Archivio del Fendente

2007-2011

Da oggi 21-12-2011 al 12-02-2012 in Arezzo-Palazzo dei Priori

Fatti non foste….di Raffaele Ariante

L’Assessorato alla Cultura e Spettacoli del Comune di Arezzo intende affrontare e risolvere la “questione feste” come clima di un divertimento formativo per il nostro territorio. Non soltanto,  musica e teatro, canto e danza, ma ecco adesso l’arte visiva – che non poteva mancare nella sua veste di ouverture di una nuova, inedita stagione politica e sociale, fatta di segnali culturali decisi e guidati, in grado di spingere alla fiducia e al sogno uno, nessuno, o forse centomila…

Il Natale aretino chiede all’arte contemporanea di ricordare il passato, le nostre prime radici italiane, forse anche la nostra indimenticata bellezza… E Raffaele Ariante, artista di Assisi, viene invitato in città per questo, per il “peso adattato” del suo lavoro, nel cammino di una mostra personale che, dal cuore del centro storico, parla il volgare dell’italiano – quella prima lingua che Dante penserà a render nobile. Con il Patrocinio della Società Dante Alighieri, del Comune di Assisi, del Comune di Arezzo, Palazzo dei Priori – sede del Municipio aretino (già vivo prima dell’Alighieri, nel 1098) – difende la storia della letteratura con la forza dell’arte contemporanea. I 33 canti dell’Inferno di Dante sono rubati dal Doré e al Doré: colorati da Ariante, il quale – benché dal succo rutilante del colore, si lega al silenzioso rispetto di una riforma reazionaria. L’applicazione della pellicola pastosa delle cromie, stratificata sul nero dell’inchiostro francese, consente all’autore di cavalcare l’emblema raffinato di un’estetica ormai storica, fino al testamento emotivo della china avvertita ma superata nella rifondazione gestuale e segnica, oggi – dopo quasi un secolo e mezzo. Paul Gustave Doré (Strasburso, 1832 – Parigi, 1883) è stato un pittore e incisore francese, noto soprattutto per le sue illustrazioni della Divina Commedia di Dante (1861-1868), insieme, per esempio, a quelle della Bibbia, dell’Orlando furioso (Ariosto), del Gargantua e Pantagruele (Rabelais), del Don Chisciotte (Cervantes), della Ballata del vecchio marinaio (Coleridge), del Corvo (Allan Poe), dei Fiori del male (Baudelaire). Le sue incisioni rispecchiano il gusto romantico accostato a una visione epica drammatica: trattenuto guizzo di virtuosismo tecnico. E Raffaele Ariante, dal 21 dicembre 2011 al 12 febbraio 2012 mostrerà alla cittadinanza aretina la propria capacità di comunicare l’arte con l’arte, attraverso l’uso del colore su una carta che si è già espressa ma non per questo ha esaurito le proprie risorse iconiche. Il gusto ottocentesco è rivisitato con la semplicità di adesso: in una libera risonanza espressiva che sa distaccarsi tanto dall’accademia, quanto dal soggettivismo; nella tensione a riconoscere e approvare un gesto realizzativo e una sua dimensione eidetica.

L’opera di Raffaele Ariante è ad Arezzo con Fatti non foste… 21 dicembre 2011 – 12 febbraio 2012, nei locali di Palazzo dei Priori (Atrio d’Onore e Sale interne), Piazza della Libertà 2: opening oggi mercoledì 21 alle ore 18.30, alla presenza dell’artista, dell’Assessore Pasquale Giuseppe Macrì, del Sindaco Giuseppe Fanfani – che reciterà un canto della Divina Commedia. Per l’occasione, sarà girato un video dal filmaker Francesco Faralli, a documentare l’intervento e l’esposizione, in un amalgama espressivo critico.

La rassegna rimarrà aperta tutti i giorni (11-13 / 14-16; sabato, domenica, festivi 11-16); ingresso “Benvenuti ad Arezzo”.

-Informazioni: 0575-377508 / 0575-401945, ufficiocultura@comune.arezzo.it.-

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