Archivio del Fendente

2007-2011

Archivio per il tag “memoria”

Ecco a cosa dovrebbe far pensare il giorno della "Memoria"

Il commento di un nostro  lettore:

Inviato il 27/01/2012 alle 14:49 da POMODORO
Ricordare e commuoversi per aver vissuto sulla propria pelle la sopraffazione e la violenza è troppo poco. Bisogna essere sinceramente convinti che nessuno, a prescindere dai propri convincimenti, ha il diritto di annientare altri ne fisicamente ne intellettualmente. La tolleranza e la dialettica sono le virtù per assicurare ai nostri figli un avvenire più giusto e più duraturo. La malvagità non deve prevalere sulla parte buona dell’uomo che è parte di amore e di fratellanza. In questo si stabilisce il nostro futuro costruito nella pace che è figlia della giustizia. La violenza non è mai giustificata anche quando reagisce alla provocazione. Oggi è un giorno triste perchè tutti dobbiamo prendere atto di quella bestia che ringhia dentro ognuno di noi è ancora troppo ascoltata e ancora purtroppo mai dominata. Alla polvere di quei cadaveri passati per un camino nessuno può dichiararsi innocente.
contro, la violenza e, la sopraffazione,

2012 La Memoria calpestata

Conoscevo un anziano signore, a Montecatini, che ogni pomeriggio portava il suo barboncino a spasso in pineta.

Io mi sedevo talvolta al suo fianco, in pausa pranzo, e pian piano abbiamo iniziato a conversare. Mi chiedeva di me, gli chiedevo di lui. Finché un giorno, sarà stato il grigio del cielo sopra di noi, o la monotonia di quelle giornate tutte uguali, mi raccontò della sua personale tragedia.
Grecia, settembre 1943. Nessuna notizia dell’armistizio laggiù, quando i presunti ancora alleati tedeschi invitarono la guarnigione italiana a deporre le armi e salire sui treni che – finalmente – li avrebbero riportati a casa. La loro casa divenne un campo di prigionia militare, il loro mestiere di nuovo le armi (una fabbrica di artiglieria pesante, nella quale aveva perso la falange del pollice destro), il loro rancio gli scarti delle truppe, i loro vicini i più sfortunati fratelli deportati per motivi raziali. Aveva sofferto, era tornato a casa nel ’45 senza trovare più nessuno nella colonica dove era cresciuto, e portava ancora, con dignità, i segni di quell’esperienza chiusa in fondo al cuore. Non sorrideva mai. Ne parlava con commozione, ma senza rancore né ferocia. Non inveì mai contro l’aguzzino tedesco, ma ricordava con dolcezza la civile che quotidianamente gli passava tra i fumi dell’altoforno qualche tozzo pane, alcune patate crude, da dividere con i compagni e – quando possibile – con i fantasmi di uomini dall’altra parte del filo spinato. Quotidiano gesto di solidarietà che rappresentò la sua salvezza.
Ogni 27 gennaio, il mio giorno della memoria si consuma nel ricordo di quel signore taciturno che da alcuni anni non viene più nel primo pomeriggio in pineta. Penso all’orrore dello sterminio, alla sublimazione terribile della crudeltà umana, penso agli orrori di ieri che riattecchisco come gramigna nelle tragedie di oggi.
Penso ai Cie e ai Cpt italiani – non sono forse dei lager?, penso alla furia omicida e razzista che ha strappato la vita a Firenze ai nostri fratelli Samb e Diop.
Penso alla muraglia terribile che, proprio in Israele, spezza vite, famiglie e speranze di migliaia di palestinesi. La peggiore offesa di oggi alla memoria di ieri.
Penso, ancora, ai marines esportatori di democrazia che urinano sui corpi falcidiati dei miliziani afghani.
Penso ai cinquantacinque disperati che hanno perso la vita su una carretta di mare a largo delle coste siciliane nell’indifferenza generale nelle stesse ore in cui il circo mediatico accendeva i riflettori sul naufragio della Costa Concordia. Solidarietà venduta un tanto a audience.
Penso alle migliaia di prostitute – minorenni e straniere – relegate nella solitudine di ghetti bui o periferici, lontane dagli occhi della politica indifferente e del perbenismo borghese-cattolico.
Penso alla xenofobia ipocrita della Lega Nord che brucia il maiale sul sito destinato a una moschea, che si paladina di crociate anti-immigrazione, e poi investe in Tanzania.
Penso alle migliaia di bambini, nati e cresciuti in Italia, cui leggi cieche e retrograde negano i diritti fondamentali di ogni persona, lo ius soli, la cittadinanza, i diritti sociali e civili.
Penso che la solidarietà, l’accoglienza e lo spirito d’integrazione di alcuni non basti ancora a cancellare e sconfiggere l’indifferenza e l’odio dei più.
Penso che ricordarlo soltanto il 27 gennaio non basta, perché ci sono ancora troppe Aushwitz, vicine e lontane, da chiudere oggi.
Daniela Sgambellone
Responsabile Comunicazione Idv Toscana

Bossi, impara l’Inno Nazionale Italiano, è l’ora

FRATELLI D’ITALIA

Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta;
dell’elmo di Scipio s’è cinta la testa.
Dov’è la vittoria? Le porga la chioma
ché schiava di Roma Iddio la creò. Continua a leggere…

Città di Castello: oggi 30 ottobre e domenica 7 novembre

Anghiari ed il suo giorno della “memoria”: 18 agosto 1944

18 agosto 1944, ore 10,30 circa di sessantasei anni fa:

una caserma dei Carabinieri Reali viene disintegrata da un’esplosione;

-tra le macerie muoiono “tre” militari dell’Arma e “due” feriti di cui uno in modo molto grave;

-“dodici” sono anche i morti tra i civili. Continua a leggere…

In memoria di un amico

L’amico Domenico Bartolini,

Appuntato nei Carabinieri in congedo, emerito “confratello della Confraternita di Misericordia di Anghiari”, già Presidente  dell’Associazione Nazionale Carabinieri –Sezione di Anghiari- , ha lasciato questo mondo terreno.

Questa Redazione formula ai parenti del caro Estinto le più sincere condoglianze.

La Salma rimarrà fino a domani 23 luglio esposta nella ‘Sala mortuaria della Misericordia’ quando alle 12,30 sarà portata nella Chiesa della Prepositura.

I funerali avverranno domani alle ore 16,00.

Anghiari ricorda le tragedie della guerra

COMMEMORAZIONE A LA SCHEGGIA

26 Giugno 1944, a seguito di un rastrellamento da parte delle truppe tedesche, furono uccisi, al valico  della Scheggia, nel comune di Anghiari, cinque partigiani, tutti in un’età compresa tra i 18 e i 20 anni. Continua a leggere…

Affinche’ lo Sport sia solo insegnamento di vita

Heysel, il ricordo durerà per sempre

Platini e la squadra dell’85 a Torino per commemorare i 25 anni della tragedia. Oggi la rievocazione, Agnelli annuncerà la sala della memoria nel nuovo stadio. Nell’impianto che la Juve sta costruendo la violenza dovrà essere confinata nel passato.

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