Archivio del Fendente

2007-2011

Toscana infelix, se sei depresso “prendi la pasticca e stai a casa tua”

 Locci, “Aumento esponenziale dell’uso di psicofarmaci per ridurre i ricoveri”
Sansepolcro – Due chiacchiere con il consigliere regionale Dario Locci (Gruppo Misto) che riporta l’attenzione sulla relazione dell’Ars, l’Agenzia regionale di sanità, secondo la quale la Toscana è prima in Italia per consumo di antidepressivi.
Viene sbandierata la riduzione di ricoveri per disturbi mentali, cosa ne pensa?
“La riduzione dei ricoveri ospedalieri per disturbi mentali non è una vittoria se   la contropartita è un aumento esponenziale dell’uso degli psicofarmaci. Ed il primato è detenuto dalla Toscana con un notevole distacco rispetto alla seconda in classifica, la Liguria. Ancora una volta la sanità toscana ci offre un quadro piuttosto sconfortante: la logica sembra essere quella del ‘prendi la pasticca e non ingombrare gli ospedali’.”
Così abbiamo la conseguenza che al minor numero di ricoveri corrisponde il raddoppio nell’uso degli psicofarmaci.
“Secondo la relazione dell’Ars, infatti, negli ultimi 10 anni il consumo di antidepressivi in Toscana è pressoché raddoppiato, passando da 28,6 a 56,4 dosi giornaliere su 1.000 abitanti, dato che peraltro tiene conto solo dei farmaci rimborsati dal Servizio sanitario regionale, non di quelli pagati di tasca propria dai cittadini”. Oltretutto il monitoraggio rivela una forte disomogeneità nei dosaggi prescritti dai medici sul territorio, come se l’appartenenza a scuole di pensiero diverse portasse ad un approccio terapeutico differente. Ma i pazienti sono al corrente di questi diversi approcci e delle conseguenze che hanno questi farmaci sull’organismo?”.
-Le sue deduzioni
“Mi domando dov’è il risparmio se alla minor ospedalizzazione si accompagna l’aumento dell’uso di farmaci? Sicuramente non si tratta di un risparmio in salute per i cittadini. Ma neanche in denaro per la Regione, visto che nel giro di 10 anni la spesa per i Servizi di salute mentale è lievitata del 51%, arrivando a quota 251 milioni di euro in un anno. Senza contare i costi sociali di questa operazione”.

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