Archivio del Fendente

2007-2011

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Monti riforma l'università. Meno peso a lauree e diplomi

 Il governo Monti mette mano anche su scuola e Università.

Il nuovo decreto sulle semplificazioni prevede ben nove articoli che hanno lo scopo di migliorare qualificazione e competitività di scuola, università e ricerca scientifica. Il testo del decreto, composto da 40 pagine e 67 articoli, sarà varato dal Consiglio dei ministri, ed e’ stato illustrato ieri dal premier Mario Monti al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.
Previsti anche un piu’ largo ricorso a internet nei rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione. La facolta’ al ministro dei Beni culturali di varare norme per la sponsorizzazione connesse agli interventi conservativi e l’operazione ‘burocrazia zero’ in alcune regioni.
Cominciamo dalla laurea: il titolo avra’ meno peso nei concorsi pubblici e anche il voto non avra’ piu’ valore. Per la partecipazione ai concorsi pubblici all’articolo 9 si prevede: «l’equiparazione dei titoli di studio e professionali nei casi in cui non sia intervenuta una disciplina di livello comunitario». A parte alcuni casi, come la laurea in medicina, il titolo perderà peso nelle selezioni per la pubblica amministrazione e non ci saranno punti in più a seconda del tipo di laurea.Cresciute a dismisura negli ultimi anni, per le università telematiche arriva un periodo difficile. Il decreto sulle semplificazioni prevede che vengano escluse dalle ripartizioni di fondi per ‘merito’, una norma introdotta dalla riforma Gelmini.Altra novità importante riguarda i ricercatori di tutte le università: quelli assunti a tempo indeterminato non potranno più essere ‘tutor’ o insegnare. Dovranno solo fare ricerca, mentre fino ad oggi erano largamente utilizzati per sostituire i docenti titolari oberati.
I concorsi, inoltre, con i bandi per i posti da ricercatore dovranno essere pubblicati in «Gazzetta Ufficiale». (da Affaritaliani.it)

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