Archivio del Fendente

2007-2011

La Misericordia sul caso dei sei operatori a progetto

SANSEPOLCRO – Ha fatto il giro della città la notizia del non rinnovo del contratto di lavoro per sei addetti che svolgevano attività presso il 118 della Confraternita di Misericordia. La polemica verteva sul fatto che dopo tre anni di contratto a progetto e altrettanti di volontariato, pareva che fossero stati allontanati senza ragioni valide. Il Presidente della Misericordia, Michele Allegrini, fa così chiarezza sulla verità dei fatti. “Gli operatori sono stati avvisati per tempo – dichiara – nessuno li ha mandati via. E’ stato proprio per sopperire ad un aumento dei nostri servizi offerti nell’ambito dell’emergenza urgenza che abbiamo instaurato con dei giovani dei contratti a progetto, a rotazione, specie in certi periodi di carenza di personale volontario che peraltro è la nostra forza ordinaria”. “Preciso che gli stessi, persone che gravitavano attorno alla Confraternita, erano consapevoli che una volta terminato il progetto potevano riscriversi come soci e tornare ad essere dei semplici volontari anche se, ad oggi, solo tre dei sei lo ha fatto”. “La Misericordia di Sansepolcro (3mila soci e 120 volontari di cui 70 in emergenza) è l’unica della vallata che fornisce il servizio di 118 all’Ospedale di zona, 24h su 24, sette giorni su sette – precisa Allegrini – e coprirlo con la sola forza volontaria è pressoché impossibile. Non si è mai trattato di perdita di lavoro come è stato ipotizzato – prosegue – trattandosi in realtà solo di un’opportunità di impiego di alcuni giovani in attesa di occupazione”. Il Presidente spende anche due parole sul servizio di 118 spesso descritto in modo sbagliato. “Il nostro servizio di 118 non è svolto in convenzione con il Servizio Sanitario Regionale -dice- ma è parte di un accordo con la USL8, peraltro terminato in novembre;  in questi mesi si dovranno stabilire le nuove modalità di accordo, fatto per cui in questo periodo di transizione e incertezza, il magistrato ha voluto essere cauto non rinnovando quei contratti a progetto che, per effetto della legge Biagi, si sarebbero trasformati in contratti alle dipendenze, cosa per noi impossibile da fare. I nostri operatori non svolgevano semplice attività di autista – conclude Allegrini – ma erano e sono figure altamente qualificate, soccorritori di 118 anche per il sociale che vorremmo non perdere, ma che invito caldamente a tornare come nostri volontari”. -m.m.-

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Un pensiero su “La Misericordia sul caso dei sei operatori a progetto

  1. Cinzia Celati in ha detto:

    Mi auspico di ascoltare l’altra campana, gli operatori a cui non è stato rinnovato il contratto a progetto. Alcune domande sorgono spontanee:
    1) Sono presenti all’interno dell’associazione pensionati che collaborano stabilmente e sono remunerati con forme contrattuali?
    2) Per poter esprimere una valutazione in merito alla possibilità di assumere dipendenti, l’associazione dovrebbe pubblicare il bilancio.
    3) Tra i 120 volontari, quanti di questi sono effettivamente attivi in ambito sanitario ed in emergenza escludendo pertanto le attività residuali? All’uopo l’associazione dovrebbe precisare con quanti servizi annui l’associazione considera attivo un volontario.
    4) Gli operatori a cui non è stato rinnovato il contratto, per quanto anni hanno operato con contratto a progetto?
    Cinzia Celati

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