Archivio del Fendente

2007-2011

Manovra economica: il via libera a Natale

ROMA – “Sono certo che il Senato farà come sempre la sua parte e rispetterà i tempi. Ci eravamo impegnati nei confronti di questo Governo e del Paese sul fatto che la manovra venisse visitata prima di Natale così sarà”. Lo dice il presidente del Senato, Renato Schifani, augurandosi che “non vengano apportate modifiche”. TREMONTI: ”Il rigore poteva essere fatto riducendo la spesa pubblica”. Cosi’ l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti sulla manovra, intervenendo al ‘In mezz’ora’, di Lucia Annunziata. La manovra “é troppo sbilanciata dal lato delle tasse e priva di altre cose che dovevano esserci. Sulla crescita non ci siamo”. E’ molto probabile che ci sia un’altra manovra. Io penso che non sia giusto farla, ha detto Tremonti. Il giudizio su un Governo, in questa fase in Europa, lo danno “l’Europa o i mercati”, dice l’ex ministro dell’Economia. Il giudizio sul Governo Monti, dopo la manovra? “Oggi purtroppo contano molto più i mercati che l’Europa, e non mi risulta che tutti questi effetti sui mercati ci siano stati”, risponde Tremonti. DELLA VALLE: Con la manovra varata dal governo Monti “il primo pezzo dell’emergenza maggiore è stato fatto ora manca il secondo pezzo, che è quello della ripartenza del paese”. Lo dice l’imprenditore Diego Della valle. Che, ospite de “L’intervista” su SkyTg24, sottolinea che in un momento in cui sono state toccate le famiglie, e chi “fa fatica ad arrivare a fine mese”, è giusto guardare ai patrimoni di chi ha di più. Va fatto “in modo intelligente, e magari ringraziando le persone che lo fanno, che magari lo fanno anche volentieri”. Perché “chi ha posizioni più fortunate deve mettersi a disposizione. Io lo sono, ma sono tanti gli imprenditori che si sentono pronti e sono anche orgogliosi di poter fare di più perché hanno di piu”. Così, “se dovesse servire di più lo si vada a prendere dai patrimoni di chi ha di più”. E “non dalle aziende”, perché oggi bisogna puntare anche sulla competività delle imprese “in un Paese dove molte aziende rischiano il loro futuro”. E guardare ai giovani: “vogliano che questi ragazzi un futuro se lo aspettino e dobbiamo prepararglielo noi”.

ALFANO, MEGLIO SOSTENERE MONTI CHE ANDARE A VOTO SUBITO – “Se si andasse al voto domani, faremmo le elezioni in un tempo di crisi talmente grave per cui è meglio sostenere questo Governo che andare alle elezioni subito”. Lo ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano, che ne ha parlato al congresso provinciale del partito a Reggio Emilia.

GRILLI, SACRIFICI VERI MA C’ERA IL RISCHIO GRECIA – “L’azione del governo andrà giudicata al di là di questo primo intervento di emergenza”. Ad affermarlo è il viceministro all’Economia, Vittorio Grilli, intervistato dal Sole 24 Ore sulla manovra economica del governo Monti, all’interno della quale Grilli riconosce sono stati chiesti agli italiani “sacrifici importanti”, ma sottolinea che senza questi sacrifici “il futuro era la Grecia”. “L’Italia sarebbe arrivata lì – afferma Grilli – e allora cambiamenti per gli italiani sarebbero davvero stati devastanti”. Quanto ai tagli, il viceministro sottolinea che nella spesa pubblica “non ci sono più tesori o tesoretti da andare a colpire con facilità. Serve un’analisi approfondita dei bilanci dei ministeri e degli enti locali per poi procedere con tagli e riforme molto mirati”. La riforma della previdenza fatta dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero è stata, per Grilli “un lavoro difficilissimo. Le pensioni di anzianità, in particolare, erano l’emblema di un trattamento troppo favorevole – rileva il viceministro – per la nostra struttura economica” ed intervenire sulla leva fiscale “era una necessità”. Sull’evasione fiscale, per Grilli “saranno soprattutto importanti le comunicazioni che abbiamo previsto, da parte delle banche all’Agenzia delle Entrate dei dati sulle movimentazioni dei conti correnti”. Il prossimo passo sarà quello di mettere a punto “un pacchetto di interventi” su “infrastrutture, Sud, reti, internazionalizzazione, liberalizzazioni”. E sulle mancate liberalizzazioni, Grilli ammette che “in un Paese come l’Italia, con le sue forti corporazioni, sulle liberalizzazioni puoi e devi intervenire solo con misure generalizzate, che aprano le attività economiche a 360 gradi”.

FORNERO, BASTA CONTRATTI DA PRECARI A GIOVANI – “Questa volta la riforma non poteva che essere forte”. Lo afferma il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, in un’intervista al Corriere della Sera. Il ministro annuncia che sono allo studio modifiche sulla previdenza anche per militari, magistrati e per i professionisti, “nessuno si illuda che non interverremo”, precisa. “Stessa cosa per le casse dei professionisti – aggiunge – Lo so che qui dentro c’é buona parte della classe dirigente ma sicuramente procederemo”, perché “tutti o quasi questi regimi non sono sostenibili nel lungo periodo”. “La previdenza è stata troppo spesso un ammortizzatore sociale – afferma Fornero – per cui tutte le riorganizzazioni d’impresa sfociano in prepensionamenti”, “e lo Stato copre questo patto implicito tra aziende e lavoratori anziani a scapito dei giovani – aggiunge – Se vogliamo fare la riforma del ciclo di vita è proprio per rompere questo patto: non ce lo possiamo più permettere”.

I più penalizzati da questa situazione, per il ministro sono i “giovani e le donne”, “perché la via italiana alla flessibilità ha riguardato solo loro”. “Penso che un ciclo di vita che funziona è quello che permette ai giovani di entrare nel mercato del lavoro con un contratto vero, non precario – sottolinea Fornero – Ma un contratto che riconosca che sei all’inizio della vita lavorativa e quindi hai bisogno di formazione e dove parti con una retribuzione bassa che poi salirà in relazione alla produttività. Insomma, io vedrei bene un contratto unico, che includa le persone oggi escluse e che però forse non tuteli più al 100% il solito segmento iperprotetto”. E sulle critiche dei sindacati a toccare l’art.18, Fornero risponde che “non ci sono totem e quindi invito i sindacati a fare discussioni intellettualmente oneste e aperte”.

MANOVRA: CAMUSSO,INIQUA. BONANNI, SEMBRA FATTA DA MIO ZIO
Una manovra iniqua, squilibrata, che colpisce lavoratori e pensionati e che rischia di avere un effetto recessivo. I sindacati promettono battaglia contro le misure varate ieri dalla Camera, che, sintetizza con una battuta il leader della Cisl Raffaele Bonanni, sembrano scritte da suo “zio, che non capisce niente di economia”. I leader delle principali sigle sindacali continuano la mobilitazione contro il decreto ‘Salva Italia’ che, promettono, andrà avanti fino a Natale e anche oltre, con modalità ancora da stabilire. Oggi è stata la volta del presidio della Cisl a piazza Montecitorio, al quale hanno partecipato anche esponenti delle altre formazioni. Davanti agli iscritti della Puglia, tra cui molti pensionati, Bonanni ha fatto sua la battuta sullo “zio” pronunciata poco prima da Carmelo Barbagallo della Uil e ha ribadito le ragioni del no: la manovra “é iniqua ed è contro i lavoratori dipendenti e i pensionati”, ha ribadito, per questo la Cisl “non darà tregua”.

Tra i temi a cui mettere mano, l’esponente sindacale ha inserito in particolare la riforma fiscale, perché, ha tuonato riferendosi all’alleggerimento previsto per le imprese, la Confindustria di Emma Marcegaglia “é l’unica che ha ricevuto soldi dal Governo e a dare i soldi siamo stati noi”. Con nuove norme bisogna dunque agire in maniera selettiva, riducendo “le tasse a lavoratori e pensionati e alle imprese che investono e assumono”. Ma su questo e su gli altri temi il premier Mario Monti dovrà agire attraverso la concertazione, perché i partiti, in realtà, secondo Bonanni “sono vicini, ma fino a un certo punto, al governo”, “vogliono le elezioni anticipate” e quindi “ridurre il potere” di Palazzo Chigi. La manovra, gli ha fatto eco il leader dell’Ugl, Giovanni Centrella, “penalizza i pensionati, gli operai, gli impiegati, ma in nessun modo chi non ha pagato nulla e ha evaso le tasse”.

Insomma, ha sottolineato da Padova anche il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, “é profondamente squilibrata sulla tassazione del lavoro dipendente, delle pensioni e delle famiglie. Questo è un tratto che va corretto, anche per gli effetti recessivi che avrà sul paese”. Il giudizio della Cgil, dunque, “continua a essere quello di una manovra che non ha i tratti di equità che avrebbe dovuto avere e che comunque bisogna provare ad ottenere”. Il sindacato, infatti, non rinuncia “a immaginare di cambiarla in senso antirecessivo”. Anche se i sindacati si trovano sullo stesso fronte della Lega: “L’effetto finale – ha osservato Camusso – può apparire così”, ma “bisogna ricordarsi che se l’attuale governo può fare questi interventi è anche grazie a tutti quelli dei governi precedenti. Quindi la Lega porta una responsabilità precisa: avere introdotto il criterio che si potevano progressivamente allungare gli anni di lavoro”. ansa

 

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