Archivio del Fendente

2007-2011

Archivio per il tag “locci”

Montedoglio, ”solo proclami per riempire una poltrona”

Locci, dopo le affermazioni del sindaco di Anghiari:  “Nel momento in cui ci sarebbe stato da attivarsi per ottenere ciò che spettava di diritto nessuno ha fiatato”

“Il sindaco arriva tardi sull’Ente Acque Umbre Toscane, la Valtiberina è già stata tagliata fuori dalla gestione, proprio per opera della maggioranza Pd che regna in Toscana”. Con queste parole il consigliere regionale Dario Locci (Gruppo Misto-nella foto) replica alle recenti affermazioni del primo cittadino di Anghiari Riccardo La Ferla.
“E’ inutile adesso andare ad elemosinare un ruolo per la Valtiberina nel Cda dell’Ente – continua Locci – quando il territorio e i cittadini sono già stati estromessi con l’approvazione della legge capestro approvata in Consiglio regionale”. La legge con cui si è istituito il nuovo Ente, infatti, stabilisce che la nomina dei tre componenti del Cda spetti alle due Regioni e al Ministero delle Politiche agricole.
“In quella occasione – ribadisce il Presidente del Gruppo Misto – presentai un ordine del giorno per assicurare la rappresentanza del territorio, nonché meccanismi risarcitori nei confronti dei cittadini della Valtiberina. Ma la maggioranza lo bocciò con un voto compatto”.
“Fare proclami adesso per cercare di riempire una poltrona – conclude Locci – è un non senso. Nel momento in cui ci sarebbe stato da attivarsi per ottenere ciò che spettava di diritto nessuno ha fiatato”.

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Montedoglio: la Valtiberina faccia i conti con la sinistra

 Locci, “Sull’Ente Acque i cittadini e gli industriali si appellino ai veri responsabili”

ValtiberinaIl consigliere regionale Dario Locci (Gruppo Misto) replica all’appello delle categorie economiche locali a proposito del nuovo ente, dopo che nei giorni scorsi i rappresentanti degli industriali della Valtiberina hanno lanciato un messaggio a mezzo stampa per vietare l’accesso all’Ente Acque da parte dei politici “trombati” in cerca di poltrone, un appello rivolto a quei politici che rappresentano il territorio nelle varie sedi, dai quattro Comuni della Valle, alla Provincia di Arezzo, fino al Consiglio regionale.

Ma Locci non ci sta a farsi chiamare in causa come ha fatto l’anghiarese  Giovanni Sassolini Busatti – presidente comprensoriale degli industriali – forse perché quest’ultimo non a conoscenza dei fatti per cui Locci non può essere unito agli altri politici che ci rappresentano in Regione a cui secondo Sassolini dobbiamo dire: “Dimostrate di amare sul serio il territorio e la sua economia e non trasformare in un ufficio di collocamento per singole persone ogni opportunità che si pone davanti a beneficio della collettività” (dal Corriere di Arezzo- pag.15 del 3 gennaio 2012).

Questa la dichiarazione del consigliere regionale:

-“L’Ente Acque Umbre-Toscane è frutto di uno dei soliti pasticci tra partiti. Sulla mancanza di una adeguata rappresentanza dei territori nel Cda i cittadini e gli industriali della Valtiberina si rivolgano al vero responsabile di questa situazione: la sinistra”.

 “Sono stato l’unico in Aula ad alzare la voce e chiedere che la legge istitutiva dell’Ente venisse immediatamente modificata in modo da dare degna rappresentanza ai territori. Ma mi sono trovato di fronte al no compatto della maggioranza”.

In occasione della ratifica dell’accordo Toscana-Umbria, Locci si era fatto promotore di un ordine del giorno in cui si chiedeva anche: l’inserimento nello statuto del nuovo Ente di alcuni meccanismi economici compensativi dei danni della diga, sia in termini di rischio che di deprezzamento di terreni e costruzioni, in favore dei cittadini del territorio.

“Ma niente da fare, l’ordine del giorno è stato bocciato- afferma molto amareggiato il consigliere Locci-. Ela Valtiberinaè rimasta, ancora una volta, la sola a pagare i danni della diga di Montedoglio”.

“Adesso – conclude il consigliere – i cittadini chiedano il conto alla sinistra”.

Ndr.Al presidente Sassolini, a suo tempo consigliere democristiano nel comune di Anghiari, proponiamo che,  dall’alto della sua carica, indichi chi potrebbe entrare a far parte, con pieno merito, nel CdA e suggeriamo anche di mettere in giusto risalto e non in modo marginale la colpa di certi impresari che costruirono la diga con materiale scadente, anzi la colpa maggiore che rischiò di procurare una catastrofe. Come vede Sassolini, i politici cercano i “carrozzoni” per quando saranno ‘trombati, certi impresari invece, lavorano come quelli che costruirono la diga che magari fruttò loro denaro ed il posto in altro ‘carrozzone’ per premio anche se commisero un reato e rischiarono di procurare una strage.

Rimbocchiamoci le maniche, mettiamoci in azione senza tanti proclami, facciamolo in silenzio ma con onestà.

-Il direttore-

 

Locci e Staccioli criticano il comportamento dell’Idv

“Ci aspettavamo più coraggio dall’Idv”

I consiglieri del Gruppo Misto dopo la bocciatura dei tagli agli stipendi degli alti dirigenti

“Altro che lotta ai poteri forti, anche l’Italia dei Valori, di fronte alla vera casta, quella dei burocrati, si tira indietro”. Così i consiglieri regionali Dario Locci e Marina Staccioli (Gruppo Misto), dopo la bocciatura in Aula dell’ordine del giorno sulla riduzione degli stipendi degli alti dirigenti, avvenuta in seguito al voto contrario della maggioranza compatta.

“Potevamo aspettarcelo dal Pd – dichiara Locci – che ha avallato un taglio minimo di pura facciata, ai danni dei soli direttori generali delle Asl. Ma non certo dall’Idv – prosegue il presidente del Gruppo Misto – che ha condotto una strenua battaglia per contenere i costi della politica, sia a livello nazionale che locale”.

“Da un gruppo che ha fatto le pulci ai conti dei consiglieri – attacca Staccioli – prendendo di mira persino i due euro di sconto alla mensa regionale, ci aspettavamo più coraggio”.

Dobbiamo prendere atto del fatto che di fronte a chi detiene il potere vero – concludono i consiglieri – anche l’Idv sventola bandiera bianca”.

Ufficio Stampa

Francesca Puliti

 

LOCCI, consiglieri regionali “compriamoci il debito pubblico”

Dopo l’iniziativa lanciata da Giuliano Melani sul Corriere, arriva la proposta di risoluzione

“Rinunciamo a un mese di indennità e utilizziamo quei soldi per acquistare titoli di Stato”. La proposta, rivolta a tutti i consiglieri regionali, arriva da Dario Locci, Presidente del Gruppo Misto in risposta all’iniziativa lanciata da Giuliano Melani, imprenditore toscano, sul Corriere della Sera.

Lo scorso 4 novembre Melani ha infatti acquistato una pagina del quotidiano per invitare i cittadini a sottoscrivere titoli del debito pubblico italiano per sostenere il Paese, eventualmente anche a tasso zero. Considerato l’attuale ammontare del debito (pari a circa 1.900 miliardi di euro), basterebbe che ogni cittadino si sobbarcasse 4.500 euro di titoli di Stato per 7/8 anni per riportare tutto il debito in mani italiane. E rendere così l’Italia indipendente dalle decisioni di Francia, Germania o chiunque altro intendesse acquistare i nostri titoli.

“L’appello del signor Melani – spiega Locci – ha già mobilitato migliaia di italiani, a partire dai privati cittadini fino agli istituti di credito, alcuni dei quali hanno già dato la propria disponibilità ad azzerare i costi dell’operazione di vendita dei titoli di Stato alle famiglie, in caso venisse istituita una ‘giornata del debito’. La politica – continua il consigliere regionale – si è mossa tardi come al solito e non è ancora riuscita a dare una risposta concreta ed unitaria a questa iniziativa”.

Ecco perché a dare il buon esempio potrebbero essere i consiglieri regionali toscani, “che già si sono distinti per il contenimento delle spese e degli stessi emolumenti”, chiarisce Locci. “Pertanto ho depositato una proposta di risoluzione affinché già l’indennità di novembre possa essere corrisposta direttamente in titoli di Stato. Un’operazione concreta, in un momento in cui davvero nessuno può più permettersi di tirarsi indietro e nascondere la testa sotto la sabbia”.


 

 

Viva Sansepolcro: su Montedoglio un mare di ipocrisia

Servono a ben poco i convegni se i relatori fanno promesse e poi, alla prova dei fatti, si comportano in maniera del tutto opposta. Nel bel convegno organizzato qualche settimana fa dai partiti della sinistra locale erano stati chiesti impegni precisi alle amministrazioni regionali. In particolar modo si chiedeva un coinvolgimento attivo dei comuni altotiberini nella gestione del nascente Ente Acque Umbro-Toscano e si chiedevano forme di indennizzo in favore della popolazione locale, come avviene in altre aree del paese (ad esempio il vicino Valdarno) che ospitano strutture o impianti di pubblica utilità .

Nonostante le assicurazioni fornite qualche giorno fa, nel testo dell’intesa raggiunta in Regione non c’ è nessuna traccia degli impegni presi. Nessuno nella maggioranza (PD, IDV, SEL) ha aperto bocca.

Solo il consigliere indipendente Avv. Dario Locci (nella foto), esponente biturgense del Gruppo Misto, ha voluto dar seguito alle richieste della popolazione, sostenendo in Commissione Affari Istituzionali, l’ esigenza di due emendamenti che formalmente saranno presentati al Consiglio Regionale di martedì 25 ottobre.

Ancora una volta dunque i cittadini vengono illusi e poi abbandonati dai partiti, secondo un copione che ormai si ripete continuamente e indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni.

Stupisce soprattutto il comportamento del presidente della commissione Marco Manneschi, consigliere aretino dell’IDV, finora distintosi per la sua indipendenza di pensiero e d’azione, ma in questo caso anch’egli supino al volere della maggioranza.

Il tema passerà  al vaglio del Consiglio Regionale nella seduta di martedì 25 ottobre e vogliamo sperare (anche se la speranza rischia di essere ancora una volta vana) che le prossime ore possano portare al ravvedimento e al varo di una struttura di gestione che possa finalmente restituire alla popolazione della Valtiberina quel rispetto che al momento viene del tutto disatteso.

Invitiamo inoltre i cittadini a seguire in diretta streaming dal sito del Consiglio Regionale (ore 15,30) il dibattito con le dichiarazioni e il voto dei vari gruppi politici.

-Comunicato stampa di: Viva-Sansepolcro-
http://www.vivasansepolcro.it

Locci: l’unica a pagare rimane la Valtiberina

Il Presidente del Gruppo Misto: “Gli ordini di partito hanno avuto la meglio sul buonsenso”.
“Ancora una volta gli ordini di partito hanno avuto la meglio sul buonsenso”. Con queste parole il consigliere regionale Dario Locci (Gruppo Misto) commental’approvazione in Consiglio della leggeistitutiva del nuovo Ente Acque Umbre-Toscane (EAUT), che d’ora in poi dovrà gestire quattro invasi a cavallo tra le due regioni, tra cui la diga di Montedoglio.

“Dopo tante promesse di partecipazione, dopo tante garanzie di rappresentatività delle popolazioni locali, ribadite in convegni, incontri e mozioni – continua Locci – alla Valtiberina non sono andate neanche le briciole. Gli Enti locali, in primis i Comuni di Anghiari, Sansepolcro e Pieve Santo Stefano, sono stati estromessi da qualsiasi potere decisionale. Nel Consiglio di amministrazione dell’EAUT siederanno solo tre membri, uno in rappresentanza della Regione Toscana, uno dell’Umbria e uno del Ministero delle politiche agricole”. La legge, frutto di un’intesa tra le due Regioni, è stata approvata a maggioranza. Respinto, invece, nonostante il voto compatto di tutto il centrodestra, l’ordine del giorno presentato da Locci, che impegnavala Giunta a rivedere l’Intesa conla Regione Umbria inserendo nel Cda un rappresentante degli Enti locali coinvolti e un meccanismo di compensazione economica per i territori “mutilati” dagli invasi, sia in termini di superficie che di valore di mercato.

“La Valtiberinarimane l’unica a pagare il prezzo di pesanti opere idrauliche – conclude Locci – senza vedersi risarcire neanche un centesimo”.

Ufficio Stampa
Francesca Puliti

Montedoglio, via libera al nuovo “Ente acque umbre-toscane”

 Locci (gruppo misto): “Cittadini danneggiati due volte”

Ratificata in Commissione Affari istituzionali l’intesa Toscana-Umbria. Ora la legge passa all’esame del Consiglio regionale

“Enti locali esclusi dal processo decisionale, nessun risarcimento previsto: oltre al danno la beffa, l’intesa firmata dalla Regione Toscana con l’Umbria danneggia un’altra Continua a leggere…

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