Archivio del Fendente

2007-2011

Archivio per il tag “dimissioni”

Il viale del tramonto dell'era Berlusconi

Escort, spread, sfiducia e dimissioni

Il Cavaliere, passato indenne anche dallo scandalo dei festini di Arcore, è stato affondato dal differenziale diventato famoso nel corso del 2011.

Ecco la cronologia di un anno decisivo. Sono due parole inglesi ad aver segnato l’annus horribilis di Silvio Berlusconi: escort e spread. Ma se dalla prima il Cavaliere è riuscito goffamente a difendersi per undici mesi, coinvolgendo persinola Camera in un voto grottesco sulla valutazione dell’inesistente parentela di una marocchina con Hosni Mubarak, la seconda lo ha costretto in pochi mesi a lasciare Palazzo Chigi dopo anni di immobilismo.

Sfiancato per mesi dalle escort, massacrato in poche settimane dallo spread.

Questa la cronologia dell’anno appena trascorso per il Cavaliere: le offensive mediatiche per giustificare lo scandalo Ruby, gli interventi spregiudicati nei vertici internazionali, le arringhe nei comizi di partito. Poi le dimissioni e il ritorno, di nuovo all’attacco, nelle ultime settimane dell’anno. (F.Q.)

 

Cambursano: via dal Parlamento per il dissenso con la Idv sulla manovra

Il deputato dipietrista si è dimesso dal partito e da Montecitorio perché era favorevole a votare a favore del decreto ‘salva-Italia’.

In dissenso con la linea del partito sul ‘decreto salva-Italia’, l’onorevole Renato Cambursano ha lasciato il gruppo dell’Italia dei Valori e si è dimesso da deputato (fino all’accoglimento da parte dell’aula siederà nel gruppo misto). Una scelta inconsueta, quella di rinunciare alla poltrona, che fa di Cambursano un’anomalia nel panorama istituzionale italiano: “Il fatto di essere considerato anomalo non mi offende anzi, in questo momento potrebbe anche essere un complimento. La mia è una scelta in assoluta libertà che mi pare anche normale”.
Cambursano è entrato in contrasto con le posizioni espresse dall’Idv sulla manovra partorita dal governo Monti: “Questa manovra (cito Casini) è una medicina amara e, aggiungo, molto amara soprattutto per alcune categorie. Ma è anche vero che è l’unica medicina che la farmacia politico parlamentare in questo momento ha a disposizione per il grande malato che si chiama Italia. Noi ne avremmo fatta un’altra. Altri ne avrebbero fatta un’altra ancora. Ma questo è quello che passa la farmacia”.

Dunque, secondo il punto di vista di Cambursano anche Di Pietro e l’Idv avrebbero dovuto sostenere in maniera costruttiva la manovra, votandola e assumendosi le necessarie responsabilità per il bene del Paese: “La motivazione è molto semplice e lineare, se fossimo stati al governo avremmo fatto sicuramente un’altra manovra, molto diversa da quella approntata. Anche io personalmente. Abbiamo fatto tante battaglie congiunte nel partito e nel gruppo. Il discrimine è nato proprio sul voto. Perché io ritenevo che questa era la medicina da mandare giù se volevamo salvare l’ammalato. Altri hanno pensato diversamente. Non mi sono mai permesso di criticare le scelte altrui, ma di fronte a una così forte divaricazione ho invocato l’articolo 67 della Costituzione che dà al parlamentare la possibilità di essere svincolato dal mandato.

Poi ho anche tirato le conclusioni. Questo provvedimento salva-Italia non era pari a quello discusso e approvato un paio di anni fa che stabiliva la misura della coda e delle orecchie dei cani. Con tutto rispetto per gli animali, questa è una cosa un po’ diversa e su un tema così forte non può esserci ambiguità. E’ chiaro che uno deve tirare le conclusioni sia rispetto all’appartenenza a un partito e a un gruppo, ma anche rispetto alla permanenza in seno alla Camera, dato il mandato ricevuto dagli elettori Idv con questo sistema elettorale io ho scelto di rassegnare le dimissioni”.
Davanti all’Italia in difficoltà, da buon alpinista, Cambursano ha fatto la sua scelta: “Se c’è una persona in pericolo appesa ad un costone gli si tende la mano, anche a rischio della propria vita. Altri preferiscono fare finta di non sentire le richieste di aiuto o, ancor peggio, di fermarsi a guardarla mentre cade. Io non rinnego una virgola delle battaglie fatte con Di Pietro, ma l’Italia stava cadendo e andava salvata. Nel gruppo c’è stato confronto, anche acceso, io non sono per continuare a camminare e fare finta di niente con la scusa che tanto non sono determinante, non si fa così. Io mi metto davanti allo specchio e mi chiedo, se il mio voto fosse determinante cosa farei? E mi sono comportato di conseguenza”.

Staccioli: “Via dalla Lega per fondare un nuovo partito” La consigliera regionale si dimette dalla Lega Nord.

Insieme a lei lasciano: segretari provinciali, consiglieri comunali e provinciali.

Una diaspora”. Così Marina Staccioli, consigliera regionale passata al Gruppo Misto, commenta l’addio alla Lega Nord Toscana suo e di decine di iscritti, militanti ed eletti in tuttala Regione. “Non mi riconosco più in questo partito – dichiara Staccioli – i vertici hanno smesso di ascoltare la base. Anzi, hanno lavorato per distruggere la base attiva sul territorio”.

Lo strappo arriva in seguito alla decisione del partito di sospendere la consigliera per nove mesi e al commissariamento di nove province toscane su dieci. Ma anche a causa della “gestione autoritaria del partito – spiega Staccioli – messa in atto dall’ex segretario regionale Claudio Morganti”. Situazione che, secondo la consigliera regionale, non è affatto migliorata con l’arrivo del commissario Gianni Fava, “che non ha fatto altro che imprimere un’accelerata all’azzeramento dei comitati provinciali e di quel poco di democrazia interna che restava”.

“Ma le energie non andranno disperse – chiarisce Staccioli – stiamo raccogliendo le forze per formare un nuovo partito, in cui possano confluire i valori e le idee che abbiamo sempre difeso”.

Con la consigliera regionale nella possibile nuova formazione ci sono intanto i Segretari provinciali Federico Meanti (Massa Carrara), Vincenzo Capovani (Lucca) e Andrea Asciuti (Firenze), tutti dimissionari dalla Lega. 

Tessera riconsegnata anche da parte del Capogruppo del Carroccio in Provincia di Massa Carrara Cesare Micheloni e dell’altro consigliere provinciale Pietro Fontana. Tra i disillusi anche Giovanni Iadicicco, uno dei padri fondatori della Lega Nord Toscana, e Alessandro Tarducci, ex Responsabile del Tesseramento Nazionale.

“Nelle prossime ore arriverà una valanga di lettere di dimissioni – conclude Staccioli – qui si chiude la storia della Lega Nord Toscana”.

Ufficio Stampa

-Francesca Puliti-

Il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo chiede le dimissioni dei presidenti di Aato n. 4 e Nuove Acque spa

 Ricevuto il 18/07/2011 alle 12:17

La vittoria dei cittadini e del Comitato al Consiglio di Stato sulle tariffe illegittime è l’ennesima che dimostra quanto disastrosa sia stata la gestione dell’Aato per la parte pubblica, si legge nella nota
“Il contenuto della replica del Presidente dell’Ato, Dario Casini, conferma puntualmente quanto già affermato dal Comitato Acqua Pubblica. Continua a leggere…

Che si dimetta premier

Gasparri: non ho sottoscritto alcun appello per dimissioni Fini

(ANSA) – ROMA, 11 AGO – Si dovrebbe dimettere Berlusconi ‘imputato in piu’ processi’ afferma il capogruppo Fli Italo Bocchino. E con il premier, aggiunge ‘per lo stesso motivo i ministri Matteoli, Fitto e il sottosegretario Bertolaso’. Continua a leggere…

P3: Anm, dimissioni magistrati coinvolti

Palamara: vogliamo magistrati integri e indipendenti

(ANSA) – ROMA, 14 LUG – ‘Bisogna avere la capacita’ e il coraggio di farsi da parte’, ha detto il segretario Anm Cascini sul coinvolgimenti di magistrati nella P3. Continua a leggere…

Cavaliere, imita l’onestà di Brancher

Aldo Brancher si e’ dimesso

MILANO- Il ministro Aldo Brancher ha annunciato nell’aula del tribunale di Milano le proprie dimissioni da ministro. Brancher ha anche rinunciato al legittimo impedimento nell’ambito del processo per la tentata scalata alla Antonveneta. Nell’anticipare le sue “dimissioni irrevocabili” da ministro “al fine di consentire una rapida Continua a leggere…

Scajola si è dimesso

Soffro ma lascio.

Claudio Scajola si presenta davanti alla stampa e, con voce scossa, annuncia le sue dimissioni. “In questa situazione che non auguro a nessuno io mi devo difendere – si accora -. E per difendermi non posso continuare a fare il ministro come ho fatto in questi due anni”. Continua a leggere…

Bocchino:premier ha chiesto la mia testa

ANSA, Ultimo aggiornamento: 29/04/2010

‘Berlusconi non voleva che partecipassi a Ballaro”

(ANSA) – Roma – ‘Con una direttiva durante Ballaro’ Berlusconi ha chiesto la mia testa’: cosi’ Bocchino, che si e’ dimesso da vicepresidente del gruppo Pdl.’Berlusconi -ha aggiunto- commette il grave errore di colpire il dissenso, ma questo non ci porta lontano’. Continua a leggere…

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