Archivio del Fendente

2007-2011

Consumi, il peggior Natale dal 2000

Scende la spesa degli italiani per il cibo

Sborsati 2,3 miliardi di euro per cibi e bevande
Aumentano gli sprechi

Milano – Cibi e bevande per 2,3 miliardi di euro. È quanto hanno speso gli italiani per il cenone della vigilia e il pranzo di Natale, secondo quanto stimato da Coldiretti. Il dato indica una flessione del 18 per cento rispetto all’anno precedente ed è il più basso dal 2000.

Made in Italy – A confermare la flessione è anche il Codacons. Secondo l’associazione a tutela dei consumatori, il budget per i festeggiamenti è stato di 48 euro in meno rispetto al passato. Per i nove italiani su dieci che hanno scelto di festeggiare in casa a prevalere è stato il Made in Italy con meno caviale, ostriche, salmone e champagne e – sottolineala Coldiretti – anche bollito e pizze rustiche. La maggior parte delle tavole sono state imbandite con menù a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata – concludela Coldiretti – in 850 milioni di euro per pesce e le carni compresi i salumi, 490 milioni di euro per spumante, vino e altre bevande, 400 milioni di euro per dolci con gli immancabili panettone, pandoro e panetteria, 270 milioni di euro per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca e 190 milioni di euro per formaggi e uova. Nonostante i cambiamenti nelle abitudini alimentari, continuano a prevalere le ricette tradizionali. astico calo dei consumi al punto da fare di questo “il peggior Natale da dieci anni” e previsioni buie anche per gli imminenti saldi di gennaio.

Salgono gli sprechi – Nonostante la crisi e la contrazioni dei consumi, non sono tuttavia diminuiti gli sprechi. Quest’anno circa un quarto delle portate preparate per la vigilia e per il pranzo di Natale, per un valore di oltre mezzo miliardo, è finito nel bidone della spazzatura. Più sprecati sono stati soprattutto i prodotti già cucinati e quelli più deperibili come frutta, verdura, pane, pasta, latticini e affettati. «Un’abitudine, che soprattutto in un momento di difficoltà generale – fa saperela Coldiretti – sarebbe bene cambiare, riciclando gli avanzi con nuove ricette». (dal Corriere della Sera.it)

 

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