Archivio del Fendente

2007-2011

Dalla "calza" della Befana: una satira di E.Merendini sulla sanità nostrana

Valtiberina – La satira è una forma libera e assoluta, un genere  della letteratura  e di altre arti caratterizzata dall’attenzione critica alla politica e alla società mostrandone le contraddizioni e promuovendo il cambiamento. È quella manifestazione di pensiero talora di altissimo livello che nei tempi si è addossata il compito di castigare ridendo mores ovvero di indicare alla pubblica opinione aspetti criticabili o esecrabili di persone, al fine di ottenere, mediante il riso suscitato, un esito finale di carattere etico, correttivo cioè verso il bene.
Ecco che un nostro lettore della  valtiberina toscana, certo “Eufemio Merendini”, usando l’arte della satira, ci ha inviato il  05/01/2012 alle ore 16.20 che,  ritenendolo questa Redazione attuale ed interessante, ve lo  proponiamo così come è stato scritto, anche come articolo:
COMUNICATO USLE TRADOTTO DA EUFEMIO
Tranquilli da sto comunicato se capisce bene che non cè nessun problema, funziona tutto meglio de prima!
Si qualcuno c’à difficoltà a leggere gnine spiego io il comunicato che vol dire:
Cari cittadini e cittadine, anche se ve se vol prendere un po’ in giro, gniente panico per l’ospedale del borgo!
Da oggi alora funziona cusì.
S’ariva che se sta male al’ospedale de notte (perché si uno unne sta male alora è meglio che vadi al giro per el corso e un venga a romperci troppo le scatole!).
Una volta appurato che se sta male, alora poi se vede il da farsi che qualcosa per passare el tempo se trova de sicuro.
C’è quelli delle pulizzie coi quali far dù chiacchiere, c’è due o tre infermieri sopravvissuti ai tagli e poi cosa più mportante de tutte l’altre, c’è anche le machinette dele pastine che funzionon sempre anche ale 3 de notte, quande ‘l barre è chiuso!
Dopo lunghe e stenuanti trattative sindacali, abbiamo raggiunto quindi un accordo col il caffè che è reperibile 24/24, insieme alle merendine e patine fritte. Se un dormi, c’è anche la camomilla.
E ve par poco!?
Oh che pretendete dell’altro, oh ingrati vù ‘n sete altro!?
Si tutto questo servizio ve par poco, alora sappiate infine che tutti i medici han fatto i corzi d’aggiornamento: l’uturino cura anche i piedi suddeci, il cardiologo toglie anche il cerume dal’orecchi, mentre al ginecologo gni abbiamo insento a fare anche i clisteri. Pensate un po’ quel che un se fa e un dite che non siamo ganzi!
Se poi sgraziatamente ve fa male la trippa perdavero alora qua viene il bello!
T’ariva il ginecolo a le 3 de notte e te gni dici: o ginecologo, a me me fa mal la trippa.
Inanzi tutto te becchi un clistere per vedere se tutto funziona bene, una volta verificato che tutto sia a posto il ginecologo acende il computer e manda un’email al’ospedale d’Arezzo e gni dice:
Caro ospedale di Arezzo, s’ò il ginecologo del borgo, oh, qua c’è uno che gni fa male la trippa io sò ginecologo e gn’ho già fatto un clistere, aiuto! che devo fare adesso?
Si tutto va bene bene e ad Arezzo c’è il computer aceso con qualcuno che ce d’à un’occhio, alora dopo un paio d’ore gne rispondono:
Caro ginecologo del borgo, come te la passi? Passato un buon capodanno lì da voi in Valtiberina?
Qua ad arezzo tutto bene, l’anno è iniziato coi botti io so’ stato in Piazza Sant’agostino a vedere un concerto e te che hai fatto?
Risposta dal ginecologo del borgo:
Egregio collega dello spedale di Arezzo, io so ito colla mì moglie al cenone de caprese Michelangelo: sentisti ma bono che fanno il risotto al tartufo!
Una cosa che m’arlecco ancora i baffi!!
Colgo l’occasione per augurarti un buon anno!
Nel frattempo mentre te doli dal mal di stommeco e il dottore pratica il RIS e l’Ecofast al computer (!!!!??), ecco che s’è fatta l’alba ed entra nella stanza la signora de le pulizie col cencio in mano e te dice: te che ce fai qui a le 6 del mattino! Esci che devo arpassare il cencio ‘n terra!
Sconsolato, esci strisciando per terra come rambo dietro le linee nemiche del vietnam, protendendo la mano verso il ginecologo che sta chattando al computer col collega dei RIS praticando l’Ecofast con arezzo parlando de tartufi e de fochi d’artificio e esci con il mal de trippa che te pare che te tagliano i budelli dal male che senti!
Co la sfiga che c’hai incontri un’altra signora dele pulizzie che s’arabbia che gni stai sporcando il pavimento ancora bagnato dal cencio fresco e da un calcio al secchio coll’accuqa suddecia che c’à appena pulito i cessi pisciosi e s’arvolta contro de te: alora un ce semo capiti eh!
Ma gniente panico, cittadini, al borgo ci sono i RIS, c’è anche l’Ecofast.
E sperate solo che vel dolga la trippa perché invece del ginecolo che almeno un clistere ve lo fa, ve potreste artrovare a che fare con quello che ha fatto il corso per togliere il cerume dal’urecchi…
E poi ce se chiede perché è una valle de vecchi e perché i giovini vanno a perugia, città di castello o arezzo.
Chiamiamo i RIS, magari loro una risposta la trovano… con l’aiuto dell’Ecofast!
-Eufemio Merendini-

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