Archivio del Fendente

2007-2011

Gabriella Alemanno e le spese pazze dell’Agenzia del territorio

Soldi pubblici per promuovere una commedia e oggetti di lusso per “esigenze di rappresentanza”
E’ quanto emerge dalle fatture dell’ente diretto da Gabriella Alemanno, sorella del sindaco di Roma. Il Fatto Quotidiano ha recuperato la contabilità dell’Agenzia del territorio diretta da Gabriella Alemanno, sorella del sindaco di Roma scoprendo che: nonostante guadagni 300 mila euro lordi all’anno il direttore ha speso migliaia di euro in pranzi e cene di rappresentanza pagati con la carta di credito aziendale. A spese del contribuente e spesso in palese conflitto d’interessi. Per conoscenza, l’Agenzia del territorio è uno strumento cruciale per lo Stato perché raccoglie e trasmette informazioni decisive per il fisco e non solo, è attiva nella costituzione e nell’aggiornamento dell’anagrafe integrata dei beni immobiliari esistenti sul territorio nazionale e nell’integrazione delle attività in materia catastale con quelle attribuite agli enti locali ma soprattutto l’Agenzia dovrebbe essere attiva nel conseguimento dell’equità nel campo dell’imposizione fiscale immobiliare e nel contrasto all’elusione e all’evasione fiscale ”.

Dal 2008 alla guida dell’Agenzia c’è Gabriella Alemanno, sorella del sindaco di Roma Gianni.

La Alemanno ha un passato da dirigente del ministero del Tesoro ed è esperta di diritto tributario. Prima di lei su quella poltrona ha seduto Elisabetta Spitz, per oltre sette anni direttore dell’Agenzia. La Spitz è la ex moglie del senatore Pd Marco Follini (…i soliti privilegi  che la ‘casta’ esercita in barba agli italiani – ndr.-) –(  notizie tratte da il Fatto Quotidiano)-

-La Redazione-

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Un pensiero su “Gabriella Alemanno e le spese pazze dell’Agenzia del territorio

  1. Maria Cristina G in ha detto:

    E intanto si è scoperto, con il confronto di foto aeree, che ci sono in Italia circa 2.500.000 di case non accatastate, che non pagano nè ICI, ora IMU, e Irpef e sfuggono completamente al fisco.
    Alla faccia della meritocrazi!

    Maria Cristina G.

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