglie legali, processi. Anche perché don Verzè offre a uno dei pochi politici che gli resistono, l’assessore regionale alla Sanità Vittorio Rivolta, una tangente del 5 per cento sul miliardo e mezzo di lire di fondi pubblici che stanno per piovergli da Roma. Per questo nel 1977 sarà condannato in primo grado a un anno e quattro mesi per istigazione alla corruzione (condanna poi prescritta in appello) e definito dal Tribunale “imprenditore abile e spregiudicato, inserito in ambienti finanziari e politici privi di scrupoli sul piano etico e penale”. I giudici collegheranno la deviazione delle rotte aeree ai sospetti di “pressioni illecite, non esclusa la corruzione, sulle competenti autorità locali e centrali”.
Fin dal 1975 Giorgio Bocca si occupa, sul “Giorno”, del prete affarista: “Quello che allontana gli aerei e cura non solo i malanni fisici, ma anche ‘le anime preternaturali’ dei pazienti”, intanto “il prezzo al metro quadro passa dalle 150 mila alle 400 mila lire. L’arte dei grandi speculatori è avere molti complici”. Ma già nel 1973 “il manifesto” aveva denunciato lo scandalo. Titolo: “Per portare avanti la speculazione Milano2 prima rendono sordi i segratesi con i jet, ora li vogliono appestare con un immondezzaio”. Svolgimento: “Il problema vero non è quello ‘sonoro’, ma la puzza di marcio che ci sta dietro, le aree, la speculazione edilizia: è una barca molto grande, in cui ci son dentro tutti, la Regione, i democristiani e anche i socialisti… Ma la più sporca di tutte l’ha fatta il Vaticano che, con l’aiuto delle banche svizzere, ha appoggiato l’operazione Milano2 con l’insediamento, nella zona, dell’ospedale San Raffaele… Dal 1972 è riconosciuto da un decreto del ministero della Sanità ‘Istituto di ricovero a carattere scientifico’… Ma è privo persino dei servizi di base: non dispone di pronto soccorso e ha difficoltà a occuparsi delle operazioni di appendicite… Ma se i segratesi sono sordi, non sono anche ciechi e si stanno ribellando con molta forza a quel che gli (sic, ndr) succede sopra la loro testa”.
L’autrice di questa prosa tanto sgangherata quanto generosa è Tiziana Maiolo, giovane cronista del “manifesto”, non ancora folgorata sulla via di Arcore. Come passa il tempo. (Da un articolo di Marco Travaglio)

 

Casta sicula: con la votazione segreta, bocciato l’emendamento ‘salva-parenti’

Con il” no “dell’Assemblea Regionale Siciliana al provvedimento pensato da Innocenzo Leontini (nella foto), dal primo gennaio dovrebbero iniziare le dimissioni a catena: niente più figli, padri, madri, sorelle e fratelli nella stessa giunta o consiglio comunale e provinciale. Tantissimi i casi, comunque, nella politica  italiana.

Era un emendamento minuscolo nascosto tra le pieghe dell’esercizio provvisorio di Bilancio. Una leggina piccola piccola che in pratica doveva semplicemente prorogare l’entrata in vigore di un’altra legge, ben più corposa, approvata nell’aprile scorso, insomma un emendamento “salva parenti”. Un bel regalo di Natale per la casta in salsa sicula. Che però non si è concretizzato.

L’Ars infatti ha bocciato l’emendamento, lasciando nel panico tutti i vari consanguinei che siedono negli stessi organi amministrativo dell’isola.
Approfittando del festoso clima natalizio, e forse della generale distrazione dell’opinione pubblica, Innocenzo Leontini, capogruppo del Pdl all’Ars, aveva inserito nel provvedimento di esercizio provvisorio il suo semplice emendamento-regalo, che nella sostanza non faceva altro che rinviare alla prossima legislatura l’entrata in vigore della legge 6 dell’aprile 2011. Legge che al comma 6 dell’articolo 4 disciplinava un semplice principio: “Non possono far parte della giunta il coniuge, gli ascendenti e i discendenti, i parenti e gli affini sino al secondo grado, del sindaco, di altro componente della giunta e dei consiglieri comunali”.
Ma potevano gli onorevoli deputati siciliani permettere che ciò accadesse? Che le famiglie politicamente impegnate venissero obbligate alle dimissioni di massa? Ovviamente no. Leontini quindi ha avuto la buona idea di inserire il suo emendamento-dono proprio durante una votazione tanto importante per i conti dell’isola.
L’approvazione della legge a difesa della consanguineità della politica sembrava quindi cosa fatta. Ma ecco il colpo di scena: il deputato del Pd Bruno Marziano ha chiesto il voto segreto per l’emendamento “salva parenti”. E nel segreto dell’urna 34 deputati contro 26 hanno trovato il coraggio di bocciare il regalo di Leontini alle piccole caste familiari degli enti locali.
In pratica, dal primo gennaio in Sicilia dovrebbero iniziare le dimissioni a catena: niente più figli, padri, madri, sorelle e fratelli nella stessa giunta o consiglio comunale e provinciale. Un vero colpo soprattutto nelle realtà più piccole dove le correnti politiche sono spesso riconducibili a cordate parentali semplici o acquisite.

I casi di parenti che sarebbero stati salvati dall’emendamento di Leontini infatti si sprecano in tutta la Regione: dall’isola di Favignana, dove l’assessore al bilancio Peppe Pagoto convive con la madre consigliere comunale Luigia Pastore, fino al piccolo comune messinese di Militello Rosmarino, dove la famiglia Lo Re gestisce da decenni la poltrona di sindaco e il consiglio comunale come un affare di famiglia (adesso sindaco è Calogero Lo Re dopo il padre Vincenzo, il nonno Calogero, zii, cugini e perfino la madre). Ma è nella provincia di Ragusa che la parentopoli negli enti locali raggiunge i picchi massimi.

A Vittoria, con l’emendamento di Leontini si sarebbero salvati i fratelli Garofalo del Pd: Salvatore è assessore e vice sindaco mentre la sorella Arcangela siede in consiglio comunale. Avrebbero tirato un sospiro di sollievo anche i fratelli Salvatore e Giovanni Mallia, Pdl: il primo è assessore alla provincia di Ragusa, il secondo invece è consigliere provinciale.
Nella stessa situazione anche i fratelli Mandarà: in giunta con il maggiore Piero e in consiglio con il minore Salvatore. Piero Mandarà è poi il papabile candidato sindaco del piccolo comune di Santa Croce Camerina. Candidatura benedetta, come racconta il mensile Il Clandestino, proprio dal capogruppo Pdl Innocenzo Leontini: il padre dell’emendamento salva parenti infatti è eletto proprio nella provincia di Ragusa. Dove la famiglia, come in tuttala Sicilia, è sacra. Anche e soprattutto in politica. Questa volta però ai seguaci della politica familiare è andata male. (notizie da Affaritaliani.it)

 

Istat: l’Italia, un paese per anziani

Gli stranieri nel 2065 triplicheranno

La popolazione straniera è destinata ad aumentare in modo considerevole nei prossimi anni: passerà dagli attuali 4,6 milioni a 14,1 milioni nei prossimi cinquant’anni, con una forbice compresa tra i 12,6 e i 15,5 milioni

Dalla fotografia della situazione demografica del Paese nel 2011, l’Istat prevede un innalzamento dell’età media della popolazione. Dagli attuali 43,5 anni ai 49,8 nel 2059. Questa trasformazione comporta un marcato effetto sui rapporti intergenerazionali. L’indice di dipendenza degli anziani (cioè il rapporto tra la popolazione di 65 anni e più, e la popolazione in età attiva, 15-64 anni), oggi pari al 30,9%, cresce fino a un livello del 59,7% nel 2065, senza sostanziali differenziazioni rispetto sia allo scenario alternativo basso (59,4%) sia a quello alto (59,7%). Particolarmente accentuato entro i prossimi trenta anni è l’aumento del numero di anziani: gli ultra 65enni, oggi pari al 20,3% del totale, aumentano fino al 2043, anno in cui oltrepassano il 32%. Dopo tale anno, tuttavia, la quota di ultra 65enni si consoliderà intorno al valore del 32-33%, con un massimo del 33,2% nel 2056.
Oltre a più anziani, aumenteranno in Italia anche il numero di stranieri: dagli attuali 4,6 milioni si passerà a 14,1 milioni nel 2065, con una forbice compresa tra i 12,6 ed i 15,5 milioni. In percentuale significa un aumento dal  7,5% a valori compresi tra il 22% e il 24% nel 2065. La collocazione territoriale della popolazione straniera, comunque in crescita ovunque, proseguirebbe ad avvantaggiare soprattutto le regioni del Centro-nord. Nel Nord-ovest la popolazione straniera raggiungerebbe i 5,1 milioni d’individui entro il 2065, ossia un ammontare corrispondente al 36% della popolazione straniera complessivamente residente sul territorio nazionale. Il Nord-est e il Centro seguirebbero con, rispettivamente, 3,7 e 3,6 milioni di residenti e una copertura territoriale del 26% per entrambe. Il Sud e le isole avrebbero, rispettivamente, 1,2 e 0,5 milioni di residenti, per una copertura territoriale del 9% e del 4%.
Sul versante dell’occupazione, diminuisce la popolazione in età lavorativa, tra i 15 e i 64 anni: passerà dall’attuale 65,7% al 62,8% nel 2026. Nel lungo termine la riduzione sarà più accentuata, fino a un minimo del 54,3% nel 2056, anno dopo il quale l’indicatore si stabilizza a 54,7%.(da Affaritaliani.it)

 

Dopo le frequenze ecco le slot machine

Licenze gratis per il gioco d’azzardo

Come nel caso del beauty contest, lo Stato potrebbe rinunciare a un incasso vicino al miliardo di euro. Manca solo il decreto e i dieci concessionari avranno il via libera per nove anni. A costo zero

Il giro d’affari del gioco legale in Italia è di 42 miliardi di euro, dieci in più di quanto realizzato in tutto il mondo dall’intero gruppo Fiat. Il pallino è in mano all’Aams, l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato diretta da Raffaele Ferrara. La legge del settore voluta dal governo di Silvio Berlusconi prevede che la voce più redditizia dell’economia sia assegnata gratuitamente per nove anni. Ma come per il beauty contest, il governo Monti potrebbe decidere di fare un passo avanti rispetto al passato e indire un’asta pubblica. In questo modo impedirebbe che i big del settore, tuttora in causa con lo Stato per decine di miliardi di euro di passate inadempienze, ottengano le concessioni di qui a un decennio senza versare neanche un euro nelle casse dell’Erario. Il decreto ancora non c’è, c’è invece il tempo per evitare di volatilizzare quasi un miliardo   – Marco Lillo-

 

Rivoluzione al Catasto, metri quadri al posto dei vani e la promessa di “maggiore equità”

Il ministero dell’Economia ha annunciato i  nuovi criteri di valutazione per i beni immobili, anche a fini fiscali.

“Il sistema attuale è superato e non rispecchia i veri valori”

Il governo è pronto a riformare il Catasto: sarà una vera e propria rivoluzione, dal momento che cambieranno i parametri di valutazione degli estimi catastali. Primo fra tutti, la determinazione del valore di un immobile in base ai metri quadri e non più in base ai vani. In un documento pubblicato nei giorni scorsi, il Tesoro sottolinea come “le attuali rendite catastali, su cui si basa in larga parte la tassazione immobiliare, non sono più congrue rispetto ai valori di mercato”. La revisione sugli estimi potrebbe comportare un aumento di valore delle abitazioni (ai fini fiscali).
Secondo alcuni dati citati dal Mef, per le abitazioni il valore di mercato è ora pari in media a 3,73 volte la base imponibile ai fini Ici, calcolata sul totale delle abitazioni di proprietà delle persone fisiche; il medesimo rapporto, calcolato per i soli contribuenti Irpef, oscilla tra il 3,59 delle abitazioni principali e il 3,85 delle altre abitazioni. Il rapporto è poi di 3,36 volte (con riferimento al 24esimo percentile dei proprietari, in base al valore della ricchezza delle abitazioni possedute, e poi cresce fino a raggiungere 3,73 volte con riferimento all’84esimo percentile”. Insomma, “la distanza dal valore di mercato tende a essere tanto maggiore quanto maggiore è il valore della ricchezza posseduta”.
La riforma sarà imperniata su alcuni principi base: la costituzione di un sistema che “contempli assieme alla rendita, il valore patrimoniale del bene, al fine di assicurare una base imponibile adeguata da utilizzare per le diverse tipologie di tassazione”; la rideterminazione della classificazione dei beni immobiliari; il superamento del sistema vigente per categorie e classi in relazione agli immobili ordinari, attraverso un sistema di funzioni statistiche che correlino il valore del bene o il reddito alla localizzazione e alle caratteristiche edilizie.
Gli altri principi base riguardano “il superamento per abitazioni e uffici, del vano come unità di misura della consistenza a fini fiscali, sostituendolo con la superficie espressa in metri quadri” e “la riqualificazione dei metodi di stima diretta per gli immobili speciali”. Per il Tesoro “l’inadeguatezza del sistema dipende dal fatto strutturale che il sistema a categorie e classi è fermo al periodo di costruzione del catasto urbano”. Ad esempio, “abitazioni classate come popolari lo sono rimaste nel tempo, anche se oggi, pur essendo ubicate in zone -centrali, il loro valore è di fatto più elevato di edifici di civile abitazione ubicati in zone semicentrali o, addirittura, periferiche”.
Siamo al decollo della cosiddetta ‘fase due’ con le misure per la crescita: liberalizzazioni, riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali e infrastrutture. Ma si lavora anche a un piano di spending review per tagliare gli sprechi e resta aperto il capitolo della riforma fiscale. (da Affaritaliani.it)

 

ATO UNICA ACQUA, “UN NUOVO CARROZZONE, ANZI DUE”

Staccioli: “Nessun risparmio e un nuovo supermanager. Restano i dubbi sul servizio”

“Un nuovo carrozzone, anzi due, sulle spalle dei cittadini toscani”. Così la consigliera regionale Marina Staccioli (Gruppo Misto) commenta la neonata Autorità Idrica regionale.

“Come al solito per non cambiare niente, si cambia solo il nome alle cose – dichiara Staccioli – e così gli attuali sei Ato dell’acqua diventeranno sei Conferenze territoriali, ma non scompariranno. A vigilare su di loro ci sarà l’Autorità unica, un nuovo ente pubblico che andrà ancora una volta a gravare sui contribuenti. Ciliegina sulla torta: l’Osservatorio, un contentino per i Comitati che si sono impegnati per i referendum dello scorso luglio, lasciati a bocca asciutta da una legge ancor più centralista di quella di prima”.

Il direttore generale dell’Autorità idrica toscana sarà nominato dal Presidente della Giunta e resterà in carica per 7 anni. Il trattamento economico, si legge nella proposta di legge approvata dall’Aula, sarà equiparato a quello delle figure apicali della dirigenza pubblica locale.

Un altro supermanager che non ha bisogno di rendere conto a nessuno”.                                                     –Ufficio StampaFrancesca Puliti-

 

Gabriella Alemanno e le spese pazze dell’Agenzia del territorio

Soldi pubblici per promuovere una commedia e oggetti di lusso per “esigenze di rappresentanza”
E’ quanto emerge dalle fatture dell’ente diretto da Gabriella Alemanno, sorella del sindaco di Roma. Il Fatto Quotidiano ha recuperato la contabilità dell’Agenzia del territorio diretta da Gabriella Alemanno, sorella del sindaco di Roma scoprendo che: nonostante guadagni 300 mila euro lordi all’anno il direttore ha speso migliaia di euro in pranzi e cene di rappresentanza pagati con la carta di credito aziendale. A spese del contribuente e spesso in palese conflitto d’interessi. Per conoscenza, l’Agenzia del territorio è uno strumento cruciale per lo Stato perché raccoglie e trasmette informazioni decisive per il fisco e non solo, è attiva nella costituzione e nell’aggiornamento dell’anagrafe integrata dei beni immobiliari esistenti sul territorio nazionale e nell’integrazione delle attività in materia catastale con quelle attribuite agli enti locali ma soprattutto l’Agenzia dovrebbe essere attiva nel conseguimento dell’equità nel campo dell’imposizione fiscale immobiliare e nel contrasto all’elusione e all’evasione fiscale ”.

Dal 2008 alla guida dell’Agenzia c’è Gabriella Alemanno, sorella del sindaco di Roma Gianni.

La Alemanno ha un passato da dirigente del ministero del Tesoro ed è esperta di diritto tributario. Prima di lei su quella poltrona ha seduto Elisabetta Spitz, per oltre sette anni direttore dell’Agenzia. La Spitz è la ex moglie del senatore Pd Marco Follini (…i soliti privilegi  che la ‘casta’ esercita in barba agli italiani – ndr.-) –(  notizie tratte da il Fatto Quotidiano)-

-La Redazione-

I signori della guerra, Iran e Stati Uniti tensione alle stelle

Sale la tensiore tra Iran e Stati Uniti.

“Ogni impedimento alla navigazione nello stretto di Hormuz non sarà tollerato”. Lo afferma un portavoce della V Flotta americana commentando l’intenzione da parte di Teheran di chiudere il transito del petrolio nel Golfo, come rappresaglia contro l’inasprimento delle sanzioni internazionali.

Lo stretto di Hormuz e gli altri crocevia del petrolio – Lo stretto di Hormuz, porta di accesso al Golfo Persico, e’ il piu’ importante crocevia del greggio del mondo. Attraverso i54 chilometri di mare che dividono l’Oman e l’Iran passano ogni giorno 17 milioni di barili di greggio. Si tratta del 40% del traffico marittimo petrolifero, pari a 43 milioni di barili al giorno, poco piu’ della meta’ degli 85 milioni di barili estratti quotidianamente nel mondo. In realta’ le petroliere che attraversano lo stretto sono obbligate a percorrere due corridoi di poco piu’ di3 chilometri separati da un altro della medesima larghezza. Hormuz non e’ l’unico crocevia strategico (‘chokepoint’):

Stretto di Malacca: situato tra Indonesia e Malaysia e Singapore, e’ la rotta piu’ breve tra i Paesi produttori del Golfo e gli i grandi consumatori asiatici, in primis Cina, Giappone e Corea del Sud, assetati di greggio. Nei tre chilometri del punto piu’ stretto passano 15 milioni di barili al giorno.

Canale di Suez: opera’ del genio e dell’audacia ottocentesca del francese Ferdinand de Lesseps il canale e’ largo appena trecento metri e collega il Mar Rosso al Mediterraneo, destinazione principale dei 4,5 milioni di barili che quotidianamente percorrono i suoi163 chilometri.

Bab el-Mandeb: e’ il ‘chokepoint’ meno conosciuto anche se negli appena30 chilometri che separano il Corno d’Africa e la penisola Arabica passano 3,3 milioni di barili di greggio provenienti dal Golfo Persico diretti verso l’Europa e gli Usa.

Bosforo e Dardanelli: via d’accesso al petrolio russo e a quello proveniente dal Caspio i due stretti separano l’Europa dall’Asia. Nel punto piu’ stretto il primo e’ appena700 metri mentre il secondo raggiunge i1.250 metri. Le petroliere che fanno la spola tra il mar di Nero e il Mediterraneo trasportano ogni giorno 2,4 milioni di barili di greggio.

Canale di Panama: frutto della tenacia degli Usa, dove i francesi avevano fallita, il canale di cui sono in corso lavori di ammodernamento, e’ lungo poco piu’ di81 chilometri e ha una larghezza minima di10 metri. Con i soli 500.000 barili di greggio trasportati rappresenta il crocevia meno importante, ma solo per il petrolio.

Staccioli: “Fidi Toscana trasformata in una banca di regime”

Approvata in Commissione Sviluppo economico la modifica allo statuto della società

“Con un colpo di spugna sullo statuto, Fidi Toscana è stata trasformata in una banca ‘di regime’, pronta a intervenire per salvare le solite aziende amiche”. Così la consigliera regionale Marina Staccioli (Gruppo Misto) sull’approvazione, oggi in Commissione Sviluppo economico, della proposta di legge che modifica lo statuto di Fidi Toscana, società partecipata dalla Regione che opera nel fornire garanzie e agevolazioni alle imprese.

“Grazie a questo intervento – continua Staccioli – Fidi Toscana potrà agire come una vera e propria banca, non solo nel fornire garanzie, ma anche finanziamenti veri e propri anche a soggetti privati”. Non solo, secondo la modifica apportata allo statuto, “la Regione potrà servirsi di Fidi Toscana per pompare denaro pubblico nelle casse delle aziende in crisi”, sottolinea la consigliera. “Il primo passo sarà acquistare il terreno della Eaton di Massa – spiega Staccioli – per poi rivenderlo in lotti separati alle aziende che fossero interessate a riconvertire terreno e attività”. Un’operazione fallimentare, secondo Staccioli “tanto più nel caso Eaton, in quanto gli eventuali acquirenti dovrebbero provvedere da soli, obbligatoriamente, alla bonifica del sito”.

“Non è questa la strada per lo sviluppo – attacca Staccioli – né per la reindustrializzazione. Cosa faremo conla Lucchini? E con tutte le altre aziende in crisi?La Regioneha forse intenzione di comprare mezza Toscana per rivenderla al miglior acquirente?”.

“La via maestra per la ripresa – conclude la consigliera – avrebbe dovuto essere quella della legge sulla competitività. Ma su questo la macchina regionale stenta ad entrare in moto: nella migliore delle ipotesi la legge ‘attrai-investimenti’ entrerà in vigore a due anni dall’insediamento di questo Consiglio, alla faccia di tutti gli annunci del Presidente Rossi”.

Ufficio Stampa-Francesca Puliti-

 

Le 10 principali cause di morte

La classifica (con qualche sorpresa) delle malattie più letali

Non è l’Aids né sono i tumori la principale causa di morte nel mondo. Il vero “big killer” è l’ischemia. Al secondo posto, l’ictus. Al terzo, le infezioni delle basse vie respiratorie come la polmonite o la bronchite acuta. Insieme, queste malattie sono capaci di provocare circa 17 milioni di morti, pari a quasi il 30% del totale dei decessi nel mondo.
Sono dati che arrivano dall’Organizzazione mondiale della sanità. Aggiornati al 2008, registrano la situazione anche per ogni singola area del pianeta, dai Paesi sottosviluppati a quelli in via di sviluppo fino all’occidente industrializzato.
La top 10 nel mondo
Ma vediamo nel dettaglio la classifica delle 10 cause principali di morte nel mondo.

1) Ischemie cardiache – Provocano 7 milioni e 250 mila morti, pari al 12,8% del totale dei decessi.
2) Ictus e altre malattie cerebrovascolari – Causano 6 milioni e 150 mila morti (10,8%).
3) Infezioni delle basse vie respiratorie Malattie come la polmonite o la bronchite acuta causano 3 milioni e 460 mila morti (6,1%).
4) Broncopneumopatie croniche ostruttive (Bpco) – Provocano 3 milioni e 280 mila morti (pari al 5,8% dei decessi).
5) Malattie diarroiche – Sono tutte quelle che provocano forte diarrea (e conseguente gravissima disidratazione del paziente): per esempio il colera, il tifo, la salmonella. Causano 2 milioni e 460 mila morti (pari al 4,3% del totale dei decessi).
6) Virus Hiv – Il virus che provoca l’Aids causa 1 milione e 780 mila morti (3,1% del totale dei decessi).
7) Tumori di trachea, bronchi e polmone – Sono la causa di 1 milione e 390 mila morti (2,4%).
8) Tubercolosi – La Tbc causa 1 milioni e 340 mila morti (2,4% del totale dei decessi).
9) Diabete mellito – Causa 1 milione e 260 mila morti (2,2%).
10) Incidenti stradali – Sono la causa di 1 milione e 210 mila morti (2,1%).
Paesi poveri e Paesi ricchi
Ci sono profonde differenze fra Paesi a  basso, medio e alto reddito. In quelli ricchi, oltre i 2/3 della popolazione superano i 70 anni e muoiono di malattie croniche, come patologie cardiovascolari, broncopneumopatie croniche ostruttive (Bpco), tumori, diabete e demenze.
In quelli a medio reddito, quasi la metà degli abitanti raggiunge i 70 anni e i principali killer sono gli stessi di quelli ricchi, ma con un maggiore impatto di Tbc, Hiv e incidenti stradali.
Negli Stati a basso reddito invece meno di una persona su 5 arriva a 70 anni, e oltre 1/3 di tutte le morti avviene in bimbi sotto i 15 anni. A uccidere sono soprattutto infezioni polmonari, malattie diarroiche, Hiv, tubercolosi e malaria, oltre a complicazioni nella gravidanza e al parto.
I big killer nei Paesi industrializzati
Negli Stati ad alto reddito la principale causa di morte sono:
1) Ischemie cardiache (15,6%).
2) Ictus (8,7%).
3) Tumori a polmone, trachea e bronchi (5,9%).
4) Alzheimer e demenze (4,1%).
5) Infezioni delle basse vie respiratorie (3,8%).
6) Broncopneumopatie croniche ostruttive (Bpco) (3,5%).
7) Tumore del colon retto (3,3%).
8) Diabete mellito (2,6%).
9) Ipertensione (2,3%).
10 Tumore del seno (1,9%).
Ed ora, “incrociamo le dita”.

 

Questa sera il “Nyky Trio” al Circolo Tifernate

Città di Castello-Questa sera 29/dicembre/2011 alle ore 21,00 presso la sala degli specchi del Circolo Tifernate accademia degli Illuminati  evento di fine anno, promosso dalla scuola di musica “Novamusica” in collaborazione con il Circolo tifernate presentano  il Nyky Trio, composto da: Andrea Biagini al flauto, Michele Bianchini al sax (entrambi docenti Novamusica) e Irene Boschi al pianoforte. In programma musiche di: Piazzolla, Festa, Prokofiev, Peterson, Porro Fukushima Suite (brano scritto in memoria delle vittime del terremoto nipponico e dedicato al Nyky Trio) e in prima esecuzione italiana di Scapecchi, Bios per flauto solo, brano già eseguito dalla stesso Biagini lo scorso settembre presso il Conservatorio Tchaikovski di Mosca. Saranno presenti all’evento i compositori Porro e Scapecchi.  Un concerto dove qualità e originalità si incontrano in un contesto internazionale  un’occasione unica per ascoltare un’insolita formazione dal prestigio internazionale.

 

 

Natale 2011, il peggiore da dieci anni

A Natale la spesa media a famiglia è stata di 166 Euro, al di sotto delle previsioni già negative: la spesa totale per il Natale si è attestata a 4 miliardi di Euro, rispetto ai 4,4 che erano stati stimati. Spesi 48 euro in meno per cittadino. Previsioni negative anche sui saldi.

E’ il peggior Natale degli ultimi dieci anni: i consumi sono in calo, sono stati spesi 48 euro in meno per cittadino, per i saldi ormai prossimi alla partenza, gli acquisti caleranno del 30/40%.
Le previsioni, tutt’altro che rosee, sono del Codacons che passato il Natale, fa il punto sulle spese delle famiglie relative alla festivita’. Complessivamente, spiega l’Associazione, per il Natale 2011 “ogni cittadino ha speso mediamente 48 euro in meno rispetto agli anni precedenti. La contrazione ha riguardato sia il settore regali che quello degli addobbi per la casa, mentre hanno retto i consumi alimentari. Spese in calo anche per i viaggi, mentre il settore che piu’ di tutti ha risentito della crisi è quello dell’abbigliamento e delle calzature, dove il calo delle vendite ha raggiunto quota -30%.
E per i saldi invernali in partenza a gennaio le previsioni del Codacons sono
allarmanti. “Saranno un flop – spiega il Presidente Carlo Rienzi – le famiglie non hanno piu’ possibilita’ di spendere per beni non essenziali, nemmeno in regime di sconti stagionali. Prevediamo una riduzione record degli acquisti durante i saldi, con picchi del 30-40% rispetto allo scorso anno“.
A Natale la spesa media a famiglia è stata di 166 Euro, al di sotto delle previsioni già negative: la spesa totale per il Natale si è attestata a 4 miliardi di Euro, rispetto ai 4,4 che erano stati stimati..
E’ quanto sostiene l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori (Onf) che ha elaborato i dati sui consumi relativi alle festività natalizie, pervenuti dai centri di elaborazione dislocati nel Nord, Centro e Sud Italia (sia nelle piccole che nelle grandi città).
“Purtroppo – si legge in una nota – le nostre previsioni negative sono risultate sottostimate. Infatti, in circa tutti i settori, si e’ verificata una forte contrazione rispetto ai consumi natalizi dello scorso anno. La spesa totale si è attestata a 4 miliardi di Euro, rispetto ai 4,4 che erano stati stimati. Pertanto, la spesa media a famiglia è stata di 166 Euro”.
Questi i primi consuntivi relativi ai consumi natalizi articolati nei diversi settori di spesa.

Abbigliamento e calzature -18%; mobili, arredamento ed elettrodomestici -24%; profumeria e cura della persona -7%; giocattoli -3%; alimentazione -1,5%; elettronica di consumo +1% (trainata dal passaggio al digitale terrestre di alcune regioni e dalla vendita di smartphone); editoria (libri e cd) stabile (grazie alle forti promozioni); turismo -8%.
Al cenone forse non si rinuncia, ma per quest’anno dalla tavola delle vigilia sono spariti i cibi di lusso: ostriche, caviale, salmone e champagne (meno che dai tavoli dei ‘poveri’ signori politici- ndr). Ed e’ crollo della spesa perche’ pur avendo comprato cibi e vini per 2,3 miliardi di euro, gli italiani
hanno speso il 18% in meno rispetto allo scorso anno. A tavola ha prevalso il Made in Italy con bollito e pizze rustiche, anziche’ fois gras e bollicine estere.

Dalla crisi esce rafforzata la riscoperta di prodotti del territorio ed il desiderio di mandare a casa ogni se-ritenente “Caesar” e tutta la sua corte (ndr.)

 

Che fine hanno fatto le notifiche alle infrazioni?

SANSEPOLCRO – In città sta succedendo un fatto alquanto singolare. Le notifiche dell’infrazione per violazione al codice della strada (divieto di sosta ad esempio) sembra che scompaiano dai parabrezza delle auto, per poi ricomparire inviate per posta, dopo svariate settimane, a casa dei soggetti interessati. Sono molti i cittadini che riferiscono quanto sopra e che, alla definitiva scadenza della contravvenzione (il pagamento va effettuato entro 5 giorni o entro 60 giorni, ndr), si sono trovati, del tutto ignari, a doversi recare in fretta e furia a saldare il conto per non incorrere in ulteriori sanzioni.

 “Mi è arrivata per posta la notifica dell’infrazione per divieto di sosta, contestata a fine ottobre dalla Polizia Municipale, direttamente a casa solo due giorni fa – dice una cittadina infuriata – mi sono evidentemente preoccupata non avendo avutone notizia prima e non potendola contestare con tranquillità. Ho dovuto inoltre pagare anche le spese di spedizione e quelle amministrative oltre la multa. Vorrei sapere che cosa sia successo alla mia notifica?”. Le risposte possono essere un paio. O la notifica dell’infrazione non è stata lasciata nel parabrezza dell’auto oppure in giro  c’è qualcuno o più di uno che si divertono a toglierle il verbale dalle auto per fare una semplice bravata. Se fosse quest’ultima ipotesi ad avere il sopravvento  sarebbe davvero uno scherzo di cattivo gusto che negli utenti crea un disagio ulteriore. “E’ un fatto alquanto grave non trovare il verbale della contravvenzione – dicono altri – che chiediamo a chi di dovere di verificare e informarci su cosa sia realmente accaduto”. Riportiamo poi per dovere di cronaca un altro episodio. Nei giorni scorsi alcuni cittadini avevano lamentato la mancanza di contravvenzioni alle auto in sosta lungo Viale Vittorio Veneto, ma proprio in questi giorni le multe sembra proprio che stiano arrivando (a distanza di settimane e senza ricevuta di verbale apposto, ndr). Ciò nonostante le auto continuano a parcheggiare lungo la strada, di fronte alle striscie pedonali, e altre anche di fronte all’uscita del piccolo parcheggio laterale, ostruendo la principale via di fuga dallo stesso. Una maggiore attenzione da entrambe le parti, utenti e forza pubblica, sarebbe senza dubbio ben gradito. – mm –

Ndr.O  non vengono  lasciati da chi di dovere gli avvisi di contravvenzione sul parabrezza, o qualcuno si diverte a toglierli. Due casi di rilevante importanza di cui il primo, se fosse dimostrato sarebbe di una gravità inaudita; il secondo invece dimostra l’imbecillità di certi personaggi. Non sarebbe inopportuna un parere di chi è preposto a controllare il traffico stradale e ad elevare le infrazioni. Sarebbe opportuino darsi una calmata e tornare alle regole.

 

Da Anghiari: Urp-Informagiovani

Locandina del Rock Contest (Contesto Valtiberina) dei Gruppi Rock giovanili della Provincia di Arezzo, relativamente alla manifestazione che si svolgerà domani  sera  giovedì 29 dicembre alle ore 21,00 al Teatro Comunale di Anghiari.

Urp-Informagiovani
Piazza IV Novembre,7
52031 Anghiari Arezzo

-Rossi Domenico-

Scienze, lo sapevate quali sono le 10 scoperte più importanti del 2011?

Il neutrino più veloce della luce, l’impronta del bosone di Higgs, sesso tra noi e i Neandertal, gesso su Marte

U n anno di scienza.

1 – i neutrini sarebbero più veloci di circa 6 km al secondo della luce, la quale viaggia a poco più di299.792 km al secondo. La scoperta viene annunciata dai laboratori del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di fisica nucleare

2 – trovata «l’impronta» del bosone di Higgs, la cosiddetta «particella di Dio»

3 – Aids: uno studio pubblicato a luglio dimostra che iniziare una terapia antiretrovirale subito dopo l’infezione da Hiv abbassa del 96% la trasmittività del virus ai partner sessuali

4 – tra Sapiens (noi) e Neandertal è avvenuto scambio di materiale genetico, quindi ci furono accoppiamenti tra le due specie

5 – 300 atomi di anti-materia (anti-idrogeno) vengono isolati per mille secondi al Cern di Ginevra

6 – identificata l’area di addomesticamento del cane: è la zona a sud del fiume Yangtze in Cina

7 – scoperto il primo pianeta extrasolare con temperature superficiali compatibili con la vita: è Kepler-22b a 600 anni luce da noi

8 – uno studio sperimentale sui topi scopre che microbi intestinali hanno un ruolo centrale nella reazione a catena metabolica che porta a placche occlusive delle arterie che causano problemi cardiovascolari

9 – risalgono a 1.997.000 anni fa i resti di quello che è ritenuto l’anello mancante dell’evoluzione tra i generi Australopithecus e Homo. Rinvenuti in Sudafrica, lo studio è stato pubblicato su Science

10 – trovati minerali di gesso su Marte: è una nuova prova della presenza nel passato di acqua liquida sulla superficie del pianeta rosso

Redazione

 

Il grande raggiro dei sacchetti «eco»

A un anno dalle nuove regole : Niente decreti attuativi e zero controlli

Un anno fa giornali e tv preannunciavano dal primo gennaio 2011 la fine dei sacchetti di plastica in polietilene (PE), e la loro sostituzione con borse completamente biodegradabili in 180 giorni, da riutilizzare in casa per la raccolta differenziata dei rifiuti organici. A distanza di 12 mesi il cambiamento è avvenuto solo in parte. La situazione è confusa perché nei supermercati si trovano i nuovi sacchetti biodegradabili, mentre in molti negozi tradizionali, nelle bancarelle degli ambulanti, nelle farmacie e in numerosi punti vendita ci sono ancora i vecchi sacchetti di polietilene. In questi mesi è apparsa anche una nuova generazione di «finti» sacchetti ecologici di bioplastica che contengono componenti non biodegradabili. Inoltre, sono appena arrivati sul mercato i nuovissimi contenitori di plastica riciclata.

Mancano i decreti – «Il funerale del polietilene non c’è stato perché la legge 296 del 2006 stabilisce l’obbligo di utilizzare sacchetti biodegradabili, ma i decreti attuativi non sono mai stati approvati», spiega Luca Foltran, responsabile della divisione packaging dell’Icq, istituto controllo qualità. «In assenza di questi parametri e dell’indicazione sul periodo massimo di dissoluzione, la legge risulta svuotata e i cambiamenti sono stati affidati alla buona volontà degli operatori». Va detto che il legislatore non doveva inventare nulla, doveva solo applicare la norma europea EN 13432: 2002 utilizzata nei Comuni per i sacchetti compostabili e biodegradabili per la raccolta dell’umido. Il cambiamento vero si è registrato solo nei supermercati, che hanno deciso volontariamente di sostituire i vecchi contenitori in polietilene con i nuovi sacchetti «mollicci» biodegradabili al 100% ottenuti da amido di mais, di patata o poliestere.

L’ecologico costa il doppio – La novità non è piaciuta ai consumatori perché i biodegradabili sono morbidi, ma costano il doppio rispetto ai precedenti (10 centesimi al posto di 5) e si lacerano facilmente a contatto con angoli o spigoli delle confezioni. Per questo motivo i supermercati sono corsi ai ripari e hanno inserito nell’assortimento a prezzi convenienti (da 1 a 2,5 euro) bellissime borse multicolore, pieghevoli resistenti e riutilizzabili in cotone, carta di riso, tela, polipropilene. «L’operazione ha funzionato molto bene», spiega David Newman, segretario dell’Associazione italiana bioplastiche. «È vero che la legge è incompleta, ma milioni di consumatori hanno cambiato abitudini. Un’inchiesta condotta nel corso dei primi sei mesi di quest’anno in Toscana ha appurato che i clienti nei supermercati Coop usano il 58% in meno di sacchetti a favore di borse di tela o riutilizzabili. Il cambiamento è importante perché gli italiani detenevano il record europeo come utilizzatori di borse di plastica con il 25% del totale». Non tutto però è perfetto anche nella grande distribuzione, perché i sacchetti e i guanti utilizzati per la frutta e la verdura sono in polietilene e, di conseguenza, non sono biodegradabili.

 

A Pieve Santo Stefano, giovedì 29: tombolata

Pieve Santo Stefano-La Proloco di Pieve Santo Stefano  invita tutti alla TOMBOLATA, rivisitazione del gioco della Tombola con una Smorfia tutta “Pievana”. Ecco quindi che i 90 numeri si trasformano in altrettanti personaggi del paese, che il pubblico dovrà indovinare!
Insomma, sarete voi i protagonisti del gioco!
E a tutti gli intervenuti ricchi premi: “cudenne e cotillons!”
Durante la serata verrà effettuata l’estrazione della lotteria di Natale!

Grande successo per il “christmas videobox” di Città di Castello

Città di Castello – Dall’8 al 24 dicembre Piazza Matteotti a Città di Castello ha ospitato la casetta di legno di Babbo Natale dove all’interno si è svolto l’ormai noto CHRISTMAS VIDEOBOX.

Una novità assoluta per i tifernati, e non solo, che hanno scelto di fare i propri acquisti di Natale in centro storico. Tanti sono state le persone, gli amici, le coppie, i ragazzi che si sono fatti immortalare dalla videocamera del videobox e che hanno deciso di fare gli auguri di Natale ai propri cari in modo originale, grazie all’iniziativa organizzata della rivista Concept Magazine. Sono stati circa 200 i videomessaggi realizzati nelle varie giornate pre-natalize.

Ogni videomessaggio è stato inciso in tempo reale in DVD e regalato ai vari utenti grazie alla collaborazione di 33 attività del centro storico, grazie al prezioso patrocinio del Comune di Città di Castello e della Comunità Montata Alta Umbria e grazie ai videomaker Giovanni Pierangeli e Giacomo Tacchini. Un riscontro favorevole che già portato gli organizzatori dell’iniziativa a pensare di riproporre l’iniziativa anche l’anno prossimo.

 

Evviva !! L’allieva ha imparato dal maestro

Vignetta satirico-politica della vita amministrativa per la città di Sansepolcro, relativa all’anno 2011.

Quando il “buon giorno” si vede dal “mattino”

Stasera Concerto di Natale in Cattedrale

SANSEPOLCRO – Stasera alle ore 21,15 in Cattedrale si terrà il grande concerto di Natale del Coro “Città di Piero” con la Corale Domenico Stella. I cori uniti saranno diretti dai maestri Sannai e Fiorucci. Presenti anche la corale “Santa Maria”, il Baritono Andrea Sari e la Soprano Stella Peruzzi. Il concerto vedrà la partecipazione straordinaria della mezzosoprano Chiara Chialli.

Il nuovo “decisionismo”, quello del sindaco Frullani

Secondo il comunicato stampa del Comune di Sansepolcro, a proposito dell’ ultimo consiglio comunale, leggiamo la seguente affermazione del sindaco:

In democrazia contano i numeri – commenta il sindaco di Sansepolcro Daniela Frullani riferendosi ad una nota diffusa da Moretti e Calchetti nella giornata di oggi  – se questi soggetti non sono in grado di comprenderlo forse dovrebbero fare una riflessione su se stessi e sul senso e adeguatezza delle loro azioni. In totale disprezzo delle più elementari regole democratiche pretendono di comandare i lavori del consiglio e d’imporre le loro posizioni pur essendo in minoranza, stigmatizzando in maniera ingiusta i comportamenti della maggioranza dei consiglieri che si sono democraticamente espressi. Dimostrando un atteggiamento arrogante e poco  rispettoso, anche umanamente, nei confronti dei loro colleghi. Per quanto riguarda la presenza dei tecnici – conclude il sindaco Frullani – è stata una precisa scelta quella di non farli intervenire nel consiglio comunale, che è un luogo di espressione politica e non approfondimento tecnico. La sede opportuna dal punto di vista dell’approfondimento tecnico è infatti la commissione consiliare. Questa anche in futuro, a meno che non si parli di regolamenti con aspetti particolarmente complessi, sarà una scelta perseguita nello svolgimento delle prossime sedute consiliari.

Un’affermazione che “non” ha bisogno di spiegazioni per far capire “dove” risieda  l’arroganza ed il poco rispetto (politico) e spetta alle forze di minoranza il rispondere e controbattere certe accuse.

 Noi ci limitiamo solo a constatare che ogni fase di instabilità, come lo fu tangentopoli o come lo possa essere il cialtronismo, od altro, anche se producono turbolenze o disordine, favoriscono comunque il nascere di idee nuove.

Quello attuale sarebbe quindi il momento di ricreare uno spazio di responsabilità individuale e collettiva nel quale ciascuno si ritrovi allo scopo di impostare una strategia adeguata per affrontare realisticamente i fenomeni del potere e resistere agli interessi dominanti che, altrimenti, determinano circuiti obbligati entro i quali certi singoli si muovono molto proficuamente esclusivamente per se stessi, dimenticando la collettività.

Ciò che occorrerebbe quindi presuppone un soggetto che sappia scegliere, decidere, rifiutando di fare il parassita nella sua vanità, scavandosi il proprio angolino caldo, dimenticando che i disastri per la collettività  nascono dall’incrocio di tutte le latitanze individuali e non; mancanza di morale come capacità di assumere in proprio le responsabilità che li riguardano anche come individui nei confronti della società.

Negli ultimi tempi la fiducia nel potere risolutivo della politica: “la politica è tutto” diminuisce il senso di certi rapporti riducendoli alla semplice gestione del proprio egoismo, della propria vanità, grandi o piccoli che fossero.

A Sansepolcro non è stato trovato quel soggetto che abbia saputo scegliere, decidere etc.., etc..

Ecco così che il ‘buon senso politico’ va a farsi benedire e rimangono, come una sferzata, gli iniziali proclami roboanti di questo o di quel politico con cui ancora, gli stessi, cercano di nascondere il ‘nulla’ amministrativo, magari accusando d’incapacità l’opposizione scordandosi che quest’ultimi per quanto possano fare tentativi anche importanti, verranno regolarmente non accolti perché bocciati dalla maggioranza.

Questa è politica ?

No, sicuramente questa non è ‘politica’ intesa nel suo vero significato

Il decisionismo della destra biturgense nella passata legislatura  prese la mano dell’allora sindaco Polcri o forse lui accondiscendente, e ne sono stati visti i negativi risultati. Non vorremmo che all’attuale sindaco prof. Daniela Frullani capiti la stessa cosa per il  decisionismo di una “certa” parte della politica di sinistra.

Ce lo auguriamo, ma sinceramente non ci crediamo.

Gino Dente

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