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Ancora sulla "querelle" Molino Sociale-Amministrazione Comunale

Dalla Redazione del “Fendente” – Abbiamo ricevuto questa e-mail, regolarmente firmata ma che omettiamo per ovvi motivi; Una lezione di “diritto privato” molto chiara sulla querelle tra Amministrazione comunale di Sansepolcro e Molino Sociale di cui ci siamo occupati con articolo pubblicato in data 24.01.2012
Ecco cosa ci è stato scritto:
“”Ho letto l’articolo in merito alla questione del Molino Sociale.
Si riferisce:

… RILEVATO che l’area di cui trattasi appartiene al Comune di Sansepolcro
come del resto espressamente dedotto dalla stessa Cooperativa nell’atto di
citazione a comparire dinanzi al Tribunale di Arezzo Sezione Distaccata di
Sansepolcro notificato il 02/12/2008 tendente ad ottenere un riconoscimento di
proprietà per intervenuta usucapione, istituto questo inapplicabile alla
fattispecie concreta di cui trattasi non solo perché quantomeno fino all’anno
2005 trattavasi di area compresa nel patrimonio indisponibile in quanto
destinata a parcheggio pubblico negli strumenti urbanistici approvati con
delibera della Giunta Regionale…
Immagino che il riferimento sia all’usucapione breve quindicennale prevista
per i fondi rustici situati nei comuni montani, ma mi chiedo quali fossero i
requisiti per proporre tale istanza; anche su web puoi trovare alcune note:
– Sono usucapibili, difatti, i beni che sono in commercio (non sono
usucapibili le c.d. res communes omnium) e non sono qualificabili come
demaniali. Sotto quest’ultimo aspetto, mentre non sono passibili di usucapione,
appunto, i beni appartenenti al demanio pubblico, lo sono, invece, quelli che
afferiscono al patrimonio indisponibile dello Stato o di altri Enti Pubblici, a
patto che, secondo quanto previsto dall’art. 828 c.c., la loro destinazione
tipica non venga mutata dal possesso stesso.
– Sono esclusi dall’usucapione i diritti aventi per oggetto beni demaniali e
del patrimonio dello Stato e degli altri enti pubblici territoriali.
UN CASO PARTICOLARE: usucapione speciale per i fondi rustici
Caso a sé è quello relativo all’acquisto per usucapione del diritto di
proprietà su fondi rustici (e relativi immobili) posti nelle zone montane così
come definite dalla legge n. 1102/71, art.3 o nei Comuni “a basso reddito” . In
questo caso sono sufficienti 15 anni di ininterrotto possesso a titolo di
proprietà.
Nel solito caso di acquisto da parte di terzo di buona fede da soggetto non
proprietario, con atto regolarmente trascritto, sono sufficienti 5 anni dalla
trascrizione – senza che l’usucapione venga interrotta – per confermare la
regolarità del trasferimento. Si discute sulla difficoltà che -trattandosi di
fondi rustici- si può creare per la necessità della trascrizione.
Nel caso in cui venga venduto un fondo confinante con un altro la cui
proprietà sia stata usucapita, se il proprietario di quest’ultimo non ha fatto
conoscere al vicino la sua posizione di proprietario, non può legittimamente
pretendere di venirne informato per poter usufruire della prelazione prevista
per i fondi rustici.
I beni indisponibili sono indicati dall’art. 826 del Codice civile.
Tali beni hanno caratteristiche simili ai beni demaniali, ma con vincoli
sensibilmente minori. Sono inseriti nel patrimonio indisponibile dello Stato
oppure nel patrimonio indisponibile di Province o Comuni:
Le foreste
Le cave e le torbiere, quando la disponibilità ne è sottratta al proprietario
del fondo.
Qualsiasi cosa sia di interesse storico, archeologico, paleontologico,
paleontologico e artistico che sia stata ritrovata da qualsiasi soggetto nel
sottosuolo.
I beni necessari per lo svolgimento delle funzioni del presidente della
Repubblica (patrimonio indisponibile dello Stato).
Le caserme, gli armamenti, le navi e gli aeromobili militari.
Beni elencati in modo generico, dal medesimo articolo di cui sopra, ovvero
tutti quei beni (mobili e immobili) destinati ad un pubblico servizio e di
proprietà dello Stato, o delle Province o dei Comuni.
L’Ente competente, per l’assegnazione e la gestione di questi beni, è oggetto
di Leggi dello Stato, oggi spesso discussi nella Conferenza di rapporti Stato e
Regioni. In base alla nuova ideologia federalista molti beni patrimoniali,
prima di essere dismessi, seguono un trasferimento gerarchico dallo Stato alla
Regione, alla Provincia, nonché al Comune. Tale trasferimento è regolato
peraltro dalle nuove competenze, per effetto del decentramento nonché per la
favorevole presenza fisica degli amministratori locali sul territorio al fine
di garantire maggiori benefici, derivanti dall’uso della cosa pubblica.
Tale tipologia di beni, ai sensi dell’art. 828 c.c., non possono essere
sottratti alla loro funzione pubblica. Questa condizione li sottrae a qualsiasi
azione esecutiva. A differenza dei beni demaniali sui beni del Patrimonio
Indisponibile è possibile l’iscrizione di alcuni diritti reali di godimento a
favore di terzi (anche a privati, fermo restando però che tali diritti non
contrastino con il fine pubblico del bene).
Il fatto che l’area fosse destinata a pubblico servizio (un parcheggio)
escluderebbe perciò la sussistenza di un diritto di usucapione
.
Saluti””
-La Redazione-

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