Archivio del Fendente

2007-2011

Archivio per il tag “diga”

Anche il Movimento Civico Borgo Nuovo interviene sul problema diga

Sansepolcro – Ad oggi tutti ci rendiamo conto che la diga non ha mai rappresentato una autentica risorsa per la nostra cittadina o quantomeno non ha apportato benefici proporzionati al rischio di un eventuale cedimento strutturale della stessa, cosa che in parte si è verificata nel Dicembre del 2010.
La realizzazione di nuovo ponte sul Tevere e la messa in sicurezza della diga erano nel nostro programma elettorale e sono ancora due punti fortemente voluti dalla nostra coalizione.
Riteniamo infatti che il ponte sia una spesa collegata alla sicurezza e, in questo frangente, va inserito tra le spese di riassetto della Diga, come anche la sistemazione degli argini del Tevere nei punti di cedimento a seguito della piena.
L’attuale amministrazione ci sembra spesso stornare l’attenzione su argomentazioni che seppur dignitosissime hanno una valenza secondaria; in particolar modo il sindaco avrebbe la responsabilità di chiedere un risarcimento dei danni che il cedimento ha causato con più forza rispetto a quanto abbia fatto fino ad ora.
Lo ha o lo hanno fatto? Se non lo hanno fatto, cosa aspettano?
La richiesta, esplicata con forza, dell’inserimento di una persona competente e professionale a rappresentanza della Valtiberina all’interno del cda del nuovo Ente Acque Umbro-Toscane, avrebbe dato un tono più accentuato ai fabbisogni e alle esigenze del nostro territorio.
Tale persona avrebbe rappresentato la voce del nostro comprensorio in modo da ricevere una più adeguata attenzione, dato che siamo tra i più esposti ai rischi che l’opera della diga comporta.
Ma siamo sicuri che l’amministrazione attuale abbia il desiderio di questa speciale attenzione? O piuttosto l’attuale amministrazione, appartenendo alla vecchia gerarchia di partito, non preferisca che gli enti sopracomprensoriali continuino a marciare nel solito vecchio modo?
In parte la scarsa volontà di farsi valere si è rivelata in quanto la possibilità di inserire tale presenza sarebbe, purtroppo, ormai sventata. Per l’ennesima volta il peso politico della Valtiberina è azzerato e  Il Comune più importante del territorio che è anche quello più a rischio in caso di problemi all’invaso, deve dare una risposta concreta. Noi la chiediamo con forza.

Il consigliere anghiarese Sandro Dini e la questione "Invaso di Montedoglio"

Dini ( RP): Sulla gestione della Diga, e’ ora che la Valtiberina alzi la propria voce!

La comunità locale deve ri-appropriarsi del diritto di dire la sua attraverso i suoi rappresentanti. Nel prossimo consiglio dell’unione dei Comuni presenterò un atto di impegno da mettere ai voti.
“Spetta alle comunità locali – e ai suoi rappresentanti in seno all’ente comprensioriale dell’unione dei comuni della valtiberina –  indicare la personalità che andrà a sedere nel nuovo Cda dell’Ente Acque Umbre Toscane. ”
Così Sandro Dini, consigliere in rappresentanza del suo Comune ( Anghiari) nell’Unione dei Comuni Montani della Valtiberina, va all’attacco sull’affaire della nomina del Cda del nuovo ente che prenderà  il posto dell’Ente irriguo umbro toscano (EIUT) . E aggiunge:
“ Mi auguro che nella prossima adunanza consiliare –  da programmare – dell’Ente Comprensoriale, il Presidente e tutti i rappresentanti  in seno all’assise, diano un contributo fattivo al dibattito in questione. Se necessario,  presenterò un odg di indirizzo e di impegno affinché l’ente comprensoriale si faccia rappresentante –  nei tavoli che contano – della volontà popolare e, affronti,  allo stesso tempo, in modo unitario la questione che tiene banco la stampa locale sul nome da fare”
La posizione di Sandro Dini è dunque chiara, ed è riassumibile nei seguenti termini :
-La politica deve riappropriarsi delle sue prerogative fondamentali a difesa del territorio e delle comunità che vi abitano; lo sfruttamento delle risorse derivanti dall’uso dell’Invaso deve avvenire sotto la gestione e il controllo diretto dei rappresentanti più prossimi delle comunità rivierasche che vivono e che percepiscono per prime i problemi inerenti alla sicurezza dell’opera stessa; sempre per questo motivo si tenga conto –  infine-  delle innumerevoli aziende e di privati cittadini che dall’incidente del 29 dicembre hanno subito danni e che ad oggi non sono stati minimamente  indennizzati -.                                             -La Redazione-

Montedoglio: la Valtiberina faccia i conti con la sinistra

 Locci, “Sull’Ente Acque i cittadini e gli industriali si appellino ai veri responsabili”

ValtiberinaIl consigliere regionale Dario Locci (Gruppo Misto) replica all’appello delle categorie economiche locali a proposito del nuovo ente, dopo che nei giorni scorsi i rappresentanti degli industriali della Valtiberina hanno lanciato un messaggio a mezzo stampa per vietare l’accesso all’Ente Acque da parte dei politici “trombati” in cerca di poltrone, un appello rivolto a quei politici che rappresentano il territorio nelle varie sedi, dai quattro Comuni della Valle, alla Provincia di Arezzo, fino al Consiglio regionale.

Ma Locci non ci sta a farsi chiamare in causa come ha fatto l’anghiarese  Giovanni Sassolini Busatti – presidente comprensoriale degli industriali – forse perché quest’ultimo non a conoscenza dei fatti per cui Locci non può essere unito agli altri politici che ci rappresentano in Regione a cui secondo Sassolini dobbiamo dire: “Dimostrate di amare sul serio il territorio e la sua economia e non trasformare in un ufficio di collocamento per singole persone ogni opportunità che si pone davanti a beneficio della collettività” (dal Corriere di Arezzo- pag.15 del 3 gennaio 2012).

Questa la dichiarazione del consigliere regionale:

-“L’Ente Acque Umbre-Toscane è frutto di uno dei soliti pasticci tra partiti. Sulla mancanza di una adeguata rappresentanza dei territori nel Cda i cittadini e gli industriali della Valtiberina si rivolgano al vero responsabile di questa situazione: la sinistra”.

 “Sono stato l’unico in Aula ad alzare la voce e chiedere che la legge istitutiva dell’Ente venisse immediatamente modificata in modo da dare degna rappresentanza ai territori. Ma mi sono trovato di fronte al no compatto della maggioranza”.

In occasione della ratifica dell’accordo Toscana-Umbria, Locci si era fatto promotore di un ordine del giorno in cui si chiedeva anche: l’inserimento nello statuto del nuovo Ente di alcuni meccanismi economici compensativi dei danni della diga, sia in termini di rischio che di deprezzamento di terreni e costruzioni, in favore dei cittadini del territorio.

“Ma niente da fare, l’ordine del giorno è stato bocciato- afferma molto amareggiato il consigliere Locci-. Ela Valtiberinaè rimasta, ancora una volta, la sola a pagare i danni della diga di Montedoglio”.

“Adesso – conclude il consigliere – i cittadini chiedano il conto alla sinistra”.

Ndr.Al presidente Sassolini, a suo tempo consigliere democristiano nel comune di Anghiari, proponiamo che,  dall’alto della sua carica, indichi chi potrebbe entrare a far parte, con pieno merito, nel CdA e suggeriamo anche di mettere in giusto risalto e non in modo marginale la colpa di certi impresari che costruirono la diga con materiale scadente, anzi la colpa maggiore che rischiò di procurare una catastrofe. Come vede Sassolini, i politici cercano i “carrozzoni” per quando saranno ‘trombati, certi impresari invece, lavorano come quelli che costruirono la diga che magari fruttò loro denaro ed il posto in altro ‘carrozzone’ per premio anche se commisero un reato e rischiarono di procurare una strage.

Rimbocchiamoci le maniche, mettiamoci in azione senza tanti proclami, facciamolo in silenzio ma con onestà.

-Il direttore-

 

Gli argini del Tevere e l’incuria pericolosa

VALTIBERINA-Gli argini del Tevere,a quasi un anno dall’incidente all’invaso di Montedoglio,sono rimasti immutati. Nulla, in questo lungo lasso di tempo, è  stato fatto per ripulire l’ampia golena del fiume. Percorrendo il tratto valtiberinadel fiume si trova una situazione di grave abbandono e incuria;lungo le sue spondeci sono grossi pioppi abbattuti e mai rimossi, alcuni intraversati nell’acqua ealtri che crescono a dismisura:un bosco vero e proprio che ha preso il posto del letto del fiume.Ma cos’è che più inquieta? Senza dubbio l’arrivo delle piogge che potrebbero ingrossare gli argini e tracimare. “Siamo preoccupati – dicono gli abitanti e i proprietari dei terreni a ridosso degli argini-si tratta di una situazione precaria che po’ peggiorare con la stagione piovosa; ci chiediamo cosa succederà se non verranno presi seri accorgimenti e se le piogge quest’inverno cadranno copiose. Che fine hanno fatto le promesse all’indomani del 29 dicembre?I nostri politici cosa ne pensano?”.Le realtà territoriali del bacino di Montedoglio e della golena del Tevere fanno parte del medesimo sistema paesistico e gli interventi di trasformazione attuati negli ultimi quaranta anni hanno portato allo stravolgimento delle condizioni ambientali originarie. La realizzazione di un invaso sul Tevere e la costruzione di uno sbarramento di cinquanta metri hanno completamente modificato gli equilibri paesaggistici ed ecologici del fiume a valle della diga.L’incidente alla diga con ladeviazione del getto di acqua dell’invaso nel corso del fiume ha causato un’ulteriore trasformazione. Allorale autorità preposte avevano dichiarato l’intenzione e l’urgenza di operare un intervento massiccio lungo gli argini al fine di una completa ripulitura e messa in sicurezza. Ma perché quanto annunciato non è stato portato a compimento? Certo è che dopo l’incidente anche il Tevere fa paura e nessuno si sente più tranquillo nemmeno a valle. Sembra, anche se al momento è solo una voce ufficiosa, che al riguardo privati cittadini stiano preparando un esposto che sarà presto indirizzato alla Procura della Repubblica, per conoscenza ai sindaci dei comuni interessati,nella speranza di muovere finalmente qualcosa. mm

Montedoglio, diga da rifare; Ammirati, Mugnai e Marignani (Pdl)

Massima diffusione presso i cittadini dei piani di manutenzione straordinaria e ordinaria e misure di sostegno alla Valtiberina.

Lo chiede il Pdl all’indomani della chiusura della relazione dei periti della procura di Arezzo che lavorano sul crollo della diga di Montedoglio del 28 dicembre scorso.

A intervenire in questo senso sono i Consiglieri regionali del Pdl Paolo Enrico Ammirati (Vicecapogruppo), Stefano Mugnai e Claudio Marignani (Vicepresidente II Commissione – Agricoltura) la cui prima preoccupazione è adesso per la serenità delle popolazioni: «E’ indispensabile – affermano – che i cittadini siano tempestivamente e diffusamente messi a conoscenza dei piani di manutenzione si straordinaria che ordinaria, così che abbiano la consapevolezza che per garantire la loro incolumità si sta facendo tutto il possibile e tutto è tenuto sotto continua osservazione da chi di competenza».

Operazione sicurezza dunque, certo, ma non solo: «Alla luce degli esiti della perizia – proseguono Ammirati, Mugnai e Marignani – si rende più che mai opportuno che ai Comuni della Valtiberina sui quali insiste l’invaso siano conferiti riconoscimenti compensativi non solo in termini infrastrutturali, quali il nuovo ponte sul Tevere, o di agevolazioni per quanto riguarda le acque irrigue o gli approvvigionamenti elettrici. Servono infatti anche misure di sostegno specifiche per rilanciare un territorio che da quell’evento ha riportato gravi danni d’immagine e che ora necessita di provvedimenti a sostegno della ripresa turistica».

“Le amministrazioni locali, anziché spendersi in plausi alla Regione, facciano chiarezza e informino i cittadini”

La Sinistra sull’Ente Acque

Sansepolcro – Rimaniamo perplessi rispetto ai commenti trionfali formulati anche da amministrazioni comunali valtiberine rispetto alla costituzione dell’Ente Acque Umbro-Toscane. L’intesa siglata dalle regioni Toscana ed Umbria, infatti, non sembra  dare adeguate risposte alle istanze sollevate dai cittadini della Valtiberina, e anche dal Consiglio Comunale di Sansepolcro e dal Consiglio Provinciale di Arezzo, che con votazione unanime avevano avanzato precise richieste relativamente alla rappresentatività dei comuni rivieraschi nel soggetto gestore, ai meccanismi compensativi per i territori in cui insiste l’invaso, all’incentivazione della vocazione di fornitura di acqua potabile in aggiunta alle erogazioni a scopo irriguo.

Non si possono trarre infatti le necessarie garanzie tenendo conto del solo ordine del giorno votato a Firenze, il cui testo lascia peraltro spazi che è necessario approfondire: in particolare relativamente agli effettivi ruoli del cosiddetto “organismo di controllo”, di cui farebbero parte gli enti locali e che non sembra poter incidere concretamente sulla gestione; così come vanno compresi i criteri della concertazione che la Regione sarebbe tenuta a fare con i comuni rivieraschi relativamente alla scelta del proprio rappresentante nel consiglio d’amministrazione.

Riteniamo quindi che gli enti locali coinvolti, anziché dedicarsi esclusivamente a plausi nei confronti della Regione, dovrebbero attivarsi da subito per fare chiarezza sui tanti punti ancora controversi della vicenda, e per informare tempestivamente ed esaurientemente i cittadini, che hanno chiaramente dimostrato – anche con la massiccia presenza all’iniziativa dello scorso 7 ottobre a Sansepolcro – di non voler accettare di essere ulteriormente presi in giro.

– Gruppo consiliare La Sinistra / Rifondazione Comunista / Sinistra Ecologia e Libertà-

Montedoglio: sono trascorsi sei mesi…

Sono ormai trascorsi sei mesi dal crollo di porzione del muro di sfioro dello sbarramento dell’Invaso di Montedoglio, il lago si presenta nella sua assoluta desolazione e abbandono, gli argini e le opere di protezione dell’alveo del Tevere, prevalentemente nel tratto toscano, sono li dissestati e danneggiati, tutto tace, e allora la domanda da rivolgere Continua a leggere…

Montedoglio: le indagini proseguono

VALTIBERINA – Saranno nominati, la prossima settimana, un “pool” di periti ed esperti dalla Procura della Repubblica di Arezzo che dovranno verificare le anomalie alla struttura di Montedoglio (opera realizzata a inizio anni Ottanta da Cogeco e ora sotto sequestro) dopo l’incidente di mercoledi 29 dicembre. Continua a leggere…

Valtiberina: 29-30 dicembre, notte di paura

L’impressionante fuoruscita dell’acqua dalla paratia in avaria nella notte della paura presso la diga dell’invaso di Montedoglio che ha costretto all’evacuazione di circa 200 famiglie nelle frazioni di Motina e Viaio di Anghiari e S.Fiora di Sansepolcro.

Ore 08,41, l’allarme è sempre più tenue, il livello del lago artificiale è sceso di diversi metri, ancora un paio per tornare alla sicurezza.

Questa Redazione seguirà l’ulteriore evolversi della situazione.

Ogni altra notizia che non riguarda Montedoglio è spostata alle ore 11.00.

La Redazione

Raccomandazione della Redazione del “Fendente”

State tranquilli:

il flusso della fuoruscita dell’acqua dalla paratia

è in diminuzione.

Mantenete la calma.

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