Archivio del Fendente

2007-2011

L’ultima Cioccolata: il nuovo libro di Andrea Bertocci

VALTIBERINA – Sarà nelle librerie da domani il nuovo lavoro firmato Andrea Bertocci. “L’ultima cioccolata” affronta la tragica fine di alcune decine di civili intercettati da soldati tedeschi  nell’estate 1944, durante il passaggio in Val Tiberina del fronte di guerra.
“Pur non trattandosi di rappresaglie (come è invece accaduto a Filetto di Camarda, Onna, Gubbio e forse vicino a Ravenna in località Madonna dell’Albero), in questa lunga serie di omicidi sono comunque riconoscibili alcuni elementi che danno al fenomeno un carattere di unitarietà. – dice l’autore -. Si delinea pertanto un quadro molto vicino a quello di una strage dove, se non si ravvisa l’aggravante della premeditazione, tuttavia altre circostanze contribuiscono a qualificarne i reati come omicidio continuato (con la realizzazione, in tempi diversi, di un disegno criminoso unitario) e pluriaggravato, con aggravanti comuni rappresentate a volte dalla gratuità del crimine commesso, a volte dall’aver agito per rapinare le vittime o usare violenza sulle donne, l’aver adoperato sevizie e aver agito con crudeltà”. “Malgrado le rilevanti dimensioni di questo sacrificio collettivo (oggi si può  parlare di almeno 55 civili fucilati nel territorio di Sansepolcro o nel comune limitrofo di Pieve Santo Stefano), ben presto si è persa la memoria di una simile tragedia e, insieme a quella, pure la possibilità di esperire un’azione penale contro i responsabili. Oggi, anche davanti a recenti sentenze di condanna che in Italia sono state pronunciate contro alcuni ex-militari ultraottuagenari e contumaci a distanza di oltre sessant’anni dai fatti indagati, è lecito chiedersi quanto questo tipo di giustizia corrisponda a quella percepita dal senso comune. Essa è comunque una giustizia processuale (procedurale) che non restituisce alle famiglie l’affetto mancato dei propri cari e non ripara l’esistenza lacerata (e condizionata negativamente) degli orfani. Per questo motivo le ricerche svolte sono state animate da un interesse di tipo, forse, più giuridico che storico, con un occhio di riguardo per aspetti che rendono ancora molto attuale il tema della stragi di civili commesse nelle zone di guerra”.

“Senza sostenere tesi o precise accuse, questo lavoro vuole presentare gli eventi per come accaddero, – asserisce Bertocci  – aggiungendo degli antefatti per capire le ragioni della presenza di determinate unità nella regione e altre notizie relative alle successive inchieste. Il testo contribuisce a gettare una luce su molti episodi che, almeno a livello locale, non sono mai stati sufficientemente conosciuti e analizzati. Poiché il fine è principalmente divulgativo, la presente pubblicazione non assume allora il carattere proprio di un’indagine storica e mira piuttosto ad una lettura (corredata anche di molte illustrazioni) che sia fruibile da tutti, anziani e giovani. E soprattutto a loro si rivolge, affinché trovino anche nel passato la forza e le idee per risolvere i problemi di oggi e di domani”.

 

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