Archivio del Fendente

2007-2011

Archivio per la categoria “salute”

I frati della Verna da oggi sono “abilitati” all’uso del defibrillatore

Al corso hanno preso parte anche due suore. L’apparecchio donato dalla Fondazione Cesalpino di Arezzo.
La Verna – “Sono stati davvero degli eccellenti allievi. Attenti, recettivi, hanno dimostrato una grande disponibilità a prendere possesso delle nozioni necessarie per adoperare il situazione di emergenza il defibrillatore semiautomatico.” E’ il commento di massimo mandò, direttore della centrale 118, che stamani ha guidato il corso di istruzione per 9 frati e due suore del Santuario della Verna, all’uso del defibrillatore.
Oltre a Mandò c’erano due istruttori che hanno fornito dapprima alcune nozioni teoriche per poi passare all’uso pratico dello strumento, con il quale tutti gli allievi si sono esercitati. Presenti anche i volontari della Croce Rossa di Chiusi della Verna, che già utilizzano nei loro mezzi il defibrillatore.
L’iniziativa, fortemente voluta dal direttore del distretto sociosanitario del casentino Carlo Montaini e dal sindaco di Chiusi della Verna Umberto Betti, è stata possibile grazie anche al contributo della Fondazione Cesalpino che ha regalato ai frati defibrillatore, custodia e tutti gli accessori necessari all’occorrenza.
La comunità religiosa della Verna ha compreso l’importanza di avere questo strumento ed un gruppo di persone capaci di utilizzarlo.
Qui giungono ogni anno 600.000 pellegrini. Di fronte ad un arresto cardiaco, l’unica speranza di salvare una vita umana è quella di utilizzare il defibrillatore entro i primi 4/5 minuti dall’evento. L’arresto cardiaco porta alla morte entro dieci minuti, ma già dopo 6/7 minuti provoca conseguenze irreparabili al cervello.

Sansepolcro,…poi vennero a prenderci l’Ospedale

Sansepolcro – Nel silenzio della politica di tutti i partiti, forse addormentata, o indifferente, o incapace, o complice, il nostro Ospedale perde, da ormai 15 anni e a intervalli regolari e inesorabili, reparti, servizi e competenze importanti per la salute pubblica.
Lo sanno bene i cittadini, soprattutto i più deboli che pagano, insieme a chi li assiste, con disagi, anche economici, il dirottamento in altre strutture.
Ma alla politica dei partiti non interessa capire, né condividere. Ancora una volta è solo il Comitato dei cittadini per la difesa dell’Ospedale a dar voce alla preoccupazione e all’indignazione.
A febbraio saranno quattro anni dalla firma dei protocolli per il “rilancio” dell’Ospedale e dei servizi sanitari territoriali e le strutture non hanno ancora ottenuto neppure l’accreditamento, senza il quale il futuro della sanità in Valtiberina è compromesso.
Da gennaio, intanto, in nome della Crisi -che pure c’è- e di un risparmio irrisorio, se non fasullo, niente più reperibilità notturna, festiva e prefestiva, per la radiologia.
In compenso i medici del 118 devono frequentare un corso di ecografia di 15 giorni…
Senza i necessari strumenti diagnostici, il nostro Pronto Soccorso sarà di fatto declassato a Primo Soccorso.
I tempi di intervento si dilateranno e qualcuno, forse, potrebbe non farcela.
Le competenze, la professionalità e l’esperienza dei nostri medici, degli infermieri, del personale tutto, verranno svilite, relegate, demandate ad altri.
A chi giova tutto questo?

Parafrasando Brecht

Prima vennero a prenderci il Punto nascita,
ma ai partiti non interessava:
I NEONATI HANNO COMUNQUE POCO PESO
Poi vennero a prenderci la Pediatria
e i partiti erano d’accordo:
ALLA CURA DEI BAMBINI DEVONO PENSARCI LE MAMME
Poi vennero a prenderci la Terapia intensiva
e i partiti, sentita la USL, esultavano:
LA SEMI-INTENSIVA ANDAVA BENE LO STESSO
Poi vennero a prenderci le Guardie mediche
ma i partiti erano distratti:
RIGUARDAVA SOLO I COMUNI MONTANI
Poi vennero a prenderci l’Emoteca
e i partiti non hanno battuto ciglio:
ERANO ABITUATI A DARE IL SANGUE PER AREZZO
Poi vennero a prenderci la Radiologia
e i partiti non hanno fiatato:
CHI MAI VORREBBE FARSI UNA LASTRA NEL FINE SETTIMANA?
Infine  vennero a prenderci l’Ospedale,
ma ormai era diventato solo un cronicario
ed ai partiti andava a pennello.

LÌ SI SENTIRONO FINALMENTE A CASA…

-Lista Civica Viva Sansepolcro-

http://www.vivasansepolcro.it

Sansepolcro: sanità ? V e r g o g n a

Sansepolcro – Un cittadino ci ha inviato una mail con questa sola frase:
“V E R G O G N A: oggi chiesto appuntamento per MAMMOGRAFIA a 62 enne,  dato per il 21 novembre 2012 ore 8 ad Arezzo”.

Ndr.– Si caro lettore:

V e r g o g n a al massimo livello, e di casi come questo ce ne sono altri riguardanti  i più svariati casi;
V e r g o g n a, “non” certo per gli operatori che cercano con ogni mezzo di aiutare i cittadini bisognosi del loro intervento;

V e r g o g n a  per:
i  s i g n o r i  politici nostrani che a tutto pensano fuorché ai cittadini.
Presidente della “conferenza dei Sindaci”(nella foto) cosa fa? Si dia una smossa senza aspettare gli ordini politici di partito che arrivano da Arezzo.  

Smettere di fumare con l’aiuto della Asl 8

A febbraio un nuovo trattamento di gruppo. Prima visita gratuita.
Arezzo – Continuano i corsi per smettere di fumare, promossi dall’Azienda sanitaria. Il prossimo inizierà giovedi 23 febbraio e si terrà presso l’ospedale San Donato.
Smettere di fumare non è facile, ma è possibile. La maggior parte dei fumatori ci riesce soltanto dopo alcuni tentativi, magari ricorrendo all’aiuto ed al supporto di esperti. Due terzi dei soggetti che hanno aderito a queste terapie, dopo sei mesi riescono a non fumare. Percentuale che si abbassa al 45% dopo un anno. Questo, è quello che ci dicono i dati sulla partecipazione ai corsi antifumo promossi periodicamente dalla Asl8. Si tratta di risultati considerati molto validi dalla letteratura medica.
La durata del Corso è di due mesi e si basa su incontri settimanali (due nel primo mese ed uno nel secondo), dalle ore 17,30 alle 19,00.
Chi è interessato può chiamare i numeri 0575/255.943 oppure – 0575.255935 (tutti i giorni feriali dalle ore 08,00 alle ore 14,00) e fissare la prima visita che è gratuita.
Il programma di disassuefazione – attuato con metodologie sperimentate e efficaci, in gruppi da 15 a 20 pazienti – si basa su un approccio integrato medico-psicologico e porta a favorire la cessazione dell’abitudine al fumo.

Da giovedì nuovo ecografo dedicato alle gestanti nel consultorio di Sansepolcro

Migliora il percorso nascita, concentrando in una unica sede visite ed ecografi. Oltre 700 gli esami eseguiti ogni anno in Valtiberina

Sansepolcro – Migliorano in Valtiberina le prestazioni di assistenza alle donne in stato di gravidanza.

Da giovedì (19 gennaio) entra in funzione un ecografo di ultimissima generazione (Esaote Mylab 50 Gold), collocato nei locali del consultorio familiare in via XXV aprile a Sansepolcro.

Con l’arrivo di questo nuovo strumento diagnostico – fanno sapere dalla Asl – , le sedute ecografiche, finora svolte presso i poliambulatori ospedalieri, da giovedì saranno eseguite solo presso il Consultorio.

Le sedute saranno mantenute nel giorno di giovedì con lo stesso orario di sempre (9.00-13.00) e con prenotazione CUP. Ad ulteriore beneficio delle gestanti, i locali di attesa e gli ambulatori presso il Consultorio sono dedicati esclusivamente a questa attività e garantiscono l’accoglienza ed il confort necessari.

Il nuovo ecografo è dotato di un programma più avanzato e sofisticato rispetto a quello in dotazione ai poliambulatori.

“Le ecografie ostetriche, in particolar modo quelle morfologiche – ricorda Patrizia Castellucci (nella foto), direttore della Zona Distretto –  hanno bisogno di un apparecchio ecografico all’avanguardia con il Mylab 50, che dia l’opportunità di poter individuare, e quindi diagnosticare, situazioni fetali a rischio di patologie. Ed ogni anno ne vengono eseguite oltre settecento.”

La decisione di portare comunque lo strumento ecografico al Consultorio invece che in ospedale è motivato dalla volontà di garantire una migliore qualità ed una più efficace assistenza durante tutto il percorso della gestazione, con una completa presa in carico della gravida. Concentrando l’attività nel Consultorio, la donna ha così l’opportunità di usufruire della visita ostetrica e dell’ecografia nell’ambito della stessa seduta.

Ndr.- Due domande sono però necessarie:

Il numero di esami che asseriscono essere eseguiti in Valtiberina (700 ?) ci sembra non corrispondente alla realtà e ce ne accerteremo;

Come mai il nuovo ecografo è stato portato al Consultorio e non all’Ospedale ? Anche per questa risposta occorrerebbe più chiarezza, quella chiarezza che viene sempre evitata non coinvolgendo in certe decisioni i cittadini che sono avvertiti solo a cose fatte. Anche per questo ci sarà da ringraziare i nostri politici guidati da ‘sindaci’ molto poco: “primi cittadini”.

 

Sono settemila gli ammalati di Alzheimer e altre demenze presenti nella nostra provincia

Una patologia in forte crescita (saranno 4 volte tanti nel 2050) A Cortona due giorni di convegni sulle ultime scoperte scientifiche e sui modelli organizzativi di cura e gestione.

Cortona – Due giornate di studio a Cortona (Centro Congressi di Sant’Agostino), per discutere di Alzheimer e Demenze, nell’ambito del Sesto convegno promosso dall’area neurologica dell’Azienda Usl 8.

E’ una edizione che si annuncia di straordinario livello scientifico. Al convegno, intitolato “Alzheimer terzo millennio” giovedì interverranno sui “disturbi mentali delle malattie cardiovascolari” il prof Inizitari dell’università di Firenze, sulle “nuove conoscenze scientifiche sulle malattie dei prioni” il dottor Giaccone dell’Istituto Besta di Milano e il professor Pocchinari dell’Università di Roma, su “nuove molecole e genetica sulle demenze” la professoressa Spillantini di Cambridge.

Il professor Zolo presenterà il progetto aziendale sulle demenze “non alzheimer” gia in fase di realizzazione che porterà nella nostra provincia una nuova organizzazione  della rete diagnostica-terapeutica per le demenze. Venerdì il convegno si concluderà con una tavola rotonda dedicata alle richieste di nuovi livelli assistenziali per l’anziano fragile con demenza di fronte alla crisi del Welfare e delle economie occidentali. Il convegno ha come partner il comune di Cortona e la conferenza dei sindaci della Valdichiana. Le demenze sono malattie caratteristiche dell’invecchiamento: interessano il 5 per cento della popolazione oltre i 65 anni, con una curva in crescita: ad 85 anni ne soffre il 40& della popolazione. In provincia di Arezzo sono settemila le famiglie con un soggetto interessato a questa patologia. In Toscana si prevede una crescita continua per arrivare nel2020 a80.000 ammalati, che raddoppieranno nei trenta anni successivi.

Un problema, oltre che scientifico, da gestire con criteri innovativi e la ricerca di risorse adeguate.

 

Attivato l'ambulatorio di “oncologia geriatria”presso l’Ospedale di Arezzo

 Presto sarà esteso a tutti i presidi dell’Azienda. Oltre il 60 % dei malati oncologici ha più di 65 anni. Fondamentale una valutazione multidisciplinare del percorso terapeutico più appropriato da parte dell’oncologo, del geriatra e del nutrizionista.

Arezzo – E’ di questi giorni l’apertura di un nuovo ambulatorio presso il Centro Oncologico dell’ospedale San Donato, espressamente dedicato ai pazienti oncologici-geriatrici. Un ambulatorio – si legge in una nota della Asl – in grado di garantire una presa in carico multidisciplinare e percorsi assistenziali studiati non solo per combattere la malattia tumorale, ma anche le altre complicanze di carattere sociale e sanitario che spesso caratterizzano la terza età.

Ogni anno, in Italia, si verificano oltre 250 mila nuovi casi di tumore. Di questi, più del 60 per cento si riferiscono a persone di oltre 65 anni, una percentuale destinata ad aumentare anche in considerazione dell’allungamento medio della vita. Inoltre, è oramai appurato che l’incidenza del cancro è strettamente connessa con l’età: infatti, il rischio di sviluppare una neoplasia dopo i 65 anni è notevolmente più alto rispetto a quando si ha un’età compresa tra i 20 e i 44 anni, ed è circa quattro volte quello medio della fascia d’età che va dai 45 ai 64.

“Fortunatamente, oggi, per molte di queste persone è possibile perseguire un obiettivo di guarigione – ci dice Sergio Bracarda, direttore della U.O. di Oncologia del San Donato. Le cure funzionano, allungano la vita e, quantomeno, ne migliorano la qualità. A patto che, precisa subito Bracarda, vengano intrapresi trattamenti e percorsi specifici, pensati proprio per la popolazione anziana, e che nel programma terapeutico vengano tenuti nella giusta considerazione anche tutti gli elementi che caratterizzano la salute e la malattia della terza età, comprese altre patologie spesso concomitanti. La presa in carico di questi pazienti, prosegue Bracarda, richiede un grosso impegno da parte dei medici coinvolti, ed una valutazione multidisciplinare e multimodale che ne prenda in considerazione dati clinici, anagrafici, socio-psicologici e funzionali, per poi formulare un percorso diagnostico-terapeutico che coniughi qualità e prudenza.”

Sono queste le motivazioni che hanno portato alla istituzione e attivazione presso dell’ambulatorio “oncologico-geriatrico”. Qui viene eseguita una valutazione multidisciplinare del paziente ad opera di tre figure professionali: il geriatria (che normalmente lavora nel reparto di Medicina Interna e Geriatria), il nutrizionista (della Nutrizione Clinica aziendale) e l’oncologo medico (della Oncologia Medica).

“E’ importante in questi pazienti stabilire quali sono le priorità rispetto alle diverse patologie e solo un esame congiunto delle tre specialistiche – sottolinea Bracarda – può garantire la scelta migliore. Ci si è resi conto, ad esempio, che la  valutazione dell’aspetto nutrizionale è una parte determinante in questa fascia di età.”

L’ambulatorio (avviato sperimentalmente con alcuni “pazienti-volontari” a metà dicembre), in questi giorni è stato attivato a pieno regime ad Arezzo, e nella prossime settimane sarà esteso anche agli altri presidi aziendali.

L’accesso a questo ambulatorio per i pazienti è prescritto esclusivamente dagli specialisti che hanno riconosciuto nel paziente anziano una malattia di tipo oncologico.

Si alza la “voce” del Comitato dei cittadini per la difesa dell’ospedale

Sansepolcro – A seguito dell’  articolo pubblicato sui quotidiani online con riferimento alla “dismissione della reperibilità medica nella sezione di radiologia del nostro ospedale”, articolo che era rivolto a sensibilizzare i Sindaci della nostra vallata sull’ulteriore impoverimento della nostra struttura ospedaliera, l’ASL8, ha risposto  interpretando come inutile allarmismo quanto da denunciato, decantando come operazione tecnicamente e qualitativamente avanzata il servizio di telemedicina che andrà a sostituire il medico in reperibilità.   

Il Comitato di cittadini afferma di essere  preoccupato di questa ulteriore razionalizzazione che per le esperienze fin qui fatte con la Direzione della ASL8  ( chiusura punto nascita, pediatria, laboratorio di analisi, terapia intensiva, emoteca, soppressione di UU.OO , razionalizzazione della continuità assistenziale sul territorio ecc.). Tutto ciò non può che leggersi come un’ulteriore“taglio ai servizi”, che produrranno un ulteriore impoverimento dei servizi sanitari, con un aggravio del rischi per i cittadini residenti e gli stessi addetti al pronto Soccorso, oltre che un ulteriore aumento della spesa sociale.

Con questa decisione il pronto Soccorso non potrà che essere un “primo soccorso” e risibili sono le motivazioni addotte dalla Direzione Sanitaria per cui poche sono le casistiche di prestazioni radiologiche e tac con contrasto effettuate nelle ore di reperibilità notturna, prefestivi e festivi in cui insisteva il medico radiologo per garantirne la presenza reperibilità.

Riteniamo che nessuna innovazione tecnologica può sostituire l’uomo ne tanto meno si può pensare di immiserire un servizio di diagnostica privando di personale medico (nello specifico la sezione di radiologia e tac), fondamentale per la corretta funzionalità di tutti i servizi ospedalieri e ancor di più del Pronto Soccorso.

A questa ulteriore operazione di depauperamento della nostra struttura ospedaliera non possiamo che esprimere con forza la nostra contrarietà e rimaniamo sbigottiti dalla totale assenza di qualsivoglia espressione critica da parte delle sette amministrazioni comunali, a cui dovrebbe stare a cuore le sorti delle nostre struttura sanitaria e la copertura sanitaria per i suoi cittadini.

Una ulteriore domanda è d’obbligo: Che fine hanno fatto gli impegni sottoscritti e firmati dalle amministrazioni?

Ci rispondano, tutti gli interlocutori che hanno firmato l’accordo-transazione del 2008; ci chiariscano su quello che non è stato fatto e  ci dicano perché i progetti si sono interrotti!!!!.

Comitato di cittadini per la difesa dell’ospedale di Sansepolcro.

Il coordinatore

Gianpiero Giuliani

Dalla "calza" della Befana: una satira di E.Merendini sulla sanità nostrana

Valtiberina – La satira è una forma libera e assoluta, un genere  della letteratura  e di altre arti caratterizzata dall’attenzione critica alla politica e alla società mostrandone le contraddizioni e promuovendo il cambiamento. È quella manifestazione di pensiero talora di altissimo livello che nei tempi si è addossata il compito di castigare ridendo mores ovvero di indicare alla pubblica opinione aspetti criticabili o esecrabili di persone, al fine di ottenere, mediante il riso suscitato, un esito finale di carattere etico, correttivo cioè verso il bene.
Ecco che un nostro lettore della  valtiberina toscana, certo “Eufemio Merendini”, usando l’arte della satira, ci ha inviato il  05/01/2012 alle ore 16.20 che,  ritenendolo questa Redazione attuale ed interessante, ve lo  proponiamo così come è stato scritto, anche come articolo:
COMUNICATO USLE TRADOTTO DA EUFEMIO
Tranquilli da sto comunicato se capisce bene che non cè nessun problema, funziona tutto meglio de prima!
Si qualcuno c’à difficoltà a leggere gnine spiego io il comunicato che vol dire:
Cari cittadini e cittadine, anche se ve se vol prendere un po’ in giro, gniente panico per l’ospedale del borgo!
Da oggi alora funziona cusì.
S’ariva che se sta male al’ospedale de notte (perché si uno unne sta male alora è meglio che vadi al giro per el corso e un venga a romperci troppo le scatole!).
Una volta appurato che se sta male, alora poi se vede il da farsi che qualcosa per passare el tempo se trova de sicuro.
C’è quelli delle pulizzie coi quali far dù chiacchiere, c’è due o tre infermieri sopravvissuti ai tagli e poi cosa più mportante de tutte l’altre, c’è anche le machinette dele pastine che funzionon sempre anche ale 3 de notte, quande ‘l barre è chiuso!
Dopo lunghe e stenuanti trattative sindacali, abbiamo raggiunto quindi un accordo col il caffè che è reperibile 24/24, insieme alle merendine e patine fritte. Se un dormi, c’è anche la camomilla.
E ve par poco!?
Oh che pretendete dell’altro, oh ingrati vù ‘n sete altro!?
Si tutto questo servizio ve par poco, alora sappiate infine che tutti i medici han fatto i corzi d’aggiornamento: l’uturino cura anche i piedi suddeci, il cardiologo toglie anche il cerume dal’orecchi, mentre al ginecologo gni abbiamo insento a fare anche i clisteri. Pensate un po’ quel che un se fa e un dite che non siamo ganzi!
Se poi sgraziatamente ve fa male la trippa perdavero alora qua viene il bello!
T’ariva il ginecolo a le 3 de notte e te gni dici: o ginecologo, a me me fa mal la trippa.
Inanzi tutto te becchi un clistere per vedere se tutto funziona bene, una volta verificato che tutto sia a posto il ginecologo acende il computer e manda un’email al’ospedale d’Arezzo e gni dice:
Caro ospedale di Arezzo, s’ò il ginecologo del borgo, oh, qua c’è uno che gni fa male la trippa io sò ginecologo e gn’ho già fatto un clistere, aiuto! che devo fare adesso?
Si tutto va bene bene e ad Arezzo c’è il computer aceso con qualcuno che ce d’à un’occhio, alora dopo un paio d’ore gne rispondono:
Caro ginecologo del borgo, come te la passi? Passato un buon capodanno lì da voi in Valtiberina?
Qua ad arezzo tutto bene, l’anno è iniziato coi botti io so’ stato in Piazza Sant’agostino a vedere un concerto e te che hai fatto?
Risposta dal ginecologo del borgo:
Egregio collega dello spedale di Arezzo, io so ito colla mì moglie al cenone de caprese Michelangelo: sentisti ma bono che fanno il risotto al tartufo!
Una cosa che m’arlecco ancora i baffi!!
Colgo l’occasione per augurarti un buon anno!
Nel frattempo mentre te doli dal mal di stommeco e il dottore pratica il RIS e l’Ecofast al computer (!!!!??), ecco che s’è fatta l’alba ed entra nella stanza la signora de le pulizie col cencio in mano e te dice: te che ce fai qui a le 6 del mattino! Esci che devo arpassare il cencio ‘n terra!
Sconsolato, esci strisciando per terra come rambo dietro le linee nemiche del vietnam, protendendo la mano verso il ginecologo che sta chattando al computer col collega dei RIS praticando l’Ecofast con arezzo parlando de tartufi e de fochi d’artificio e esci con il mal de trippa che te pare che te tagliano i budelli dal male che senti!
Co la sfiga che c’hai incontri un’altra signora dele pulizzie che s’arabbia che gni stai sporcando il pavimento ancora bagnato dal cencio fresco e da un calcio al secchio coll’accuqa suddecia che c’à appena pulito i cessi pisciosi e s’arvolta contro de te: alora un ce semo capiti eh!
Ma gniente panico, cittadini, al borgo ci sono i RIS, c’è anche l’Ecofast.
E sperate solo che vel dolga la trippa perché invece del ginecolo che almeno un clistere ve lo fa, ve potreste artrovare a che fare con quello che ha fatto il corso per togliere il cerume dal’urecchi…
E poi ce se chiede perché è una valle de vecchi e perché i giovini vanno a perugia, città di castello o arezzo.
Chiamiamo i RIS, magari loro una risposta la trovano… con l’aiuto dell’Ecofast!
-Eufemio Merendini-

Sansepolcro: comunicato della Usl8 per la radiologia mentre i sindaci da "noi" indicati a nome "tacciono"

Ecco il comunicato stampa inviatoci dalla Usl8:

Sansepolcro, la radiologia non è soppressa e per i cittadini c’è la massima sicurezza e tempestività
Di notte lastre e tac vengono “lette” ad Arezzo dove giungono in via telematica in tempo reale. E i medici del pronto soccorso sono adesso abilitati per le ecografie dell’addome

“Grazie alle nuove tecnologie a supporto dei professionisti,  i cittadini della Valtiberina  non subiranno alcun peggioramento del servizio dalla riorganizzazione della radiologia ospedaliera.
“L’allarme del “comitato dei cittadini” è ingiustificato oggi come lo era tre mesi fa quando ha sollevato lo stesso problema e la risposta è stata la stessa che diamo adesso – dichiara Nilo Venturini responsabile sanitario del presidio ospedaliero della Valtiberina. E’ vero che non è più presente il medico-radiologo di notte, ma questo non diminuisce le garanzie per gli utenti. Da alcune settimane è stata istituita la guardia radiologica attiva 24 ore su 24 all’ospedale provinciale di Arezzo.  Attraverso il sistema Ris, il medico presente ad Arezzo “legge” per via telematica la radiografia o la tac eseguita a Sansepolcro (come negli altri ospedali delle vallate aretine)  e in tempo reale risponde con la diagnosi. Quindi – sottolinea Venturini – anche se a distanza abbiamo una guarda radiologica attiva sempre, e a maggior ragione per le urgenze, evitando quindi anche il ritardo che potrebbe derivare da una guardia con reperibilità, che ha fino a 30 minuti prima di presentarsi di notte in ospedale. L’unica differenza rispetto a prima è che adesso a spostarsi è l’immagine e non più il medico, e le radiografie “viaggiano e arrivano” subito all’ospedale di Arezzo, che fornisce risposte immediate”.
L’unica cosa che cambia con la nuova organizzazione è l’impossibilità nelle ore notturne di eseguire tac con contrasto. In questi casi, i pazienti vengono portati ad Arezzo. Va detto che negli ultimi sei mesi di queste particolari tac ne sono state eseguire in orari notturni 6 nei 3 ospedali che compongono il presidio di cui fanno parte Sansepolcro, Cortona e Bibbiena. E trattandosi quasi sempre di pazienti politraumatizzati, già da molto tempo il sistema 118, in presenza di queste casistiche,  trasporta immediatamente senza passare dall’ospedale locale, i pazienti su Arezzo o ancor più su Siena o Firenze.
Sempre sul fronte della diagnostica per immagine, a Sansepolcro tutti i medici dell’emergenza, in servizio al pronto soccorso, hanno partecipato ad un corso di formazione, ottenendo l’abilitazione all’utilizzo dell’ecofast: è uno strumento che consente di eseguire ecografie dell’addome e di leggerle per poi stilare la diagnosi e la relativa terapia.”
-Ufficio stampa-

Ndr.– Con tutto il rispetto immaginabile dobbiamo assicurare che alcun ‘comitato dei cittadini’ abbia lanciato notizie allarmanti sull’ospedale di zona, quindi le notizie che abbiamo riportato in altro articolo sul Fendente, possono esserci state riferite  da altre fonti e sicuramente da noi controllate .

Visto la pronta risposta inviataci  dalla Usl8, vuol dire che  abbiamo descritto  la realtà.

A questo punto chiediamo, su richiesta dei cittadini, come Redazione giornalistica,  ai vertici della Usl8, (direttore dr. Desideri) : “ che sia indetta una conferenza  dibattito aperta a tutti per discutere con il popolo (quello che dovrebbe essere ‘sovrano’) sulla sanità in Valtiberina toscana ed in particolare  del nostro Ospedale di zona nei suoi ….”servizi tagliati” e senza intermediari politici.”
Quello che non si riesce a capire, ma vorremmo sapere e per ora  lo facciamo rivolgendo una sola domanda:

Forse la Usl 8 non può spendere i soldi per avere all’ospedale di zona in Sansepolcro, la reperibilità notturna prefestiva e festiva di un medico radiologo?”
Non stiamo a spiegare cosa possa significare la presenza del medico specializzato in materia accanto all’infortunato, al malato; una presenza a volte indispensabile.
Non prendiamoci in giro  con giustificazioni o affermazioni che non possono essere ritenute valide mentre  possiamo  affermare che:  l’Ospedale è  certamente migliorato, ma dal punto di vista estetico per i  lavori alla struttura che, però,  non vorremmo risultassero inutili per la  mancanza , come al solito,  degli operatori;  “sicuramente però non è migliorato” dal punto dei servizi offerti, dopo i numerosi, dolorosi tagli, anzi …-
Attenzione, da tutte queste negatività  che i nostri signori sindaci conoscono e  subiscono senza alzare minimamente la voce per impotenza o connivenza, vanno esclusi gli operatori: dall’addetto alle pulizie, agli infermieri,  ai medici che vi operano e  tra tante difficoltà, in più di una occasione, hanno meritato e meritano sincera riconoscenza.
Infine ci sia concesso di esternare una nostra, e non solo nostra, opinione e possibilità: “Non c’è il radiologo? Allora andremo direttamente all’Ospedale dove è presente al momento della visita”.
La Redazione-

I signori sindaci della Valtiberina toscana sono sordi?

Un po’ più di considerazione verso i cittadini  cercati solo durante il periodo elettorale, non farebbe male.

Valtiberina-Senza risposte le domande   formulate ai “signori Sindaci” per conto dei “loro cittadini”, dopo grazia ricevuta: la “poltrona”.

Del resto, come potrebbero rispondere dal momento che loro già sapevano quello che sarebbe avvenuto in Valtiberina toscana per il nuovo taglio ai servizi ospedalieri di quello che era, negli anni passati,  un vero funzionante Ospedale di zona.

Questa volta si parla:  dell’ interruzione della reperibilità  medica notturna e festiva nella sezione di radiologia in favore di un nuovo meccanismo di telematica da effettuare dai primi di gennaio 2012 con il risultato che  la notte e i fine settimana il cittadino che si reca al pronto soccorso per un’ urgenza non potrà avere, sul luogo,  una TAC o RX che  necessita .

Le loro ‘signorie’ non possono cadere dalle nuvole e non potranno più promettere o parlare di conquiste utili ai cittadini, quindi ancora in ordine alfabetico delle cittadine, li chiamiamo in causa e formuliamo nuovamente le domande::

Sindaco La Ferla di Anghiari, sindaco signor Giovannini di Badia Tedalda, sindaco signor Betti di Caprese Michelangelo, sindaco signor Boncompagni di Monterchi, sindaco signor Bragagni di Pieve Santo Stefano, sindaco Frullani di Sansepolcro e sindaco signor Donati di Sestino: “cosa intendete fare, non vi sembra che sia giunto il momento di essere chiari ? Vi abbiamo nominati uno per uno sperando in una risposta che significhi “rispetto” per i cittadini a cui “dovete” rendere conto perché sono i loro voti che vi hanno fatto occupare “quella poltrona” altrimenti, lo ripetiamo: lasciatela quella poltrona di sindaco a chi veramente avrà il diritto di essere ritenuto “il primo cittadino”.

Vi ricordiamo che anche i singoli cittadini debbono avere la possibilità di intervenire sulle decisioni che riguardano la loro salute e debbono poter trovare adeguato ascolto se hanno rimostranze, lamentele, segnalazioni o denunce da avanzare sui servizi sanitari ed i componenti la Conferenza dei Sindaci, quindi Voi che appena sopra siete stati nominati, “dovete” dare ascolto e potreste essere anche d’accordo senza particolari difficoltà.

Malgrado le solenni dichiarazioni sul “Modello sociale europeo” (il diritto all’accesso universale ai servizi sanitari), numerose limitazioni mettono in discussione la effettività di questo diritto.
Le differenze del sistema sanitario nazionale mettono a rischio gli stessi diritti di pazienti, consumatori, utenti, famiglie, soggetti deboli e comuni cittadini.

Come cittadini non dobbiamo accettare che i diritti possano essere affermati in teoria (rileggetevi il famoso ‘Protocollo d’intesa’ approvato dal Consiglio Comunale di Sansepolcro in data 13.02.2008) e negati in pratica a causa di limiti finanziari che, per quanto possano essere giustificati, non possono legittimare la negazione o la messa in discussione dei diritti dei pazienti. E’ assurdo accettare che questi diritti possano essere proclamati nelle leggi ma non attuati, o affermati nei programmi elettorali ma dimenticati dopo la formazione di un nuovo governo, nazionale o locale.

Esercitate dunque, cari politici,  il vostro impegno in modo serio e costruttivo, superando le ipocrisie partitiche e  impegnatevi  affinchè l’azienda sanitaria  riveda i propri progetti di razionalizzazione e si impegni definitivamente nel dare accredito ai servizi da erogare nella nostra struttura in modo da poterlo ancora chiamare “OSPEDALE di Zona”.

-La Redazione-

 

Sanità, cosa fanno i signori sindaci ?

Ma non risponderanno mai, a loro basta che rimanga  la loro “poltrona”

Valtiberina toscana – Anche quest’anno l’Asl8 ha presentato alla stampa il resoconto annuale (2011) ed i progetti per il nuovo anno per cui apprendiamo che il bilancio del corrente anno è stato chiuso in “positivo” e con risultati qualificanti, che sono quelli che effettivamente contano per il cittadino, supportati da grande professionalità da tutti gli operatori pur nelle difficoltà di carenza del personale, nella struttura di riferimento provinciale il San Donato.

Ci sono però altre realtà comela Valtiberinatoscana, con un ospedale (?) di vallata “sette comuni montani” che ha subito tagli sia nei servizi sia nel personale, quest’ultimo per fortuna  un manipolo “eroico” di operatori che fanno i cosiddetti “salti mortali” per essere di aiuto a chi vi si reca per necessità.

Quali aspettative per dei completi, sicuri servizi socio-sanitari in quella sede ?

Il taglio ai servizi sanitari, per recuperare risorse,  è stato un gioco al massacro, grazie alla impreparazione politica, o forse connivenza di nostri amministratori locali, accondiscendi, per la loro vanità politica tesa solo a ricevere plausi personali, ai voleri della politica provinciale tendente a fare solo i propri interessi pensando al “ritorno” di quei consensi elettorali per cui non avrebbero perso le poltrone raggiunte.

Così affermavano i responsabili: “la riorganizzazione ha un costo oggi per avere un vantaggio domani”. Vantaggio per chi, domandiamo noi.

Appare evidente il gioco sottile che ha puntato e punta a scaricare sul nostro territorio i tagli e le contraddizioni della politica locale, con ripercussioni negative per i cittadini.

Ma gli attori locali, insensibili  e senza prodigarsi nel voler conoscere gli intendimenti sul futuro dei servizi sanitari e sociali erogati e da erogare sul nostro territorio, cosa intendono fare?

Sindaco La Ferla di Anghiari, sindaco signor Giovannini di Badia Tedalda, sindaco signor Betti di Caprese Michelangelo, sindaco signor Boncompagni di Monterchi, sindaco signor Bragagni di Pieve Santo Stefano, sindaco Frullani di Sansepolcro e sindaco signor Donati di Sestino, cosa intendete fare, non vi sembra che sia giunto il momento di essere chiari ? Vi abbiamo nominati uno per uno sperando in una risposta che significhi “rispetto” per i cittadini a cui “dovete” rendere conto altrimenti sarebbe meglio che lasciaste la poltrona di sindaco tornandovene a casa.

Per chi non lo sapesse: il 1° febbraio 2008 fu firmato un “protocollo d’intesa”, conferenza dei sindaci della Valtiberina-Regione-ASL8- Uncem, articolato in 10 punti e con un attribuzione per il nostro ospedale di fondi regionali di € 4.700.000 + € 1.550.000 per diagnostiche e RX.

 Oggi,  fine 2011, quasi 4 anni dopo, alla presentazione del bilancio, troppe cose non sono state rispettate di quell’accordo e cosa si prospetta?

  • L’accreditamento viene accantonato
  • La ristrutturazione della UO di chirurgia ?
  • La qualificazione della UO di medicina ?
  • L’ HDU 24h ?……..
  • Il personale.
  • ………….

Ultima ciliegina nella torta, o pacco regalo: l’ interruzione della reperibilità  medica notturna e festiva nella sezione di radiologia in favore di un nuovo meccanismo di telematica da effettuare dai primi di gennaio 2012.

Risultato: la notte e i fine settimana il cittadino che si reca al pronto soccorso per un’ urgenza e necessita di una TAC o RX sarà portato ad Arezzo?

Quale valore avrà un Pronto Soccorso menomato di un servizio interno del genere? 

Da questo momento, forse,  dovremmo chiamarlo: “primo soccorso”, giusto per applicare un cerotto,  una fasciatura o fare una iniezione…!!

Da ricordare che il servizio TAC fu aperto con il grande contributo dei cittadini e imprenditori della Valtiberina per un importo di quasi 800 milioni di lire….

Se con la chiusura della TIM i servizi ospedalieri, in particolare chirurgici, hanno avuto un tragico risvolto, con la dismissione della reperibilità medica sopra esposta si avrà un’ulteriore amputazione sanitaria con una ricaduta qualitativa e socio-economica di grande rilevanza.

Il nostro per il 2012 non può essere un semplice augurio ma un ordine  ai nostri politici di tutto il comprensorio:

Esercitino il loro impegno politico serio e costruttivo, superando le ipocrisie partitiche e si  impegnino affinchè l’azienda sanitaria  riveda i propri progetti di razionalizzazione e si impegni definitivamente nel dare accredito ai servizi da erogare nella nostra struttura in modo da poterlo ancora chiamare “OSPEDALE di Zona”.

-Il direttore-

 

Le 10 principali cause di morte

La classifica (con qualche sorpresa) delle malattie più letali

Non è l’Aids né sono i tumori la principale causa di morte nel mondo. Il vero “big killer” è l’ischemia. Al secondo posto, l’ictus. Al terzo, le infezioni delle basse vie respiratorie come la polmonite o la bronchite acuta. Insieme, queste malattie sono capaci di provocare circa 17 milioni di morti, pari a quasi il 30% del totale dei decessi nel mondo.
Sono dati che arrivano dall’Organizzazione mondiale della sanità. Aggiornati al 2008, registrano la situazione anche per ogni singola area del pianeta, dai Paesi sottosviluppati a quelli in via di sviluppo fino all’occidente industrializzato.
La top 10 nel mondo
Ma vediamo nel dettaglio la classifica delle 10 cause principali di morte nel mondo.

1) Ischemie cardiache – Provocano 7 milioni e 250 mila morti, pari al 12,8% del totale dei decessi.
2) Ictus e altre malattie cerebrovascolari – Causano 6 milioni e 150 mila morti (10,8%).
3) Infezioni delle basse vie respiratorie Malattie come la polmonite o la bronchite acuta causano 3 milioni e 460 mila morti (6,1%).
4) Broncopneumopatie croniche ostruttive (Bpco) – Provocano 3 milioni e 280 mila morti (pari al 5,8% dei decessi).
5) Malattie diarroiche – Sono tutte quelle che provocano forte diarrea (e conseguente gravissima disidratazione del paziente): per esempio il colera, il tifo, la salmonella. Causano 2 milioni e 460 mila morti (pari al 4,3% del totale dei decessi).
6) Virus Hiv – Il virus che provoca l’Aids causa 1 milione e 780 mila morti (3,1% del totale dei decessi).
7) Tumori di trachea, bronchi e polmone – Sono la causa di 1 milione e 390 mila morti (2,4%).
8) Tubercolosi – La Tbc causa 1 milioni e 340 mila morti (2,4% del totale dei decessi).
9) Diabete mellito – Causa 1 milione e 260 mila morti (2,2%).
10) Incidenti stradali – Sono la causa di 1 milione e 210 mila morti (2,1%).
Paesi poveri e Paesi ricchi
Ci sono profonde differenze fra Paesi a  basso, medio e alto reddito. In quelli ricchi, oltre i 2/3 della popolazione superano i 70 anni e muoiono di malattie croniche, come patologie cardiovascolari, broncopneumopatie croniche ostruttive (Bpco), tumori, diabete e demenze.
In quelli a medio reddito, quasi la metà degli abitanti raggiunge i 70 anni e i principali killer sono gli stessi di quelli ricchi, ma con un maggiore impatto di Tbc, Hiv e incidenti stradali.
Negli Stati a basso reddito invece meno di una persona su 5 arriva a 70 anni, e oltre 1/3 di tutte le morti avviene in bimbi sotto i 15 anni. A uccidere sono soprattutto infezioni polmonari, malattie diarroiche, Hiv, tubercolosi e malaria, oltre a complicazioni nella gravidanza e al parto.
I big killer nei Paesi industrializzati
Negli Stati ad alto reddito la principale causa di morte sono:
1) Ischemie cardiache (15,6%).
2) Ictus (8,7%).
3) Tumori a polmone, trachea e bronchi (5,9%).
4) Alzheimer e demenze (4,1%).
5) Infezioni delle basse vie respiratorie (3,8%).
6) Broncopneumopatie croniche ostruttive (Bpco) (3,5%).
7) Tumore del colon retto (3,3%).
8) Diabete mellito (2,6%).
9) Ipertensione (2,3%).
10 Tumore del seno (1,9%).
Ed ora, “incrociamo le dita”.

 

Quasi 52.000 aretini hanno già il certificato di esenzione dal pagamento di ticket per età e reddito

Fortemente diminuita la pressione sugli sportelli dedicati, cambiano orari e modalità del servizio.

Arezzo – Hanno raggiunto quasi quota 52.000 i certificati di esenzione di pagamento del Ticket sanitario per età e reddito consegnati ai cittadini della provincia. Un documento che è andato a sostituire le vecchia autocertificazione sulla ricetta.

Adesso, con le nuove regole, ci vuole il  certificato. La sua richiesta e il relativo ritiro hanno creato non pochi disagi nei giorni di particolare afflusso, ai qualila Aslaveva risposto con l’apertura di servizi straordinari e con l’apporto anche dei patronati. Adesso da alcuni giorni il numero quotidiano di richieste si è molto ridotto. Guardando i dati storici ci sono ancora poco più di 15.000 cittadini che ancora hanno i requisiti per  richiedere il certificato. Il cui rilascio, va ricordato, può avvenire in qualunque momento, e per questo ancora in molti non hanno provveduto a richiederlo e ritirarlo perchè ancora non hanno necessità di averne.

Zona per zona questi i numeri dei certificati rilasciati:

Arezzo 16.995, Casentino 6.390, Valtiberina 4.954,  Valdarno

15.727,  Valdichiana 7.225,  per un totale di  51.291.

Ed ecco, zona per zona, come si modifica a partire dai prossimi giorni, l’organizzazione degli sportelli dedicati.

Arezzo: restano gli sportelli del Distretto di via Guadagnali (dal lunedì al sabato dalle 8,00 alle 12,30 e il pomeriggio di martedì e giovedì dalle 15,00 alle 17,30), e dell’ospedale San Donato (dal lunedì al sabato dalle 8,30 alle 12,30 e i

pomeriggio di lunedì, mercoledì e venerdi dalle 15,00 alle 17,30).   

Valdarno: da giovedì 22 dicembre chiudono gli sportelli presso i Distretti di San Giovanni e Montevarchi. Resta lo sportello  dedicato presso Ospedale della  Gruccia dal lunedì al venerdì con orario 9/12,30 – 3° livello presso Direzione sanitaria, dal lunedì al venerdì con orario 14,30/17,00 1° livello presso CUP, prevedendo la chiusura nei giorni 23 e 30 dicembre.  E ancora: uno  sportello dedicato solo per disoccupati presso Ospedale della  Gruccia, 1° livello stanza D14 con orario 9/12,30 mercoledì e giovedì.

Dal 1° di gennaio 2012 non saranno più in funzione gli sportelli dedicati al rilascio dei certificati di esenzione con eccezione dello sportello dedicato per disoccupati che rimarrà aperto il giovedì dalle ore 9 alle ore 12,30, stessa ubicazione (1° livello Ospedale Santa Maria alla Gruccia stanza D 14)

Valdichiana: Ospedale della Fratta Dal lunedì al sabato 8,30-12.00; Centro Sociosanitario di Camucia dal lunedì al sabato 8.00-12.30, il martedì e giovedì anche 15.00-17,00; Casa della Salute di Castiglion Fiorentino dal lunedì al sabato 8,30-12,00; Centro Sociosanitario di Foiano dal lunedì al sabato  8,30- 12,00. 

Casentino: A decorrere dal 1° gennaio sarà aperto un solo sportello dedicato,  collocato nel Distretto di Bibbiena, Via G. Di Vittorio 22 dal lunedì al venerdi, dalle 9,00 alle 12,00.

Valtiberina: rimane invariato lo sportello all’ospedale, mentre quello di via santi di Tito, dal 24 dicembre, il sabato resterà chiuso.

In tutto il territorio della Usl 8 resta attiva la possibilità di presentare la richiesta al momento di effettuazione di una prenotazione presso tutti gli sportelli cup aziendali (escluso le farmacie). In questo caso il certificato verrà inviato per posta al domicilio indicato dall’assistito.

 

Perplessità sul parco eolico Poggio tre Vescovi

BADIA TEDALDA – Questo è il parco del dubbio – così spiega il Sindaco di Badia Tedalda Fabrizio Giovannini, al ritorno da Roma dopo la riunione al Ministero delle Infrastrutture di giovedì 1 dicembre 2011, sulla realizzazione del progetto impianto eolico Poggio Tre Vescovi. Tutti erano presenti al tavolo incontro, i responsabili della ditta per la costruzione del parco: Geo Italia, dalla Regione Emilia Romagna alla Regione Toscana. Continua a leggere…

Il Distretto USL di via Guadagnoli ad Arezzo si rinnova e si trasforma

La visita ai nuovi locali, occasione del Dg Desideri e del sindaco Fanfani per fare chiarezza sui Cup e sui certificati di esenzione. Da marzo parte la prenotazione diretta dei medici

Arezzo – La visita concordata questa mattina ai rinnovati locali di via Guadagnoli da parte della direzione aziendale e del sindaco di Arezzo, è stata l’occasione per affrontare “in diretta” alcuni temi caldi della sanità. La sede del distretto anche stamani è stata teatro di un grande affollamento legato sia alla richiesta e ritiro dei certificati di esenzione del ticket per età e reddito, sia delle prenotazioni di prestazioni e visite, concentrate nei Cup pubblici dopo la recente protesta dei farmacisti.

Protesta adesso sospesa. E che quindi consente di tornare alla situazione precedente, con l’accesso ai servizi anche tramite le farmacie pubbliche e private.

Il direttore generale Desideri lo ha ricorda a gran voce, anche per non costringere i cittadini ed estenuanti e ingiustificate attese nei Cup aziendali, ormai presi d’assalto da molti e molti giorni, posso tornare nei quasi cento punti Cup delle farmacie. “Il problema delle code ai cup è reale – ha ammesso il Direttore Generale – e la Asl prende  un duplice impegno entro marzo: il 70% delle prescrizioni dei medici specialisti ospedalieri, si trasformeranno direttamente in prenotazioni, senza passare dal Cup. Contemporaneamente faremo in modo che almeno in due studi associati dei medici (uno ad Arezzo e uno in Valdarno) si parta con la prenotazione diretta telematica delle prenotazioni.”

Duro in merito l’intervento del sindaco Fanfani: “Quello dei farmacisti è stato un gesto inqualificabile, un “ricatto” inammissibile nei confronti dei cittadini. Meglio avrebbero fatto di fronte ad un problema di questa natura rivolgersi al presidente della conferenza di sindaci; lo avrebbero certamente trovato disponibile per intavolare una trattativa con la Asl e risolvere i problemi”.

Poi le code per il certificato di esenzione dei ticket, necessario dal primo dicembre per coloro che ne hanno diritto. “Non serve correre se non se ne ha necessità il giorno stesso – ha ricordato Desideri – perchè i certificati saranno rilasciati anche nelle settimane e mesi successivi. Chi dovesse richiedere visite e prestazioni senza ancora il certificato in mano, sarà ugualmente assistito, e se pur contabilmente sarà assegnato fra i paganti, prima della prestazione stessa avrà il certificato (se dovuto) e la collocazione fra gli esenti”.

Un tema affrontato “energicamente” anche dal sindaco: “Sono sorpreso dai tanti disagi che i cittadini subiscono. Ma si sappia che questo è il risultato dell’atteggiamento di qualche migliaio di “furbetti” che per non pagare il ticket utilizzavano la autocertificazione dichiarando il falso e cosi facendo scaricando il loro costo sugli altri cittadini. Era perciò necessario mettere in piedi un sistema che garantisse davvero chi ne ha diritto e non gli altri”.

Fanfani ha poi chiuso la sua visita al centro di via Guadagnoli affermando; “assisto ad un  grande impegno della Asl per il miglioramento dei servizi nella nostra zona: è in atto impegno mai visto sinora. Dobbiamo renderci conto che è difficile cambiare e ci vogliono i tempi giusti.  Ma io sono fiducioso che questa direzione ce la farà”.

La Sede di via Guadagnoli

Per 18 mesi le migliaia e migliaia di cittadini che transitano dal distretto sanitario di via Guadagnoli, hanno dovuto spesso fare lo slalom fra le aree di cantiere.  Una ristrutturazione che si è resa necessaria sia per ragioni infrastrutturali (nuovi collegamenti ai computer), ma soprattutto per rendere più agevole l’accesso ai servizi, l’accoglienza e i servizi ai cittadini. Lavori che sono coincisi con una fase di crescita dei compiti del Distretto, con la maggiore attenzione verso il territorio, determinata dalle nuove linee guida della sanità Toscana. Gli ospedali sempre più luoghi di cura delle fasi critiche, tutto il resto demandato ai territorio e alle sue strutture, con un collegamento continuo verso le aree specialistiche.

“In questi lavori – ha sottolineato il direttore del Distretto Claudio Pedace – abbiamo posto particolare attenzione alla concentrazione dei servizi territoriali, ad iniziare  dalla Continuità Assistenziale (guardia medica) trasferita dal S.Donato. Adesso è in locali  più accoglienti ed idonei, in contiguità con la rinnovata area dei servizi infermieristici territoriali, nuovo punto di accesso sanitario per tutti i servizi a domicilio dei pazienti e per l’attività di prelievo, alla Medicina dello Sport, riportata nella sua naturale sede territoriale, alla Riabilitazione rinnovata e razionalizzata.”

Tutte attività di grande impatto sulla popolazione. La guardia medica nel 2010 ha effettato 3.070 visite in ambulatorio e 1.633 a domicilio.

Nella sede di via Guadagnoli, sono stati seguiti oltre 45.000 prelievi, fatte duemila visite per le certificazioni per le patenti, garantite trentamila prestazioni di riabilitazione ambulatoriale e 2.300 domiciliare.

Centrale il ruolo svolto dal Cup di questa sede (quasi 80.000 prenotazioni annue) e l’Anagrafe assistiti, che gestisce anche le esenzioni (e sappiamo bene cosa significa in questi giorni “caldissimi”)

Molta attenzione in questi lavori è stata riservata alla accoglienza per i servizi integrati del sociale, al Punto unico di Accesso (PUA/Punto Insieme) che hanno adesso spazi adeguati nel piano dei servizi ambulatoriali e anagrafici.

Nella sede di via Guadagnoli hanno sede anche i servizi infermieristici territoriali che hanno seguito a domicilio nel 2010 2.514 pazienti, con 75.217 prestazioni.

Le scelte tecnicho-operative dei lavori

I lavori hanno avuto un costo complessivo di 200.000 euro.

I vecchi ambienti destinati al Cup sono stati completamente rivisitati partendo dalla demolizione  dei cinque sportelli per gli utenti posti nel vecchio bancone in muratura (non rispondente alla normativa per i disabili) adesso sostituito da otto postazioni multiservizio, separate da pannelli per garantire adeguata privacy e un miglior dialogo con gli operatori. L’area è stata integrata con una sala di attesa dotata di 25 posti seduti, distributori di bevande calde e fredde e servizi igienici dedicati.

Parkinson, nuo Nuovo progetto per la fornitura dei farmaci

Le nuove modalità presentate durante le iniziative legate alla terza giornata nazionale su questa malattia. Condivisione dei medici di famiglia e degli assistiti. La consegna dei medicinali, direttamente negli ospedali.

Arezzo – Nuove modalità per la fornitura di farmaci antiParkinson. Il progetto della Asl 8 presentato nel corso della Terza Giornata Nazionale della Malattia di Parkinson.

“Per le oltre 800 persone in terapia per la Malattia di Parkinson nella provincia aretina – spiega il Prof, Paolo Zolo, Direttore della Neurologia della Asl 8 – stiamo predisponendo la fornitura diretta dei farmaci, attraverso un Programma Terapeutico redatto direttamente dallo specialista neurologo, senza altri passaggi prescrittivi o trascrizioni successive. Trascrizioni che, per la complessità delle terapie farmacologiche per il Parkinson (da 2 a 4 prodotti farmaceutici, con numerose posologie e, in alcuni casi la necessita di piani terapeutici specifici per singolo farmaco), spesso si portano dietro un elevato rischio di errore”.

Il progetto prenderà avvio dagli Ospedali di Arezzo e del Valdarno. L’Azienda sanitaria e l’Unità Operativa di  Neurologia si sono impegnati, con la piena adesione dei medici di famiglia,  del Distretto di Arezzo e dell’Area Farmaceutica aziendale.  Il programma terapeutico viene redatto su di un unico modulo, predisposto dalla Usl, e consegnato direttamente nei punti di continuità terapeutica aperti presso i due Ospedali di Arezzo e Valdarno. “Il farmacista ospedaliero – dice il direttore della Neurologia della Asl 8 – consegnerà ogni due mesi i farmaci al paziente (o ai suoi familiari) in quantitativi sufficienti per periodi di sei mesi, o fino a nuova prescrizione da parte dello specialista curante. Il Medico di Medicina generale del paziente sarà costantemente informato in copia della terapia prescritta o aggiornata.”

Un cambiamento importante quello preannunciato e ampiamente discusso sabato scorso all’Auditorium san Donato di Arezzo nel corso della Terza giornata nazionale della Malattia di Parkinson, alla quale hanno presenziato fra gli altri, anche il Vescovo Riccardo Fontana, il vicepresidente della Provincia Mirella Ricci e il direttore generale della Asl 8, Enrico Desideri.

Il dibattito che si è acceso sul nuovo progetto di distribuzione dei farmaci per questa specifica malattia, ha visto intervenire  i soci dell’Associazione Parkinson (sezioni di Arezzo e del Valdarno), persone con Parkinson, gli operatori coinvolti in questa specifica forma assistenziale. Da parte di tutti i partecipanti è arrivato un forte e convinto apprezzamento, proprio per le modalità operative che rendono più lineare e facile l’approvvigionamento di farmaci così importanti.

Pediatria, partono nuovi ambulatori specialistici in neurologia e diabetologia

Importante collaborazione fra le diverse discipline, per accompagnare i ragazzi nel percorso di cura e nel passaggio verso le cure degli adulti per i soggetti che hanno malattie croniche.

Arezzo –  Domani, 24 giovedì iniziano la loro attività due nuovi importanti ambulatori dell’area pediatrica, con il contributo di specialisti di neurologia e di diabetologia.

Si tratta di ambulatori di secondo livello. Quelli ai quali ci si rivolge dopo un primo accertamento eseguito  al pediatra di libera scelta. L’accesso a questi ambulatori avviene con una prenotazione diretta e telefonica al Day Hospital pediatrico (che ospita la struttura), tutte le mattine dalle 10,30 alle 12,30, chiamando il numero 0575-255536, fornendo il numero della impegnativa presente su ricettario rosa e con il successivo passaggio dal Cup.

L’ambulatorio di neurologia pediatrica sarà aperto ogni giovedì dalle 15,00 alle 17,00, e sarà gestito dalle dottoresse Pianigiani e Guadagni. E’ stato realizzato in collaborazione fra il dipartimento materno-infantile e l’area neurologica.

L’ambulatorio pediatrico-diabetico è aperto ogni giovedì dalle 17,00 alle 19,00 ed è il frutto della collaborazione fra le unità operative di pediatria e di diabetologia.

E’ un progetto innovativo nella Regione Toscana, e che punta, come ormai sperimentato in altre aree, a prendere in cura gli assistiti, in questi casi bambini, mettendo insieme anche a livello ambulatoriale, discipline diverse fra loro.

 

 

 

Pediatria, partono nuovi ambulatori specialistici in neurologia e diabetologia

Importante collaborazione fra le diverse discipline, per accompagnare i ragazzi nel percorso di cura e nel passaggio verso le cure degli adulti per i soggetti che hanno malattie croniche.

Arezzo –Oggi, 24 giovedì iniziano la loro attività due nuovi importanti ambulatori dell’area pediatrica, con il contributo di specialisti di neurologia e di diabetologia.

Si tratta di ambulatori di secondo livello. Quelli ai quali ci si rivolge dopo un primo accertamento eseguito  al pediatra di libera scelta. L’accesso a questi ambulatori avviene con una prenotazione diretta e telefonica al Day Hospital pediatrico (che ospita la struttura), tutte le mattine dalle 10,30 alle 12,30, chiamando il numero 0575-255536, fornendo il numero della impegnativa presente su ricettario rosa e con il successivo passaggio dal Cup.

L’ambulatorio di neurologia pediatrica sarà aperto ogni giovedì dalle 15,00 alle 17,00, e sarà gestito dalle dottoresse Pianigiani e Guadagni. E’ stato realizzato in collaborazione fra il dipartimento materno-infantile e l’area neurologica.

L’ambulatorio pediatrico-diabetico è aperto ogni giovedì dalle 17,00 alle 19,00 ed è il frutto della collaborazione fra le unità operative di pediatria e di diabetologia.

E’ un progetto innovativo nella Regione Toscana, e che punta, come ormai sperimentato in altre aree, a prendere in cura gli assistiti, in questi casi bambini, mettendo insieme anche a livello ambulatoriale, discipline diverse fra loro.

 

Infarto, ad Arezzo il primato toscano delle vite salvate

Il 75% delle persone riceve il trattamento ottimale con conseguente riduzione della mortalità a 30 giorni dal ricovero.I dati certificati dal Ministero della Sanità attraverso l’Agenas

Arezzo– La notizia è stata anticipata nella giornata di apertura del Forum Risk Management in corso al Palaffari. Arezzo può vantarsi di un altro importante risultato, un vero e proprio primato in Toscana nel settore delle vite salvate dopo un infarto.Un risultato che, come vedremo, è i frutto del lavoro congiunto dell’intero sistema sanitario. Ma che parte dalla determinazione con cui il dipartimento cardiovascolare assieme a quello della emergenza-urgenza hanno impostato il lavoro in questi anni.

In Italia ogni anno muoiono per infarto miocardico quasi 40.000 persone. Una vera e propria guerra per combattere la quale le principali armi da utilizzare si chiamano alta professionalità e, soprattutto, organizzazione.

“La certificazione del risultato arriva dall’Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali – spiega Enrico Desideri, direttore generale della Asl –  che sviluppa ricerche, monitoraggi, elaborazione e certificazione dei dati per specifiche aree, confrontandoli fra loro. Così dal Programma Nazionale di Valutazione degli Esiti degli interventi sanitari, scaturisce questo risultato che da una parte ci inorgoglisce, e dall’altra ci stimola a rafforzare il modello organizzativo individuato: Arezzo ha la migliore performance in Toscana per mortalità a 30 giorni dal ricovero per Ima (infarto miocardico acuto).”

Nell’intera Regione, come evidenziano i risultati che arrivano dalla analisi delle Sdo (le schede delle dimissioni ospedaliere), Arezzo ed Empoli risultato avere i migliori risultati. Arezzo ha inoltre un miglioramento nei valori generali  assoluti.

Il 75% delle persone che sviluppano un infarto, grazie alla rete organizzativa territoriale, vengono sottoposte al trattamento ottimale e cioè l’angioplastica. E’ questa la percentuale più alta nella Regione Toscana e rende conto di una rilevante riduzione della mortalità a 30 giorni dall’evento acuto.

Interventi che la cardiologia aretina esegue da molti anni sotto la guida del dottor Leonardo Bolognese (nella foto), responsabile del Dipartimento cardiovascolare.

 “Con la piena approvazione dell’Azienda e il coinvolgimento fattivo e convinto di molte aree sanitarie e professionisti di questa Azienda – sottolinea Bolognese – abbiamo lavorato con determinazione alla creazione di un sistema complesso di presa in carico dei pazienti. Non si tratta di parole oggi di moda e spesso abusate, ma abbiamo creato una rete reale, concreta,  che sta garantendo risultati veri in termini di vite umane. Il territorio, e in primo luogo il sistema articolato e complesso della Emergenza-Urgenza, è attore primario nella individuazione dei casi e nella gestione corretta e rapida del percorso assistenziale. Negli anni – prosegue Bolognese – oltre alla formazione e allo studio di precisi  protocolli di intervento in presenza di crisi cardiache acute e grazie anche alla copertura provinciale del sistema di telemedicina che permette di inviare in tempo reale un elettrocardiogramma ai cardiologi sempre presenti in ospedale, si sono enormemente ridotti sia i tempi di arrivo dei pazienti in ospedale, sia i ritardi nella individuazione precisa della patologia.”

Una volta che i pazienti sono arrivati in tempo al San Donato, con una diagnosi primaria già eseguita in emergenza e spesso da località assai remote, entra in azione l’attività di chirurgia cardiaca con gli interventi di angioplastica. “Ed anche qui – conclude Enrico Desideri – voglio sottolineare un dato che non sfugge alle valutazioni dei tecnici e degli esperti: la qualità degli interventi di angioplastica eseguiti al San Donato, è indiscussa, riconosciuta e soprattutto validata dai risultati. Oggi siamo lieti di questo primato, ma sappiamo che adesso possiamo e dobbiamo fare di più, applicando questo modello (cosa che già avviene in più campi) a moltissime forme di assistenza ai cittadini”.

 

 

Dopo ogni conferenza sulla ‘sanità’ in Valtiberina Toscana: “se sono rose fioriranno”

Staremo a vedere.

Sansepolcro– Si è tenuto lunedì pomeriggio un incontro tra la Conferenza dei sindaci della Valtiberina rappresentata da Daniela Frullani primo cittadino biturgense e la direzione sanitaria della USL8, rappresentata da Enrico Desideri e Patrizia Castellucci, Direttore Generale e Responsabile di zona.  Si è parlato di numerose questioni, vecchie e nuove, conpriorità all’Ospedale di zona (in attesa ancora di un nome, la cui questione sarà riportata nei prossimi consigli, Ndr) per il quale è previsto un riassetto generale, strutturale e organizzativo, con ancora 1milione e 500mila euro da investire in servizi (dei 4 milioni e800 mila previsti dal protocollo del 2008). Priorità al territorio con la medicina di iniziativa “molta attenzione è stata posta al territorio affinché la distanza non sia lontananza dai servizi e allungamento dei tempi di soccorso” ha detto Desideri; Si è parlato della Casa della salute di cui è stata annunciata la nascita di una nuova struttura a Pieve Santo Stefano e presto anche ad Anghiari. Si è poi parlato di emergenza-urgenza con un investimento previsto di 88mila euro aggiuntivi l’anno:le ambulanze raddoppieranno da una a tre, aumento della prevenzione collettiva, passaggio (a gennaio prossimo) alla radiologia in guardia attiva(H24), alta integrazionee salute mentale, Sert e prevenzione collettiva, e anche collaborazione con le aziende vicine “grazie al nostro lavoro abbiamo diminuito di un milione e mezzo la mobilità passiva verso l’Umbria” ha detto Enrico Desideri. Per la Valtiberina sono stati annunciati 21 progetti di sviluppo,l’approvazione di documenti per un accordo di programma, e l’imminente costituzione di un gruppo tecnico di lavoro per la redazione del PIS (Piano Integrato di Salute).“Vogliamo assicurare una continuità assistenziale tra l’ospedale e il territorio – ha detto il Sindaco Frullani- con un aumento degli investimenti a disposizione stimato intorno al 5% in questi anni, nel 2012 alcuni trasferimenti di bilanci regionali saranno sicuramente azzerati”. Appuntamento per la Conferenza dei sindaci tra15 giorni. Monia Mariani

 

 

 

Il sindaco Frullani: “Vogliamo assicurare una continuità assistenziale tra ospedale e territorio

Sansepolcro – Si è tenuto ieri pomeriggio un incontro tra la Conferenza dei sindaci della Valtiberina rappresentata da Daniela Frullani primo cittadino biturgense e la direzione sanitaria della USL8, rappresentata da Enrico Desideri e Patrizia Castellucci, Direttore Generale e Responsabile di zona.  Si è parlato di numerose questioni, vecchie e nuove,conpriorità all’Ospedale di zona (in attesa ancora di un nome, la cui questione sarà riportata nei prossimi consigli, Ndr) per il quale è previsto un riassetto generale, strutturale e organizzativo, con ancora 1milione e 500mila euro da investire in servizi (dei 4 milioni e800 mila previsti dal protocollo del 2008).Priorità al territorio con la medicina di iniziativa “molta attenzione è stata posta al territorio affinché la distanza non sia lontananza dai servizi e allungamento dei tempi di soccorso” ha detto Desideri; Si è parlato della Casa della salute di cui è stata annunciata la nascita di una nuova struttura a Pieve Santo Stefano e presto anche ad Anghiari. Si è poi parlato di emergenza-urgenza con un investimento previsto di 88mila euro aggiuntivi l’anno:le ambulanze raddoppieranno da una a tre, aumento della prevenzione collettiva, passaggio (a gennaio prossimo) alla radiologia in guardia attiva(H24), alta integrazione e salute mentale, Sert e prevenzione collettiva, e anche collaborazione con le aziende vicine “grazie al nostro lavoro abbiamo diminuito di un milione e mezzo la mobilità passiva verso l’Umbria” ha detto Enrico Desideri. Per la Valtiberina sono stati annunciati 21 progetti di sviluppo,l’approvazione didocumenti per un accordo di programma,e l’imminente costituzione di un gruppo tecnico di lavoro per la redazione del PIS (Piano Integrato di Salute).“Vogliamo assicurare una continuità assistenziale tra l’ospedale e il territorio – ha detto il Sindaco Frullani- con un aumento degli investimenti a disposizione stimato intorno al 5% in questi anni, nel 2012 alcuni trasferimenti di bilanci regionali saranno sicuramente azzerati”. Appuntamento per la Conferenza dei sindaci tra15 giorni.

Monia Mariani

 

Come farà il paziente a ritirare, dal venerdì alla domenica, i farmaci necessari ?

Sansepolcro – Anche in Valtiberina i farmacisti protestano  per una serie di iniziative avanzate dalla USL8 tra cui quella che prevede la distribuzione di un certo tipo di farmaci presso l’azienda sanitaria medesima e non più, come accade adesso, nelle farmacie tradizionali. E’ da qualche giorno infatti che i farmacisti della zona hanno promosso una simbolica raccolta firme affinché anche la popolazione locale possa dire la propria opinione. In sostanza, i farmacisti hanno aderito all’iniziativa promossa dalla Federfarma di Arezzo che prevede come forma di protesta la parziale dismissione del servizio CUP dentro le farmacie (a partire dalle visite specialistiche all’esame del sangue fino al servizio di fornitura integrativa come i presidi medici per infermi – Ndr).

“L’azienda sanitaria ha chiesto la collaborazione delle farmacie – dicono i farmacisti – e noi abbiamo finora attivamente collaborato, ma ora pensiamo chela USL stia cercando di far passare sotto tono il nostro ruolo,  sfruttandolo”. Infatti se passerà la proposta da ora in avantila USL e i medici inviteranno i pazienti a ritirare certi farmaci solo presso i punti di raccolta delle USL e non più in farmacia. Quali sono gli scenari che si prospetteranno?

“Le farmacie operano da sempre 365 giorni all’anno, giorno e notte, con un’attività capillare su tutto il territorio – dicono  i farmacisti – che succederà quando dal venerdì alla domenica sera le USL saranno chiuse? Cosa farà il paziente per ritirare i propri farmaci? Resterà senza? Sarà come sempre il paziente ad avere la peggio –  concludono – perchéla USL non potrà assolutamente garantire un certo tipo di servizio tutti i giorni dell’anno, servizio che invece le farmacie hanno sempre svolto con dedizione e professionalità”.

-Monia Mariani-

Certificato di esenzione dal ticket, aumentano le modalità di richiesta e ritiro

Oltre 70mila gli aretini interessati. Il 30 novembre è il termine ultimo per mettersi in regola.

Tutti i  patronati della provincia pronti a dare informazioni e collaborazione. E dai Cup indicazioni immediate a chi si presenta con la vecchia autocertificazione.

Arezzo – La Asl8 sta incrementando le modalità offerte ai cittadini per ottenere il nuovo certificato di esenzione dal pagamento del ticket sanitari per età/reddito. Un documento essenziale dal prossimo primo dicembre.  Oltre agli sportelli già attivati dall’inizio di ottobre, l’Azienda in questi giorni ha stretto un accordo con i Patronati (che hanno oltre settanta sedi nella nostra provincia), per collaborare  e dare un aiuto a quanti devono mettersi in regola in queste settimane.

Più in particolare, i patronati forniranno tutte le informazioni necessarie e la modulistica per la richiesta del nuovo certificato. La richiesta andrà poi consegnata alla Asl che, secondo le esigenze dei cittadini, fornirà “brevi manu” il certificato, oppure lo spedirà a casa.

Ma anche i Cup aziendali si sono attrezzati per aiutare quanti – da qui al trenta novembre – si presenteranno agli sportelli dichiarando di essere esenti dal pagamento del ticket. In questo caso verrà subito fornito il modulo per la richiesta del certificato. I cittadini possono anche riempirlo subito, ma dovranno poi consegnarlo ad uno sportello dedicato, ricevendo in pochi minuti il certificato, oppure facendoselo spedire a casa.

Insomma le modalità e le possibilità si ampliano. Si calcala che siano oltre settantamila gli aretini interessati a questa tipologia di esenzione (età/reddito), ma ad oggi – secondo i dati della Asl – sono ancora pochi coloro che si sono messi in regola. Nel frattempo, il termine ultimo per mettersi in regola si avvicina sempre più ed è importante che i cittadini interessati si attrezzino, poiché dal primo dicembre, non sarà più possibile autocertificare l’esenzione e coloro che sono sprovvisti del nuovo certificato, dovranno necessariamente pagare il ticket.

Chi ha diritto all’esenzione

I soggetti che ne hanno diritto sono i cittadini di età inferiore ai 6 anni e di età superiore ai 65 anni, purché appartenenti ad un nucleo familiare fiscale con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro annui. Inoltre i titolari di pensione sociale o percettori di assegno sociale di età superiore ai 65 anni e familiari a carico, e  titolari di pensione minima, di età superiore ai 60 anni, e familiari a carico, purché il reddito complessivo del relativo nucleo familiare fiscale, riferito all’anno precedente, sia inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e di ulteriori 516,46 euro per ciascun figlio a carico.

A chi rivolgersi

Fermo restando il riferimento dei Patronati e dei Cup per il ritiro del modulo di richiesta, per ottenere il rilascio del nuovo certificato di esenzione (o per la sua spedizione a domicilio) è necessario rivolgersi agli sportelli dedicati, muniti della tessera sanitaria elettronica e di un documento di riconoscimento valido.

Elenco degli sportelli dedicati attivati in ogni zona sanitaria:

AREZZO: Distretto Via Guadagnali, dal lunedì al venerdì 8,00 – 12,30 – il martedì e giovedì  anche 15,00 – 17,30

Ospedale San Donato dal lunedì al sabato  08,30 / 13,00 e dal lunedì al venerdì anche dalle 15,00 /17,30

VALDARNO: Ospedale S. Maria alla Gruccia, dal lunedì al venerdì 9,00-12,30 – il martedì e giovedì anche 15,00-17,00;  

Centro Socio Sanitario di Montevarchi- via Podgora, dal lunedì al venerdì 14,30-17,30; 

Centro Socio Sanitario di San Giovanni V.no- via III Novembre, dal lunedì al venerdì 14,30-17,30  

Centro Tecnico Amministrativo c/o Ospedale Santa Maria alla Gruccia (solo per disoccupati) Mercoledì  e giovedì 9-12,30 – 15,00 – 17,00 –

VALDICHIANA: Cup – OspedaleLa Fratta, dal lunedì al venerdì 8,00-12.30 – il mercoledì anche 15.00 – 17,30;

Distretto Sanitario  di Camucia, al lunedì al sabato 8.00-12.30 – il lunedì, martedì e giovedì anche 15.00-17,30;

Centro Socio Sanitario alla Casa della Salute -Castiglion Fiorentino. dal lunedì al sabato 8,00-12,30 – il lunedì e venerdì anche 15.00-17,30

Centro Socio Sanitario di Foiano della Chiana. dal lunedì al sabato  8,00- 12,30 – il mercoledì anche 15.00-17,30 

VALTIBERINA: Ospedale Valtiberina, dal lunedì al sabato 8,00-12,30  – dal lunedì al venerdì 15,00-17,30;

Distretto Sanitario Via Santi di Tito Sansepolcro, mercoledì, venerdì e sabato  8.00-12.30;

CASENTINO: Ospedale  Bibbiena – via Turati 40, dal lunedì al venerdì 8,00-12,30. Martedì e venerdì anche 15,00-17,30;

Distretto sanitario Loc. Colombaia, via G. Di Vittorio 22 Bibbiena Stazione, dal lunedì al venerdì 8,00-12,30. Giovedì anche 15,00-17,30;

Tutte le informazioni si possono ottenere consultando il sito internet  http://www.usl8.toscana.it, oppure telefonando al Punto Informazioni aziendale 0575/254000 (dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 13,30 e dalle 15,00 alle 18,00).

Che fine ha fatto il nome proposto per l’Ospedale di zona?

Sansepolcro – La questione torna d’attualità dopo la recente inaugurazione della nuova Dialisi e dopo il documento che pare sarà presentato alla Conferenza dei Sindaci e annunciato giorni fa dall’area Laico Riformista del Pd e dal Comitato di cittadini per la difesa dell’Ospedale della Valtiberina. La proposta di intitolare il nosocomio era stata avanzata propriodal Comitato neiprimi mesi del 2010; all’incontro avuto alla Direzione Generale ASL8 ad Arezzo, alla presenza del responsabile di presidio e di zona della Valtiberina, il Direttore generale Enrico Desideri dichiarò di non aver nulla incontrario, rimandando il tutto, per opportunità e correttezza,alla conferenza dei sindaci di zona. Il 24 febbraio 2010 il Comitato inviò ai sette Sindaci dei comuni della Valtiberina Toscana una email nella quale richiedeva per poter rilanciare il  Presidio di Zona  la sua intitolazione;nella stessa si suggeriva il nome del Professor Alessandro Panerai, compianto illustre ex primario di medicina.Alla missiva risposero affermativamente il comune di Pieve Santo Stefano, quello di Badia Tedalda e quello di Anghiari;il Comune di Sansepolcro invece attraverso una delibera di Consiglio rispose affermativamente, ma chiedendo però tempo per valutare,al posto del nome proposto, quello del professor Panerai, l’eventuale nome del vecchio Ospedale di Sansepolcro, quello di Santa Maria della Misericordia, appunto. In seguito, furono due consiglieri di Viva Sansepolcro  a presentare un’interrogazione in Consiglio Comunale che in data 28 aprile 2010 fu approvata all’unanimità dai consiglieri.“Perché si volle esaminare l’argomento in Conferenza dei Sindaci, senz’altro per eseguire una procedura corretta visto che l’Ospedale era di zona è gestito dalla USL8 di Arezzo – si domanda Giampiero Giuliani – ma la conferenza dei Sindaci attraverso il suo Presidente non ha mai portato in discussione l’argomento? L’intento della nostra proposta era semplicemente quello di rilanciare la qualità del nostro Presidio Ospedaliero ma la politica abulica della nostra vallata ha glissato l’argomento senza dare risposte. Riproporrò il tutto a breve – informa Giuliani perentorio – denunciando la non curanza politica sanitaria e facendo il possibile  per riaprire il caso”.mm

Al San Donato intervento alla tiroide con il robot in diretta tv

Specialisti da tutta Italia riuniti a Pavia seguiranno le relazioni di Sbrana e un intervento eseguito da Ciabatti (foto a sx). Sabato un secondo video sarà presentato al più importante congresso americano di chirurgia. L’Università di Pavia organizza il primo congresso nazionale di chirurgia robotica. Una due giorni dall’alto valore scientifico con la partecipazione dei maggiori specialisti del nostro Paese, dove sono ben 53 i robot presenti. Arezzo è uno dei protagonisti di questa iniziativa, con il direttore del dipartimento di chirurgia, Fabio Sbrana e quello della chirurgia specialistica Pier Guido Ciabatti. A Sbrana toccherà il compito di fare il punto sullo stato dell’arte in due specifici settori: “il by-pass gastrico col robot”  e la “Chirurgia mininvasiva del pancreas”. Il dottor Ciabatti, invece, sarà il protagonista di un intervento chirurgico di “tiroidectomia robotica” eseguito in diretta tv e collegamento via satellite dalle sale operatorie del San Donato.

Dall’inizio dell’anno sono 67 gli interventi effettuati con il “Da Vinci” dall’equipe (foto)di Otorinolaringoiatria: di questi le tiroidectomie (asportazione totale della tiroide) sono state 50. Numeri e tipologie di interventi che fanno di Arezzo un centro di riferimento nazionale per il settore dell’otorinolaringoiatria, sopratutto perché gli interventi in robotica sulla tiroide in Italia vengono effettuati per lo più da chirurgi generali, mentre al San Donato vengono eseguiti da un otorino.

Nell’intervento che domani andrà in diretta dal Polo chirurgico aretino, i convegnisti di Pavia osserveranno come il chirurgo realizza, mediante un’incisione di circa 7 centimetri, una sorta di tunnel sotto pelle arrivando fino ai muscoli del collo che, una volta divaricati, consentono l’accesso alla ghiandola tiroidea. A questo punto si introducono gli strumenti robotici collegati ai quattro bracci e controllati da un collega, mentre il chirurgo comincia ad intervenire operando dalla consolle. I vantaggi della metodica computer assistita sono sia estetici che funzionali: dall’assenza completa di cicatrici sul collo, ad una minore incidenza delle complicanze delle lesioni dei nervi laringei,  minor dolore post operatorio, più rapida ripresa dell’attività quotidiana, miglior qualità della vita.

Da Pavia a San Francisco

Sabato mattina, al termine del convegno di Pavia, Sbrana e Ciabatti voleranno verso San Francisco, dove sono attesi al più importante congresso americano di chirurgia, per illustrare un altro video, sempre sulla chirurgia tiroidea, realizzato al San Donato e che è stato accettato con grande entusiasmo dagli specialisti di oltreoceano. La particolarità di questo intervento è riferita al rispetto dei “nervi laringei” nella fase operatoria, un aspetto di particolare interesse per i cantanti, poiché consente di preservare sia la voce parlata che quella cantata.

 

Ristrutturazione Cup di via Guadagnoli

Proseguono i lavori nella sede distrettuale. Slitta a giovedì 13 ottobre la riapertura degli sportelli per le prenotazioni.

Arezzo – Prenotazioni sospese al Cup di Via Guadagnali fino a Continua a leggere…

Buon compleanno “Robot”

Arezzo – E’ trascorso un anno esatto da quando la chirurgia robotica ha fatto il suo ingresso al San Donato con il primo intervento effettuato con il robot “Da Vinci”. Un anno in cui la chirurgia aretina – e non solo quella robotica –  è cresciuta ed ha saputo farsi apprezzare anche al di fuori dei confini regionali (318 gli interventi fatti sino ad oggi). Continua a leggere…

Pazienti diabetici: al San Donato messa a punto una nuova metodica d’avanguardia nel ridurre le amputazione dovute a disturbi della circolazione degli arti

Messo a punto un rivoluzionario “pallone di dilatazione” in grado di rilasciare un  farmaco direttamente nella parete del vaso sanguigno, senza ricorrere all’impianto di stent. Coinvolto il dipartimento delle malattie cardiovascolari e le unità operative di chirurgia vascolare e diabetologia. I risultati dello studio aretino presentati il prossimo Novembre a Continua a leggere…

San Donato, sala operatoria satellite per un convegno scientifico in corso a Firenze

Ginecologi aretini docenti e tutor del corso:”l’isteroscopia moderna, la sua modulazione con i nuovi strumenti”.

Sono oltre 800 le pazienti aretine che  ogni anno si sottopongono ad interventi con tecnica isteroscopica ambulatoriale e circa 200 quelle che lo effettuano in day hospital.

Arezzo– Da oggi  5 al 7 ottobre, specialisti di ginecologia Continua a leggere…

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