Archivio del Fendente

2007-2011

Cittadinanza di genere, “una sconosciuta da un milione l’anno"

Locci, “La Regione spende 4 milioni per ‘abbattere i pregiudizi”

“Un milione di euro l’anno, tanto ci costa la cittadinanza di genere, espressione che tra l’altro non dice assolutamente niente ai cittadini”. Così Dario Locci, presidente del Gruppo Misto in Consiglio regionale, commenta il Piano per la cittadinanza di genere, illustrato oggi in Prima Commissione.

“In un momento di crisi come questo, in cui è necessario tagliare su tutto – dichiara Locci – la politica ancora una volta si gira dall’altra parte e continua a produrre piani autoreferenziali che non interessano a nessuno”.

“E cosìla Regione Toscanadecide di spendere 4 milioni in 4 anni per ‘contribuire ad eliminare gli stereotipi associati al genere’, come si legge nel Piano redatto dalla Giunta”.

“Possibile che all’alba del 2012 – continua il consigliere regionale –  non si riesca ancora a scrivere un piano o una legge usando un linguaggio comprensibile ai più? Nessuno mette in discussione la parità tra uomo e donna, sotto ogni profilo – va avanti Locci – ma si tratta di un concetto che trova le basi nella Costituzione, non c’è bisogno di una legge regionale.  Né tanto meno è pensabile che basti attivare dei corsi di sensibilizzazione nelle scuole, come previsto dal Piano, per ottenere la reale parità dei sessi”.

“Oltretutto si continua a giocare sulla parola ‘genere’ come se si avesse paura di parlare di uomini e di donne – continua Locci – per non doversi confrontare con temi scomodi come quello dell’identità sessuale, o come se il sesso potesse diventare qualcosa di puramente culturale e interscambiabile. E per affermare questo concetto si spende un milione l’anno”.


					
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