Archivio del Fendente

2007-2011

Così la Lega legò l’Italia

Il peggio della Lega (leggi “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania”, partito di secessione e di governo del Paese da cui si invoca la secessione) si vede nella caduta.
E’ avvenuto nell’estate del 2011, parte del rovinoso crollo di Silvio Berlusconi, che ha campato di voti della Lega, ma li ha pagati, a scadenze fisse, carissimi, mantenendo l’alto tenore di vita di un partito quasi inesistente attraverso il governo, il potere e la vita facile dei gerarchi.
Ma è anche la caduta interna di un partito privato e carismatico, nel momento in cui l’eccesso di potere e di pretese di altro potere non ha potuto più reggere lo squilibrio per  il progressivo avanzare di idee ripugnanti, quasi tutte condivise con la peggiore estrema destra razzista d’Europa  e l’eccesso unilaterale di potere in un governo composto da altre destre, fondate sul danaro, sulla occupazione (con profitto) dello Stato e su un bisogno apparente di “nazione” e “bandiera” continuamente contraddetto e disprezzato dall’interno dello stesso governo.
Inizi 2012, dopo la “caduta”, torna il punto di squilibrio più grave, deliberatamente tenuto in ombra ma non nascosto, non abbandonato, dai portatori del progetto padano, è la secessione, ideologia e politica praticata e predicata da un partito a cui fu  affidata la gestione della polizia e della politica interna italiana, ma anche della politica estera, attraverso il disegno e il controllo di tutta la politica dell’immigrazione, fino al trattato con la Libia.
L’Italia ha vissuto dunque la lunga e umiliante condizione di essere governata, in parti vitali e in funzioni essenziali, da un partito anti-italiano, che non si è mai neppure molto preoccupato di nascondersi e camuffarsi.
Pensate che, da un lato, il portavoce autorevole della Lega Nord (tre ministri in posti chiave di governo) è un personaggio politico come Borghezio, capo delegazione della Lega Nord al Parlamento europeo.
Non dimentichiamoci che il deputato Lega Nord Luciano Dussin, scrisse il 23 agosto in un editoriale su La Padania: “L’Italia è una famiglia da cui bisogna uscire”.
Non dimentichiamoci che: mentre governava la Repubblica Italiana,  disprezzava il tricolore, ed ha rifiutato, in modo formale e senza incontrare obiezioni istituzionali, ogni evento o celebrazione che abbia riferimento con l’Unità d’Italia.
La Lega è  il punto generatore di cattiva politica e di sentimenti spregevoli ed ha
occupato col peggio delle sue idee e della sua politica un pauroso vuoto di civiltà nella vita italiana. (brani da un articolo di Furio Colombo)

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