Archivio del Fendente

2007-2011

P3, chiesto rinvio a giudizio per Verdini, Dell'Utri e altri 18

Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il pubblico ministero Rodolfo Sabelli hanno tirato le somme della clamorosa indagine sulla P3. E hanno chiesto al gup di rinviare a giudizio 20 persone, tra le quali il coordinatore del Pdl Denis Verdini e il senatore Marcello dell’Utri. Tutti sono accusati di aver violato la legge Anselmi per aver partecipato a un’associazione “caratterizzata dalla segretezza degli scopi, dell’attività e della composizione del sodalizio e volta a condizionare il funzionamento di organi costituzionali e di rilevanza costituzionale”. Un sodalizio impegnato “a realizzare una serie indeterminata di delitti di corruzione, abuso d’ufficio, illecito finanziamento dei partiti, diffamazione e violenza privata”.
In particolare, il rinvio a giudizio è stato chiesto per Fabio Porcellini e Alessandro Fornari (imprenditori indicati come finanziatori), Ignazio Farris (presidente di Arpa Sardegna), Pinello Cossu (presidente del consorzio Tea impegnato nell’attività di risanamento ambientale), Marcello Garau (dirigente Tea), Antonella Pau (indicata come prestanome di Carboni), Maria Scanu Concas (moglie di Carboni e sua prestanome), Stefano Porcu (direttore di banca), Giuseppe Tomassetti (prestanome di Carboni) e Pierluigi Picerno (imprenditore e indicato come finanziatore).
Al vertice e ai partecipanti del sodalizio denominato P3 i magistrati contestano l’accusa di associazione per delinquere ritenendoli responsabili di aver organizzato una fitta rete di conoscenze nei settori della magistratura, della politica e dell’imprenditoria anche attraverso l’attività di promozione di convegni e incontri di studio e una associazione culturale denominata ‘centro studi giuridici per l’integrazione europea-diritti e libertà”. A gestirla secondo la Procura della Repubblica di Roma Carboni, Lombardi e Martino.
Nei capi di imputazione vengono tra l’altro ricordati una serie di fatti illeciti contestati alla P3. Tra questi il tentativo di influenzare la Corte Costituzionale a proposito del giudizio sul ‘Lodo Alfano’, l’intervento al Csm per pilotare l’assegnazione di incarichi direttivi, gli interventi sulla Corte di cassazione per risolvere in una certa maniera il cosiddetto ‘Lodo Mondadori’, il tentativo di screditare il candidato Caldoro al governo della Campania nonché l’intervento a Milano in favore dell’accoglimento di un ricorso riguardante la lista ‘Pro Lombardia’ di Roberto Formigoni.
Oltre all’accusa di associazione per delinquere e alla violazione della legge Anselmi vengono ipotizzati a seconda della posizione processuale i reati di concorso nella corruzione, nell’appropriazione indebita, nell’abuso d’ufficio, nella diffamazione e nella violenza privata. (da Affaritaliani.it)

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