Archivio del Fendente

2007-2011

Intensa serie di incontri per la delegazione valtiberina di Rifondazione a Cipro

Spunti geopolitici interessantissimi in nome della pacifica convivenza tra i popoli

Sansepolcro – Si è conclusa sabato 14 gennaio la visita della delegazione valtiberina di Rifondazione Comunista nell’isola di Cipro, dopo quattro giorni di incontri e visite in un’area particolarmente ricca di spunti geopolitici molto interessanti: “Tra le attività del nostro circolo, – spiega il capogruppo di Rifondazione nel consiglio comunale di Sansepolcro Emanuele Calchetti – cerchiamo sempre di inserire degli scambi internazionali, perché sono un fondamentale strumento di formazione di ciascuno di noi come militante”. L’isola di Cipro vive dal 1974, dopo un fallito golpe dei Colonnelli greci, una situazione di divisione tra la parte meridionale, a maggioranza greco-cipriota, e la parte settentrionale, a maggioranza turco-cipriota ed occupata militarmente dalla Turchia. Fino al 2003 il confine era invalicabile, mentre oggi esistono delle postazioni doganali, ma il limite fra le due aree è tuttora presidiato da eserciti contrapposti e dai caschi blu dell’Onu. La delegazione valtiberina, composta da Emanuele Calchetti, Davide Meazzini, Guido Guerrini e Giacomo Benedetti, ha incontrato alcune delle forze più attive nel percorso della riunificazione e della pacifica convivenza fra greco-ciprioti e turco-ciprioti. Grazie all’indispensabile collaborazione del responsabile del dipartimento esteri del Partito comunista cipriota (AKEL), Elias Demetriou, i valtiberini hanno incontrato dapprima il segretario generale del sindacato PEO, Pieris Pieri, e successivamente il segretario dell’AKEL Costas Christodoulides e il presidente della organizzazione giovanile del Partito Unito Cipriota, forza politica marxista operante nella Cipro turca, Kemal Gulercan.

“Dagli incontri”, riassume il consigliere comunale di Pieve Santo Stefano Davide Meazzini, “è emerso come i ciprioti paghino il conto ad interessi imperialistici, quelli Turchi come quelli Britannici o Statunitensi, che impediscono una soluzione equa e pacifica della crisi; questo”, precisa Meazzini, “nonostante gli sforzi dell’AKEL, che pur essendo il primo partito cipriota con oltre un terzo dei voti ha difficoltà a governare a causa degli ostacoli posti dalle forze borghesi e reazionarie che tutelano gli interessi delle multinazionali e della grande finanza”.

Secondo Guerrini è interessante sottolineare “il caso unico nell’Unione Europea di un Paese in cui una forza esplicitamente e realmente comunista ha mantenuto intatto il proprio consenso anche dopo il crollo del muro di Berlino, riuscendo ad esprimere il capo del Governo che, dal 1° luglio, rivestirà per sei mesi il ruolo di Presidente di turno dell’UE”.

Per Giacomo Benedetti, infine, “esperienze come quella del nostro viaggio sono importantissime anche perché l’offensiva del capitale in questa fase va ben oltre i confini dei singoli Stati, e quindi anche coloro che vi si contrappongono devono obbligatoriamente fare fronte comune su scala sovranazionale”.

Nella foto: la delegazione valtiberina del PRC nella sede dell’AKEL a Nicosia con il segretario  Costas Christodoulides.

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