Archivio del Fendente

2007-2011

Eppure sono fatti avvenuti in Valtiberina

Un cittadino della Valtiberina  ci scrive:

 La notizia: Con una disinvoltura inquietante i vigili urbani di …………………………hanno inviato alcuni verbali a ditte e persone. L’importo che queste ditte e persone dovrebbero pagare, ammonterebbe ad € 1.376,55 a verbale.
La follia persecutoria (così la chiamo)di due vigili si accoppia alla superficialità con la quale la responsabile del procedimento amministrativo, sicuramente il loro comandante………., ha inteso applicare l’articolo 23/4-12 del Codice della Strada.
A detta dei due vigili e del loro comandante: i destinatari dei verbali avevano effettuato pubblicità  lungo le strade con veicoli speciali(vela-velina), senza rispettare le prescrizioni del Regolamento Comunale(art. 20).
La verifica: L’articolo  20(Pubblicità con veicoli – Vele – Rimorchi) della  nuova disciplina per la pubblicità e delle pubbliche affissioni, approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione N° 103 del 25-06-2008 al comma 2°, stabilisce che:  La pubblicità su veicoli non è soggetta ad autorizzazione…….”
L’articolo 23(Pubblicità sulle strade e sui veicoli) comma 12° del Codice della strada stabilisce che “Chiunque non osserva le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni…….”
Quali prescrizioni indicate nelle autorizzazioni avrebbero dovuto rispettare chi non è soggetto ad autorizzazione?

Ndr.- In questo caso ogni risposta potrebbe essere sbagliata, ci asteniamo quindi da ogni commento. Ci siamo limitati solo a pubblicare una notizia evitando di dire il luogo ed ogni altro particolare  che avrebbe bene inquadrato la vicenda e gli attori.

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9 pensieri su “Eppure sono fatti avvenuti in Valtiberina

  1. Avvocato in ha detto:

    Al tempo i vigili del Borgo non sono stati affatto solerti, se la son guardata bene di colpire gli arroganti politici.
    Forti con i deboli e deboli con i forti; come si chiamano costoro?

  2. Avvocato in ha detto:

    Nei verbali viene contestato questo (effettuava pubblicità lungo le strade con veicoli speciali(vela-velina), senza rispettare le prescrizioni del Regolamento Comunale(art. 20).)

    L’articlo 20 del regolamento comunale ci dice che
    “La pubblicità su veicoli non è soggetta ad autorizzazione…….”
    Il comma 12 dell’articolo 23 sanziona chi non rispetta le prescrizioni indicate nell’autorizzazione quindi, come possono aver violato quanto prescritto nell’autorizzazione che non hanno in quanto non prevista?

    Siamo a livello di analfabetismo giuridico.
    Il comma che doveva essere applicato è il comma 11 che prescrive:
    “11. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e quelle del regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 398 a euro 1.596.”
    Evidentemente per questo solerte funzionario 398 euro non bastavano.

  3. oesse50 in ha detto:

    non saranno mica i candidati sinnici per Sansepolcro,che avevano infestato di cartelloni su pulman , tir e anche sulla Fiat500,le loro belle facce?
    se così fosse 1370 euro secondo me sono niente in confronto all’arroganza e alla disonestà(alla barba del regolamento) espressa in quell’occasione.
    io avrei dato il massimo della pena;13700 eurini,così imparavano.

  4. legislatore in ha detto:

    Mi sono documentato in rete. Vediamo se riusciamo a capire il problema, L’art.23 comma 12 dice, lo riporto integralmente: “Chiunque non osserva le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni previste dal presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1.376,55 a euro 13.765,50 in via solidale con il soggetto pubblicizzato.”

    Possiamo dunque dire:
    1)la multa comminata è quella MINIMA prevista.
    2) si fa riferimento al mancato rispetto dell’art.23, i regolamenti comunali non c’entrano probabilmente nulla.

    Tuttavia, quale sarebbe la gravissima “colpa” per dover pagare così tanto?

    Per rispondere bisognerebbe conoscere altri dettagli della vicenda che, giustamente, il Fendente non ha riportato per rispetto della privacy degli interessati (come deontologia professionale dei giornalisti insegna, bravi!).

    Occorre dunque che riporti integralmente l’art. 23:

    Art. 23.
    Pubblicità sulle strade e sui veicoli (1)

    1. Lungo le strade o in vista di esse è vietato collocare insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda, segni orizzontali reclamistici, sorgenti luminose, visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilita’ o l’efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l’attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione; in ogni caso, detti impianti non devono costituire ostacolo o, comunque, impedimento alla circolazione delle persone invalide. Sono, altresi’, vietati i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari rifrangenti, nonche’ le sorgenti e le pubblicita’ luminose che possono produrre abbagliamento. Sulle isole di traffico delle intersezioni canalizzate e’ vietata la posa di qualunque installazione diversa dalla prescritta segnaletica.

    2. E’ vietata l’apposizione di scritte o insegne pubblicitarie luminose sui veicoli. E’ consentita quella di scritte o insegne pubblicitarie rifrangenti nei limiti e alle condizioni stabiliti dal regolamento, purche’ sia escluso ogni rischio di abbagliamento o di distrazione dell’attenzione nella guida per i conducenti degli altri veicoli.

    3. (soppresso).

    4. La collocazione di cartelli e di altri mezzi pubblicitari lungo le strade o in vista di esse e’ soggetta in ogni caso ad autorizzazione da parte dell’ente proprietario della strada nel rispetto delle presenti norme. Nell’interno dei centri abitati la competenza e’ dei comuni, salvo il preventivo nulla osta tecnico dell’ente proprietario se la strada è statale, regionale o provinciale.

    5. Quando i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari collocati su una strada sono visibili da un’altra strada appartenente ad ente diverso, l’autorizzazione e’ subordinata al preventivo nulla osta di quest’ultimo. I cartelli e gli altri mezzi pubblicitari posti lungo le sedi ferroviarie, quando siano visibili dalla strada, sono soggetti alle disposizioni del presente articolo e la loro collocazione viene autorizzata dalle Ferrovie dello Stato, previo nulla osta dell’ente proprietario della strada.

    6. Il regolamento stabilisce le norme per le dimensioni, le caratteristiche, l’ubicazione dei mezzi pubblicitari lungo le strade, le fasce di pertinenza e nelle stazioni di servizio e di rifornimento di carburante. Nell’interno dei centri abitati, nel rispetto di quanto previsto dal comma 1, i comuni hanno la facolta’ di concedere deroghe alle norme relative alle distanze minime per il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari, nel rispetto delle esigenze di sicurezza della circolazione stradale.

    7. E’ vietata qualsiasi forma di pubblicita’ lungo e in vista degli itinerari internazionali, delle autostrade e delle strade extraurbane principali e relativi accessi. Su dette strade e’ consentita la pubblicita’ nelle aree di servizio o di parcheggio solo se autorizzata dall’ente proprietario e sempre che non sia visibile dalle stesse.
    Sono consentiti i segnali indicanti servizi o indicazioni agli utenti purche’ autorizzati dall’ente proprietario delle strade. Sono altresi’ consentite le insegne di esercizio, con esclusione dei cartelli e delle insegne pubblicitarie e altri mezzi pubblicitari, purche’ autorizzate dall’ente proprietario della strada ed entro i limiti e alle condizioni stabilite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Sono inoltre consentiti, purche’ autorizzati dall’ente proprietario della strada, nei limiti e alle condizioni stabiliti con il decreto di cui al periodo precedente, cartelli di valorizzazione e promozione del territorio indicanti siti d’interesse turistico e culturale e cartelli indicanti servizi di pubblico interesse. Con il decreto di cui al quarto periodo sono altresi’ individuati i servizi di pubblico interesse ai quali si applicano le disposizioni del periodo precedente.

    8. E’ parimenti vietata la pubblicita’, relativa ai veicoli sotto qualsiasi forma, che abbia un contenuto, significato o fine in contrasto con le norme di comportamento previste dal presente codice. La pubblicita’ fonica sulle strade e’ consentita agli utenti autorizzati e nelle forme stabilite dal regolamento. Nei centri abitati, per ragioni di pubblico interesse, i comuni possono limitarla a determinate ore od a particolari periodi dell’anno.

    9. Per l’adattamento alle presenti norme delle forme di pubblicità attuate all’atto dell’entrata in vigore del presente codice, provvede il regolamento di esecuzione.

    10. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può impartire agli enti proprietari delle strade direttive per l’applicazione delle disposizioni del presente articolo e di quelle attuative del regolamento, nonché disporre, a mezzo di propri organi, il controllo dell’osservanza delle disposizioni stesse.

    11. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e quelle del regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 398 a euro 1.596. (2)

    12. Chiunque non osserva le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni previste dal presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1.376,55 a euro 13.765,50 in via solidale con il soggetto pubblicizzato. (2) (3)

    13. Gli enti proprietari, per le strade di rispettiva competenza, assicurano il rispetto delle disposizioni del presente articolo. Per il raggiungimento di tale fine l’ufficio o comando da cui dipende l’agente accertatore, che ha redatto il verbale di contestazione delle violazioni di cui ai commi 11 e 12, trasmette copia dello stesso al competente ente proprietario della strada.

    13-bis. In caso di collocazione di cartelli, insegne di esercizio o altri mezzi pubblicitari privi di autorizzazione o comunque in contrasto con quanto disposto dal comma 1, l’ente proprietario della strada diffida l’autore della violazione e il proprietario o il possessore del suolo privato, nei modi di legge, a rimuovere il mezzo pubblicitario a loro spese entro e non oltre dieci giorni dalla data di comunicazione dell’atto. Decorso il suddetto termine, l’ente proprietario provvede ad effettuare la rimozione del mezzo pubblicitario e alla sua custodia ponendo i relativi oneri a carico dell’autore della violazione e, in via tra loro solidale, del proprietario o possessore del suolo; a tal fine tutti gli organi di polizia stradale di cui all’articolo 12 sono autorizzati ad accedere sul fondo privato ove e’ collocato il mezzo pubblicitario. Chiunque viola le prescrizioni indicate al presente comma e al comma 7 e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 4.455 a euro 17.823; nel caso in cui non sia possibile individuare l’autore della violazione, alla stessa sanzione amministrativa e’ soggetto chi utilizza gli spazi pubblicitari privi di autorizzazione. (2)

    13-ter. In caso di inottemperanza al divieto, i cartelli, le insegne di esercizio e gli altri mezzi pubblicitari sono rimossi ai sensi del comma 13-bis. Le regioni possono individuare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione le strade di interesse panoramico ed ambientale nelle quali i cartelli, le insegne di esercizio ed altri mezzi pubblicitari provocano deturpamento del paesaggio. Entro sei mesi dal provvedimento di individuazione delle strade di interesse panoramico ed ambientale i comuni provvedono alle rimozioni ai sensi del comma 13-bis.

    13-quater. Nel caso in cui l’installazione dei cartelli, delle insegne di esercizio o di altri mezzi pubblicitari sia realizzata su suolo demaniale ovvero rientrante nel patrimonio degli enti proprietari delle strade, o nel caso in cui la loro ubicazione lungo le strade e le fasce di pertinenza costituisca pericolo per la circolazione, in quanto in contrasto con le disposizioni contenute nel regolamento, l’ente proprietario esegue senza indugio la rimozione del mezzo pubblicitario. Successivamente alla stessa, l’ente proprietario trasmette la nota delle spese sostenute al prefetto, che emette ordinanza – ingiunzione di pagamento. Tale ordinanza costituisce titolo esecutivo ai sensi di legge.

    13-quater.1. In ogni caso, l’ente proprietario può liberamente disporre dei mezzi pubblicitari rimossi in conformita’ al presente articolo, una volta che sia decorso il termine di sessanta giorni senza che l’autore della violazione, il proprietario o il possessore del terreno ne abbiano richiesto la restituzione. Il predetto termine decorre dalla data della diffida, nel caso di rimozione effettuata ai sensi del comma 13-bis, e dalla data di effettuazione della rimozione, nell’ipotesi prevista dal comma 13-quater.

    13-quinquies. (soppresso)

    (1) Articolo così da ultimo modificato dalla Legge 29 luglio 2010, n. 120.
    (2) Comma così modificato dal D.M. 22 dicembre 2010, in G.U. n. 305 del 31-12-2010.
    (3) Le parole: “da euro 159 a euro 639.” sono state così sostituite dal D.L. 6 luglio 2011, n. 111, aggiunto dalla relativa legge di conversione.

  5. Marco in ha detto:

    1.376,55 euro? Ma che hanno fatto? Quale orribile inadempienza avrebbero commesso?

  6. Inoccupato in ha detto:

    E’ molto facile per chi non deve preoccuparsi che far giornata per percepire comunque il 27. Può anche permettersi di sbagliare, oppure non fare nulla per buona parte del suo tempo lavorativo per poi sbottare in accanimenti simili.

  7. Sceriffo in ha detto:

    La leggerezza con la quale si invitano cittadini a pagare 1.376,55 euro senza verificare la legittimità della richiesta costituisce “colpa grave” sanzionata dal Codice Penale. Il Comune dove è avvenuto il misfatto dovrebbe prendere provvedimenti nei confronti di questi, poco competenti funzionari, invece probabilmente, tutto finirà nel dimenticatoio e il caro cittadino resterà cornuto e contento.

  8. Lalo in ha detto:

    Probabilmente quel COMANDANTE invece che responsabile del procedimento amministrativo a quanto pare è poco responsabile di tutto. Se non ha verificato, prima di chiedere di pagare € 1.376,55, se quanto verbalizzato fossero sciocchezze; chi lo ha scritto ci fa oppure lo è.

  9. Pasquale in ha detto:

    Perchè astenersi? se quanto scritto corrisponde a verità. Perchè non presentare il conto a chi ha fatto il Regolamento, ma far pagare sempre i cittadini degli errori di questi incapaci dirigenti.

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